Archives For May 2009

Science Tatto Emporium – The Loom – Discover Magazine

Spin change

dottavi —  30 May 2009 — Leave a comment

Il TG1 ha appena passato un servizio iniziando con la frase “I miracoli del Web“, per poi raccontare di una tipa che, dopo 27 anni, ha ritrovato il figlio grazie a Google e Facebook.

Cambiato il vento. E’ fatta. Abbiamo vinto. Buon 2010! :)

hneeta:

placidiappunti:

iindia:toseekandfind:

Bookstore, Kolkata.

FriskoDude

Grazie ai commenti su Friendfeed esce fuori un punto che forse non ho evidenziato abbastanza, nell’articolo di ieri: Google ha dichiarato intenzione di rilasciare il codice server di Wave. E’ da intendersi, quindi, come sistema di comunicazione per gruppi di lavoro, magari anche chiusi e, chissà, in ambienti Intranet. La versione consumer immagino andrà a sostituire / potenziare Gmail – ma non sono state fatte dichiarazioni esplicite in tal senso.

Comunque sia, mi sembra soluzione adatta per fornire anche al grande pubblico strumenti di… un tempo si sarebbe detto groupware, produttività di gruppo. E, per me, sarebbe una manna. Oggi lavorare con gruppi diversi, con insiemi di partecipanti magari incrociati e su diverse attività è un delirio. Mandi mail, ogni tanto un update veloce in chat, una volta alla settimana o due un punto con una videocall. Poi produci documenti che bisogna rivedere ma senza una struttura organizzativa rigida: meglio esser veloci, quindi giri il file in attach e poi non sei mai sicuro dell’ultima versione. Oppure li metti in Rete e ti mandi il link, che finisce regolarmente in qualche mail che devi ricercare. Allora ti apri un Basecamp o qualche altro wiki per consolidare, ma non tutti lo conoscono… Delirio.

L’idea di un sistema real-time di condivisione, che integri diverse forme di comunicazione e documenti, sembra quindi efficace. Su questa linea, ovviamente, anche Sridhar Vembu, CEO di Zoho, da cui ho ricevuto mail stamattina. Loro sulla collaborazione on-line lavorano da anni e hanno una suite di soluzioni impressionante. Se ne sarebbe dovuto parlare di più. Se hanno un limite è forse proprio quello di essere basato su applicazioni, metafora che forse dovremmo ormai superare. Io non scelgo un doc di testo o un foglio o una gestione contatti etc. Mentre svolgo un’attività ho diverse esigenze, e dovrei poter quindi integrare componenti applicative on-demand.

In altri termini: pensa un po’ cosa succede integrando in Wave la suite di applicazioni on-line di Google.

Qui sotto il video di presentazione di Wave. Dopo il salto copio le considerazioni di Vembu, importanti soprattutto per gli sviluppatori.

Il CEO di Zoho commenta le scelte tecniche di Google[//] in questo modo:

From our perspective, the most exciting part of it is the open XMPP based protocol that Google has defined, and their pledge of an open source reference implementation. Having worked with technologies like Google Gears, which is used in Zoho Mail and Zoho Writer today, with other services to be added soon, we are really excited about Google Wave. Here is a third party (competitor!) perspective on the technology and how we plan to use it.

Today, our Zoho Chat message bus works across Zoho services to knit them together in real time. A few examples would serve to illustrate this. Let’s say you are working in Zoho Mail, and a colleague shares a Zoho Writer document with you. You will see a notification in the chat bar in Zoho Mail, and you can choose to open the document right from that notification. When that document opens in Zoho Writer, the chat bus carries the real time editing information back and forth. Zoho Meeting, of course uses a real time screen sharing system.

In other words, real time communications permeates Zoho services. We plan to embrace the Google Wave protocol to make these communications open and interoperable with any other Wave provider, including Google itself.

How do users benefit? For example, when Google Docs and Zoho Writer both implement the Wave protocol, it would be possible for a user to collaborate on a document across these services.

We are hugely excited by the potential of this technology and plan to fully embrace it, just as we embrace other open innovations from Google like Gears. Thank you Google!“.

Periodic Table of Typefaces – Behance Network

Google Wave logoMetti insieme mail e chat. Aggiungi in-line editing, cioè la possibilità di aggiornare direttamente una parte senza ricaricare la pagina. Estendilo, tramite la logica dei widget, a tutte le piattaforme che vuoi. Collegalo anche al tuo desktop, se ti va. E sparalo, ovviamente, in una cloud, in modo che possa essere estesa a chi vuoi, come vuoi. E’ una nuova piattaforma che unisce comunicazione e collaborazione, in modo “Semplice quanto più possibile”, e che mette insieme “I diversi modi in cui le persone comunicano via Internet”. E’ Google Wave. Ed è una bomba.

Presentato ieri e oggi agli sviluppatori (l’embargo è scaduto alle 18:00 ora italiana), verrà introdotto nel mercato consumer più avanti quest’anno. Ho avuto la possibilità di partecipare a una conference call internazionale con Lars Rasmussen, Software Engineering Manager di Google, e dice che per ora non è prevista la versione Application, per ambienti aziendali: “We’ll launch to consumers first, than get feedback and after the application matures we’ll launch to corporations, if enterprise users will be interested”.

