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 Renzo Piano's New York Times Tower... di alberto dottavi
 
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Stavo leggendo The Long Tail e mi dicevo... "Accidenti, ma questo sono io!"

Alberto Cottica (Fiamma Fumana)
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di alberto dottavi (del 06/07/2008 @ 20:15:13, in 2.0, letto 24 volte)
Avete notato che Upcoming ha cambiato l'home page? Last.fm invece ha aperto una nuova fase beta. Che diversa mentalità, eh? Yahoo! (proprietaria di Upcoming), cambia la pagina e chiede il feedback. Last.fm il contrario. Il programma di beta è in corso da un po', unica limitazione è che bisogna essere iscritti.



La nuova Last.fm mi piace abbastanza. Struttura più classica, molto chiara. Se c'era un feedback che avrei voluto dare sull'altra versione è che c'è troppa roba, troppo affollato. Alla fine non si trova più... la musica. Ora invece c'è la nuova library che mi sembra molto efficace. A me piace: screenshot qua.

Trovo orribile invece la nuova home page di Upcoming. Propone gli eventi che hai salvato per ordine di arrivo, mettendo in evidenza l'ultimo. Hanno messo in secondo piano la visualizzazione immediata degli eventi degli amici o delle location che segui, proponendo altre categorie. A me ha dato così fastidio che mi è saltata la mosca al naso e gliene ho dette di ogni.



Così a occhio verrebbe da dire che quelli di Yahoo! NON sono utenti di Upcoming. Se lo fossero, capirebbero che il "Popular", in questi ambienti, non è affatto popular. Logica da portale. Io voglio sapere cosa fanno i miei contatti lì sopra. Voglio robe specifiche. Il valore è nella rete che costruisci tu, non nella massa che aggregano loro, porca paletta.
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Di alberto dottavi (del 05/07/2008 @ 10:37:11, in Data and Analysis, letto 127 volte)
Luca Colombo racconta i risultati di una ricerca sugli Instant Messenger. Interessante, fenomeno direi poco approfondito, finora. Ma curiosando nel suo SlideShare trovo anche questa presentazione qua sotto, più generica ma direi... very inspiring.

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Di alberto dottavi (del 04/07/2008 @ 19:26:22, in 2.0 Italia, letto 188 volte)
Sacha Monotti, già noto per MediaMeter, ha scelto Facebook per avvertire chi non se ne era già accorto o non ne seguiva da vicino l'evoluzione. E' uscito Memesphere, che a dispetto del nome è un memetracker tutto italiano. Serve cioè per "seguire" le "conversazioni" - in altri termini, aggrega post da un numero di blog e li organizza secondi temi principali, siano i link interni o parole chiave, rendendo tutto più facile da leggere e facendo emergere, appunto, i temi più discussi.



L'ispirazione è chiaramente quella di TechMeme ma insomma, complimenti al team, sembra un ottimo lavoro e un bel segno di maturità (o forse meglio maturazione ;) del Web 2.0 italiano.
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Di alberto dottavi (del 04/07/2008 @ 12:21:51, in Data and Analysis, letto 247 volte)
Gran bello speciale sulla MIT Technology Review: "Social Networking Is Not a Business - but it might be soon". E' vero, tempi non facili. Arrington ha recentemente riportato del drop nella liquidità proveniente dal venture capital, e sembra tornata un'ondata di layoff sul mercato americano (es. New York Times) - tipicamente usato come primo indice di crisi. Agg: Per non tacer della Borsa, ai minimi (Reuters). Però.

Io mi son permesso di segnalare che sembrano arrivare declinazioni pay dei modelli del Web 2.0 - e sec me è così che deve funzionare. D'altronde è ovvio: nuovo paradigma -> sperimentazione (e hype) -> generazione modelli stabili.

Mi verrebbe anche da aggiungere, a mo' di provocazione, una cosa che ho detto una volta parlando di tv digitali etc. Raccontavo come al solito di YouTube, bla bla, e per l'ennesima volta mi son sentito chiedere quali fossero i modelli di business. Io sarò tanardo, ma continuo a pensare che sia una domanda sbagliata. I modelli di business sono sempre due: o pagano gli utenti, o paga la pubblicità.

