Archives For September 2009

Il Meet The Media Guru dell’altra sera era affollato come quasi mai visto prima. Da appuntamento per appassionati e addetti ai lavori questa serie di incontri – qui i report sulle passate edizioni – sembra oggi in grado di raggiungere un pubblico più vasto. Il che, of course, è solo un bene, se si riesce a mantenere la barra puntata verso la qualità degli interventi.

Quello di BJ Fogg, qui le info, ha riscosso molto interesse e successo. Ha parlato di Tecniche di persuasione applicate alla tecnologia, con particolare riferimento alle applicazioni per Facebook. Personalmente, non solo non mi ha entusiasmato ma mi trova anzi su posizioni opposte. Mi è sembrato un classico approccio da comportamentismo old-style (lui è psicologo a Stanford) o, in alternativa, da vecchio approccio marketing / advertising da secolo scorso, quello dei mass-media, traslato sui social network. Le sue azioni sono ispirate dalla domanda: “Come faccio a influenzare il comportamento degli utenti?”. Da qui discende un metodo (afferma, perché in realtà non ne ha parlato in dettaglio) di misurazione e controllo. Roba da antichi broadcaster. D’altronde lo dice anche lui parlando di Tecniche di propaganda in questa clip su Crossroad di Luca De Biase. Per quel che mi riguarda, resto col modello contrario, di una Rete Open by nature in cui lo sviluppano cresce su base many-to-many e peer-to-peer. Tralasciamo, infine, le osservazioni su “Peace technology”, ovvero “Come Internet può portare la pace nel mondo”: cose che finora pensavo relegate a Miss Italia (o California, nel suo caso). Mie personali considerazioni, ovviamente, che nulla tolgono all’interesse per il tema e per l’incontro. Anche se io mi trovo molto più nel mio con il prossimo: Steven Berlin Johnson.

MTMG_berlinjohnson

L’inizio della sua bio dice: “Giornalista e autore di numerosi libri di successo che esplorano le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. La chiave della sua notorietà sta senza dubbio nella sua capacità di interpretare e prospettare le traiettorie future di fenomeni complessi attraverso un approccio multidisciplinare che individua processi e principi trasversali”. Che è poi quello che si cerca di fare anche qua. Non solo quindi, non potrò mancare lunedì prossimo 5 ottobre in Mediateca (modulo di iscrizione), ma ho anche il piacere di fare da testimonial. Grazie a Meet The Media Guru per la proposta: nei prossimi giorni gireremo un video per raccontare in sintesi come la vede Steven.

The Death Of The Newspaper Industry – A Clear Image | Infoservi.it

Ho in coda il post sul TechCrunch50 di Londra dove ho raccolto una testimonianza di Mike Butcher, editor di TechCrunch Europe. Nonostante qualche perplessità iniziale l’evento è stato interessante, e ancor più lo sarà, credo, il confronto con le tante iniziative / quasi start-up / start-up che stanno spuntando un po’ ovunque nella Penisola. Il Working Capital Barcamp Tour cerca di fare anche questo: raccogliere e stimolare esperimenti d’impresa – o quanto meno di innovazione sul Web. Una lista dei progetti che saranno presentati si trova in questa pagina. Nel doc sotto, invece, la comunicazione ufficiale sulle presenze istituzionali.

workingcapital_firenze

Quelli di Mint – non paghi, evidentemente, di esser stati acquisiti per 170 milioni di dollari dalla cara vecchia Intuit – pubblicano sul loro blog l’interessante infografica che ripropongo qui sotto. Una fotografia… sharp, che in inglese viene bene perché significa sia nitida che affilata, di quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Sarebbe da rifare per l’Italia.

MINT-DEATH-OF-NEWS-small

(via Todd)

Il 6 Settembre scorso, a Salerno, in occasione del 1° Congresso di Agorà Digitale, era presente anche Rick Falkvinge: qui Wikipedia in italiano, qui qualche nota in inglese sul suo blog. Con il suo Piraty Party ha preso, in Svezia, il 7% dei voti. Nel video qui sotto la sua testimonianza, con sottotitoli in italiano.

The Pirate Party gets off in Italy from Radio Radicale on Vimeo.

