Discontinuità e Singolarità

Disruptive Innovations

28 February 2008 1,378 views 6 Comments di dottavi SHORT URL
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Passato momento di discontinuità, piccola curvatura dell’universo. So sorry per il Barcamp Torino che ho perso, devo ancora leggere com’è andata ma da quel che ho visto su Twitter mi è sembrato bene, un eventone. Ora solo il tempo per “liberare” una bozza iniziata tempo fa: giusto per restare in tema discontinuità segnalo questa BBC su Ray Kurzweil, esperto mondiale di intelligenza artificiale e non solo. Avevo già messo qualche link in questo post. E’ importante che ne parli la BBC, perché vuol dire che l’anno prossimo ne parleranno anche i giornali italiani citandolo come “ultima scoperta”.

In sintesi, comunque, Kurweil sostiene che entro qualche decennio potremmo arrivare alla “Singolarità“, momento in cui la tecnologia potrebbe saper replicare o superare – nelle macchine – la vera intelligenza umana. Nell’articolo citato dice che intorno al 2029 avremo macchine talmente microscopiche e sofisticate da saper interagire direttamente con gli elementi di base del nostro corpo – i neuroni, per dirne una. Insomma ricorda un po’ i nanites di “I: robot” e, ovviamente, Matrix. Sulla “convergenza” uomo-macchine c’è parecchia letteratura (tra cui qualcosina cit. qui e qui).

Se l’idea di uno scenario come Matrix sembra impossibile, o se si pensa che il 2029 sia troppo vicino, potremmo farci impressionare – per ora solo per scherzo – su un design prototype come questo Push to Charge: ricarica le batterie dei cellulari con la pressione dei tasti durante la scrittura degli SMS… cioè l’uomo genera corrente per le macchine :)

Mi ha introdotto al tema Marco, ma queste cose interessano anche a David, Leandro, Aaron, Bru, Davide e Gianandrea, credo.



6 Commenti »

  • David Orban ha detto:

    Alberto, vieni a visitare il sito della Singularity Institute Italia che abbiamo formato qualche mese fa. Sei naturalmente il benvenuto! :)

    http://www.singinst.it

  • Alberto Cottica ha detto:

    Però Kurzweil non fa testo… il suo ruolo è quello. Intelligenza artificiale, robot pensanti ecc. La notizia sarebbe che una cosa del genere la dicesse, che ne so, Mastella, o Vespa.

  • Andrea Bichiri ha detto:

    Ne ho parlato anch’io sul mio blog. La prospettiva tracciata da Kurzweil è decisamente inquietante..

  • alberto ha detto:

    David ciao, credevo addirittura di essere iscritto d’ufficio :D ma passo senz’altro appena schiarisce

    Alberto: ma infatti la notizia era che ne parla la BBC. Così, come scrivo, l’anno prossimo ne parleranno anche i giornali italiani in stile “oh! ah!” etc etc

    Andrea: concordo. E sec me porta a un nuovo livello la necessità di una riflessione importante sulla tecnoetica…

  • Riccardo (Bru) ha detto:

    Puff pant, eccomi anche qui :)
    Sì mi interessa, anche se al momento sono più interessato a capire quanto ciò ci possa aiutare a creare un rapporto sostenibile con l’unico ecosistema che abbiamo a disposizione: la terra. Che va bene camminare sui muri, ma il “deserto del reale” di Matrix mi schifa un po’ ;)

    Comunque, è circolata oggi la notizia (sorry, perso il link) del primo “occhio bionico”…

  • alberto ha detto:

    mitico bru

    sono ma non d’accordo, di più

    e infatti qui si apre uno scenario nuovo, radicale

    e cioè il fatto che non si può più pensare di lasciar andare avanti la tecnologia “per sé”

    il vecchio approccio positivista per cui cmq il fine della scienza “è bene” non va proprio più

    bisogna capire cosa e dove intervenire, per poter fare delle scelte

    credo che il Singularity Institute di David sia una prima buona idea a questo riguardo, ma credo anche sia necessaria una prospettiva ampia

    nel frattempo, io sono con te / con voi sull’idea di un vero ubiquitous computing che renda la tecnologia trasparente e molto più “naturale”

    e a maggior ragione se la prima applicazione riguarda ambiente e inquinamento

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