Nuovo incontro Netwo: Il 2.0 italiano ospite da Dada

dottavi —  4 May 2007 — 11 Comments

Man mano che andiamo avanti, il 2.0 italiano si presenta sempre più variegato. Venerdì 4 maggio una piccola “delegazione” è stata ospite di Dada, in un incontro stimolato dal gruppo Netwo di cui ho il piacere di essere tra i fondatori. Padrone di casa Paolo Barberis, insieme agli altri co-fondatori dell’azienda. Anche questa volta le novità e i temi interessanti non sono mancati.

Alcune nuove presenze, rispetto al precedente incontro tenutosi da Yahoo!. A partire da Stefano Giannuzzi di GridLab, che sta lavorando a un progetto di social networking rivolto agli italo-americani. Very cool, mi viene da dire, anche perché Giannuzzi afferma che avrà una forte componente di “grassroot journalism”, e personalmente mi fa piacere perché quella del citizen journalism per gli italiani all’estero è un’idea che avevo avuto anch’io, ne avevo parlato in questo convegno (qualcosa di più qui). Il problema segnalato da Giannuzzi è sostanziale: due anni e mezzo per ottenere dei fondi, un tempo durante il quale il progetto è cambiato radicalmente. La tecnologia non aspetta la burocrazia, è tempo che anche le strutture pubbliche aprano le orecchie su questi temi.

Luca Mearelli, autore di The Typer, ha parlato di artigianato del software, un tema credo importante soprattutto riguardo la user experience, di cui avevamo al tavolo due esperti: Luca Mascaro (anche lui co-fondatore di Netwo) e Andreas Zumthor di Phiware (ma che lavora soprattutto per la Radio Televisione Svizzera, il che ci dice già molte cose). Credo che una progettazione con cura artigianale delle interfacce utente sul web, oggi, contrapposta a un approccio industriale e di massa, sia cruciale per consentire accesso ai molti che con la tecnologia non hanno familiarità – penso agli anziani – e che se navigano sono sicuro fanno un uso attivo molto limitato dell’Internet italiana (e se qualcuno è utente di BancoPosta Online sa cosa intendo).

Altra nuova presenza Tiziana Ferrando di SegnaloItalia, un aggregatore alla Digg per il turismo rivolto alla valorizzazione del territorio. Credo si possa definire iniziativa “hyperlocal“, un altro tema che ritengo molto importante per la realtà italiana. Diverso, ma non meno cruciale, l’approccio di Daniele Alberti, co-founder di Altre-menti, MyMinutes e Bakeca.it, che parla di trasferimento di tecnologie verso le industrie creative. Quelle di cui si sta occupando sono architettura e design: fantastico. Bellissima la rivista di Altre-menti (stralcio sotto, versione integrale sul loro sito), che nell’editoriale di Alberti focalizza anche uno dei principi ispiratori degli incontri Netwo: “Siamo sempre più convinti che solo il dialogo fra l’innovazione spontanea e il sistema produttivo rappresenti la leva strategica per lo sviluppo di nuovi business e per la creazione di stimoli e nuove conoscenze per il mondo industriale”. Esatto.

Daniel Ruzzini Mejia di DomainsBot e Davide Lombardi di Zooppa.com ce l’hanno quasi fatta. Due aziende ormai in cammino, con già qualche interessante successo internazionale. La prima ha elaborato una tecnologia di “name suggestion” per chi cerca un nome di dominio, e nasce quand’erano ancora minorenni. Ma hanno avuto l’idea di chiedere aiuto a un senior manager di caratura internazionale. Questo è il ruolo importantissimo del “mentor”, che in Italia sembra davvero carente. Lombardi ha invece trovato un incubatore privato (Davide sorry dimenticato il nome, se ce lo puoi segnalare) specializzato in nuove tecnologie, che quindi ha saputo capire subito il valore dell’innovazione proposta da Zooppa: user-generated advertisement (un tema che avevo sfiorato qui).

Intorno al tavolo, inoltre, Federico Colla, che sta lavorando al progetto Work-o-Matic, Claudio Cicali di Scrive.it, Tommaso Sorchiotti, brillante studioso :) che sta lavorando su Tumblr, il mini-blog super-facile, e sul concetto di “life blog”, Alesso Jacona, che segue con lodevole caparbietà il settore dei corporate blog e giustamente afferma che qui il problema è che “là fuori”, nel mondo di atomi, molti dei temi comuni alla blogosfera non si sa neanche che esistano, Paolo Valdemarin, che, lasciatemelo dire, quando parla dice sempre cose importanti, il vulcanico Giovanni Intini di Nimboo e Medlar, il superattivo Fabio Masetti, Marco e Stefano di Duespaghi, e gli altri “Netwooers” (e altro) Stefano Vitta di Bloggers e Fon, Lorenzo Viscanti (Wikio), Emanuele Quintarelli. Ci mancava Kiaroskuro del gruppo Nimboo.