(via TechMex)

mobnotesRiprendo il discorso cominciato qui sulle mobile social apps e parlo di Mobnotes, applicazione tutta italiana che ha riscontrato un buon successo (continua a essere nella prima pagina dell’elenco Top nella categoria Social Network dell’AppStore). La caratteristica che ha fatto porre l’attenzione su questa applicazione è l’accostamento a Google Latidude (che a suo tempo ha sollevato molto stupore per le sue innovazioni, nonchè polemiche riguardo a presunti rischi per la privacy) che è assente dall’Appstore (è possibile usarlo via browser).

La caratteristica principale di Mobnotes è quella di poter condividere in tempo reale, con i propri amici e con gli altri utenti in generale, la propria posizione e il proprio stato attraverso una localizzazione basata sulle mappe di Google. Inoltre è possibile lasciare delle note (le mobnotes, appunto) relative a un determinato luogo, un locale, un evento, con tutti i commenti relativi e caricando anche una foto che si può scattare sul momento.

L’applicazione si presenta con un menu semplice, le varie sezioni nella parte inferiore dello schermo. In Updates possiamo vedere le notifiche dei nostri amici o degli altri utenti. In Discover si possono trovare le mobnote che sono divise in varie categorie per facilitare la ricerca. Faces è la funzione che ci consente di trovare le altre persone attorno a noi, con la posizione aggiornata in tempo reale o relativa all’ultimo aggiornamento. In Messaggi gestiamo le conversazioni con gli altri utenti.

Quando selezioniamo l’icona di un utente, possiamo aprire il suo profilo, dove compare la sua foto, il messaggio di stato e si può inviare un messaggio e richiedere l’amicizia. Con Discover invece possiamo effettuare le ricerche impostando il raggio di ricerca che preferiamo (si scende sino ai 10 metri di distanza).

Sulla privacy è bene sottolineare come l’utente possa decidere quando vuole condividere la propria posizione in tempo reale. Non avviene nulla in modo automatico e senza autorizzazione dell’utente.

Quello che manca a mio avviso è un’opzione per rendere visibile la propria posizione solo a certe categorie di utenti, ad esempio solo agli amici. Inoltre c’è qualche problema nell’aggiornamento degli utenti nell’utilizzo di Faces, che rende un po’ fastidiosa la fruizione di tale funzione in alcuni momenti. Per il resto, forse si potrebbe implementatare una chat e migliorare i profili (al momento sono visibili solo foto -decisamente troppo piccola- stato e sesso, il che è un po’ poco). Infine, la gestione del proprio profilo non è totale e per certe opzioni e modifiche bisogna necessariamente passare dal sito, cosa un po’ scomoda.

A parte queste (mob)note finali sui punti deboli dell’applicazione, concludo evidenziando il fatto che questa è una importante iniziativa italiana che fin dall’esordio ha ottenuto un meritato successo. Sicuramente devono essere fatte delle migliorie, ma lo spirito sembra essere quello giusto. Aspettiamo i prossimi aggiornamenti.

fabio

Un anno fa, Google ha lanciato il Progetto 10^100, un appello per raccogliere idee per cambiare il mondo, promettendo un investimento di 10 milioni di dollari per la realizzazione delle proposte migliori. L???iniziativa entra ora in una nuova fase: tutti i dettagli in questo post sul Blog di Google Italy: http://googleitalia.blogspot.com/2009/09/progetto-10100-per-cambiare-il-mondo…

Vedi anche: http://infoservi.it/lpglp

Bellissimo post di Luca su TesiCamp: Blogroll & autoselezione. Propone una riflessione incidentale sul formato BarCamp, evento semplice ma al quale basta aggiungere un ingrediente per cambiare equilibrio e fargli prendere uno spin. Positivo, ci sembra, visto che l’emersione dei giovani talenti c’è. Copio qua l’elenco delle segnalazioni (e i commenti) di Luca, certamente non esaustive e soprattutto destinate a essere seguite da altre:

Disclaimer: la Locatelli è stata mia tesista in Naba qualche tempo fa.

Nokia on Dopplr acquisition

 —  28 September 2009 — Leave a comment

Espoo, Finland – Nokia and Dopplr announced today that Nokia has
acquired Dopplr Oy, a privately-held mobile service provider for
international travelers. Dopplr has a team of seven people with
offices in London and Helsinki. The Dopplr team brings to Nokia’s
Services unit unique know-how in creating internet-based communities
and showing their journeys, experiences and tastes collectively on the
web.

The acquisition does not change the current Dopplr service which is
available at Dopplr.com and on platforms where Dopplr is integrated.

