Letture e lavoro: Diventare Manager 2.0, Job24

Books and History

18 September 2007 2,912 views 7 Comments di dottavi SHORT URL
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Manager 2.0E’ in libreria già da un po’ di tempo il nuovo libro di Dario Banfi, amico e collega bravissimo. Dario coniuga in maniera peculiare competenze pregiate sui temi del lavoro e delle tecnologie (oltre ad essere un ottimo giornalista e scrittore). Il titolo del suo blog, Humanitech, è tutto un programma.

Con lo stesso approccio ha scritto, con Lucio Miranda, “Diventare Manager 2.0” (altre info qui), per Apogeo. Istruisce e spiega come e perché le nuove tecnologie possono essere usate efficacemente, in ambito e per scopi aziendali, dalle singole persone: i manager, appunto, che devono essere anche manager di se stessi, e che possono usare le tecnologie come strumenti di accrescimento personale, anche in termini di conoscenza.

Il libro tratto di molti argomenti: dalle questioni di infrastruttura, ai device, ai siti specializzati, per arrivare anche a illustrare strumenti nuovi e ancora poco noti, come gli aggregatori di feed RSS. Io ho avuto il piacere di dare un piccolo contributo con il capitolo 4, dedicato al tema de “L’ufficio mobile”.

Un titolo, secondo me, da consigliare agli amici interessati alle tecnologie ma che non hanno mai il tempo di aggiornarsi quanto vorrebbero, proprio perché sempre presi dal lavoro. Dedicargli un po’ di attenzione potrebbe far risparmiare tempo.

Dario annuncia anche che domani si dovrebbe presentare la nuova versione del sito del Sole24Ore.com dedicato al lavoro: Job24.



7 Commenti »

  • Federico Bo ha detto:

    Ne ho fatto la recensione giusto un paio di mesi fa su Programmazione.it. Visto che è positiva le segnalo… :)
    http://www.programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=36989

  • Dario ha detto:

    Grazie Alberto e Federico, troppo gentili. Alberto io ho ancora un debito per il contributo al Capitolo sulla mobility, la migliore parte del libro : - )
    Confermo il lancio del nuovo portale sul lavoro del Sole 24 Ore. Ci sarà anche un blog (credo il primo in assoluto in Italia che tratta di lavoro e inserito all’interno di un sito di una testata giornalistica) curato da Rosanna Santonocito in cui – come puoi intuire – c’è il mio zampino.. Domani notizie più precise e il varo ufficiale..

  • alberto ha detto:

    Dario, troppo buono, ma non è così : - ) Cmq agli ordini, sarà fatto

    Federico grazie, rilinko alla mia firma per comodità di chi legge, ma potevi segnalarla anche se non era positiva, siamo amici sì ma sinceri, e non ci sottraiamo mai al dibattito ;-D

  • leeander ha detto:

    con candidezza: l’aver messo 2.0 nel titolo non abbassa il livello del target del libro? Banalmente io non l’avevo neanche preso in considerazione. Insomma, non è come scriverci sopra “for dummies”, ma c’è quel quid di opportunismo trash che si nota.

    giuro che non lo faccio per polemica, ma mi chiedo se gli editori si rendano conto che quando fai browsing in libreria reale, cover e titolo contano ancora.

    Vedo cover sempre più banali e -talvolta- titoli che -nel tentativo di catturare il “momento”- svuotano quel poco di valore che c’è dentro.

    Aldilà del caso specifico, voi che ne pensate?

  • alberto ha detto:

    ciao lee. per il libro potrà risponderti dario. io che di copertine (di riviste) ne ho fatte una cifra posso dirti che non c’è stata mai una volta che la mia copertina sia andata bene all’editore. purtroppo però non ho mai potuto fare il market test, per capire se davvero avevo ragione io a stare più legato all’argomento, o l’editore a tirarne fuori per le orecchie la versione più “scandalistica” possibile

    certo è che lo stile della stampa italiana propende fortemente per la seconda ipotesi, e bisogna per forza pensare ci sia un motivo… (anche se non per questo si apprezzano certe scelte)

    …speriamo quindi che il libro di dario venda bene, perché io che ne conosco i contenuti sono convinto che se lo merita! :D

  • Dario ha detto:

    Leandro libero di valutare spazzatura un titolo e di scegliere che cosa leggere in base alle copertine. Io solitamente guardo prima all’autore, ai contenuti o al passaparola : - ) Lo so, non sono soggetto adatto al marketing.
    Nell’introduzione mi sono comunque preso la briga di spiegare il motivo per cui si aggiunge il “2.0″ perché neppure a me piaceva millantare rivoluzioni inesistenti, ma sono convinto che un po’ di tecnologia di ultima generazione [non la chiamate tutti, compreso tu, "2.0"?] serva anche ai manager, un’idea che ha condiviso con me anche l’associazione Manager Italia che conosce il panorama e la conoscenza media delle soluzioni inforamtiche da parte dei manager (soprattutto delle piccole imprese) in Italia.

    Ti assicuro [puoi anche non crederci] che non è opportunismo perché altrimenti non guadagnerei così poco scrivendo questi titoli.. Se poi vedi in quale collana è inserito, è ovvio che si tratti di un testo entry level. A 9 euro è difficile acquistare trattati di management per superesperti : - )

    P.S. Tu che titolo avresti messo?

  • leeander ha detto:

    eh eh. adesso devo comprarmi il libro, leggerlo seriamente e poi proporti un titolo efficace per una nuova edizione. ah, però la copertina non la disegno, ok? :D

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