Letture (e saluti) per le vacanze

Books and History

3 August 2008 6,192 views One Comment di dottavi SHORT URL
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Il codice perduto di Archimede “Infilata tra le sessioni mattutina e pomeridiana della vendita [alla casa d'aste Christie's di New York, n.d.r.] c’era una mini-asta dedicata a un solo volume. Non era un libro a stampa ma un manoscritto… l’imponente catalogo, accanto al magnifico codice di vendita “Eureka – 9058″ non riportava il nome del proprietario. Il manoscritto era bruciacchiato, divorato dalla muffa e quasi illeggibile… Venderlo sembrava un’impresa tutt’altro che facile. Eppure, alle due di pomeriggio di quel giovedì, il direttore della sezione Libri e Manoscritti era deciso a vendere l’esemplare per un cifra astronomica, tanto che aveva stabilito un prezzo di riserva di 800.000 dollari.

Il direttore sperava che il manoscritto valesse così tanto perché, appena visibili sotto alcune preghiere cristiane del XIII secolo, si nascondevano le parole cancellate di un leggendario genio matematico dell’antichità: Archimede di Siracusa. Per quanto incompleto, danneggiato e pieno di soprascritture, quel libro era il più antico manoscritto esistente dei testi di Archimede. Era l’unico che contenesse il suo trattato forse più famoso, Sui corpi galleggianti, nel greco originale, nonché l’unico che riportasse una versione di altri due testi straordinari: il rivoluzionario Metodo e il giocoso Stomachion…”

Così le prime pagine de “Il Codice perduto di Archimede” (qui la scheda su Anobii), storia del recupero e dell’interpretazione di un testo che, si sarebbe poi scoperto, contiene alcuni principi fondamentali della scienza moderna. E che sarebbe stato battuto da Christie’s per due milioni di dollari. Pur conscio che si tratta di un libro già noto (la storia risale al 1999, il libro se non sbaglio al 2007), e che forse l’algebra non è il migliore dei consigli per le vacanze, mi sento di consigliarlo.

Scritto a quattro mani dal curatore del Walters Art Museum che ne avrebbe seguito il recupero, William Noel, e da un professore di lettere classiche ed esperto di matematica antica di Stanford, Reviel Netz, il libro racconta due storie parallele: quella del restauro dell’oggetto, e quindi di tutte le tecniche usate per far tornare alla luce il testo originale, e quella della sua interpretazione.

Lo scanner a LED usato per il PalinsestoLa prima non può non intrigare gli appassionati di libri antichi e di scienza. Il Codice è in realtà un Palinsesto, o quaternione, ovvero un insieme di pergamene, fogli di pelle di pecora grandi più o meno quanto un A4. Diventa “codice” nel Medioevo, quando viene raschiato per essere riutilizzato, ruotando i fogli e piegandoli a metà, cucendoli e incollandoli. Insomma la storia riguarda sia i metodi antichi, sia il restauro librario, sia le tecniche scientifiche utilizzate per il recupero – dai vari dispositivi ottici, compreso lo scanner a LED qui a fianco, fino al cannone a elettroni o accelleratore di particelle o quel che l’è che hanno usato alla fine per rendere visibili i singoli componenti metallici dell’inchiostro.

L’altra storia parallela è quella di Archimede e delle sue ricerche – calcolo dell’area di sezioni di coni, quindi parabole, iperboli e lo stesso cerchio, e altro. Netz ci accompagna tra i ragionamenti con semplicità, rendendo comprensibili ragionamenti che ai tempi del liceo mi son sempre sembrati astrusi (peccato, peccato!). Ma mi ha colpito in particolare il capitolo sulla “Scienza visiva”, dove ricostruisce i percorsi logici anche attraverso l’uso dei diagrammi:

“Archimede si basava essnzialmente sull’informazione visiva; se ne serviva attraverso diagrammi schematici che possono essere usati con assoluto rigore logico senza pericolo di commettere errori basati sull’evidenza visiva”

In altri termini: è noto che “l’invenzione delle notazioni abbreviate è uno dei passaggi chiave per lo sviluppo della scienza moderna”, cioè l’uso di abbrevazioni prima e simboli poi, che trasformeranno frasi testuali in equazioni. Ma è affascinante vederlo all’opera sulle spiagge di Siracusa, nel terzo secolo Avanti Cristo.

Insomma: non sarà leggero come il Codice Da Vinci, ma l’ho trovato appassionante lo stesso. Mal che vada vi concilierà il sonno nei prossimi giorni estivi, che vi auguro ottimi e riposanti :)

Vedi: Archimede Palimpsest; Su Wikipedia in italiano e in inglese, su IBS.



Un Commento »

  • Vale ha detto:

    Buonissime vacanze!

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