Maker Fair Rome: Inizia l’Economia Dei Maker. E C’è Da Divertirsi

dottavi —  4 October 2013 — Leave a comment

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Come se non bastassero quattro piani del Palazzo dei Congressi affollati di ben 230 espositori, Maker Fair Rome è stata anche occasione per un annuncio mondiale da parte di Intel, che non è esattamente un gruppo di hobbisty. E’ stato infatti presentato Galileo, un sistema Arduino sviluppato in collaborazione con Massimo Banzi. Ma incredibile la quantità di idee che sono venute fuori dal movimento dei #Makers, soprattutto perché quest’anno si vedono chiaramente i primi modelli di business. Oltre al fatto che è tutto incredibilmente divertente, compresi i progetti di ragazzi giovanissimi. Qui sotto una galleria di quel che mi è capitato di incontrare finora. 

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Non ricordo di preciso l’ultima volta in cui è capitato di vedere un inventore italiano sul palco con il CEO di una multinazionale della tecnologia. E qui stiamo parlando di Intel, non proprio un’aziendina qualunque. Che ha fatto un accordo con Massimo Banzi e ha investito su una versione di Arduino con processore Intel – la famiglia Quark, pensata per device di dimensioni inferiori a tablet e smartphone – ovvero per l’Internet of Things, il Wearable Computing, etc.

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Brian Krzanich, CEO di Intel, mentre presenta Galileo con Massimo Banzi

Le prime 50.000 board verranno distribuite gratuitamente nelle scuole. Ma l’accordo ha portata mondiale: Galileo è un prodotto ufficiale Intel a tutti gli effetti, non è una sperimentazione.

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Mattia Fossati, Matteo Moroni, Marco Pirola sono tre ragazzi italiani di 17 anni e con Arduino hanno creato una galleria del vento. Se hai un prototipo, ti possono dire il coefficiente aerodinamico.

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Draw A Circuit di Bare Conductive (UK) è un progetto meraviglioso. Sono penne con cui puoi disegnare circuiti elettrici, per esempio su cartoline d’auguri già illustrate a cui puoi aggiungere luci LED, suonerie e altro. Ne ho comprato un kit per giocarci con mia figlia.

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Carlo De Micheli, Stefano Caso e Andrea Stroppa: 24, 26 e 19 anni. Stanno lavorando a SaveSquared, piccole batterie portatili che prendi in noleggio gratuito e con cui puoi ricaricare smartphone e tablet durante gli eventi (una roba fantastica, ti salva la vita).

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Ionut Budisteanu ha vinto un ACM Award (la stessa serie del Turing Award) per il miglior progetto da… high school. Che vuol dire liceo. Ai tempi si occupava di intelligenza artificiale. Ora si è iscritto al primo anno di università e sta lavorando su un Lidar (“Light radar”) che opera come sensore 3D per le self-driving car. Solo che lui vuole farlo a basso costo, e ha già un prototipo da 200 dollari. Ha 19 anni.

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Gloria Spagnolo non è una geek. Lo è suo marito, per mestiere. Ma lei si è appassionata e si è fatta aiutare per ricreare il gioco dell’Acchiapparella. Una fascia con un circuito capacitivo, sensibile alla pressione, che illumina un nastro di LED quando viene toccato. Lo presenta in Fiera con la figlia di 11 anni.

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“Non è Cosplay!”, mi ha rimproverato Fulvio Pannese. “E’ Props Making!”. Ah ecco. Ora è tutto chiaro.

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Si tratta di costumi di scena di alto livello, fatti come veri e propri costumi teatrali. La maschera di Iron Man costa 400 euro – e questa era un prototipo. Li trovate su Pannaus Props.

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Luigi Cerfeda è uno studente dell’Università di Pisa e sta costruendo una “Brain-computer interface”. Ha sviluppato una board che capta e analizza il segnale (che poi rimanda al pc via Arduino) proveniente da due sensori montati su una cuffia stampata in 3D. Che volendo si può anche smontare e usare per fare carrarmatini. Quando è tutto montato, invece, puoi usare il suo BESOS per spegnere o accendere oggetti con il pensiero.

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Yufan Wang è un interaction designer cinese che sta reinventando la lampada tradizionale del Capodanno Cinese con i circuiti stampati, usati direttamente per fare l’oggetto (anziché nascosti dentro uno chassis). I sensori illumina i LED della Fireworks Lantern a seconda di ciò che accade nell’ambiente.

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Le Ultra-Ordinaire sono… bambole, in realtà, che si acquistano in kit da montare. Hanno qualche minima funzionalità interattiva, come per le luci LED. Ma soprattutto puoi scaricare dal sito i cartamodelli per “vestirle” con i personaggi che preferisci.

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Se hai una board Arduino, il problema è cosa farne. E ti serviranno altri componenti. SeeedStudio (con tre “e”) è una società cinese che sta risolvendo il problema, creando kit con componenti elettronici facili da assemblare per gli utenti finali. Bambini compresi.

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Tutte queste idee, in un modo o nell’altro, hanno spesso a che fare con la stampa 3D. E allora niente di meglio di una stampante 3D… portatile. Si chiama Foldarap, è una “Foldable RepRap” e l’ha costruita Emmanuel Gilloz. Su 3dprintskin.

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E per finire, ho finalmente ritrovato il mio gemello da cui sono stato separato alla nascita. Noi lo conosciamo come C1P8, ma il suo vero nome è Arthur – da R2D2 (Wikipedia). Questo è dell’italianissima Art Robotic Studio, e con altri “colleghi” robot opera, diciamo così, in campo pubblicitario.

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Questi sono solo alcuni degli spunti che ho trovato al piano terra. Devo ancora vedere il piano sotterraneo, il primo e il secondo. Quindi, se sei a Roma, conviene che questo weekend vieni a fare un salto. E se non sei a Roma… be’, vale la pena lo stesso. Se l’anno scorso è stato l’inizio, questo è il calcio d’inizio vero e proprio.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
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