Archives For August 2010

Giusto perché è l’ultimo giorno di agosto, perché di commentare la cronaca italiana non ho proprio cuore e perché sto di nuovo studiando i visualizzatori per Twitter. Qui sotto il video di un wall interattivo usato dall’ente del turismo del Canada. Divertente.

I ragazzi di Mashape ne hanno beccata una notevole. Qui sotto.

Internet History

Qualche anno fa ho avuto l’occasione di assistere a uno speech dell’allora direttore marketing di Fiat. Per un po’ ho seguito i contenuti, poi ho iniziato a notare come il discorso era costruito, verificando le straordinarie capacità di incantare l’audience che solo un grande comunicatore può avere. Questo per dire che, soprattutto di fronte a persone di qualità come i vertici di Fiat, bisogna sempre prendere tutto con le pinze, fare la tara, verificare, controllare di non esser stati ipnotizzati. Eppure, nel discorso di Sergio Marchionne al Meeting di Rimini (qui una search su Google per i commenti dei giornali), disponibile in integrale qui sotto, trovo meno retorica di quanta mi sarei aspettato, e più contenuti.

Fabrizio Capobianco (blog di lavoro) commenta in una nota su Facebook: “Per me, questo documento e’ uno dei migliori scritti che sia mai uscito dall’Italia”. E sottolinea poi la spinta forte al cambiamento che Marchionne ribadisce più volte. Per esempio: “Rifiutare il cambiamento a priori significa rifiutare il futuro. Se non siamo disposti ad adeguarci al mondo che cambia, ci ritroveremo costretti a gestire solo i cocci del nostro passato”. E rivolgendosi ai giovani ricorda la nottola di Minerva di Hegel, che “Arriva a cose fatte, quando la realtà è già passata. Quello che si studia nei libri sul mondo dipinge una situazione che è già un’altra”. Quindi “Non è importante la strada che sceglierete”, afferma, “E’ molto più importante l’approccio con cui deciderete di percorrerla”.

Etica del cambiamento, responsabilità e libertà, virtù delle persone, spinta al futuro. Difficile non lasciarsi incantare.

marchionne_rimini_260810

Cosmo

dottavi —  25 August 2010 — Leave a comment

Per chi è appassionato di divulgazione tecnologica non poteva esserci inizio di stagione migliore. Una trasmissione, su Rai Tre, per “Descrivere le conseguenze di quello che stiamo scoprendo dal punto di vista scientifico e tecnologico sulla vita futura dei ragazzi e dei bambini di oggi”. E che preveda risposte “Non affette da fideismo nella scienza e nella tecnologia”, ma derivanti dalla certezza che “Il futuro è quello che stiamo costruendo”. Finalmente. Complimenti a Luca De Biase, che in questo post ne racconta i dettagli. Video trailer sotto.

Moog

dottavi —  21 August 2010 — Leave a comment

[Questo post era programmato]

Da Wikipedia: Robert Moog è stato un pioniere della musica elettronica… Fu l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera… Questo strumento diede sonorità nuove e permise di tracciare una parte innovativa nella storia della musica rock… Robert Moog è morto il 21 agosto 2005.  Nel 2009 esce Switched on Bob, progetto musicale con 20 artisti da tutto il mondo che omaggia Robert Moog, quale inventore e padre dei moderni sintetizzatori elettronici. Il progetto è coordinato dagli italiani Maurizio Mansueti e Luca Cirillo. Un saluto, Robert.

Nella notte Facebook ha lanciato una nuova funzione, Places, che
permette di condividere con i propri amici i luoghi preferiti in cui
ci si trova in ogni momento. La funzione ?? sotto il completo controllo
dell’utilizzatore che pu?? modificare in qualsiasi momento le
limitazioni sulla privacy.
Per il momento Facebook Places ?? disponibile soltanto negli Stati Uniti.

Nella notte Facebook ha lanciato una nuova funzione, Places, che
permette di condividere con i propri amici i luoghi preferiti in cui
ci si trova in ogni momento. La funzione ?? sotto il completo controllo
dell’utilizzatore che pu?? modificare in qualsiasi momento le
limitazioni sulla privacy.
Per il momento Facebook Places ?? disponibile soltanto negli Stati Uniti.

We’re Dancing Animals

dottavi —  6 August 2010 — 2 Comments

C’è una citazione di Bruce Chatwin che mi porto dietro da un pezzo:

Siamo viaggiatori dalla nascita. La nostra mania ossessiva del progresso tecnologico è una reazione alle barriere frapposte al nostro progresso geografico

Kurt Vonnegut, attraverso tempo e spazio, sembra essere d’accordo:

[When Vonnegut tells his wife he’s going out to buy an envelope] Oh, she says, well, you’re not a poor man. You know, why don’t you go online and buy a hundred envelopes and put them in the closet? And so I pretend not to hear her. And go out to get an envelope because I’m going to have a hell of a good time in the process of buying one envelope. I meet a lot of people. And, see some great looking babes. And a fire engine goes by. And I give them the thumbs up. And, and ask a woman what kind of dog that is. And, and I don’t know. The moral of the story is, is we’re here on Earth to fart around. And, of course, the computers will do us out of that. And, what the computer people don’t realize, or they don’t care, is we’re dancing animals. You know, we love to move around. (via Garry Tan)

Meravigliosa storia scomoda. But, you know, I love to move around too. Buone vacanze.

