Ancora sui "digital media", ora tocca alla musica digitale:
- Reuters: Global digital music sales up 25 percent.
- Steve Knopper, giornalista del Rolling Stone e autore di un nuovo libro sul music business intitolato “Appetite for self-destruction – The spectacular crash of the record industry in the digital age” commenta il non roseo futuro delle case discografiche. Ne parla Rockol.
- Gabriele Lunati: Nuovi scenari della musica digitale. Commenta l’abbandono del DRM da parte Apple, annunciato al MacWorld, e segnala una serie interessante di numeri e cifre.
- Creative Commons commenta il successo dell’album Ghost I-IV dei NIN: "The next time someone tries to convince you that releasing music under CC will cannibalize digital sales, remember that Ghosts I-IV broke that rule, and point them here". Fatto ;)
Ho segnato qui questi contributi per "motivi di studio", e sto cercando altre informazioni sul tema, soprattutto storie italiane. Se mi segnali qualcosa mi fai un gran favore. Grazie.












[...] La distribuzione digitale ha cambiato il modo in cui gli utenti acquisiscono la musica, prima passando dal negozio di cd (o vinili) al computer, e quindi ai dispositivi mobili. Ma non tutto deve essere per forza gratis. Questo è successo anche grazie a programmi come Shazam, che riconoscono le singole tracce ascoltandole, e permettono un semplice ed economico acquisto dal cellulare. La musica, in crisi nera dalla nascita dei servizi peer-to-peer, che hanno spezzato il mercato dei cd, sta ritrovando grazie all’unione tra i player mp3, i cellulari e negozi online sempre più diffusi la capacità di generare fatturato. [...]