Rasmussen è “quello che” ha fatto le mappe, nel 2004, con la sua start-up Where 2 Tech, poi acquisita. Basato in Australia, da due anni lavora a questo progetto, con il solito approccio di gente così – inventare una nuova forma di comunicazione. Questi gli interrogativi che si sono posti.

  • Why do we have to live with divides between different types of communication – email versus chat, or conversations versus documents?
  • Could a single communications model span all or most of the systems in use on the web today, in one smooth continuum? How simple could we make it?
  • What if we tried designing a communications system that took advantage of computers’ current abilities, rather than imitating non-electronic forms?

Si sono chiusi in una stanza e se ne sono usciti con un sistema, per ora aperto solo agli sviluppatori, che comprende un client web, un protocollo e una piattaforma con API aperte e che, dicono, rilasceranno in open source. Il punto di partenza è l’idea di “conversazioni” in Gmail, anzi la sua definizione: “A lightweight structure of messages”. E quindi hanno pensato che “Anziché mandare messaggi avanti e indietro” si potesse avere “Un singolo oggetto di conversazione, condiviso e ospitato nella cloud”: un Wave.

Google Wave inbox

Quindi: mandi la mail a un tuo contatto. Se lui è collegato in quel momento non avrà più bisogno di passare alla chat per un messaggio immediato. Gli basterà scrivere nel corpo del testo e la sua aggiunta verrà visualizzata in un riquadro, come appunto se fosse una parte di chat. Ma se tu sei dall’altra parte vedi le modifiche in tempo reale. Se vuoi invitare altri, fai drag’n’drop dell’avatar di chi vuoi e questo entra nella wave, potendola vedere subito se è collegato e libero, o dopo, come fosse una mail normale. Così, intanto, si reinventa il quote, perché i wave mantengono la struttura della conversazione. E l’ultimo arrivato può anche usare una funzione di Playback per ricostruire man mano i vari passaggi.

Ora prendi quest’idea ed estendila ad altri contenuti. Se la multi-chat di prima era relativa a un evento, dopo si potranno aggiungere le foto, sempre con un semplice drag’n’drop. Io le mie, tu le tue. E così, en passant, si sono reinventati anche gli attachment. Abbiamo creato un album condiviso, che poi potremo editare in collaborazione. Addirittura conteporaneamente: vedo te che cambi i titoli alle foto mentre io cambio i miei, e tu dal tuo computer vedi cosa faccio io.

Google Wave concurrent

Ora prendi, di nuovo, quest’idea ed estendila ancora: ad altre piattaforme, stavolta, per esempio i blog. Il sistema accetta estensioni – è a questo che servono le API, quindi il meccanismo dovrebbe essere in mano agli sviluppatori, e mi immagino che in WordPress siano già lì a scrivere. Una di queste si chiama Bloggy ed è un robot per collegarsi a Blogger.com. Se aggiungi Bloggy al wave con il photo album, quest’ultimo compare automagically sul blog. Se qualcuno lascia un commento sul blog, questo compare nel tuo wave, e viceversa: puoi continuare la discussione da una parte o dall’altra, ma sarà condivisa. Ciao ciao Friendfeed.

Simile l’integrazione con Twitter, su cui ho fatto esplicita domanda. E’ già pronta una applicazione d’esempio che permetterà di gestire tutte le comunicazioni con Twitter da dentro Wave. E’ fatta a titolo d’esempio, per gli sviluppatori: “Embed is a widget, any kind of third party content can be put in it”. Già perché questi widget sono in grado di fare l’embed di qualsiasi roba trovata in Rete. Per esempio un video di YouTube, che puoi “embeddare” direttamente nel wave – non limitandoti al link. Ciao ciao Facebook.

Gli ho chiesto esplicitamente se Wave era “Una risposta a Facebook” e Rasmussen ci ha girato un po’ intorno per poi dire che si tratta di un “Communication system productivity tool”. Simile risposta alla domanda di un collega straniero su Microsoft Sharepoint: “It’s a difficult question”.

Comunque sia, Google Wave potrà sconcertare all’inizio ma ha una potenza notevolissima, e sembra in grado di reinventare davvero, come hanno detto loro, la mail “A quarant’anni dalla sua invenzione”. D’altronde, hanno chiesto, “How e-mail would look like, if it was invented today?“. In effetti, probabilmente real-time.

Think big

dottavi —  28 May 2009 — Leave a comment

Un po’ melenso, forse, ma d’altronde si tratta di un video promozionale. Molto ben fatto, però, e sperimenta un trend di comunicazione che stiamo seguendo da un po’. Ma a parte questo, è anche… come si dice, inspiring per i suoi contenuti.

Via Robin Good su FriendFeed.

Country Codes of the World – Byte Level Research LLC

A metà giugno, a New York, si tiene la prima conferenza su Twitter: 140 Characters Conference: “While the original scope of the event was to explore “The effects of Twitter on: Celebrity, “The Media”, Advertising and (maybe) Politics”, the scope of the event has expanded and we will be covering these topics and a lot more. #140conf will be taking a look at Twitter as a platform and will be taking a look at some of the industries which have been disrupted by the advent of Twitter“.

Gaping Void

Forme d’arte – Infoservi.it

nevver:

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