Dice il New York Times che anche il Seattle Post-Intellingencer passa definitivamente al web. Quella di ieri è stata l’ultima copia cartacea.
Il NYT racconta anche che il nuovo P-I avrà "A news staff of about 20 people rather than the 165 it has had". Una botta mica da ridere. Però non posso fare a meno di pensare che nel giro di un anno o due la redazione sarà di nuovo in forze – magari non in 165, ma senz’altro molti più di 20.
E forse è semplicemente questo il futuro dei giornali.
PS Una riflessione molto più seria sul futuro di questo settore, e citata da molti in questi giorni, è quella di Clay Shirky: Newspapers and Thinking the Unthinkable. Davvero da scolpire nella pietra.
E incidentalmente mi dà una fonte (anzi due: lui e la Elizabeth Eisenstein) preziosissima per lo stesso identico ragionamento che ho sviluppato in occasione di Brand 2.0: la fase che stiamo attraversando è epocale tanto quanto lo è stata quella della diffusione del libro. E, in entrambi i casi, il cambiamento viene da un’innovazione tecnologica disruptive: oggi Internet, ieri la stampa a caratteri mobili.
Qui un abstract del lavoro della Eisenstein (se funziona il link)