Facebook and Social Networking

OpenSocial: Potenza della “Microinternet”
1 November 2007 1,279 views 2 Comments di alberto dottavi SHORT URL
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Ne parlano TechCrunch e Om Malik, e mi colpisce che vengano citati entrambi dalla BBC, uscita in ritardo rispetto al NYT – mundo al revés, come diceva una mia amica. Insomma Google sta presentando una serie di API per creare facilmente applicazioni "widget" da "embeddare" tra social networks. E così facendo trova anche l’alleanza di alcuni champion del Web 2.0 della prima ora, tra cui Marc Andreessen, che sempre ringraziamo per Mosaic e ora conosciamo per Ning (parlato qui all’inizio e poi qui). In questo post dice la sua illustrando il tema con screencast e altro, dopo averne raccontato i dettagli.

UPD Ecco il link alle developer resources. Però qua un’opinione discordante da parte del fondatore di CrowdsVine.

E’ che la viralità dei tool dentro Facebook, anche se un po’ predatoria, fa paura (ne avevo parlato qui). Ma sec me c’è anche da notare quanto potente sia stata la visione del "web as a desktop", il "webtop", con Internet come sistema operativo. Qui c’è una vecchia immagine che avevo raccolto ai tempi del "network computing", fa riferimento anche all’altra avventura di Andreessen, Netscape.

Parlo al passato perché ora ovviamente ci siamo dentro. Oggi abbiamo una roba apparentemente assurda come Slide.com che sta sviluppando una presenza Internet impressionante praticamente senza usare il sito, che è un add-on della loro proposta principale: i widget. Non chiediamoci quale sia il modello di business: Slide.com è il tool più usato su MySpace e Facebook, appunto, per l’embed. E sta gestendo una quantità di contenuti impressionante, sulle pagine personali di così tanti utenti che è impossibile riuscire a contarli.

SViluppare widget consente di concentrarsi ancora di più sugli aspetti applicativi evoluti, sulle funzioni e non sulla "cornice". L’ho ripetuto in più di un’occasione: ci si può fare qualsiasi cosa, anche commercio elettronico. Un esempio per cui devo ringraziare Leandro and friends per il loro Photoshakr. Allego qui sotto una serie che illustra cosa succede "scuotendo" (letteralmente: bisogna tenere cliccato col mouse e scuotere) le anteprime delle immagini. Alla fine, cliccando sul’icona della macchina fotografica, immaginate dove si va a finire? Su Amazon…

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Ne parlano TechCrunch e Om Malik, e mi colpisce che vengano citati entrambi dalla BBC, uscita in ritardo rispetto al NYT – mundo al revés, come diceva una mia amica. Insomma Google sta presentando una serie di API per creare facilmente applicazioni "widget" da "embeddare" tra social networks. E così facendo trova anche l’alleanza di alcuni champion del Web 2.0 della prima ora, tra cui Marc Andreessen, che sempre ringraziamo per Mosaic e ora conosciamo per Ning (parlato qui all’inizio e poi qui). In questo post dice la sua illustrando il tema con screencast e altro, dopo averne raccontato i dettagli.

UPD Ecco il link alle developer resources. Però qua un’opinione discordante da parte del fondatore di CrowdsVine.

E’ che la viralità dei tool dentro Facebook, anche se un po’ predatoria, fa paura (ne avevo parlato qui). Ma sec me c’è anche da notare quanto potente sia stata la visione del "web as a desktop", il "webtop", con Internet come sistema operativo. Qui c’è una vecchia immagine che avevo raccolto ai tempi del "network computing", fa riferimento anche all’altra avventura di Andreessen, Netscape.

Parlo al passato perché ora ovviamente ci siamo dentro. Oggi abbiamo una roba apparentemente assurda come Slide.com che sta sviluppando una presenza Internet impressionante praticamente senza usare il sito, che è un add-on della loro proposta principale: i widget. Non chiediamoci quale sia il modello di business: Slide.com è il tool più usato su MySpace e Facebook, appunto, per l’embed. E sta gestendo una quantità di contenuti impressionante, sulle pagine personali di così tanti utenti che è impossibile riuscire a contarli.

SViluppare widget consente di concentrarsi ancora di più sugli aspetti applicativi evoluti, sulle funzioni e non sulla "cornice". L’ho ripetuto in più di un’occasione: ci si può fare qualsiasi cosa, anche commercio elettronico. Un esempio per cui devo ringraziare Leandro and friends per il loro Photoshakr. Allego qui sotto una serie che illustra cosa succede "scuotendo" (letteralmente: bisogna tenere cliccato col mouse e scuotere) le anteprime delle immagini. Alla fine, cliccando sul’icona della macchina fotografica, immaginate dove si va a finire? Su Amazon…

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2 Commenti »

  • leeander ha detto:

    bella foto. La copierò nella pagina di leeander.com dove parlo di photoshakr! :))

  • alberto ha detto:

    happy bout that, lee :)

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