Archives For December 2009

Buon Anno: 2010, il Quinto

dottavi —  31 December 2009 — Leave a comment

Nel senso che stanotte questo blog conclude il quarto anno di scouting tra le meraviglie del Web (e, ovviamente, non solo), e domani ne comincia un altro. Col dubbio che serva a qualcosa ma col piacere di aver incontrato un sacco di persone incredibili: divertenti, curiose, interessanti, appassionate, intelligenti, preparate, sapienti, informate, volenterose, decise, desiderose, straordinarie. Grazie.

microserfs

Ultimi post del 2009, dedicati alle letture che si possono fare in questi giorni. Un titolo da non perdere assolutamente è X, di Cory Doctorow (Little brother nel titolo originale). Ragiona su quale sia il confine tra diritto alla privacy e sicurezza in uno scenario che comprende terrorismo, hacking, controllo dei cittadini, servizi segreti deviati e un manipolo di ragazzini diciassettenni molto, molto bravi a usare la tecnologia. Così la scheda sul sito dell’editore italiano:

doctorow_xMarcus, noto sul web come “w1n5t0n”, conosce tutti i segreti della Rete ed è in grado di neutralizzare qualsiasi dispositivo di sorveglianza. E mentre i compagni rimangono a scuola, Marcus e i suoi amici Darryl, Vanessa e Jolu si divertono per le strade della città. All’improvviso una terribile esplosione: il più efferato attacco terroristico della storia distrugge il centro di San Francisco, e i quattro, al posto sbagliato nel momento sbagliato, vengono arrestati perché ritenuti coinvolti nella strage. Chiusi in carcere senza alcun processo e torturati perché confessino, i ragazzi sperimentano sulla loro pelle la violenza e la crudeltà della polizia. Grazie a una console modificata per accedere ai sistemi informatici del governo, w1n5t0n darà vita a una comunità di ribelli non violenti, intenzionati a combattere e arginare lo strapotere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Perché, per chi odia la guerra e la violenza, la tecnologia e l’informatica sono le uniche armi possibili.

Sotto trovate i primi capitoli. Il blog Innovation Leadership Network di Tim Kastelle, John Steen and Mark Dodgson (tre docenti della School of Business, University of Queensland, che si occupano di management dei processi di innovazione) suggeriscono altri Dieci libri gratuiti per innovatori (in PDF). Ottima selezione. Tra quelli suggeriti io ho già scaricato prima e comprato poi (su Amazon.co.uk) la nuova fiction di Doctorow: Makers. Cory l’ho incontrato qualche mese fa e devo ancora “sbobinare” i 40 minuti di intervista completa. Qui una sintesi.

Cory Doctorow_ X_Estratto

Sarebbero più di due milioni gli italiani che si informano sui blog (l’avevo forwardato qui), ma non si può proprio dire che i feed RSS siano facili da gestire. E nonostante il tempo che passa gli aggregatori (es. Google Reader, qui la mia pagina pubblica) non sono migliorati molto – a parte il tema relativo agli “altri luoghi” come Facebook o Friendfeed. Un tool che mi ha rinnovato il piacere di leggere i blog è Feedly. Purtroppo limitato a una estensione per Firefox, ripropone i feed con pagine in stile magazine. Bellissime da vedere, molto facili da navigare e con tutte le funzioni di condivisione o annotazione che uno può desiderare. L’ha sviluppato Edwin Khodabakchian.

Feedly

Ricevo e giro, come si usa dire. Joi Ito ha mandato una circolare in cui ricorda che Creative Commons ha bisogno di un’ultimo sforzo per la campagna di sottoscrizione. Serve a supportare e sviluppare la nuova creatività. Ito lo racconta qui. Io ho già donato. Qui la pagina dove puoi farlo anche tu.

cc_donateWe’re getting close to the end of our fund raising campaign and I wanted to give you an update and ask you to consider contributing again this year if you’re a past supporter and give for the first time if you’re not. Either way, I want to thank you for being involved in this movement. As of right now, we’ve raised $416,629 from our generous individual and corporate supporters, but we need to come up with another $83,371 in order to sustain core operating costs in 2010 and keep our tools free for everyone to use. Asking for money is never an easy task, but I hope you’ll agree with me that supporting CC is vital.

