Archives For January 2010

alesstar:

giulyart:

Book cover rough (via traskblueribbon)

[Raccontato su FriendFeed: per infortunio al polso destro il blog è rallentato. Gli aggiornamenti continuano su Twitter -ad]

Causa quanto sopra mi è capitato di fare un giro in una cantina di famiglia e ritrovare quel che vedete qui sotto. Per i più giovani: no, non è un CD in fibra di carbonio, poteva registrare un massimo di 512KB e sì, è proprio la prima versione di Windows. La 3.0 è del 1990. Ora la curiosità è trovare un drive e installarlo.

PS Fa bene il paio con la Piccola storia dell’informatica per dischetti.

Floppy

Ritrovamenti: Il Floppy di Windows 1.0

Cancella il debito di Haiti

 —  29 January 2010 — Leave a comment

———- Forwarded message ———-
From: Mama Africa
Date: Friday, January 29, 2010
Subject: [Fwd: Cancella il debito di Haiti]
To:

Cari amici,

Nonostante il terremoto, Haiti ?? sotto il peso schiacciante di un
“debito dei dittatori” accumulato anni fa. Firma la petizione per
azzerare il debito di Haiti e Avaaz e i suoi partner la consegneranno
al Fondo Monetario Internazionale e ai ministri delle finanze chiave
la prossima settimana :

E sconvolgente: anche se stanno arrivando aiuti ad Haiti per
soccorrere la popolazione disperata, in realt?? questo denaro si sta
utilizzando in gran parte per ripagare l’enorme debito del Paese. —
un debito di pi?? di un miliardo di dollari generato ingiustamente per
anni da governi e prestatori senza scrupoli.
La richiesta di un totale azzeramento del debito estero di Haiti sta
crecendo in tutto il mondo e ha conquistato anche diversi leaders
mondiali ??? invece si mormora che altri ricchi paesi creditori stiano
opponendo resistenza. E non c’?? tanto tempo: i Ministri delle Finanze
del G7 potrebbero raggiungere un accordo finale la settimana prossima
in occasione del vertice in Canada.
Facciamo una richiesta a gran voce, in tutto il mondo, perch?? si
tratti la popolazione di Haiti con giustizia, compassione e buon senso
in queste tragiche ore. Avaaz e i suoi collaboratori presenteranno la
petizione per la riduzione del debito direttamente in occasione del
vertice. — clicca qui sotto per firmare la petizione e poi invia
questa e-mail ai tuoi amici:
http://www.avaaz.org/it/haiti_cancel_the_debt_7/?vl
Gi?? prima del terremoto, Haiti era uno dei paesi pi?? poveri al mondo.
Dopo che gli schiavi haitiani si ribellarono e conquistarono
l’indipendenza nel 1804, la Francia richiese biliardi come
compensazione??? dando cos?? vita ad una spirale di povert?? e debito
ingiusto che si ?? prolungata per due secoli. Negli ultimi anni, la
gigantesca campagna per la riduzione del debito estero ha risvegliato
la coscienza mondiale. E anche in questi ultimi giorni i prestatori ???
sotto una crescente pressione pubblica- hanno iniziato a dire cose pi??
giuste sulla cancellazione del devastante debito estero di Haiti.
Ma le cose possono essere molto diverse nella pratica. Per esempio,
anche se dopo lo tsunami del 2004 il Fondo Monetario Internazionale
annunci?? una riduzione del debito estero dei paesi colpiti ??? il debito
reale continu?? a crescere. Appena l’attenzione pubblica ?? calata le
somme derivate dai prestiti si sono ulteriormente accresciute.
E’arrivato il momento di azzerare il debito estero senza condizioni e
di fare in modo che gli aiuti per il terremoto siano fatti come
sussidi, non come prestiti. Un successo ora cambier?? le vite della
popolazione di Haiti anche quando l’attenzione mondiale sar?? calata.
Unisciti a questa richiesta per la cancellazione del debito e inoltra
questo messaggio a coloro che la pensano nello stesso modo :
http://www.avaaz.
org/it/haiti_cancel_the_debt_7/?vl
Mentre guardiamo le immagini alla televisione o al computer, ??
difficile non rimanere impressionati. E la storia delle relazioni dei
paesi ricchi con Haiti ?? davvero oscura.