L’ufficio stampa di Garmin mi ha dotato di sciccoso Nuvi 3700, GPS per auto che non sfigura accanto a uno smartphone.

Interfaccia multi-touch, Bluetooth per il vivavoce e qualche applicazione, tra cui le foto (però non sembra supportare le foto geo-localizzate da usare come Preferiti). Mappe anche in 3D che si orientano automaticamente a seconda della posizione – per esempio se sei vicino a un incrocio, o cose così. Software che si aggiorna o tramite applicazione dedicata o, per il Mac, tramite un plug-in per browser (Safari o Firefox). Decisamente un bell’oggetto. Buona occasione per augurare buone vacanze.

In effetti è stato quello qui sotto, e non questo, il mio primo computer. Lo ZX Spectrum. Girava sul processore Zilog Z80, progettato da Federico Faggin. Riuscire a fargli caricare da cassetta lo Hobbit era già impresa ardua. Molto british.

ZX Spectrum 48k

Curiosità: Clive Sinclair sembra avere i tratti dell’inventore strano, quello col cappello con l’elica. Ancora oggi gira con un regolo in tasca. Ma tra le sue idee significative va annoverata anche la mini-tv. Nel 1966.

Io a settembre pensavo di andare qua: Ars Electronica.

Ero un po’ indeciso fino alla newsletter di stamattina, dove parlano non solo del laboratorio di robotica (ehi! ci sarà Asimo!) ma anche del manifesto completo della manifestazione: Repair.

Qualcuno vuole venire con me? Posti in macchina disponibili.

Stagione importante, la prossima, per il Publishing. C’è la solita convergenza di forze – economica, tecnologica, sociale – che preannuncia l’arrivo dell’onda. Anche da noi.

Recente il lancio di BookRepublic, “Servizio di distribuzione online per i libri digitali rivolto principalmente agli editori indipendenti e libreria online”, iniziativa di Marco Ferrario (intervista) e Marco Ghezzi, con Giuseppe Granieri quale direttore editoriale e Matteo Brambilla chief editor. E’ un online store che aggrega un gran numero di editori italiani (vedi), quindi in chiara alternativa a Apple iTunes – iBooks. Non altrettanto lucida, ma pur sempre positiva, sembra la proposta di Ebook.it, di ambito romano, che ha recentemente organizzato un incontro sul tema dell’IVA che per i libri cartacei è al 4% mentre per gli ebook, parificati al software, al 20.

Gli stessi fondatori di BookRepublic hanno poi creato anche una piccola casa editrice, 40k, che si aggiunge alla pioneristica Simplicissimus e alle collane di Apogeo. E molte altre. Per esempio, Noa Carpignano mi contatta via blog per segnalare la sua BBN, “Prima casa editrice italiana che pubblica testi scolastici digitali”, e la tre giorni che sta organizzando per il prossimo settembre: Ebook.Fest. Be’, complimenti.

Insomma il primo passo è stato interpretare i nuovi sistemi di pagamento, senza i quali non si muove foglia. Dichiarazione netta del director of operations di una importante casa editrice italiana, che ho incontrato proprio al lancio di BookRepublic: “Il giro del web gratuito l’abbiamo fatto. Il prossimo giro sarà a pagamento. Deve essere redditizio”. Sacrosanto.

Nel frattempo si reinventa la tecnologia. Riflessione appuntita di De Biase in questo post, che termina affermando “I libri resteranno prodotti. I giornali tenderanno a diventare servizi”. E’ proprio così: vedi per esempio gli aggregatori di blog come Liquida, giusto per citare un italiano (a proposito: che fine ha fatto BlogNation?). I blog negli anni scorsi si sono affermati come nuove fonti ma puntuali, atomiche. Il giornale generalista è diventato un aggregatore. E sempre De Biase segnala il passo avanti fatto dal New York Times che, dice, “Proporrà in licenza le sue applicazioni ad altri editori su un vero negozio online”. Per ora il NYT ha aperto la sua Developer Network, offrendo accesso ai suoi dati tramite interfacce di programmazione – le API. Qui il blog, che non a caso si chiama Open. Interessantissimo. Per chi ama le letture tecniche, questo post dà un’idea di alcune possibilità, recuperando i dati di geo-localizzazione associati agli articoli.

Quindi non è solo il giornale che va ripensato, ma anche i suoi contenuti. Questo stesso articolo è un oggetto stupido, fatto di tante parole buttate in un campo testo, senza differenziazione. WordPress, la piattaforma che uso, si dichiara “semantica” solo perché usa le tag. Ridicolo. De Biase un po’ di tempo fa affermava che i giornali siano applicazioni. Esatto. Anzi, prima di tutto i giornali sono database, o dovrebbero esserlo, e in formati ben definiti – vedi per esempio.

Se riusciamo a strutturare informazione e conoscenza, riusciremo poi a estrarla creando nuovo significato. Da lì in poi sì che svilupperemo applicazioni. Dove il differenziale diventerà però l’esperienza. I nuovi device come l’iPad ci hanno fatto finalmente… toccare con mano, scusate la battuta, le potenzialità. D’ora in poi è tutto da costruire. Di nuovo.

Vedi anche: visual Data.