Stasera all’evento Kublai Dieci anni di tempesta perfetta: i bloggers italiani fanno il punto sulla musica. Andrò soprattutto ad ascoltare. Quale contributo alla riflessione segnalo questo articolo del New York Times che analizza il calo delle vendite, riassunto dall’immagine a fianco. Immagino che quelli dell’industria lo chiamino “distruzione di valore”. Io mi chiedo 1. quanto valga l’indotto della musica (concerti e merchandising) che qui non è contato, e 2. quanto valga e come sia cambiato con la disintermediazione il valore degli introiti dei musicisti – o almeno quale sia il suo trend.
Se posso aggiungere una considerazione personale, tutto va visto in prospettiva. Io ho passato molto tempo a ri-digitalizzare i miei CD, faticando come una bestia per sistemarne i tag e assicurarmene il backup, in modo da non perdere i file. Se avessi una copia nella cloud della mia libreria musicale sarei molto più contento. Intanto già non è male poter comprare un disco spendendo sette euro, con un singolo click.
Proprio quello che ho fatto con The Miseducation Of Lauryn Hill, visto il suggerimento dell’autore del NYT, alla fine del suo pezzo. Conosco l’artista, ho un suo live acustico in cui lei fa dei tostissimi rap con la chitarra. Però questo disco, sinceramente, non mi è piaciuto. Devi conoscere bene chi ti dà un consiglio, mi viene da dire. La musica mica è come la gazzosa. A ciascuno la sua.


















Domande ottime. Io ho le mie risposte, ma credo che Francesco D’Amato abbia dati più freschi dei miei. Vediamo che ci dice.
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