Colto per caso in tv, su RAI News 24: la Commissione Europea ha aperto il suo canale su YouTube, eutube. Be’ direi esempio non secondario di liberazione delle informazioni (aspettando gli archivi). Forse ancora un po’ promozionale, ma si trova parecchio materiale curioso, e anche qualche critica. Credo bell’iniziativa educational.
Ma l’altra cosa che mi colpisce è come ormai YouTube rappresenti una rubrica fissa della tv generalista. E’ ovunque, e quando c’è da dare una notizia sul tema la tv non manca di trasmettere – a scrocco – lunghissimi minuti di video presi dalla Rete. In questo caso, per esempio, hanno fatto vedere per intero questo video, che vuole promuovere l’attività fisica e sportiva. Voglio dire: l’hanno fatto vedere in formato YouTube per intero.
Esempi di “self-service society”. I giornalisti della RAI hanno fatto quello che facciamo tutti: ci informiamo in Rete e poi ne prendiamo, smontiamo e ricomponiamo i contenuti, per costruire qualcosa di nuovo. Uau. Uhm. No, aspetta, ma loro sono i giornalisti della RAI. Ma non ci dicono sempre che non si può fare?
PS Nel frattempo mi è arrivata una comunicazione da Creative Commons (“Ehi! Mi ha scritto Lawrence Lessig!” “E’ una circolare” “Ah” ;) dove ricordano che sono ancora indietro con la raccolta fondi: appena superati i 100.000 dollari su una richiesta di 500.000. Io credo che valga la pena…








