Archives For March 2009

Sono le insufficienti revenue pubblicitarie il motivo della recente – ed esplosiva – decisione di Last.fm di mettere le “radio” a pagamento per tutti i Paesi tranne UK, USA e Germania: “These are the countries in which we have the most resources to support an ad sales organization, which is how we earn money to pay artists and labels for their music”, affermano in un commento al post citato sopra. Il modello di Last.fm, in effetti, è quello classico di qualsiasi radio: musica gratis per gli ascoltatori, pagata con la pubblicità. Con una differenza sostanziale, però: il fatto che i profili musicali, e quindi la stessa programmazione “radiofonica” (il “palinsesto”), sono creati dagli utenti stessi.

Lastfm: Inside - CC By Alberto D'Ottavi
Gli uffici di Last.fm, Londra 2008 (CC By Alberto D’Ottavi)

Questo il motivo principale delle critiche da parte della community, come sintetizzato in fondo a questo pezzo di BBC News e dai tanti commenti dei blogger anche italiani, uno tra tutti Francesco Armando: “La considero una rottura unilaterale di un patto fatto nei confronti di una comunità”. Il problema della proprietà dei dati presenti nei social network si ripropone ciclicamente, ed è lontano da una soluzione. Certo è che l’importanza dei dati impliciti, cioè quelli derivanti dal comportamento degli utenti e non dalle loro pubblicazioni diventa sempre più rilevante. Un esempio efficace è la stessa Last.fm che, consentendo l’accesso alle proprie API – finora gratuitamente, ma pare in futuro a pagamento – permette a programmatori esterni di produrre applicazioni come Extra Stats.

Last.fm ExtraStats - CC by Alberto D'Ottavi

In questa immagine non viene visualizzata la musica, ma proprio gli ascolti e quindi i gusti musicali di un determinato utente. Dato prezioso, che orienta i proprietari del sito nello sviluppo dell’applicazione stessa. Ragion per cui la “proprietà” non è chiaramente definibile.

E’ passato solo un anno da quando, dopo l’acquisizione da parte di CBS, Last.fm presentava ufficialmente un servizio rinnovato e forte di nuove alleanze (Reuters). Eppure ora sembra che siano proprio le grandi major a ripensarci: vedi per esempio questa contro-analisi di quanto pare sia stato dichiarato al Music Digital Summit. Un passo indietro da parte dell’industria che, andando ancora una volta contro il desiderio di milioni di utenti, sembra impossibile possa portare a un effettivo arricchimento del mercato.

PS Vedi anche l’intervista rilasciata a Infoservi da Martin Sticksel, co-founder Last.fm, nel 2007. Di Last.fm ho parlato diverse volte, anche nel libro.

Mobc3 in Sudamerica

dottavi —  26 March 2009 — Leave a comment

Mobc3, applicazione iPhone per la pubblicazione di contenuti editoriali che ha “mobilizzato” i principali quotidiani nostrani e alcuni loro equivalenti europei, arriva in Paraguay: qui l’articolo de La Nacion.

iPhone mobile content Mobc3

Complimenti a Dario Melpignano, infaticabile promulgatore di queste tecnologie. Dario era l’unico imprenditore italiano presente in qualità di partner ufficiale Apple alla Worldwide Developers Conference dello scorso giugno, in cui è stato introdotto l’iPhone 3G. Di Mobc3 abbiamo già parlato altre volte.

Festa dei Pirati

dottavi —  26 March 2009 — Leave a comment

Questo sabato 28 marzo, a Roma, si terrà la Festa dei Pirati: “Dibattiti, presentazioni, spettacoli e corsi pratici per impare gioiosamente a costruire una rete libera”.

Festa dei Pirati

Lo trovo grazie ad Alessandro Gilioli che in questo post pubblica la replica di Gabriella Carlucci al dibattito scatenato dalla sua proposta di legge (e di cui si è parlato anche qui).

Products don’t excite us. Human potential excites us

E’ nato Closr.it, bel progetto di visualizzazione fotografica in alta risoluzione sviluppato da Daniele Galiffa e Gabriele Venier, già fondatori di VISup, agenzia che gli ha permesso di incubare l’idea per parecchi anni. Ecco come Daniele ne racconta la nascita: "Io e Gabriele abbiamo fondato VISup nel novembre 2007 dopo esserci conosciuti in rete tramite il blog Mentegrafica.it e dopo aver lavorato assieme per un paio di anni (inizialmente via Skype, poi Gabri si è trasferito a Milano nell’appartamento accanto a quello che occupavo). Abbiamo creato VISup per poter presidiare la nicchia dei servizi e dei prodotti di Information Visualization che, in Europa ed in Italia, non presenta big player, anzi". 

Closr.it

Closr, in sintesi, permette di condividere foto tramite un viewer con funzioni di zoom e pan. Ma come nasce? "Il progetto è nato dalla passione di Gabriele che, già dal 2002, si era messo all’opera per creare un FlashViewer per le immagini ad alta risoluzione: CloserViewer. Questa sua determinazione ha portato a rilasciarne una prima versione nel 2004. La passione e la qualità dell’impegno sono stati poi premiati anche da altri stakeholder: nel 2006 SEAT Pagine Gialle ha scelto di utilizzare CloserViewer come tecnologia su cui sviluppare il progetto Visual Pagine Gialle.