Che poi su questo si possa discutere per millanta anni, e che in realtà non ci siano solo questi, e che, anzi, l'evoluzione della Rete (e delle tecnologie) consente di inventarne continuamente di nuovi, siamo d'accordo. Però YouTube (etc) veicola video. E' un media. Lavora sulla conquista dell'attenzione. E il suo mestiere l'ha fatto. Macina miliardi di minuti, cosa dovrebbe fare di più?

Il problema quindi è ovviamente della pubblicità. E' la pubblicità che non ha ancora trovato il suo modello di business su Internet. Problemino da ridere, visto che nel giro di tre / cinque anni il timeshift sarà sostanziale. Oggi parliamo di qualche punto percentuale, nel giro di un niente avremo interi pubblici che considereranno il Terzo Schermo, cioè il computer, l'interfaccia principale.

Sì, lo so che per ora è un conto a somma zero. Però mi sembra una differenza di prospettiva fondamentale.

PS Delenda Carthago: non riesco a trattenermi, scusate. Cliccate prima qui e poi qui. A voi che effetto fa?
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Di alberto dottavi (del 01/07/2008 @ 19:15:34, in Books and History, letto 1115 volte)
E' vero, il web è dispersivo. Soprattutto quando incontri una roba tipo Timetoast. Mi ci sono impallinato e ho fatto la timeline che incollo sotto. Lo trovo uno strumento utile, come estensione degli altri che uso per "knowledge sharing" (SlideShare e Scribd in primis). Credo anche possa essere un buon supporto per presentazioni o materiale didattico, che ne dite?



PS Timetoast è ancora acerbo. Non ha un campo per i link, così li ho messi nel corpo del testo dei vari baloon, ma essendo in Flash nn sono cliccabili (ma si possono selezionare e copincollare). Se ci si iscrive, si possono anche commentare (sul sito). Nella timeline disegnata sopra ci sono grandi dimenticanze e, per chi si vuol divertire, anche qualche "intruso" :)

PPS Una delle fonti che ho usato è questa presentazione di Tim Berners-Lee
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Di alberto dottavi (del 30/06/2008 @ 15:26:11, in Events and Reports, letto 2112 volte)
O meglio, lo diventerà il 25 dicembre di quest'anno. Che non sarà solo Natale ma la diciottesima ricorrenza della prima comunicazione HTTP, appunto il protocollo del Web, effettuata da Sir Tim Berners-Lee, che il Web l'ha inventato. E' un pensiero non detto che ho avuto l'altra sera, a Genova, sentendo la locuzione "nuove tecnologie". Sì, anch'io le chiamo così, ma "nuove" non sono.

Lo sa (o magari non lo sa e non ci pensa proprio, ma le tecnologie le usa per bene) il 9% degli italiani, stando al Rapporto Assinform rilasciato stamattina. Percentuale che ci colloca tra i primi in Europa, secondi solo ai francesi, tra i quali il 12% della popolazione ha, come noi del 9%, "elevate capacità di utilizzare Internet", quando la media è all'8%.

Siamo avanti? Neanche per sogno. Perchè il 56% degli italiani, sempre stando alle parole del Presidente Assinform Ennio Lucarelli, come riportate dal comunicato stampa, Internet non lo usa proprio. A fronte di una media europea di "non digitali" del 40%. Tabellina:

Servizio Italia Media EU
Pubbl. Amm. 17% 30%
Internet Banking 12% 25%
E-commerce(1) 2% 11%

(1) percentuale delle vendite. Le altre sono percentuali sulla popolazione. Chi scrive (e anche Assinform) ritiene che il valore più alto sia migliore

Copio testualmente ma evidenzio in grassetto:

"Questa fotografia dell'Italia di fronte alle applicazioni avanzate di Internet esprime il grave ritardo d'innovazione in cui ci troviamo rispetto ai nostri partner europei, ma anche le potenzialità inespresse che ci caratterizzano. Da una parte vi sono il progressivo invecchiamento demografico e un sistema formativo non all'altezza delle sfide tecnologiche, che mantengono oltre la metà della popolazione italiana lontana dalle facilitazioni e vantaggi dei servizi Internet. Dall'altra l'emergere di una consistente parte della popolazione fortemente attratta dalle nuove tecnologie, che si colloca addirittura al di sopra dello standard internazionale nel loro uso ed entra in netto contrasto con l'assenza di attenzione politica e di incentivi sull'innovazione"

