Archives For December 2010

Sempre mitico Hugh MacLeod col suo GapingVoid, ormai storico. Fotografa bene l’ansia da startup:

Gaping Void - I prefer to make money

Però dai, non si molla :)

Gaping Void - Die trying

Auguri per un ottimo 2011!

Hai controllato se sei nella Spagoguida? Possibile, perché “E’ fatta dagli utenti” per davvero, e se partecipi a 2spaghi“Il più grande social network dedicato al mondo della ristorazione” – probabilmente hai inserito una recensione o un commento a un ristorante anche tu.

La Spagoguida, però, non è solo una guida ma un segno in più del successo della startup di Marco Palazzo e Stefano Massimino, forse unica vera exit del Web 2.0 italiano. Dopo qualche anno di sviluppo hanno infatti fondato l’azienda con la partecipazione del gruppo BravoFly di Fabio Cannavale.

DueSpaghi - Marco Palazzo e Stefano Massimino

Stefano e Marco hanno iniziato a lavorare a 2spaghi come sideproject (termine elegante per dire “facendo doppio e triplo lavoro”). In poco tempo hanno incontrato il primo gruppo di appassionati. Quando gli ho chiesto come avevano fatto Stefano mi ha fatto veder le mani e “Con i calli”, mi ha risposto. In questa chiacchierata di quattro anni fa c’è la storia di come hanno cominciato. Nelle righe sotto, invece, c’è la loro testimonianza di come è andata avanti, con qualche interessante consiglio per startup.

Noi non siamo nati imprenditori e questo è stato sicuramente il più grande scoglio da superare quando abbiamo avuto l’opportunità di fare di una nostra passione il nostro lavoro. Dopo anni di esperienza in azienda, con tutti i pro e i contro, non è semplice decidere di lasciare un lavoro che, per quanto ti possa in alcuni momenti lasciare insoddisfatto, è comunque sempre una sicurezza. Fare il grande passo e diventare imprenditori lasciando un lavoro stabile, quando si hanno un mutuo da pagare e una famiglia a cui rendere conto non è una cosa propriamente semplice.

Devi innanzitutto credere fortemente in quello che fai. Il fatto di aver lavorato per tre anni a 2Spaghi nei ritagli di tempo la sera e nei weekend trascurando in parte anche amicizie, famiglia, hobby e tutto quanto il resto è stato d’aiuto perchè sapevamo di essere convinti in quello che stavamo creando. Da qui viene anche un’altra lezione: se veramente vuoi riuscire in quello che fai non basta che il tuo prodotto/progetto sia ben fatto: devi perseverare, mai arrenderti e continuare a insistere. Solo così capisci se credi veramente in quello che stai facendo. Se ti vengono dei dubbi e ti pesa andare avanti senza vedere risultati forse è meglio fermarsi.

Per quanto riguarda invece il discorso più prettamente finanziario, innanzitutto sconsiglio di abbandonare tutto per provare a fare una startup. Noi abbiamo fatto crescere il progetto e solo quando avevamo capito che sarebbe potuto diventare una professione abbiamo considerato l’ipotesi di diventare imprenditori e questo lo consiglio a tutti. Eviterei di cercare finanziatori quando si è in possesso di una idea o poco più. Sul dove cercare i soldi noi siamo stati fortunati perchè senza cercarli abbiamo ricevuto richieste di finanziamento accettando quella che ritenevamo più idonea per il successo dell’iniziativa. Chi ha un buon prodotto in mano difficilmente secondo me farà fatica a finanziarlo. In Italia è vero che il settore del finanziamento alle startup è poco sviluppato, ma ci sono sicuramente un sacco di persone interessate a investire in progetti web. Serve sicuramente farsi conoscere e frequentare le poche occasioni di incontro con altre startup e con investitori perchè come in ogni ambiente le conoscenze facilitano e creano occasioni.

French model Simone D’Aillencourt and Federico Fellini pose beside La Dolce Vita billboard, 1963.

L’ha segnalato Nicolò Borghi di HUBMilan su Facebook qualche tempo fa: Designing Media è una raccolta imponente di interviste a nomi di primo livello, fatta da Bill Moggridge, personaggio di non poco peso – di cui avevamo parlato qua.

Designing Media - Bill Moggridge

Sarebbe il mio libro d’elezione: è una vita che cerco di capire qualcosa di progettazione e sviluppo dei media. Però le cose cambiano, e su suggerimento di Nicola Junior Vitto e Leonardo Camiciotti, ho invece comprato Business Model Generation. Un must-read per le startup, soprattutto perché è pieno di pratica, oltre che di teoria. Insegna soprattutto una cosa: lascia perdere il computer, parti da un foglio bianco. No, non da Word, e meno che mai da Power Point (il male!). Un foglio bianco. Post-it. Carta e matita. E vedi se riesci a descrivere e sviluppare la tua idea. Bella sfida.