Forti dell’esperienza maturata (anche nell’ambito dei beni culturali), nel 2008 abbiamo deciso di investire nel rifacimento del prodotto e abbiamo utilizzato una tecnologia openSource per riuscire a migliorare quelli che erano problemi noti di perfomance e per offrire una maggiore possibilità di integrazione del prodotto stesso. Da questa intensa attività è nata poi l’idea di poter mettere in condizioni gli utenti stessi di utilizzare questo sistema…ed è da quì che nasce ClosR.it: offrire a tutti la possibilità di condividere immagini ad altissima risoluzione. Gli ambiti di applicazione sono ovviamente i più disparati: dall’impiego in ambito medicale, a quello artistico sino a quello cartografico".

Closr.it

L’iniziativa, mi conferma Daniele, nasce subito con prospettiva internazionale, e con tutte le qualità per raccogliere una giusta attenzione. E le prospettive? "A oggi ClosR.it è limitato a pochissime feature, ma stiamo lavorando per arricchirle in modo consapevole e motivato. Contiamo, ora, di raccogliere idee e suggerimenti per rendere il prodotto/servizio sempre più vicino ai nostri utenti e efficace nella risoluzione dei loro bisogni, grandi e piccoli che siano".

Bellissimo. Per quanto non rivoluzionario, Closr ha comunque la capacità di cambiare il modo in cui guardiamo le cose. Il che porta sempre a risultati inaspettati.

Eco-Techno-Hippie

dottavi —  24 March 2009 — Leave a comment

Ah! La cultura californiana. Accantonati i vecchi furgoncini hippie…

pulmino furgoncino volkswagen

L’idea ritorna come immaginazione da eco-friendly geek :D

pulmino furgoncino volkswagen eco friendly van1

Su Dornob.

Ada Day: The Women in Tech

dottavi —  24 March 2009 — 2 Comments

Ada LovelaceOggi è il giorno di Ada, contessa di Lovelace. Prima geek della storia, o almeno documentata tale, a lei è dedicato il primo un famoso linguaggio di programmazione. Dei deliri di macchina da calcolo programmabile di Charles Babbage, l’Analytical Engine, disse: "Tesse disegni algebrici, così come il telaio Jacquard tesse invece fiori e foglie". Era figlia di Byron.

Occasione per gli auguri a tutte le amiche che con la tecnologia hanno a che fare: Ada Lovelace Day, an international day of blogging to draw attention to women excelling in technology.

Twitter ExecTweetsTwitter è uno dei fenomeni più curiosi e affascinanti degli ultimi anni. Ha ridefinito gli scenari della person-to-person communication, inventando una modalità di relazione completamente nuova. Nonostante i finanziamenti e il fatto che più o meno tutti quelli che si occupano di media, tecnologia e Internet nel mondo ci stiano ragionando sopra, non fa il becco di un quattrino (il modello originario, revenue sharing con gli operatori mobili per il traffico SMS si è scontrato con il solito piccolo problema di questo settore: gli operatori mobili). Eppure è la nuova metafora, no way.

Stamattina però trovo in questo twit di Luca Colombo citazione di ExecTweets, aggregazione di “top business executives”, cioè esponenti di alti livelli aziendali che twittano pubblicamente. L’iniziativa è sponsorizzata da Microsoft.

ExecTweets Twitter

Intrigante. Forse solo un esperimento e non un business model, però è un’idea di revenue stream. E non sono pochi gli ambiti in cui si può applicare. Ma non ditelo a Jennifer Aniston.

Vai, ragazza, vai!

dottavi —  24 March 2009 — 5 Comments

A prescindere da preferenze, vicinanze e lontananze, il video qua sotto è segnale straordinario – sperando non sia solo un evento occasionale. Una ragazza, Debora Serracchiani, al microfono e il Segretario seduto ad acoltare. Lei che gliene canta delle belle, e lui che la guarda a occhi sgranati e le dice “Vai, vai!”.

Via Granieri. Il link diretto è questo.

PS Il video nell’ultima mezz’ora ha raccolto quasi 1.000 nuove views, e ha tutte le qualità per fare i botti in Rete, oggi. S’era sperato che succedessero cose così.

Aggiornamento: Quando ho visto il video la prima volta, stamattina prima delle 09:00, era a poco più di 16.000 views. Ora, circa le 11:30, ha superato le 20.000. Suggerirei a YouDem.tv di fare un’eccezione e pubblicarlo anche su YouTube (tanto lo farà qualcuno prima o poi, si sa).

Sul futuro della pubblicità

dottavi —  23 March 2009 — 4 Comments

"Advertising will fail on the Internet", afferma Eric Clemons, Professor of Operations and Information Management at The Wharton School of the University of Pennsylvania, in questo articolo su TechCrunch. E’ una lunga analisi, e aiuta a trovare quanto meno dei criteri. La pubblicità non funziona, afferma, per tre ragioni principali:

  • Consumers do not trust advertising
  • Consumers do not want to view advertising
  • Consumers do not need advertising

Ora io non posso certo argomentare, però continuo a pensare che se ci spostiamo dai "mass media" ai "niche media" qualche logica di base cambia, e la pubblicità potrebbe forse diventare utile. Anche se certamente non si tratterebbe pubblicità simile a quella di oggi.

PS Nel frattempo Mashable ripubblica e approfondisce un recente studio Aberdeen / eMarketer sulle previsioni in crescita per il Social Media Marketing (che sia correlato e/o che sia una buona notizia è tutto da dimostrare…)

PPS Nel 2007 s’era letto un report di IBM dal titolo "The end of advertisement as we know it".

Ooops mi era rimasto in bozza… Qualche altra possibile lettura dell’andamento di alcuni Social Network:

Social Media Demographics

Il commento è sul Tumblr di Mashable.

Decreto lo stato di felicità permanente