Oh, l'ha detto lui, eh. Poi non dite che mi ripeto ;D

PS Sabato sera a Ge si è chiacchierato simpaticamente con i ragazzi di Atunn, Federico Fasce e il moderatore Alessandro Cozzutto (del gruppo Dead Man Talking) di Rete, Creative Commons, Web tv, blogosfere, Google, e molto altro. Un approfondimento sarebbe doveroso ma ho già finito il tempo :(

PPS Ma qualcuno ha un servizio per fare magliette da suggerire? Già che è estate me ne farei fare una con su scritto "Sono il 9% e ne vado fiero"
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Di alberto dottavi (del 26/06/2008 @ 10:54:35, in Events and Reports, letto 566 volte)
Quando si dice un titolo che è tutto un programma :)

Tramite TBTV, i ragazzi del No Filter Festival mi han chiesto di partecipare all'evento serale. Non li conosco, ma come tirarsi indietro? Sarà un piacere incontrarli e chiacchierare di creatività per il "terzo schermo".

Se sei da quelle parti perché non fai un salto? Al Munizioniere di Palazzo Ducale alle 21, o prima per l'ape al Le Corbu, of course.
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Di alberto dottavi (del 24/06/2008 @ 07:21:25, in Off Topic, letto 602 volte)
Sono via, e ho dei problemi di collegamento che non avevo previsto. Sorry quindi per aggiornamenti saltati e risposte ancora più lente del solito :)

Un caro saluto a tutti, a presto

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Di alberto dottavi (del 19/06/2008 @ 11:48:47, in Best Content, letto 856 volte)
In Naba per gli esami, navigando per vari motivi incontriamo questo:

Parliamone :)

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Di alberto dottavi (del 16/06/2008 @ 11:09:40, in Ventures (and) Capitals, letto 875 volte)
Marco Palombi

Marco Palombi, in una occasione un po' speciale, ha partecipato a una tavola rotonda un po' speciale, e ha raccontato una storia un po' speciale. Potete trovare il transcript della discussione in questa pagina - che, anche lei, non è esattamente una pagina qualunque.

Tutto da leggere. Magari due volte.

PS Il Mantellini ha pubblicato un bellissimo post in cui coglie, appuntito, un aspetto sostanziale (anche se il merito per aver generato l'incontro è da attribuirsi all'Ambasciatore Americano a Roma Ronald P. Spogli)
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Di alberto dottavi (del 15/06/2008 @ 21:34:00, in News, letto 844 volte)
All'inizio non ero molto convinto della sensatezza dell'offerta Microsoft su Yahoo. Poi ci ho ripensato, e in effetti mi sbagliavo. Era moooolto sensata. Tanto quanto sembra invece folle l'accordo con Google. Lo spiega Arrington.
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Di alberto dottavi (del 15/06/2008 @ 14:33:53, in Blogosphere, letto 393 volte)
Sarà un ragionamento paternalistico, spero di no, ma mi è venuto così. Non si riferisce a nulla di particolare, mi gira in testa da un tot. Ho pensato che tutto sommato aprire un blog è un po' come comprarsi un'auto:
  • Ci vuole un po' per imparare, ma non molto
  • Ci vuole di più per impratichirsi con le strade
  • Ognuno ci può andare dove gli pare. Alcuni percorsi sono gratuiti, altri, più dritti e veloci, a pagamento
  • C'è chi ci va in gita, chi al lavoro tutti i giorni, chi ne ha fatto un mestiere
  • Per il fatto di avere un'auto, non vuol dire che si fa parte dell'industria dell'automotive
  • Oltre a saper guidare, bisogna stare attenti agli altri
  • E' un oggetto privato, ma si muove in spazi pubblici
Twitter invece mi ricorda di più un'aiuola, un parco pubblico. E' aperto a tutti. C'è chi ci fa un barbecue, chi gioca a frisbee, chi amoreggia, chi sale su una scatola e tiene un discorso, chi vende panini.

In entrambi i casi, mi viene in mente la domanda su "a chi appartiene lo spazio pubblico". Di chi sono l'aiuola e le strade? Di un qualcosa che è altro da noi, o sono, anche se in minima parte, anche nostre? E nel caso, come trattiamo le nostre cose?

