McKinsey: “Building an innovation nation“. Grazie a una partnership con il World Economic Forum hanno creato una “Innovation Heat Map”, che si presenta così:

Dicono di aver esaminato oltre 700 variabili relative alla capacità di creare innovazione. Che di solito questa si sviluppa secondo tre logiche principali: grandi investimenti statali; capacità di attrarre investimenti dall’estero; concentrazione di talenti. Che questi ultimi sono elemento cruciale (“The single common factor that drives – or, indeed, constrains – innovation across all sectors is the availability of a well-qualified and specialized talent”). E Infine dicono che si può essere Dynamic oceans, Silent lakes o… Shrinking pools: innovation hubs that are unable to broaden their areas of activity or increase their lists of innovators and so find themselves slowly migrating down the value chain, as their narrow sector becomes less innovation driven and increasingly commoditized
Ho trovato citazione di quest’analisi dal bravo Stalkk.ed: Italian zeitgeist. Che aggiunge interessanti riflessioni e conclude dicendo:
Io non so se la Silicon Valley sia replicabile, ma tutti sappiamo che l’Italia è storicamente un Paese pieno di innovatori, di visionari e di geni. Per operare però un cambiamento radicale del suddetto Italian zeitgeist più che “tweets” individuali ci vorrebbero dei “roar” collettivi.
Quoto, appunto.



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