C’è questa frase di Joi Ito che, da quando l’ho letta, mi si è inchiodata in testa:
is because the Internet is open by nature
Non credo ci possa essere una sintesi molto più efficace delle dinamiche dell’Economia della Conoscenza. Ito continua così:
Anyone can participate without asking permission and anyone can compete with anyone else at every layer of the stack. This DNA of open and free competition (except for the occasional semi-monopoly) is what allows startups like Google to come in and displace incumbents.
Utopistico? Be’ non sarà facile. Però è già successo, qui da noi, nell’Internet italiana, negli ultimi mesi…

L’elenco è approssimativo e incompleto, però dà un’idea. E soprattutto non copre le start-up di livello più alto, quelle più grandi, perché mi piace sempre segnalare le iniziative che nascono “dal basso”. Più o meno valide non importa. Chi ci ha provato ha imparato. E anche se questa volta gli va male, prima o poi l’azzecca. Perché il modello di business è nell’ecosistema.
PS Si è parlato anche di questo, venerdì scorso. In quel momento qualcuno era a Venezia per Mind The Bridge, e poi si è ritrovato ai Percorsi dell’Innovazione. I link alle iniziative citate dopo il salto.[//]
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