Eppure, momenti come questo possono generare una trasformazione. In
tutto il mondo, la gente ha fatto donazioni per salvare delle vite ad
Haiti — I membri di Avaaz hanno donato pi?? di 1 milione di dollari
negli ultimi dieci giorni. Ma dobbiamo anche far sentire le nostre
voci di cittadini del mondo per trovare una soluzione alle tragedie
create dall’uomo che hanno lasciato i nostri fratelli e sorelle di
Haiti cos?? vulnerabili alle catastrofi naturali.
Cerchiamo di fare tutto il possibile, anche se pensiamo che non sia abbastanza.

Con speranza,

Ben, Alice, Iain, Ricken, Sam, Milena, Paula, e tutto il Team di Avaaz

Articoli
“L???isola dei colpi di Stato, dove si mangia l???argilla e la natura
compie stragi, Corriere della sera, 10 Gennaio 2010 http://www.
corriere.it/esteri/10_gennaio_14/haiti-colpi-stato-farina_32208d26-00dc-
11df-9901-00144f02aabe.shtml
“Donatori cancellino il debito”, Oxfam, 25 Gennaio 2010
http://beta.vita.it/news/view/99838

L’Italia cancella il debito con Haiti, Il Giornale, 27 Gennaio 2010
http://www.ilgiornale.
it/esteri/litalia_cancella_debito_haiti_404_milioni_euro/19-01-
2010/articolo-id=415053-page=0-comments=1

——-

CHI SIAMO
Avaaz.
org ?? un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con
campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei
popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz
significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o
aziende ed ?? composta da un team internazionale di persone sparse tra
Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888
922 8229
Clicca qui per avere maggiori informazioni sulle nostre campagne.

Non dimenticare di andare a vedere le nostre pagine: Facebook, Myspace e Bebo.

Ricevi questo messaggio perch?? hai firmato la campagna “Aung San Suu
Kyi libera!” il 2009-05-22 usando l’indirizzo mina.schito@libero.it.
Per essere sicuro di ricevere i messaggi di Avaaz aggiungi l’indirizzo
avaaz@avaaz.org alla tua rubrica. Per cambiare la tua e-mail, lingua o
altri dati, https://secure.avaaz.
org/act/index.php?
r=profile&user=8013d0b20a1160c3e3765ac208a0e030&lang=it, oppure
cancella il tuo indirizzo.

Non rispondere a questo messaggio. Per metterti in contatto con Avaaz
scrivi a info@avaaz.org oppure invia una lettera al nostro ufficio di
New York: 857 Broadway, 3rd floor, New York, NY 10003 U.S.A. Se
incontri difficolt?? tecniche vai al sito http:
//www.avaaz.org/it.

Swissinfo.ch, unit?? internazionale della Societ?? svizzera di
radiotelevisione, lancia una nuova applicazione Android. Presentata
come versione beta il 5 gennaio, l???applicazione entra oggi
ufficialmente nell???Android Market.

Caratteristiche principali:
??? ?? ?? ?? Attualit?? svizzera e/o internazionale
??? ?? ?? ?? Disponibile in sette lingue
??? ?? ?? ?? Ideale per i pendolari (modalit?? online/offline)
??? ?? ?? ?? News, album fotografici, audio e servizi
??? ?? ?? ?? Gli audio scaricati vengono registrati sulla scheda SD
??? ?? ?? ?? Navigare ?? semplice e veloce
??? ?? ?? ?? Opzione Gesture
??? ?? ?? ?? News e meteo widget sul proprio schermo

Video di presentazione : ??Http://www.youtube.com/swissinfoandroid
Pagina ufficiale: HTTP://www.swissinfo.ch/mobile_it

Trova l???applicazione nell’Android Market:
market://search/?q=pname:ch.swissinfo.mobile

http://www.swissinfo.ch/media/cms/files/swissinfo/2010/01/prandroidita-817970…

L’Apple iPad sembra fantastico. Qui il sito ufficiale, sotto il video.

Domus Academy e NABA??entrano nel gruppo Laureate International Universities
lNABA e Domus Academy tra le migliori scuole??di arte e design nel mondo

Milano e Baltimora (Maryland, U.S.A.), 26 gennaio 2010 ??? Domus Academy
e NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano sono entrate a far parte
del gruppo Laureate International Universities (LIU), contribuendo ad
accrescere il ruolo di Laureate quale leader globale nell???istruzione
superiore nel campo delle arti e del design.

