Archives For July 2009

Ieri mattina Mantellini ha dedicato i suoi Contrappunti al tema delle news a pagamento. Più o meno dice che le news in Rete hanno una loro specificità di comportamento, e sono “Un bene fortemente deperibile”. Discutibile per un argomento essenziale – i contenuti in Rete non muoiono mai, passano dall’attualità alla storia – però segna un punto: le notizie per loro natura fluiscono, sono uno stream. Proprio come quello di Twitter o Facebook, aggiungo io. Così la tempestività e l’ubiquità della Rete offrono ai giornali uno spiraglio per prendersi una rivincita sulla TV e su Google: è la prospettiva del Real Time Web. E’ già in Wikipedia (ma vedi anche).

Quest’idea mi si è collegata con una conclusione apparentemente opposta di un post dell’altro giorno di Marco Formento. Parla del “Costrutto complesso” di un giornale di carta, di come debba essere ripensato del tutto, e termina dicendo che è necessario “Vestire da giornali i notiziari online”. Un’esigenza di aspetto grafico? Anche, ma credo molto di più. Allego a questo proposito il seguente video (via Alberto Mucignat) del designer Jacek Utko, che racconta come abbia risollevato il business dei giornali per cui ha lavorato tramite redesign. Che non è solo grafica ma parte dalla strategia, attraversa i processi e arriva alla riprogettazione, soprattutto, dell’esperienza.

Flusso, design e Web. Su quest’ultimo ha scommesso Tina Brown, già editor of di Vanity Fair e The New Yorker e ora editor-in-chief di The Daily Beast, un super-blog stile Huffington Post, che in questa intervista (trovato sulla pagina Facebook di Venice Sessions) afferma: “I’d always seen myself as a magazine journalist. But having done the Daily Beast I can see the excitement and the opportunity that there is in online. There’s an enormous amount of energy on the web”. E’ vero, sono in perdita. Ma contano di guadagnare presto, perché la pubblicità arriverà. E forse, per altri settori editoriali, arriveranno anche altre forme di contribuzione, come dice Fred Wilson.

Insomma, inutile continuare a pensare a un futuro dei giornali basato sulle restrizioni del presente. Più importante capire e progettare come devono diventare, e poi trovare il modo di realizzarli. Come dico da un po’: se si vuole innovare, il minimo è fare in modo che il futuro sia diverso dal presente.

Nielsen shows huge growth for Twitter and Facebook. According to the firm, Twitter grew a massive 1,928 percent in the US from June ’08 to June ’09, now reaching a total of 21 million monthly unique visitors. Facebook, which Nielsen recently reported sucks up more time than any other website, leads all social networking sites with 87.3 million unique visitors in June. MySpace – which HitWise says is losing its grip on music and entertainment – actually showed strong growth at MySpace Music, from 4.2 million to 12.1 million unique visitors year-over-year.

L’amico Howard Liptzin (vedi anche) mi segnala che il suo amico omonimo, Howard Rheingold, ha pubblicato i video dei WELL Party, del 1989. Sono fantastici: vent’anni fa, laggiù in California, delle social network si dicevano le stesse cose che ancora oggi faticano a passare in Italia: che si tratta di posti pieni di persone, che ci si vuole incontrare dal vivo dopo la conoscenza in Rete, che anche se prima attraggono gli esperti di computer sono accessibile a tutti, e poi arrivano anche gli altri, e in fondo si sta lì perché la televisione è noiosa. Uguale uguale a noi oggi. Solo che le magliette erano più belle.

Rheingold arriva al minuto 4:30 (Liptzin al 6:40: errore). Dell’incastro tra tecnologia e certa cultura Infoservi ha parlato nel post numero 2. Ma ogni tanto rispunta.

Yiying Lu è una designer di origini cinesi, Shangai. Ha studiato a Londra e ora vive e lavora a Sidney. Ok: so what? Be’ è lei che ha disegnato la failwhale, ovvero la “balena degli insuccessi” che viene fuori quando Twitter è sovraccarico.

twitter whale

Prima della balena c’erano dei failcat, peccato non averne salvato qualcuno. La cosa incredibile è quanti ne abbiamo visti: davvero i primi tempi Twitter era più downtime che altro. Ma nessuno l’ha mollato per questo. Bastava fare una pausa.

twitter-failwhale-pale-ale

La failwhale, almeno per alcuni, è oggi un’icona inconfondibile. E ha una sua logica che in origine si chiamasse “Lifting Up a Dreamer”.

twitter-failwhale-japan-manga

La balena è stata usata per illustrare i prodotti più disparati – dalla birra alle magliette. E’ insomma destinata a icona pop.

twitter-failwhale-museum-piece-circa-2025

Questo il sito, questo l’account Twitter della Lu. Questo il mio.

Un piccolo riassunto di come sono cambiati gli scenari del marketing moderno. I temi sono certamente noti, ma non per questo meno attuali. Ancora una volta molto interessante anche il format di comunicazione: il tema dei video di ricerca è proprio quello che approfondiremo di più, il prossimo anno, in NABA.

The researchers’ data points to an evolving model of news media. While most news flowed from the traditional media to the blogs, the study found that 3.5 percent of story lines originated in the blogs and later made their way to traditional media.

Twitter Grows 1,444% Over Last Year

When you think of news as a business, except in very unusual circumstances, the sources never got paid. So the news was always free, it was the reporting of it that cost.
(…)
Absolutely nothing strange about it. The Internet always disintermediates. Did you see the “media” in the middle of that word? It’s the middle that’s hurt in the new world. Sorry. The new world pays the source, indirectly, and obviates the middleman. (Dave Winer)

Twitter Headquarters – Twitter Jobs

pollicinor:

Vanz ci segnala dei dati interessanti sull’evoluzione dei consumi multimediali

napolux:

Computer Science

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