Over a year ago, I took over the the role of CEO of Creative Commons from Lawrence Lessig. As you might imagine, following the founder and visionary leader was a daunting task and I have tried to focus my energy on the elements that I felt the most suited to execute on.

Larry and the founding board had laid the founding principles of Creative Commons and the organization had spread to a network of people in over 80 countries working to port, support and spread the idea of Creative Commons. What began as an idea had become a global movement growing geometrically with an adoption curve that would make any venture capitalist excited.

Over the last year, I’ve had the pleasure of working with an incredibly competent team of core paid staff and a network of volunteers who stepped up and developed into an extremely functional and efficient operating organization that makes me extremely proud to be associated with.

The organization has shifted from having to go around convincing everyone to use Creative Commons to having to work full speed to make sure that all of the people who want to use Creative Commons and work with our various projects got the attention they required.

Just in the last year, the White House, Wikipedia and Al Jazeera all adopted CC licenses and we now have over a quarter of a billion pieces of content licensed under a CC license. Our traction in both the science and education continue to increase.

While we have been working hard to try to develop a sustainability model, we have not yet been able to develop our “business model”, we are still dependent on donations and contributions. The economy has impacted our contributions. Though more people have contributed to CC this year than ever before, the average contribution has gone down. Corporate sponsorships have been even worse.

The situation reminds me of a startup which has raised money from friends and family and angel investors. The company is a wild success being the only player in the field with geometric growth and global reach. However, we’re running short on cash and haven’t turned the corner on the business model.

We really need your help to give CC enough runway to get to the point where in hindsight having and supporting Creative Commons as an essential part of the global infrastructure will be obvious to everyone. I need the support of you and the other angel investors who see the promise and the vision of this great idea and successful startup.

I realize that we are competing with many other important causes during this “holiday moment” but a contribution from you to our fundraising campaign at https://support.creativecommons.org/donate would go a long way in helping to solving one of the biggest problems holding back an explosion of creativity and innovation that the Internet has enabled. Thank you for reading this long email and thank you even more if you can contribute. ; )

RCA ITALIANA CATALOGO DEI DISCHI DI MUSICA LEGGERA A 45 GIRI MAGGIO 1964 – ISTITUTO PER I BENI SONORI ED AUDIOVISIVI

Buon anno!

Infoservi Network —  27 December 2009 — Leave a comment

dariosalvelli:

Stangata di 596 euro a famiglia – Unità.it

L’anno nuovo porterà un vero e proprio salasso per gli italiani. Secondo un’indagine di Federconsumatori-Adusbef, si tradurrà in un esborso di 596 euro a famiglia.

Videogame: La Storia

dottavi —  26 December 2009 — 6 Comments

Tempo di feste, tempo di videogame. La sempre mitica Clementine di Reflection pubblica una imperdibile timeline che ripropongo qui sotto.

videogames_timeline

livingstories_logoTrovo da Gaspar Torriero e rilancio: a seguito di un accordo con New York Times e Washington Post Google ha presentato recentemente Living Stories, “An experiment in presenting news, designed specifically for the online environment”. Le varie news relative a un dato evento sono raggruppate in una pagina, con un’unica URL, una linea temporale, foto, etc. Si sa, quelli di Google “Non sono giornalisti e non creano contenuti”, affermano sul blog, ma hanno “Strong ideas about how information is experienced on the web”. Già. Living Stories potrebbe nascondere qualcosa di complesso. Però non riesco a non pensare che almeno la prima pagina assomiglia molto a Techmeme, idea certo non nuova.

Gli uomini che pensano profondamente appaiono a se stessi commedianti nei rapporti con gli altri, perché allora, per essere capiti, devono sempre simulare una superficie.