Di Dada, insieme a Barberis, erano presenti anche gli altri co-founder: Angelo Falchetti, CEO dell’azienda, Alessandro Sordi, responsabile di Dada.adv, Jacopo Marello, responsabile delle corporate communications, Marco Argenti di Dada.net. E ancora Barbara Bellini, responsabile community e content, Chiara Ronchetti e Chiara “Chiarula” Rivella delle relazioni esterne, Marco Magnocavallo di Blogo.it, recentemente acquisiti, e Cristiano Escaplon di una finanziaria del Gruppo Mediolanum (spero di non aver fatto errori, nel caso mi scuso e attendo correzioni).

Crescita del fatturato, espansione internazionale, integrazione con il mondo “mobile”. Questi i punti salienti della rapida carrellata sulle attività di Dada che ci propone Paolo Barberis. Una crescita importante (520 dipendenti di cui 300 in Italia, 15 Paesi serviti, oltre 110 milioni di Euro di fatturato), che vede oggi ben il 50% dei ricavi dell’azienda provenire dall’internazionale. Un processo di globalizzazione dell’azienda che diventerà più significativo entro breve: tra non molto, infatti, sarà possibile pubblicare i propri contenuti in diverse lingue, superando così i limiti “per country”.

Funzionalità importante soprattutto perché legata a Friend$, il meccanismo di “pubblicità virale” inventato da Dada usando Google. Non solo chi porta nuovi iscritti può guadagnare anche dalle attività dei suoi “amici”, ma se si è particolarmente attivi, creando contenuti di valore, si guadagna anche se questi vengono mostrati in altre pagine, e non solo sul proprio blog. Il fatto di poter pubblicare sul mercato internazionale può portare a guadagni molto superiori agli utenti. Negli Stati Uniti l’efficacia di una certa campagna può essere anche 10 volte superiore all’Italia.

Friend$ è un’idea intrigante, ma che può funzionare solo su grandi economie di scala. E come “scalare” è stato un altro tema dibattuto. Vero che in Italia abbiamo un problema di dimensione del mercato, ma non solo: Barberis afferma anche che la crescita del mercato non è lineare, cresce per alcuni ma non in modo uniforme per tutti. Il che crea una barriera all’ingresso più alta che altrove, per innescare dinamiche di Rete ampie ed efficaci.

La soluzione può essere solo focalizzarsi sulle proprie passioni e sui propri interessi, e da qui costruire – un approcio pragmatico ben sottolineato anche da Cristiano Escaplan – trovando il modo di “stare in piedi” e tenendo conto, comunque, che la Rete cresce per discontinuità, grandi balzi tecnologici.

Insomma, le difficoltà ci sono. Nello stesso tempo, se posso aggiungere una considerazione, credo non si debba smettere di “guardare in alto” e cercare di crescere. La “piccola” Rete italiana può farcela, e ci sta provando.

PS Sto continuando a creare un piccolo elenco di attività a questo indirizzo. Se vi va, potete salvare la bookmarklet (clic destro etc.) che si trova alla pagina AddItem per segnalare direttamente un sito mentre state navigando (si tratta infatti di un clone Delicious-like).

PPS Altro sulle attività del gruppo Netwo tramite BlogBabel

PPPS Le foto sono qui

alcune pagine qui

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
11 comments
alberto
alberto

ciao enrica! anche io mi ricordo di te (passato lo spaesamento iniziale ;)grazie, ma credo ti riferissi allo zenacamp (linko alla firma). guardo il video quanto prima, grazie mille ancora!

Enrica Garzilli/Boh
Enrica Garzilli/Boh

ciao eravamo vicini al tavolo! Io mi ricordo di te..:)Il video è su, ci sei anche tu ovviamente. Sei venuto bellissimo! Finalmente ci sono riuscita...

alberto
alberto

scusate, un errore :(grazie Mitì per la segnalazionesorry

albertoi
albertoi

tommaso, troppo buono, non merito il titolo :D D'accordo, è tempo di crescere, a prescindere dal contestoin generale grazie mille, e grazie anche a babel

Tommaso
Tommaso

Anche se la pagella delle superiori avrebbe qualcosa da ridire, mi ha fatto immenso piacere la definizione, soprattutto da lei, Maestro.Credo che dovremo smetterla di lamentarci delle condizioni in Italia e di parlare di mancanza di venture capital, senza almeno averci provato.Ci sono esempi di chi, non rivolgendosi solo al mercato italiano e con l'aiuto di finanziamenti stranieri, ce la sta facendo.Certo, ci vuole passione e tanto impegno, ma come per tutte le altre cose.Poi una visione realista (leggi: non pensare di venir rilevato in 2 mesi da Google) non guasta.

babel
babel

ppsssss pssss.....jacopo MARELLOalessandro SORDIe cristiano ESCLAPON;)

alberto
alberto

ehm, uhm, signori, non dimentichiamo che siamo gentlemen (anche se non posso fare a meno di concordare ;)))Davide grazie, interessante, l'ho linkato alla firma

Davide
Davide

L'incubatore di zooppa è H-Farm.

Nicola Mattina
Nicola Mattina

Ti confesso che avrei voluto esserci per le due Chiara di Dada