Credo che non ci sia una risposta data, a questa domanda. Credo sia una scelta.
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Di alberto dottavi (del 12/06/2008 @ 11:33:52, in Data and Analysis, letto 1635 volte)
No tempo solo per segnalare report di Forrester come da titolo son US$775 se riesco a nasarci dentro vi so dire qui l'unico estratto disponibile:

Mashups — custom applications that combine multiple, disparate data sources into something new and unique — are coming to the enterprise. Forrester projects that the enterprise mashup market will reach nearly $700 million by 2013; while this means that there is plenty of money to be made selling mashup platforms, it will affect nearly every software vendor. Mashup platforms are in the pole position and ready to grab the lion's share of the market — and an entire ecosystem of mashup technology and data providers is emerging to complement those platforms. Those vendor strategists that move quickly, plan a mashup strategy, and build a partner ecosystem will come out on top.

Ci stavamo ragionando da un po': uno, due, tre, quattro.
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Di alberto dottavi (del 10/06/2008 @ 08:47:46, in Blogosphere, letto 1238 volte)
Lo segnala Paola: un blogger zona Ancona è stato denunciato per diffamazione dall'azienda da cui ha comprato i mobili (agg: Mosaico Arredamenti) e di cui racconta la storia. Da seguire.

AGG_2: Il pandemico Luca Conti fa una bella raccolta dei contributi della blogosfera segnalando una efficace ricerca con Google Blog.
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Di alberto dottavi (del 09/06/2008 @ 18:06:35, in Events and Reports, letto 1251 volte)
Quasi live, dall'amico Dario Melpignano che è in quel di San Francisco, al Moscone West, riceviamo le prime info sulla ressa che c'è all'Apple Worldwide Developers Conference (foto!). Dario dovrebbe tenerci aggiornati in tempo quasi reale. Nel frattempo TechMeme segue... il meme, appunto, e Michael Arrington fa un live coverage da paura su TechCrunch, oltre a dilettarsi anche lui con Qik (Hi Mike, this one we did it before you, once in a lifetime ;D ). Nota: qui gli aggiornamenti sono sequenziali, quindi gli ultimi arrivi in fondo.

AGG: L'inizio del keynote di Steve Jobs è previsto per le 19:00 ora nostra, fine alle 20:30. I comunicati ufficiali dovrebbero arrivare verso le 21.

18:54: Eheh, la solita battaglia tra i due :) Engadget contrattacca. Coverage inferiore a quello di TechCrunch ma 220 commenti...

History of sharing
Credo che questo commento, #3 sul covering di TechCrunch citato sopra, dica veramente tutto su cos'è il live-coverage... Johnyzar - June 9th, 2008 at 7:57 am - Let us enjoy it as much as you!

18:58
: Dario aggiorna: (era: 7000) 5200 persone, per la prima volta tutto esaurito, 95 percento uomini... (e commenta: "Decisam abbiamo anche qui un gender issue" :)

19:01: Apple store down: "busy for updating"



:D

19:12: Repubblica.it non ha niente, la query per iPhone produce risultati non ordinati. Idem Corriere, ma Pratellesi ha qualche riflessione di ieri sera. Altrettanto il Sole, con un contributo e un background di Gianni Rusconi.

19:24: Grande Dario! Here he is. Before...



and after taking the scene.



19:36: Questa foto qui sopra, pubblicata su Flickr, ha preso 1.600 view in, let's say, tre minuti?

19:54: Dario aggiunge: "Enfasi su enterprise app, supporto MS Exchange e VPN, poi demo di applicazioni ebay sega typepad. Controllo giochi con accelerometro, tutti i giochi annunciati per ora on vendita a 9,99 usd al lancio dell'app store"




20:17: Dario commenta così la presentazione di MobileMe: "Exchange for the rest of us. Push e-mail, contatti, calendario e integra pc, Mac e iPhone wirelessly. Ben oltre un semplice aggiornamento di Mac.com, costerà 99 usd anno incluso 20 gb di disco. Upgrade gratis per utenti di mac.com".




20:38: Eccolo, è lui! E' l'iPhone 3G:



20:52: Confermato! iPhone 3G a 199 dollari! (e se non ho capito male, in tutte le country?!?!? Aspettiamo conferma dai comunicati)



21:08: E' praticamente fermo, ma anche l'Apple Store italiano ha le primo info su iPhone 3G.

21:40: Ecco una foto ufficiale dell'oggetto:


Altre due qua: vista laterale e mappe.
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06/07/2008 @ 22.54.23
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