Business Model Generation - Ostervalder

eMarketer - Online Ad Spend Surpasses NewspapersSe quanto dice eMarketer fosse vero anche solo per metà sarebbe comunque un milestone storico, da segnare. Secondo la società di ricerca il 2010 vedrà, per la prima volta, il sorpasso della spesa pubblicitaria online rispetto a quella sui quotidiani. Il cui budget si mantiene su una ripida progressione di discesa: “The spending gap will widen significantly next year, as total newspaper spending falls again to $24.6 billion and online climbs to $28.5 billion”. Online Ad Spend Surpasses Newspapers.

(via Luca Galli)

Google ha rilasciato l’abituale Zeitgeist. Sempre affascinante. Ne abbiamo parlato in classe ieri con i ragazzi in NABA e son saltati sulle sedie nel vedere Justin Bieber in terza posizione nella chart delle Fastest Rising Queries. Me lo chiedo anch’io. Strana umanità che siamo diventati. Ma dal video in cui Google riassume gli eventi dell’anno, qui sotto, escono anche altre cose. Per fortuna o purtroppo.

Yahoo’s gone crazy

Un Mondo Altro

dottavi —  16 December 2010 — Leave a comment

Video meraviglia. Per un museo… marittimo.

By Wirmachenbunt.de

Per??!

CUPERTINO, California??? 16 dicembre, 2010???Apple ha annunciato oggi che
il Mac App Store sar?? operativo gioved?? 6 gennaio. Portando
l???esperienza del rivoluzionario App Store su Mac OS X, il Mac App
Store rende la scoperta, l???installazione e l???aggiornamento delle
applicazioni Mac pi?? facile che mai. Il Mac App Store sar?? disponibile
in 90 nazioni al momento del lancio e sar?? caratterizzato da app a
pagamento e gratuite suddivise in categorie come Istruzione, Giochi,
Grafica & Design, Lifestyle, Produttivit?? e Utilit??.

Il Mac App Store consente di navigare fra le applicazioni nuove e
degne di nota, scoprire le pi?? interessanti, quelle preferite dallo
staff dello store, ricercare per categorie e leggere i giudizi e le
recensioni dei clienti. Come su iPhone, iPod touch e iPad, ?? possibile
acquistare, scaricare e installare applicazioni in un solo clic e
iniziare a utilizzarle immediatamente. Le app acquistate possono
essere utilizzate su tutti i propri Mac personali e gli aggiornamenti
vengono forniti direttamente tramite il Mac App Store in modo che sia
facile tenere aggiornate tutte le applicazioni. Il Mac App Store ??
disponibile per gli utenti di Mac OS X Snow Leopard come download
gratuito attraverso l???Aggiornamento Software.

Gli sviluppatori Mac decidono il prezzo per le loro app, tengono il 70
percento dei proventi delle vendite, non pagano per le app gratuite e
non devono accollarsi costi di hosting, marketing o per la carta di
credito. Per avere maggiori informazioni sullo sviluppo per il Mac App
Store visita: developer.apple.com/programs/mac.

Bella riflessione su Harvard Business Review: Unlocking the Mayor Badge of Meaninglessness. E’ una estesa critica al concetto di gamification, ma Ricercare il significato è ovviamente spunto molto più ampio.

It doesn’t matter whether I’m talking to an investor, C-suiter, or an entrepreneur. Most of them — like most of the general public — answer the question, “What does social media mean to you?” with “It’s stuff that helps you make ‘friends, digitally!! Do you want to be my friend?”

“Sure” I usually reply. And then I say: “But thinking of social tools that way is a little bit like using a positronic brain multiplier from the 25th century to tie your shoelaces faster. Here’s a more powerful, resonant — and disruptive — way to think about social media. At the end of the day, conceiving of it purely as tools to help people build larger quantities of less and less meaningful, potent, relevant “relationships” is to minimize its potential — and that might just be exactly what’s holding you back. Think of the “social” in social media the way economists use the word: to represent society. The right function of “social” tools is to give yesterday’s creaking, rusting institutions social — as in societal — significance. Social doesn’t just mean friends — it means society.”

Grassetto mio. Via Robin Good su Twitter.

Time On Facebook

dottavi —  16 December 2010 — Leave a comment

zukerberg-time-magazine-person-of-the-year-2010 Così Time Magazine motiva la scelta di Mark Zukerberg come Person of the Year 2010. Discussione in corso, visto che questo è anche stato l’anno di Wikileaks e, ovviamente, del suo fondatore Julian Assange, personalità che ha fatto molto discutere.

Però Facebook ci ha cambiato la vita non poco. Nel video sotto una piccola sintesi di cosa accade in un minuto.

 

 

 

 

 

Video: