Archives For March 2009

A intervistare Cory Doctorow prima di me, l’altro giorno, c’era Luca Sofri, che è riuscito a tirar fuori a Cory una battuta mirabile:

The answer to bad speech is more speech

Luca lo racconta qui.

Non posso immaginare giornata migliore per presentare CucinaSenzaSenza. Ho conosciuto Irene pochi mesi fa, un po’ insistito per farla partire, e… Un fenomeno :D

Le ho detto di aprire su WordPress.com “così poi usiamo lo stesso sistema quando prendiamo il dominio”, ma non ho fatto neanche a tempo: da grande talento qual è, Irene è partita a razzo, ha superato ogni difficoltà, chiamato a raccolta gli amici (per fortuna anche intorno al tavolo ;) e oggi chiacchiera amabilmente con vecchie e nuove conoscenze, gli ospiti del suo blog si scambiano suggerimenti, le sue ricette sono pubblicate anche su iPhone e sta organizzando una “serata vita-libro-blog-vita con cena in piedi senza-senza per chi ha contribuito al libro e per chi contribuisce al blog”. Lei la sua storia la racconta così:

Ciao Mio Blog Master!

In un tardo pomeriggio di settembre mi telefona il nostro comune, Adorabile Editor di Tecniche Nuove, Stefano Porta: “Irene, un mio autore della collana di informatica presenta il suo ultimo libro: devi venire!”

Che gli dici all’Adorabile Editor: “Veramente, non ho la TV e nemmeno la radio

Programmable matter

dottavi —  8 March 2009 — Leave a comment

Trovo sul Friendfeed di AlbyBisy e ripubblico al volo:

Fender furniture

 —  8 March 2009 — Leave a comment
Delux_strat_1

Fetish… :D
 
(FenderCustom Furniture)

Proprietà

dottavi —  8 March 2009 — 2 Comments

Nel senso “del file” – ma non solo. Quelle qua sotto si riferiscono al doc della proposta di legge di Gabriella Carlucci per “regolamentare Internet”.

Gabriella Carlucci

Guido Scorza fa notare un’omonimia con il presidente di Univideo.

(via Mantellini)

petronillapaperdoll:

Time well spent, Social Signal.

:-D

Compuserve – 1983

(via 12 “Dead Technology” Advertisements – Neatorama)

TLUC Blog • Il weblog di Tiziano L. U. Caviglia

tommaso:

Twitter in 1935

edt:

Per anni è stato il giardiniere/botanico della famiglia Calvino, tanto da poter dire che “nel Barone rampante ci sono anch’io”. Ora Libereso Guglielmi, a 83 anni, apre le porte del suo giardino, una vera oasi nel cuore di Sanremo. Il risultato è un libro di ricette che hanno come ingredienti fiori e piante (…) Le ricette di Libereso partono tutte da un ingrediente del suo giardino: un frutto, un ortaggio, ma soprattutto fiori. Ecco allora la crema di rose, l’omelette di taraxum, i fiori di sambuco fritti. Ma anche ricette recuperate dal passato, come quella della conserva di fiori di borragine (una ricetta che risale al 1655) o del finocchio marino, che Libereso definisce “una delle più antiche piante da cucina, conosciuta fin dal Medioevo”, e poi i mille usi che i Romani facevano del papavero rosso. (via ‘Oltre il Giardino’, libro con ricette di Libereso Guglielmi)

Essendo la Blogsfera italiana un minuscolo specchio della Società italiana- rimasta purtroppo ancorata in ogni dove all’antico romanico rapporto gerarchico dominus, clientes, plebe- è inevitabile che prevalga anche in essa un elitarismo snobistico che imbriglia l’evoluzione dei contenuti e delle idee, si basa più sull’apparenza esteriore che sul talento, frena l’evolversi dal basso come avesse timore del confronto e, tendendo a isolarsi sempre di più in circoli e stanze chiuse (penso a friendfeed, ad esempio) a discapito dello strumento blog, conduce spesso a un ripetitivo e superficiale vocìo probabilmente divertente per chi partecipa direttamente, ma che risulta inconcludente e privo di interesse per tutto il resto dell’umanità che usa la rete. Confido insomma in un futuro blogsferico più maturo e sensato (anche nel parlar di “leggerezze”, eh?), meno “egoista” e inchiodato al proprio giardinetto/feudo, privo cioè di quei privati e interessati provincialismi prettamente italici. Ma razionalmente credo che ciò accadrà solo quando cambierà la Mentalità italiana imperante, che su queste cose si basa da secoli in ogni ambito: politica, cultura, informazione, spettacolo eccetera.

«Le cose fatte bene non sono fatte per i ricchi. Durano a lungo e quando invecchiano si riparano. L’artigianato non è minacciato dall’impoverimento, ma dalla volgarità che criminalizza la sua cultura. Acquistare qualcosa è una necessità individuale, a volte un sacrificio, non la casualità indotta da una nevrosi imitativa. Siamo reduci stremati dalle rottamazioni e dall’usa e getta…»

I cicli Orco sono tutti in acciaio, disegnati da noi, fatti in Italia, rifiniti e montati a mano nella nostra sede, costruiti su misura e personalizzati in modo da soddisfare qualsiasi esigenza.

Orco Cicli

via yours truly:

Leggera, scattante, ben bilanciata, divora la strada e fa cantare il cuore.