Helsinki news

Events and Reports

24 November 2006 2,538 views 3 Comments di lgalli SHORT URL
Condividi

C’è poco da fare, a ogni cambio di stagione ci vuole un viaggetto al nord per vedere un po’ cosa bolle in pentola, specie nella pentola della ricerca e dell’innovazione.

Questa è stata la settimana di IST2006, il mega-evento ufficiale della ricerca europea sulle tecnologie della “società dell’informazione” (IST=information society technologies). E questo IST era ancora più importante del solito dato che ha fatto da cornice al lancio del nuovo programma pluriennale di ricerca, il cosiddetto “Settimo Programma Quadro”. Quindi convegni, workshop e stand per i progetti in corso, su temi varissimi: dalle reti di sensori alle applicazioni mobili (come quelle di MobiLife, se posso fare un piccolo spot, un progetto al quale ho collaborato negli ultimi due anni), dalle interfacce tattili a quelle acustiche – menzione in quest’ultimo caso per TAI-CHI, una iniziativa cui partecipa tra gli altri il Politecnico di Milano, iniziativa premiata per il miglior booth.

Menzione mia invece per “Palestine”, un esempio originale di serious gaming, ossia giochi su argomenti seri e per motivazioni si suppone serie come l’apprendimento e l’educazione. Lo ha creato un gruppo di danesi, è ancora in beta ma [//] uscirà entro la prossima primavera. Mi ha ricordato subito lo splendido “Palestine” di Joe Sacco, un reportage a fumetti sul conflitto che dice più di mille editoriali. Il fumetto qui ce l’ha fatta senz’altro a superare i suoi confini, chissà che non lo si possa fare anche con un gioco (PC e Mac, si vede che le consolle sono fuori target).

Società, innovazione, benefici per i cittadini sono state in generale parole chiave molto in voga quest’anno a IST. Citazione allora anche per “Consumer Gadget”, altro progetto premiato. Sono finlandesi in questo caso e hanno sviluppato un’applicazione per telefonini che leggendo il barcode dei prodotti risale allo status etico del produttore. Mica basta oggi smettere di bere la famosa bevanda gassata. Chi lo sa se il vestitino grazioso trovato al mercato sotto casa è davvero equo-solidale o non è stato fabbricato in qualche orribile sweatshop indonesiano? Entra in scena “Consumer Gadget”, così si chiama l’applicazione, passi il telefono sul codice e la sai lunga (o la saprai, ci stanno lavorando ancora).

In realtà la sanno veramente lunga i finnici nell’insieme, che non finiscono mai di stupirmi. Un concentrato di educazione e tecnologia, rigorosamente conservato al freddo. Il tassista che ci riporta in stazione racconta con un inglese impeccabile di come si scoccia quando nelle sue vacanze italiane scopre di non poter mai pagare il suo collega italiano con la carta di credito. Vagli a dire delle licenze… andiamo avanti e ci spiega pure il suo taxi: una fotocamera nascosta ci ha fatto un’instantanea automatica all’inizio della corsa, ma fa anche u video se lui dovesse premere un bottone di emergenze. Poi intermezzo con sistemi georeferenziati per la gestione delle flotte; sistemi condivisi da due società concorrenti, così sprecano meno nelle strutture e competono sul servizio. Io e il collega abbiamo dato uno strappo a uno svizzero, che rimane stupito pure lui. Alla fine dobbiamo dividere la spesa. Con nonchalance il tassista preme qui e lì ed escono tre ricevute.

Tra l’altro non sono nemmeno di corsa perché la Finnair mi ha proposto il check-in via sms. Ho replicato con una A maiuscola a un loro messaggio e sono a posto.

Ah e poi il tassista ci diceva che lì gli sms costano un centesimo ormai… non fosse così buio quasi resterei per il week-end ;)



3 Commenti »

  • alberto ha detto:

    che storia. bentornato alter, really happy to see ya again. E complimenti, con questo post mi hai steso. Robe meravigliose, porti sempre robe meravigliose, come un re magio… :)

  • alberto ha detto:

    stimolato dal tuo palestine mi è tornato in mente un altro “serious game”: food force. iniziativa del world food program per far vedere cosa vuol dire (almeno un pochino) fare il volontario… non che regga il confronto, però ai tempi (gen-06) mi è sembrata un’iniziativa interessante. lo linko alla firma

  • alter su IST ha detto:

    in realtà quel pochino, adesso molto vero, potrebbe crescere mano a mano che anche i giochi diventano più pervasivi e indossabili, impiegando sensori e interfacce legate al corpo. su questo a helsinki c’erano parecchie cose (per trovare i progetti meglio ripartire da istweb, il portale della commissione, firma linkata anche qui) – i militari di sicuro ne fanno di sperimentazioni simili, ma altri potrebbero seguire o “hackerare” in nome di idee diverse.

Lascia un commento

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo blog supporta i Gravatar. Se ne vuoi uno lo trovi qui.

-->