Viviamo in tempi duri, lo so. Economia, politica, società: non c’è scenario che non richieda la nostra attenzione. Nello stesso tempo resto fermamente dell’idea che non possiamo mollare sul tema dello sviluppo della cultura tecnologica, che in Italia è una tragica mancanza. Pochi giorni fa leggevo non ricordo più dove un giornalista scrivere che MySpace ha sette (7) milioni di iscritti. Buffo lapsus freudiano: chi è un “digital immigrant” non riesce neanche a concepire le dimensioni del fenomeno. Gli iscritti erano 70 milioni un anno fa. A settembre erano 106 milioni, circa il doppio della popolazione italiana. Se fosse una nazione, sarebbe l’undicesima al mondo.
E’ tempo, quindi per una “importante riflessione su umanità e conoscenza”, come dice Leandro. Tipo questa.

E’ più lungo di 5 minuti (un ora!), ma ho tenuto un seminario sulla Singolarità Tecnologica all’Università di Milano il cui messaggio è simile a questo.
http://video.google.it/videosearch?q=singolarita
Contributo prezioso… un saluto dalla pre-post storia.
Alberto, vero, potrebbe quasi esser considerato storia del presente. Credo aiuti a guardar queste cose in prospettiva
David, congrats, con Degli Antoni, il mitico pioniere della cibernetica italiana :)
Simpatico il filmato, peccato per un non anglofono sia difficile capire la battuta finale (shiFt happens) :)
marco, grazie per averlo sottolineato, mi era sfuggito
peccato però soprattutto perché è veramente raro che in italia si possano produrre documenti così. richiedono una capacità di osservazione di cui oggi non mi risultano testimonianze…
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