Domus Academy, fondata a Milano nel 1982, ?? stata la prima scuola
post-graduate di Design in Italia. L???approccio formativo e di ricerca
di Domus Academy si basa su metodologie progettuali avanzate capaci di
anticipare bisogni e tendenze di una societ?? in continua evoluzione
dal punto di vista culturale, economico e sociale: un grande
laboratorio di ricerca ed esplorazione di scenari futuri. Domus
Academy propone corsi di Master nei campi della Moda, del Design, del
Car Design, del Business Design e dell???Architettura. Nel 2009 Domus
Academy ?? stata?? selezionata da Business Week tra le migliori scuole
di design del mondo. Attualmente i corsi sono frequentati da circa 250
studenti.

NABA, creata nel 1980, ?? la pi?? grande e innovativa accademia privata
italiana e offre corsi di primo e secondo livello nel campo del
design, del fashion design, della grafica, delle arti multimediali,
delle arti visive, della scenografia. NABA ?? legalmente riconosciuta
dal MIUR ??? Ministero dell???Istruzione, dell???Universit?? e della Ricerca.
Tutti i diplomi rilasciati dall???Accademia sono conformi alle direttive
della Dichiarazione di Bologna e riconosciuti a livello
internazionale. Frequentano NABA circa 1.800 studenti.

Grazie a forti partnership nel mondo accademico e imprenditoriale,
Domus Academy e NABA offrono agli studenti un accesso diretto a realt??
di spicco del mondo del design. Ex-allievi di Domus Academy e NABA
sono andati a lavorare per aziende e marchi leader come Valentino,
Dior, Audi, 3M, Philippe Starck, Armani Casa, Chanel and Saatchi &
Saatchi.

???In qualit?? di leader nell???istruzione internazionale, Laureate
International Universities opera al servizio degli studenti in vari
campi, tra questi l???arte e il design,” ha detto Douglas L. Becker,
Chairman e CEO di Laureate Education. “Siamo felici di dare il
benvenuto nel nostro network a due fra le pi?? apprezzate scuole di
design in Italia, Domus Academy e NABA Nuova Accademia di Belle Arti
Milano. Queste due istituzioni di punta, insieme al College of Santa
Fe in New Mexico, e alla NewSchool of Architecture and Design in San
Diego, California, rappresenteranno i nostri centri di eccellenza
nell???insegnamento dell???arte, del design e dell???architettura. Per
Laureate International Universities questi sono settori di studio
importanti e in crescita, che oggi, nel network, vedono
complessivamente pi?? di 30.000 studenti iscritti.???

???Sono certa che il network di Laureate International Universities
garantir?? un futuro brillante a Domus Academy??? ha dichiarato Maria
Grazia Mazzocchi, Fondatore di Domus Academy. ???Negli ultimi 27 anni la
scuola ?? stata in grado di comprendere e trasmettere i valori del
Design e della Moda italiani. L???esperienza professionale altamente
qualificata di Laureate, seguendo la stessa filosofia di Domus
Academy, render?? accessibili le metodologie progettuali del Design
italiano a studenti di tutto il mondo???.

???La nostra morale ?? quella di chi crede che il lavoro estetico ricopra
un ruolo importante per la sopravvivenza spirituale degli uomini;
credo che l???ingresso nel gruppo Laureate sia una grande opportunit??.
Continueremo a perseguire la filosofia del design NABA che coniuga lo
spirito contemporaneo dell???innovazione con la ricerca artistica???, ha
affermato Alessandro Guerriero, Presidente di NABA Design e
Futurarium.

Laureate International Universities Laureate International
Universities ?? un network globale di 50 istituti riconosciuti, sia
residenziali sia on line, che offre programmi d???istruzione liceale e
universitaria a pi?? di 550.000 studenti nel mondo. Gli studenti di
Laureate International Universities sono parte di una comunit??
accademica che abbraccia 21 Paesi e pi?? di 100 campus dal Nord America
all???America Latina, Europa, Asia. Laureate International Universities
offre pi?? di 130 programmi finalizzati al conseguimento di diplomi,
lauree e master in settori che comprendono architettura, arte,
economia, arti culinarie, design, istruzione, ingegneria, scienze
della salute, ospitalit??, information technology, legge e medicina.
Per ulteriori informazioni: www.laureate.net.