Giovedì 24 settembre 2009, Milano. Microsoft presenta il software Expression 3: un pacchetto di programmi (SketchFlow, Blend 3, Design 3 e Encoder 3) che consente lo sviluppo di applicazioni e siti web, con lo scopo di semplificare il lavoro e ottimizzare i tempi di sviluppo.

La presentazione ha mostrato la semplicità di utilizzo del software. Il punto forte a mio avviso è l’obiettivo (raggiunto appieno, direi) di riuscire a creare uno strumento che consenta a un team composto da più persone, o a più team, di lavorare sul medesimo oggetto contemporaneamente. Da una parte chi progetta il sito dal punto di vista funzionale, dall’altra gli sviluppatori che lavorano col codice, dall’altra ancora i grafici che danno la forma estetica e, infine (ma non ultimi) i clienti che possono monitorare lo sviluppo del prodotto.

microsoft_silverlightE’ chiaro come la possibilità di intervenire direttamente e contemporaneamente sul work in progress da più parti, in modo rapido, veloce, con molte funzionalità di feedback che consentono di lasciare appunti e note, velocizzi e semplifi chi il lavoro di sviluppo.

Ovviamente Microsoft punta sulla massima integrazione con le tecnologie Silverlight (scelta in Italia da RAI, sottolineano) e .NET che consente l’integrazione di più media e lo sviluppo di sistemi interattivi evoluti. Insomma è chiaro come la direzione sia quella di fornire tutti gli strumenti necessari per sviluppare Media & Rich Interactive Application (RIA). Viene inoltre messa in risalto la compatibilità con i programmi Adobe per quanto riguarda l’utilizzo dei formati dei file all’interno della suite Expression 3.

Devo dire che il software mi ha convinto, mi è sembrato un valido strumento in grado di semplificare e velocizzare il lavoro. Ho trovato interessante il software SketchFlow, in quanto credo che riuscire a creare un prototipo già funzionante e chiaro di un’idea sia il modo migliore di cominciarne lo sviluppo.

Infine, Microsoft presenta il suo programma WebsiteSpark rivolto a tutte le web agency con un massimo di 10 dipendenti. Le aziende che rientrano nei requisiti possono accedere a vari servizi, tra cui naturalmente il software Microsoft Expression 3, in forma gratuita per 3 anni (è previsto un fee di 100 dollari all’uscita dal programma). Microsoft con questa iniziativa fornisce un pacchetto completo agli sviluppatori di applicazioni e siti web e cerca così di creare una rete completa rivolgendosi a developers, hosters (partner italiano è il leader di settore Aruba) e end users. E’ chiara l’intenzione di Microsoft di imporsi nel mercato come principale fornitore e gestore di tali servizi, ma penso che l’accento vada posto sull’aiuto in termini produttivi ed economici che derivano dall’adesione al programma WebsiteSpark, il quale potrebbe rivelarsi un buon propulsore per un settore dalle prospettive di crescita molto ampie.

Sono convinto che per molte startup italiane, spesso alle prese con troppi conti da fare (soprattutto per le realtà più piccole o individuali), il programma WebsiteSpark possa rappresentare un valido incentivo a cominciare (o continuare).

fabio

Coworking: luoghi di incontro e ispirazione per “Innovatori Sociali”. Non solo una condivisione di servizi e infrastrutture ma “Una rete densa per facilitare lo sviluppo di progetti nuovi”. Così il giovane Paolo Campagnano, che sta concludendo il suo stage a Londra mentre già lavora all’apertura di un centro a Rovereto, racconta l’approccio di The Hub nel video che trovate sotto.

thehub

The Hub non è solo una rete di spazi di coworking ma anche un incubatore di progetti, iniziative e, sperabilmente, nuove aziende. Nel centro di Islington da dove scrivo, per esempio, sono previsti due facilitatori che devono conoscere i vari associati, in modo da metterli in contatto nel caso ci siano idee / esigenze / prospettive comuni. Real life social networking. Anche perché “There is no absence of good ideas in the world. The problem is a crisis of access, scale, resources and impact. So it felt vital to create places around the world for accessing space, resources, connections, knowledge, experience and investment”. Sottoscrivo, oltre ad aggiungere “e per incontrare persone che la pensano come te”. The Hub sta aprendo a Milano, e non vediamo l’ora. Qui sotto il video.

bananarchia:

Guy Debord (*)