Lady Geek: Cosa ne pensi della tecnologia?
12 January 2008
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Finalmente lo dice chiaro una ricerca (Saatchi & Saatchi, che di questo studio ha fatto anche un blog):
"There’s a real opportunity here for brands and retailers in the consumer electronics sector to target women. They told us loud and clear that they do not want diamante encrusted mobile phones and baby pink DAB radios. Our aim is to get clients to think differently about how they develop, distribute and market products to women"
Sempre pensato che l’interpretazione di "tecnologia al femminile" da parte dei produttori fosse riduttiva e, quantomeno, naïf. Ma di queste cose dovrebbero dirci piuttosto Mafe, Gionnipeppe, Grande Società di Consulenza, Feba, Elena, Amanda, Remyna, PM-10, LaLui. Come minimo.
















Non mi dire che si sono accorti che la massima aspirazione della maggior parte delle donne non è il telefonino fuxia a fiorellini.
Vedrò di raccogliere il tuo invito al più presto, cercando di capire cosa manca alla tecnologia (al maschile) per essere appetibile ad un mercato femminile.. se era questo il compito che ci hai affidato, ovviamente.
Caro Alberto,
mi spiace, pur non essendo io donna intervengo per dire che sento puzza di bruciato.
Tanto per cominciare le due parole lady e geek sono quasi un ossimoro. Ma quando mai la media delle donne tende ad apprezzare i geek e i loro mondo? E questo non per denigrare, anzi. Senso pratico e forza sono per me concetti che ammiro in loro e non in noi debolucci maschietti. La fonte quindi è un pochino sospetta.
Aggiungo che ci sono donne e donne, mica le fabbricano tutte uguali
Se pensiamo solo alle adolescenti non ti salvi dal kitsch. Una donna più adulta ovviamente è più sobria, anche se bisogna vedere dove abita e chi frequenta. In certe periferie il kitsch impera. Pensa solo alla ricostruzione delle unghie. Ci sono unghie che neanche le miniature del 1100 arrivano a tanto. In questi casi sai quanti razors motorola rosa ho visto?
Insomma mio caro Alberto, mi viene naturale dire che in cielo ed in terra ci sono più cose che in tutta la tua filosofia
Compito? :-O Elena, lungi da me, ho solo pensato che potesse interessarti, anche perché mi sembra un approccio pragmatico e da “real world”
Roldano, vedi sopra :)
naa, non mi tocca questa discussione perchè non sono per niente attratta dalla tecnologia, no, no… a parte che potrei uccidere per un coniglio nabaztag che mi fa anche le unghie e fare una strage per un i-phone per il resto mi basta aver combinato un matrimonio solo perchè nella lista di nozze ci ho messo l’eee. ma in fondo non sono attratta…no,no. mah, mi sento esclusa dalla discussione
scusa … vado a piangere sul mac…
Remy, ma c’è mica uno scoop qui? C’è qualcosa che ci vuoi dire?!?!?! ;D
Tra l’altro mi stupisce che esistano cellulari per donne con lo specchietto e il portarossetto e non esistano cellulari per uomini con il calendario della serie A integrato… :P Per fortuna non siamo tutte uguali, però è innegabile che siamo esteticamente più sensibili, dunque molte donne sacrificano la praticità per una maggiore accuratezza nei dettagli… Secondo me il mercato offre effettivamente molte possibilità se non ci si limita a banalizzare i concetti (femmina=rosa e hello kitty), ma sapere questo non basta. Sarebbe interessante ad esempio vedere le necessità effettive delle donne confrontando le personalizzazioni dei device con quelle dei maschietti…
per ora nessuno scoop ;) ma ci stiamo lavorando…
Leggo il tuo post mentre passo l’aspirapolvere e sogno un iRobot® Roomba® 530
, ma esserci utili nel quotidiano. 
Che dire… forse fino ad ora le aziende si sono occupate solo di produrre versioni glamour di prodotti già sul mercato, o di creare qualcosa ad hoc per le techno-chic.
Ma in fondo i device tecnologici non dovrebbero solo appagare le nostre manie ludiche e accessorie (sì anche io lo vorrei quel coniglio parlante
Che per una donna non è solo la gestione della casa, ormai quei super robot da cucina non sappiamo nemmeno dove metterli.
A noi il pesto piace farlo col mortaio di marmo
Feba, speravo in una di queste tue uscite dalla tagliente semplicità :D
LaLui, ma hai il lettore di feed nell’aspirapolvere? ;P
Cmq si: salva l’esigenza estetica, il problema mi sembra rimanga un approccio un po’ semplicistico, no?
(ma la bottom line direi potrebbe essere che le geek lady italiane ci sono eccome… ;)
Scherzavo sul compitino :P
Devo dire che fino ad ora il tema portante della discussione potrebbe essere praticità e sobrietà. Io ad esempio un oggettino che si mette in borsa, è leggero, si connette, e soprattutto costa poco (la maggior parte delle donne non spenderebbe mai una follia per un oggetto tecnologico..) lo metterei nella lista nozze come remyna, però dovrebbe avere una batteria un po’ più performante, sennò al primo regionale che prendo sono finita (o al pranzo di nozze, se non troviamo una presa per leggere i nostri feed!).
In borsa noi donne di solito portiamo un telefono che non si sblocchi da solo o il cui display non si rovini urtando negli altri oggetti.
Adesso sto cercando una macchina: la vorrei con alimentazione alternativa, che possa girare nelle giornate di blocco del traffico, che sia altamente automatizzata, che sia comoda e facile da guidare (e da parcheggiare), che sia sicura. E infine che sia bella. Un uomo avrebbe avuto altre priorità, credo (performante? sportiva?).
Io, concludendo, suggerirei di non far studiare ad un uomo una linea di prodotto da donna, perchè i luoghi comuni che si possono affollare nella mente di un uomo possono generare mostri (brillantini e fiorellini, direi).
alberto, no, ho solo poca foglia di fare le faccende di casa, e un portatile che mi segue in ogni stanza

Però un aspirapolvere che legge i feed non è male, è sempre più utile di un coniglio
elena, c’è un modello volvo il cui design è stato sviluppato apposta da un team composto di sole donne, scusa ora di corsa non ricordo il modello ma si dovrebbe trovare info in giro
Ho scritto un articolo sulla ricerca qualche mese fa…
http://www.wired.com/gadgets/miscellaneous/news/2007/09/ladygeek
Concordo sul nome — non piace neanche a me, ma non avevo molta scelta nell’articolo…
nicole ciao, piacere. bellissimo articolo. non mi ero accorto che la storia fosse così vecchia – per quanto sempre molto attuale direi
grazie per il contributo e di nuovo complimenti per tutto
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A cura di Alberto D'Ottavi. Mi trovi anche su:
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