Archives For November 2009

Un gruppo di professionisti e lavoratori autonomi delle attività creative e cognitive e delle nuove professioni ha programmato per
domani martedì 1 dicembre 2009 alle ore 11.00 un’azione simbolica e pacifica di occupazione della Triennale di Milano per protestare
contro la ventilata misura di aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata INPS

http://Infoservi.it

David Carr sul New York Times, Media & Advertisement: The Fall and Rise of Media. Gran bel pezzo. Di “colore”, come si diceva ai tempi, e un po’ spaventevole nella prima parte di cronaca e storia, ma con un bel finale (evidenza mia):

Those of us who covered media were told for years that the sky was falling, and… then it did. Great big chunks of the sky gave way and magazines tumbled — Gourmet!? — that seemed as if they were as solid as the skyline itself..

So what do we get instead? The future, which is not a bad deal if you ignore all the collateral gore. Young men and women are still coming [to New York] to remake the world, they just won’t be stopping by the human resources department of Condé Nast to begin their ascent.

For every kid that I bump into who is wandering the media industry looking for an entrance that closed some time ago, I come across another who is a bundle of ideas, energy and technological mastery. The next wave is not just knocking on doors, but seeking to knock them down.

littlevale:

Evolution of storage

Per un Libero Wi-Fi

dottavi —  27 November 2009 — Leave a comment

Alessandro Gilioli ci ha chiamati all’appello, e si è subito risposto. Siamo partiti in 100 a sottoscrivere questa Carta per il libero Wi-Fi, ma speriamo di finire in 100.000. Gilioli ne parla anche su L’espresso in edicola in questi giorni. Qui invece il gruppo su Facebook.

LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI
Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore. Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata. Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte. Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet. Continue Reading…

Motociclista? Mai più viaggi solitari. Guido Bellomo è online con Riderpedia, iniziativa pensata proprio per creare e organizzare itinerari in gruppo. Un classico del viaggio in moto, ma non solo. Un esempio? Il Rally in Mongolia di un gruppo di vespisti: idea non nuova ma sempre affascinante e avventurosa. Più persone possono collaborare allo sviluppo di un singolo percorso aggiungendo informazioni, punti di interesse, tappe, e così via. Mentre lo si fa compaiono i suggerimenti di località già descritte dalla community. Alla fine si può scaricare il proprio Roadbook personalizzato in PDF. Insomma: è perfetto per lavorarci su con gli amici da qua all’estate. A proposito: qualcuno vuole venire a Tarifa, l’anno prossimo?

Riderpedia

Qui le ultime news: Riderpedia su Twitter.

kagurazakaundergroundresistance:

kuwataro:

HC-20kamawanainsxdara-j

懐かし過ぎる。当時の月刊ASCIIにこの広告良く載ってたよな。

otsune

懐かしー、部室にあったよ。ちっちゃなプリンタが動くだけで感動してた。

2007-11-29

E’ stato pubblicato il mio intervento al convegno di lancio del Webdesign International Festival dell’altro giorno. Allego anche la mia presentazione perché l’uno senza l’altra non funzionano. La prossima occasione in cui si parlerà di queste cose è la UX Conference, di cui ho già accennato.

Qui sotto il video. Gli altri interventi si trovano qua.


WIF ITALIA 2010 e DUE.1 FESTIVAL Conferenza Introduttiva from Markom.tv on Vimeo.

BAIA Italia Mix, Roma 3 dicembre

 —  26 November 2009 — Leave a comment

> BAIA Networking Event
http://www.baia-network.it/

> Gioved?? 3 dicembre, 2009 – ore 19.00-21.30
> Dadaumpa Caff?? (website)
> Piazza Cairoli, 2/a
> 00186 – ROMA (map)

> BAIA ?? lieta di invitare tutti i membri ed amici dell’associazione a partecipare al prossimo evento di networking che si terr?? a Roma il 3 dicembre presso il Dadaumpa Caff??! L’evento offrir?? l’opportunit?? a professionisti, imprenditori, ricercatori e innovatori di incontrarsi in un ambiente informale e svolgere attivit?? di “open networking” in stile Silicon Valley.