Nietzsche, Umano troppo umano (via limboswing) (via lindenlife)
olivetti buon natale

Olivetti Lettera 22 Christmas Advertising – 1957 

Mercoledì 7 Gennaio 2009. Ricevo una mail su LinkedIn:

nico_callCiao Alberto,
non ci conosciamo, ho trovato il tuo CV partendo dal sito di First Generation (gran bella iniziativa). Vedendo il tuo profilo professionale, ho pensato di chiederti – in forma confidenziale – se ti può interessare partecipare in qualche modo a un mio progetto imprenditoriale nel campo dell’arte su web a livello internazionale. Le parole chiave sono: arte & artigianato, web 2.0, social network ed e-commerce.

Faccio un giro per capire chi è Nicola Junior Vitto. Non c’è molto (non aveva ancora il blog), ma quello che c’è sembra interessante. Rispondo dicendo “Be’, a dire il vero anche io ho un’idea tra arte e Web 2.0…” e gli lascio il mio numero di cellulare. La domenica successiva Nicola mi chiama, e parliamo – boh – un paio d’ore? Cominciano gli scambi di mail finché lui non capita a Milano e, già che si deve parlare di start-up, lo porto al roof bar della Rinascente (foto by NessunDove).

larinascente_7piano_intro

Gli scambi da occasionali diventano settimanali, poi bi-settimanali. Lui aveva già fatto un lavoro di pianificazione straordinario. Lo prendiamo e lo smontiamo pezzo per pezzo, come fosse un motorino. Puliamo gli ingranaggi, lo rimontiamo e ci accorgiamo che non può funzionare. Allora lo smontiamo di nuovo e, io al telefono per strada, lui preso tra mille casini per lasciare il lavoro e sposarsi, all’improvviso troviamo la quadra. Rimontiamo l’idea. Funziona. Partiamo. Nasce Blomming: “Publish. Share. Sell”. I dettagli nella pagina di About.

blomming_logoOra siamo in alpha chiusa, dobbiamo finire il prototipo. Contiamo di andare in beta privata, per gli amici che vorranno provarlo in anteprima e darci una mano a sistemare le cose, per gennaio o febbraio. Però abbastanza per capire che il meccanismo funziona. Abbiamo nel frattempo fatto anche quello che chiamo un “carotaggio”, cioè un test per capire se davvero esistono le community a cui ci vogliamo rivolgere. Accidenti se esistono. La prima è quella di “chi fa cose”, e abbiamo raccolto testimonianze fantastiche in un blog-magazine che abbiamo chiamato LikePicasso. La grafica è ancora da sistemare ma date un’occhiata ai contenuti: esce una creatività tutta nuova, italiana e non solo. C’è anche qualche idea per un regalo dell’ultimo minuto :)

La vision complessiva è un po’ lunga e merita un post a parte. Si tratta della domanda su quale sia il futuro dell’economia trasformata dalla Rete – le Frontiere dell’Economia, per citare la nostra prima e recente uscita pubblica (in occasione del Social Kick-off di Frontiers ho appunto proposto questo tema). E la risposta, in sintesi, è abilitare chi vuole creare e scambiare beni direttamente: creativi, inventori… makers. Da User Generated Contents a User Generated Goods.

C’è tanto lavoro da fare e tanto da raccontare. Ma lo faremo dopo le feste. Ancora auguri a tutti! :)

Joi Ito, CEO di Creative Commons, è stato recentemente a Roma, a parlare alla Camera dei Deputati – sembra uno scherzo, di questi tempi, invece è così. Per l’occasione si è messo la cravatta (mai visto prima :) e ha rilasciato la bella video-intervista che ripropongo qui sotto. Del suo concetto dei diversi “strati” relativi a open innovation ho già parlato qui, un post di un annetto fa ma che merita ancora qualche riflessione. Creative Commons, inoltre, è ancora in fundraising – Joi lo racconta qui. Merita un pensiero per Natale. Io ci sono.

(Via Gianluca Dettori)