Google Wave reinventa Mail, Chat e Web

Disruptive Innovations, Twitter and Real-Time Web

28 May 2009 5,106 views 4 Comments di alberto dottavi SHORT URL
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Google Wave logoMetti insieme mail e chat. Aggiungi in-line editing, cioè la possibilità di aggiornare direttamente una parte senza ricaricare la pagina. Estendilo, tramite la logica dei widget, a tutte le piattaforme che vuoi. Collegalo anche al tuo desktop, se ti va. E sparalo, ovviamente, in una cloud, in modo che possa essere estesa a chi vuoi, come vuoi. E’ una nuova piattaforma che unisce comunicazione e collaborazione, in modo “Semplice quanto più possibile”, e che mette insieme “I diversi modi in cui le persone comunicano via Internet”. E’ Google Wave. Ed è una bomba.

Presentato ieri e oggi agli sviluppatori (l’embargo è scaduto alle 18:00 ora italiana), verrà introdotto nel mercato consumer più avanti quest’anno. Ho avuto la possibilità di partecipare a una conference call internazionale con Lars Rasmussen, Software Engineering Manager di Google, e dice che per ora non è prevista la versione Application, per ambienti aziendali: “We’ll launch to consumers first, than get feedback and after the application matures we’ll launch to corporations, if enterprise users will be interested”.

Rasmussen è “quello che” ha fatto le mappe, nel 2004, con la sua start-up Where 2 Tech, poi acquisita. Basato in Australia, da due anni lavora a questo progetto, con il solito approccio di gente così – inventare una nuova forma di comunicazione. Questi gli interrogativi che si sono posti.

  • Why do we have to live with divides between different types of communication – email versus chat, or conversations versus documents?
  • Could a single communications model span all or most of the systems in use on the web today, in one smooth continuum? How simple could we make it?
  • What if we tried designing a communications system that took advantage of computers’ current abilities, rather than imitating non-electronic forms?

Si sono chiusi in una stanza e se ne sono usciti con un sistema, per ora aperto solo agli sviluppatori, che comprende un client web, un protocollo e una piattaforma con API aperte e che, dicono, rilasceranno in open source. Il punto di partenza è l’idea di “conversazioni” in Gmail, anzi la sua definizione: “A lightweight structure of messages”. E quindi hanno pensato che “Anziché mandare messaggi avanti e indietro” si potesse avere “Un singolo oggetto di conversazione, condiviso e ospitato nella cloud”: un Wave.

Google Wave inbox

Quindi: mandi la mail a un tuo contatto. Se lui è collegato in quel momento non avrà più bisogno di passare alla chat per un messaggio immediato. Gli basterà scrivere nel corpo del testo e la sua aggiunta verrà visualizzata in un riquadro, come appunto se fosse una parte di chat. Ma se tu sei dall’altra parte vedi le modifiche in tempo reale. Se vuoi invitare altri, fai drag’n'drop dell’avatar di chi vuoi e questo entra nella wave, potendola vedere subito se è collegato e libero, o dopo, come fosse una mail normale. Così, intanto, si reinventa il quote, perché i wave mantengono la struttura della conversazione. E l’ultimo arrivato può anche usare una funzione di Playback per ricostruire man mano i vari passaggi.

Ora prendi quest’idea ed estendila ad altri contenuti. Se la multi-chat di prima era relativa a un evento, dopo si potranno aggiungere le foto, sempre con un semplice drag’n'drop. Io le mie, tu le tue. E così, en passant, si sono reinventati anche gli attachment. Abbiamo creato un album condiviso, che poi potremo editare in collaborazione. Addirittura conteporaneamente: vedo te che cambi i titoli alle foto mentre io cambio i miei, e tu dal tuo computer vedi cosa faccio io.

Google Wave concurrent

Ora prendi, di nuovo, quest’idea ed estendila ancora: ad altre piattaforme, stavolta, per esempio i blog. Il sistema accetta estensioni – è a questo che servono le API, quindi il meccanismo dovrebbe essere in mano agli sviluppatori, e mi immagino che in Wordpress siano già lì a scrivere. Una di queste si chiama Bloggy ed è un robot per collegarsi a Blogger.com. Se aggiungi Bloggy al wave con il photo album, quest’ultimo compare automagically sul blog. Se qualcuno lascia un commento sul blog, questo compare nel tuo wave, e viceversa: puoi continuare la discussione da una parte o dall’altra, ma sarà condivisa. Ciao ciao Friendfeed.

Simile l’integrazione con Twitter, su cui ho fatto esplicita domanda. E’ già pronta una applicazione d’esempio che permetterà di gestire tutte le comunicazioni con Twitter da dentro Wave. E’ fatta a titolo d’esempio, per gli sviluppatori: “Embed is a widget, any kind of third party content can be put in it”. Già perché questi widget sono in grado di fare l’embed di qualsiasi roba trovata in Rete. Per esempio un video di YouTube, che puoi “embeddare” direttamente nel wave – non limitandoti al link. Ciao ciao Facebook.

Gli ho chiesto esplicitamente se Wave era “Una risposta a Facebook” e Rasmussen ci ha girato un po’ intorno per poi dire che si tratta di un “Communication system productivity tool”. Simile risposta alla domanda di un collega straniero su Microsoft Sharepoint: “It’s a difficult question”.

Comunque sia, Google Wave potrà sconcertare all’inizio ma ha una potenza notevolissima, e sembra in grado di reinventare davvero, come hanno detto loro, la mail “A quarant’anni dalla sua invenzione”. D’altronde, hanno chiesto, “How e-mail would look like, if it was invented today?“. In effetti, probabilmente real-time.

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4 Commenti »

  • Xanderoby ha detto:

    Impressionante! O.O

  • Dario Salvelli ha detto:

    Ciao Alberto, bel report! Sto sbavando! Hai qualche invito o l’hai provato solo durante la session di ieri? : - )

  • RoarinPenguin ha detto:

    Mi sono sentito un utente di Windows 3.1 che guardava la presentazione di… Leopard ;)

  • alberto ha detto:

    xander, roarin: già, proprio così :)

    dario: no, non s’è fatta la prova. solo si è visto un video da 45 minuti, molto più dettagliato di quello uscito il giorno dopo

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