Microblogging, macrobarcamp
Scivolando verso il Barcamp sul Microblogging, ospitato dal Politecnico di Milano, prima di uscire di casa accendo la tv su (era: Digitalk) TV Talk (scusate ma ci ho messo un po’, sul sito Rai nn si trova, mannaggia), interessante trasmissione che discute di format televisivi. Mi colpisce un servizio su Portobello, il famoso programma di Enzo Tortora, citato come una pietra miliare da cui si sono generati molti altri format. Tortora, in una registrazione live dal mercatino londinese, dice "Portobello è questo, raccoglie tutto ciò che si può trovare". E quindi trovare oggetti, soluzioni, persone, eccetera. E in effetti, in queste "sottodomande", in queste "declinazioni" possiamo riconoscere molti altri programmi televisivi odierni.
Twitter risponde alla domanda: "Che cosa sto facendo". Ha sotto un’infrastruttura di messaggistica con alcune caratteristiche innovative ma il modello di base che implementa – il format – è rispondere a quella singola domanda. A una singola esperienza.
Questo credo sia il valore dell’esempio fornito da Twistori che ho citato qualche tempo fa. Replica l’approccio di Twitter ma sul piano cognitivo. Chiede cioè "Cosa mi piace", "Cosa provo", "Cosa mi infastidisce", e così via. Focalizzandosi in maniera estrema su un singolo tema, mi sembra che riesca ad avere efficacia in un ordine di grandezza superiore rispetto ad altri strumenti multi-funzionali.
My two cents, come si suol dire, per questa giornata in cui si ragiona su valore, problematiche e prospettive dei nuovi strumenti "micro" – Twitter e similari, Tumblr, etc. Nella giornata siamo passati da una domanda critica di Marco Magnocavallo sul "Perché" del microblogging a tecniche di ottimizzazione della visibilità di Sean Carlos. Poi riflessioni sulle prospettive applicative offerte da Luca Mascaro e quindi la particolarità dell’italiana Meemi di Enrico Scognamillo. Massimo Morigi ha parlato di Microblogging e PR. Feba ha terminato di parlare di espressione del proprio "mood", con una bella rassegna di servizi tipo MoodJam (descritto qui) e mi sembra che sia proprio in linea con quanto ho detto sopra. Antonio Patti sta tenendo un’esilarante – ma stringente – speech su Twitter in azienda (pubblica). Un fenomenale reality check in siciliano stretto.
In generale, mi sembra una bella palestra con tante idee e tentativi di sviluppo.
















Ma dai!
!
Se fosse stato sretto stretto non avresto capito nulla
Lo sai che noi siculi lo usiamo per parlare ad alta voce e non farci capire “nel continente..”
Grazie per i complimenti
La prossima volta però vogliamo anche un tuo intervento!
David, troppo buono, sarà un piacere :)
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A cura di Alberto D'Ottavi. Mi trovi anche su:
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