Meet The Media Guru: Dalla Persuasione Alla Costruzione del Giornalismo del Futuro

dottavi —  30 September 2009 — 6 Comments

Il Meet The Media Guru dell’altra sera era affollato come quasi mai visto prima. Da appuntamento per appassionati e addetti ai lavori questa serie di incontri – qui i report sulle passate edizioni – sembra oggi in grado di raggiungere un pubblico più vasto. Il che, of course, è solo un bene, se si riesce a mantenere la barra puntata verso la qualità degli interventi.

Quello di BJ Fogg, qui le info, ha riscosso molto interesse e successo. Ha parlato di Tecniche di persuasione applicate alla tecnologia, con particolare riferimento alle applicazioni per Facebook. Personalmente, non solo non mi ha entusiasmato ma mi trova anzi su posizioni opposte. Mi è sembrato un classico approccio da comportamentismo old-style (lui è psicologo a Stanford) o, in alternativa, da vecchio approccio marketing / advertising da secolo scorso, quello dei mass-media, traslato sui social network. Le sue azioni sono ispirate dalla domanda: “Come faccio a influenzare il comportamento degli utenti?”. Da qui discende un metodo (afferma, perché in realtà non ne ha parlato in dettaglio) di misurazione e controllo. Roba da antichi broadcaster. D’altronde lo dice anche lui parlando di Tecniche di propaganda in questa clip su Crossroad di Luca De Biase. Per quel che mi riguarda, resto col modello contrario, di una Rete Open by nature in cui lo sviluppano cresce su base many-to-many e peer-to-peer. Tralasciamo, infine, le osservazioni su “Peace technology”, ovvero “Come Internet può portare la pace nel mondo”: cose che finora pensavo relegate a Miss Italia (o California, nel suo caso). Mie personali considerazioni, ovviamente, che nulla tolgono all’interesse per il tema e per l’incontro. Anche se io mi trovo molto più nel mio con il prossimo: Steven Berlin Johnson.

MTMG_berlinjohnson

L’inizio della sua bio dice: “Giornalista e autore di numerosi libri di successo che esplorano le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. La chiave della sua notorietà sta senza dubbio nella sua capacità di interpretare e prospettare le traiettorie future di fenomeni complessi attraverso un approccio multidisciplinare che individua processi e principi trasversali”. Che è poi quello che si cerca di fare anche qua. Non solo quindi, non potrò mancare lunedì prossimo 5 ottobre in Mediateca (modulo di iscrizione), ma ho anche il piacere di fare da testimonial. Grazie a Meet The Media Guru per la proposta: nei prossimi giorni gireremo un video per raccontare in sintesi come la vede Steven.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
4 comments
dottavi
dottavi

ora che ci penso: hai mica un posto letto??? ;)

berny
berny

be', e' il vizietto italico quello di puntare tutto e subito sul commerciale, sul gran botto, senza capire prima senso e cultura della tecnologia in particolare, vedi il boom dei telefonini e dei gadget, wired italia e facebook - pochi a tirarsi su le maniche e, ad esempio, passare le giornate a fare lavori sporchi e umili ma cruciali del digitale-umano, tipo rispondere alle email o limare gli ads come fa craig newmark, proprio per garantire il successo a un servizio tanto importante quanto low-tech e assai umano come craigslist, pur con qualche inevitabile problema (vedi ultimo wired USA: http://www.wired.com/entertainment/theweb/magazine/17-09/ff_craigslist, a parte i titoli forzati del pezzo) per non parlare di altri temi cruciali adesso in italia, tipo la trasparenza e la funzione del giornalismo (di base o meno) all luce della partecipazione online - saro pessimista, (o solo realista?), ma credo impossibile trovare un balance tra queste anime, generally speaking, soprattutto con l'aria che tira adesso li'....

dottavi
dottavi

Berny che piacere rileggerti. Guarda scambiavo un'email su questo proprio oggi e dicevo che, tra le mille anime, l'Italia ne ha una commerciale e una industriale / produttiva. Io (noi? :) sono di questo secondo mondo. Niente di male, il problema credo sia il balance tra le due, e una netta prevalenza della prima...

berny
berny

be', non e' un mistero come l'approccio bottom-up, partecipativo e trasparente, pur se osannato a destra e a manca, non sia poi di fatto traslato in cosi' tanti progetti d'informazione e comunicazione online; un po' come l'iperbole della rivoluzione tout court di internet stessa appena una manciata di anni fa - gran parte di tutto cio' rimane roba di nicchia, per cosi' dire, e per chi e' distratto o abbagliato da gadget e media luccicanti non rimane troppo da stringere purtroppo gia', roba da vecchi broadcaster e manipolatori, o finanche peggio, pensare a come influenzare la gente online - mica a creare partecipazione e trasparenza....peccato che gente e cose simili circolino a meet the media guru, e per di piu' affollatti - quando invece ci sarebbe bisogno di ben altro, per il giro italiano soprattutto ;)

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