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Ho avuto il piacere di ricevere una richiesta di intervista (scritta) da Innovation Café, altra iniziativa Telecom Italia collegata a Next Open Innovation. Consegnata da poco, mi hanno detto che la pubblicheranno a febbraio. Ci tengo però a segnalarla ora (dopo il salto), prima degli annunci Apple attesi per mercoledì 27, giusto per una scommessa con me stesso. Le indiscrezioni parlano di iCloud, un sistema per mettere la propria musica in Rete in modo che sia sempre accessibile, e di un possibile tablet. Nel primo caso buona idea, ci sta lavorando anche una giovane start-up italiana, Audiobox.fm, segnalata da uno dei fondatori, Claudio Poli con cui abbiamo avuto una piacevole chiacchierata in mail – approfondimenti in futuro.

Una ipotesi di possibile Apple Tablet secondo SciBlogs

Una ipotesi di possibile Apple Tablet secondo SciBlogs

Quel che più o meno tutti si aspettano però è un tablet. Una sorta di super-iPhone da 10 pollici, o qualcosa di simile. Microsoft ha messo la bandiera sul nome Slate poco tempo fa. Insomma la mia scommessa è che Apple un tablet lo presenterà, e cambierà di nuovo le regole del gioco. Io mi immagino un sistema semi-chiuso, come l’iPhone, e l’estensione di iTunes a più contenuti digitali a pagamento, video e libri in primis, per non parlare di possibile interazione wireless con computer o anche le nuove tv recentemente presentate al CES. Io mi immagino che si potranno comprare video, film, podcast, corsi on-line dal tablet, e poi proiettarli in tv. Una macchina da salotto. Un super-telecomando. E guarda caso proprio ciò a cui i produttori di televisori non hanno mai badato. Insomma penso si possa iniziare a reinventare l’esperienza della televisione.

Lo stesso dicasi per i libri. Ci vedo bene la morte del Kindle di Amazon e di tutti gli e-book reader, non perché non siano interessanti ma perché si rivolgono a un pubblico di nicchia e perché storicamente le macchine dedicate hanno sempre perso contro quelle generali (concetto che risale, tutto sommato, a Turing). Il che è coerente anche con le tardive mosse di Amazon di aprire il Kindle agli sviluppatori e, pochi giorni fa, di alzare le royalty per gli editori al 70%. Troppo tardi, imho. Anche perché che noia i libri da leggere. Su un dispositivo così si possono immaginare libri di natura completamente nuova. Per esempio con i video dentro.

Magari mi sbaglio, eh, però di solito funziona così: It’s the software, as always. E i prodotti Apple sono oggi ottimo software incastonato dentro ottimo hardware. Chiuso, certo. Ma chi l’ha detto che Internet e i contenuti devono essere gratis?

Segue l’intervista sul più generale tema dell’innovazione, anche italiana, con pillola video finale.

Continue Reading…

acm_scratchQualche tempo fa Stefano Rocco, direttore di Wired.it (il sito, per chiarire), ha chiesto a me e altri in Rete un paio di domande da fare a Nicholas Negroponte, in occasione della sua visita in Italia. Visto che l’occasione era la già discussa candidatura di Internet al Nobel per la Pace, una delle due domande che ho proposto è stata: “Uno dei progetti resi recentemente disponibili dal MIT Media Lab è Scratch, un linguaggio di programmazione per bambini dagli otto anni in su. Qual è il suo significato? Ha una relazione con progetti di innovazione sociale come l’Olpc?”

Non so se gli è stata proposta, né la risposta. Ma so che Scratch (qui qualche informazione di background) ha preso la copertina di uno degli ultimi numeri del mensile dell’Association for Computing Machinery. Qui l’abstract, fulminante:

“Digital fluency” should mean designing, creating and remixing, not just browsing, chatting and interacting

Non saprei come tradurre fluency se non con padronanza. L’articolo racconta la storia di una ragazza di 12 anni, che si è appassionata al sistema tanto da realizzare una animazione stile fumetto manga. Gli utenti del sito (cioè altri bambini, oltre a qualche adulto) si sono appassionati, le hanno fatto domande, così lei ha realizzato un tutorial per insegnare agli altri come aveva fatto. E siccome le hanno fatto anche i complimenti sul personaggio disegnato, ha realizzato un tutorial anche su come disegnare i manga.

