E’ tornato Italia.it, “Portale ufficiale del turismo italiano”. Ha una storia lunga e travagliata, costellata di sprechi di denari pubblici, che avevamo seguito due anni fa a seguito del movimento di Ritalia.it. Se ne trova ombra in un mio vecchio post, ma il miglior recap – aggiungendo attuali riflessioni – lo fa come sempre Antonio Sofi, in questa pagina.
La Rete si è un po’ risvegliata, nonostante altre notizie ben più scottanti abbiano attirato l’attenzione, e si è un po’ discusso su stile e opportunità del sito. Sì, l’home page mostra evidenti ingenuità (due animazioni simili nella stessa pagina non si mettono, gli stessi bottoni due volte nella stessa pagina non si ripetono), e c’è anche un magazine bimestrale, testata registrata, di utilità non chiara, visto che ha sicuramente un costo. Ma s’è visto di peggio. E quindi?
Me lo son chiesto anch’io. E quindi sono andato sul sito del Governo, dove ho trovato i materiali della conferenza stampa. Nel video il Ministro Brunetta afferma che stavolta si spendono solo cinque milioni, che a tutta prima mi sembrano invece una cifra enorme. Poi però il Ministro Brambilla chiarisce che quel che si vede ora è solo la punta dell’iceberg.

Il modello complessivo del sito, afferma infatti nel video, e il concetto è ribadito nelle slide di presentazione che potete scaricare al link sopra e di cui pubblico qualche stralcio qui visto che non ci sono indicazioni contrarie, comprende infatti future estensioni “social” e, soprattutto, di marketplace. Oltre a Cerca Italia, “Meta motore di ricerca all’interno di portali turistici istituzionali”, ci sarà un “Trip Organizator” basato su un “Destination Management System”, il che a sua volta “Permetterà di promuovere e promo‐commercializzare gratuitamente pacchetti turistici tramite un portale di incoming e marketplace tra operatori e turisti (B2C) e anche tra operatori e operatori (B2B)”.
Non solo: sono previste funzionalità di social networking, wiki e presenza on-line:

Ora. Non me ne vogliano gli amici del 2.0, ma io preferivo un sito vetrina. Questo mi sembra business del web, non del Governo. Di iniziative private, non pubbliche. Di un settore, quello del turismo on-line italiano, che deve esser sicuramente stimolato e supportato, e che ha certamente bisogno di nuova concorrenza – ma non mi sembra questo possa essere il ruolo del Governo. Tutto il Web italiano, e quello turistico in primis, ha bisogno di strumenti, competenze, formazione, know-how e sì, certo, promozione, pubblicità, quello che vuoi. Ma si tratta di una vecchia regola di management: non fare, ma far fare. Altrimenti non si crea sviluppo. Mia modesta opinione, of course.
Queste le previsioni per l’autunno / inverno di Italia.it:

Bisognerà capirne di più. Ma risulta senz’altro inusuale che istituzioni pubbliche passino dalla parte dei gestori a quella dei fornitori di prodotto / servizio. Credevo toccasse a noi. Al mercato.

Non sono un esperto, ma sulla questione che sollevi, della promocommercializzazione chi quando come e perchè mi sembra ci sia il dibattito più interessenti – e mi sento di convenire (seppur da semi-ignorante e senza vedere niente di concreto – perché poi dipende sempre come strutturi la cosa) con le tue perplessità circa un diretto coinvolgimento di Italia.it.
M’ero perso invece il magazine, grazie – immensamente inutile
sisi, dipende sempre, certo. vedremo. ma “immensamente inutile” mi sembra riassunto perfetto :D
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