> Registrazione Online: http://romemix09.eventbrite.com/

> L’adesione a questo evento ?? limitata nel numero dei partecipanti. Raccomandiamo vivamente di registrarsi quanto prima per poter partecipare. La partecipazione all’evento ?? gratuita, le consumazioni sono a carico dei singoli partecipanti.

datelog:

永石貴義建築設計事務所による”市川の住宅”-architecturephoto.net

Luca Conti sta per ricominciare a bloggare sul suo Pandemia che, con un certo orgoglio del sottoscritto :), si presenta in veste rinnovata con Arthemia, il tema che si usa in queste pagine. Altrettanto fa una ritrovata Alice Avallone, già nota per il suo Katahomo, che non appena messo piede a New York ha già lanciato una nuova iniziativa: Nuok. Vulcanica, la ragazza.

nuok

“The other day we were browsing around, as dinosaurs do, and … asked the very sensible question: Just what the hell do you think you’re doing with that Tumblr, Newsweek?”, inizia, puntualizzando: “I tend to use the royal “we” when posting for Newsweek, [but] the opinions expressed here are mine alone; I, Mark Coatney. E così conclude:

I have no idea how to monetize this Tumblog. Maybe this space will have its greatest value as a source of traffic, referring people back to the Newsweek site. Maybe this will be valuable in creating genuine two-way dialogue of like-minded people that are the next generation of our committed, core readers; I think that’s supremely important and I hope this will happen. Maybe this will be super valuable in creating mindshare. Maybe terms like “mindshare” are a load of crap. Who knows? Right now, that’s not as import as experimenting with the form, to see where it takes us.

Why do we Tumbl? In the end, we use Tumblr not because it’s a great way to connect with our readers (though it is that), or because we believe this or something like it is a part of a new way forward for interaction between publishers and audience (though we think that too). We use Tumblr because it’s fun and while, you know, you can’t eat fun, or trade it in for fistfulls of dollars to fund serious journalism, we believe there’s a value in doing things we like simply because we like to do them, and that hopefully our fellow Tumblrs will too.

Newsweek on Tumblr. Lectio magistralis, direi.

Why We Tumbl

Infoservi Network —  25 November 2009 — Leave a comment

newsweek:

The other day we were browsing around, as dinosaurs do, and remembered we’d been meaning to respond to this post, which asked the very sensible question: Just what the hell do you think you’re doing with that Tumblr, Newsweek?

The problem with the magazine industry is that they all too often latch on to new technology (Let’s make an iPhone app!  Let’s build a Facebook fan page!  Let’s create print ads with RFID scan technology!  Let’s start a Tumblr blog!) without understanding the REASON behind that beautiful technology.  It’s not a strategy; it’s a last gasp tactic.

Though we’re (and, as a note: though I tend to use the royal “we” when posting for Newsweek, the opinions expressed here are mine alone; I, Mark Coatney, take responsibility for all this, so please, don’t send any outraged letters to Jon Meacham) tempted to dismiss this with our usual devastating wit, it is a good criticism, and one for which, honestly, we don’t fully have a full answer (Believe us, we know all about dumb technology being put to even dumber uses; we keep a CueCat around the office as a cautionary tail (to be fair, we thought that particular feline was a dumbass idea even when the Dallas Morning News was hyping it as the thing that was going to save journalism)).

Ahem. So. Tumblr. Though I see some glimmers of an interesting future for magazine journalism (and I believe this format is adapted especially well to magazine journalism, since it encourages a deeper engagement and dialogue in the same way that Twitter, all fast-twitch muscle, works best with quick hits and breaking news), there’s no real blueprint. There are, though, some glimmers, and most of them have to do with new ways to connect to readers. Most publishers tend to think of the things their audience has to say as, at best, graffiti that they allow to be put on the sides of their nice building. One of the many beauties of Tumblr is that it gives the audience equal footing. There’s a real communication here, not just a lot of people shouting across the comment ghetto to each other, and that’s a rare thing that we should encourage.

Still, I have no idea how to monetize this Tumblog. Maybe this space will have its greatest value as a source of traffic, referring people back to the Newsweek site. Maybe this will be valuable in creating genuine two-way dialogue of like-minded people that are the next generation of our committed, core readers; I think that’s supremely important and I hope this will happen. Maybe this will be super valuable in creating mindshare. Maybe terms like “mindshare” are a load of crap. Who knows? Right now, that’s not as import as experimenting with the form, to see where it takes us.

Why do we Tumbl? In the end, we use Tumblr not because it’s a great way to connect with our readers (though it is that), or because we believe this or something like it is a part of a new way forward for interaction between publishers and audience (though we think that too). We use Tumblr because it’s fun and while, you know, you can’t eat fun, or trade it in for fistfulls of dollars to fund serious journalism, we believe there’s a value in doing things we like simply because we like to do them, and that hopefully our fellow Tumblrs will too.