Essere appassionati utenti degli strumenti digitali non basta. Saper navigare in Rete, chattare, interagire, non basta. Padroneggiare le tecnologie, saperle domare, usarle per l’educazione o qualsiasi altra cosa vuol dire fare.

[Ho ricevuto la proposta di valutazione di un multifunzione HP dalle PR dell’azienda, perché questa linea di prodotti, così mi hanno detto, si rivolge a professionisti e agenzie di “creativi”. Ho girato l’idea a Fabio che lo sta valutando. Per ora un’anteprima. -ad]

Come introdotto da Alberto, ho ricevuto nei giorni scorsi la stampante HP Officejet Pro 8500 All-in-One wireless e ne faccio ora una breve preview prima di passare a una recensione completa.

HP Officejet Pro 8500 All-in-One wireless

I punti di forza dichiarati da HP sono (a parte la qualità dell’immagine, naturalmente) un notevole risparmio -fino al 50% dicono- nei consumi di stampa ed energetici (4 prodotti in uno sono tre periferiche in meno da alimentare), la condivisione wireless fino a un massimo di 10 utenti e funzioni fax, scanner e copia. Da evidenziare anche la presenza di menù touchscreen.

Nella confezione troviamo la stampante – beh, ci mancherebbe no? :) – un set di cartucce, manuali, alimentatore, cavo necessario per il collegamento alla linea telefonica e vari (tanti) adattatori per l’alimentazione. L’unica cosa che manca è il cavo usb -nel caso volessimo collegare la stampante direttamente al computer-. E, naturalmente, è presente un dvd con i driver e il pacchetto software HP.

HP Officejet Pro 8500 All-in-One wireless

La procedura di installazione è stata semplice e piuttosto veloce. Tolta la stampante dall’imballaggio (praticamente la parte più “difficile” è stata togliere i vari adesivi protettivi), inserite le cartucce (sportelli della massima comodità di apertura e inserimento) e la carta, ho proceduto con l’installazione vera e propria della stampante. Finite le procedure di calibrazione (una ventina di minuti circa), ho potuto accedere al menu touchscreen per dare le impostazioni principali e selezionare la rete wireless di casa (felice di non aggiungere l’ennesimo cavo alla giungla del mio -piccolo- studio). Pochi e intuitivi passaggi -comunque è tutto spiegato su manuale in caso di bisogno- e la stampante era collegata alla rete wireless e visibile dal mio Mac. Da dvd ho installato l’intero pacchetto software e la stampante era pronta all’uso.

Ho fatto qualche prova al volo di stampa e scansione. L’impatto è positivo, ma di tutti i risultati in merito ne parlerò nella recensione completa che scriverò a test ultimati. Il fax devo ancora provarlo perché -potrà sembrare assurdo- non ne ho mai usato uno in vita mia.. E’ l’occasione giusta :)

fabio

Allego (se funziona)

Dalle analisi Nielsen sullo 

scenario di internet in Italia nel mese di dicembre 2009 e sull???andamento della rete nell???ultimo anno emerge che, dopo un 2008 nettamente segnato dal fenomeno di community, blog e social network, il 2009 si caratterizza come l???anno della ripresa delle news online, dell???esplosione dei siti di giochi e scommesse online e della continua e inarrestabile crescita dei video online.

Sir Tim Berners-Lee l’aveva detto qui e ha convinto Gordon Brown, prime minister inglese: bisogna aprire l’accesso ai dati, soprattutto quelli della Pubblica Amministrazione. In questa intervista alla BBC ora afferma: “I dati pubblici sono qualcosa su cui abbiamo già speso del denaro… lasciarli sulla scrivania di qualche ufficio è uno spreco”. L’hanno fatto, su Data.gov.uk: “Government are opening up data for reuse. This site seeks to give a way into the wealth of government data and is under constant development. We want to work with you to make it better. We’re very aware that there are more people like you outside of government who have the skills and abilities to make wonderful things out of public data. These are our first steps in building a collaborative relationship with you”.

Datauk