Ieri c’è stato il cosiddetto “Sciopero dei blogger”. Riuscito, stando a quanto racconta Alessandro Gilioli, promotore dell’iniziativa insieme a Guido Scorza che ne racconta qui. Si chiedeva di astenersi dalla pubblicazione: uno sciopero il cui intento era, ovviamente, di essere molto rumoroso, e forse c’è riuscito. Certo il tema è cruciale, e ben sintetizzato dal nome del network creato su Ning: Diritto Alla Rete.

In Blogosfera ci si è persi a cavillare se era meglio parlare o non parlare, perdendo di vista, credo, il tema cruciale, che è il DDL Alfano. Che potrebbe avere conseguenze ben più ampie e gravi, tra l’altro: vedi l’Ansa di ieri sulla Bocciatura del decreto da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.
Ora, io il decreto ho provato a leggerlo ma interpretarlo, purtroppo, è superiore alle mie forze. Comunque è qui, e al punto 28 compare quanto riguarda i “Siti informatici”. Mi chiedo cosa si intenda: anche una batteria di server di una banca (o whatever) è un “sito informatico”. Anche un Bancomat lo è. Anyway: resta il fatto che assoggettare la Rete tout court a controlli è sia impossibile sia controproducente, come è già stato sottolineato in altri casi (2007 e 2009, almeno).
Come dicevo, non sono tecnicamente in grado di capire bene i termini di legge. Però ho letto gente che un pochino di Internet ne sa. Come Tim Berners-Lee, che il Web l’ha inventato, e che a pagina 147 del suo Weaving The Web (la mia è l’edizione inglese della Orion Business Books, non so equivalente italiano) dice:
Laws must be written in relation to actions, not technology
Mi sembra una sintesi efficace e risolutiva.
PS Vedi anche: Articolo 21 della Costituzione Italiana.



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