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Articles Archive for March 2009

Art and Creativity, YouTube, Cinema, TV »

[31 Mar 2009 | No Comment | 64 views]

La sempre mitica Lauren mi segnala Faintheart, primo film costruito spontaneamente tra le pagine di MySpace, dove l’improvvisato sceneggiatore-regista ha reclutato collaborazioni di ogni genere:

“Billing itself as “the world’s first fully user-generated feature film”, it’s the result of MySpace, in partnership with Film4 and Vertigo Films, inviting users, via video, to put themselves forward for the role of director or acting parts, suggest script changes or contribute music to the score. First-time director Vito Rocco received more than 500,000 votes from MySpace users for his winning pitch”.

TimesOnLine

Startup Italy »

[31 Mar 2009 | One Comment | 1,083 views]

Il nuovo Google Ventures si presenta con una grafica che verrebbe da descrivere come… leonardesca.

Google ventures

(via Googleblog)

Magazines »

[31 Mar 2009 | One Comment | 945 views]

Guarda chi si rivede: Derek Powazek, che avevamo già conosciuto per JPGmag, torna sulle scene tra lo staff del progetto MagCloud, intrigante trasformazione del printing business di – nientepopodimenoche – HP. Fai il tuo magazine, invia il PDF e loro si occuperanno di stampa, consegna e abbonamenti. Not bad :)

MagCloud

(Via NYT, richiesta registrazione gratuita)

Humor and Comics »

[31 Mar 2009 | No Comment | 888 views]

Questa satira di Matrix e Windows XP suona davvero un po’ retrò, ma sei hai quattro minuti di pausa merita… ;)

(via Donncha)

Do-It-Yourself, Fabbers, Makers »

[30 Mar 2009 | 2 Comments | 2,242 views]

Qua si è parlato spesso di Do-it-yourself e remix degli oggetti fisici. Tendenza di nicchia, forse non per tutti ma che sta conquistando ampie schiere di appassionati, nel mondo. Anche perché si è attivata una sorta di “osmosi” tra l’underground (sempre sia benedetto, perché è lì che nascono un sacco di idee) e gli ambienti più, diciamo così, istituzionali. Un esempio è la Greener Gadget Competition.

Greener Gadgets

Evento sviluppato in collaborazione con Core77, l’edizione di quest’anno ha premiato proprio due progetti DIY: EnerJar (Grand Prize) e Tweet-A-Watt (premio del pubblico): un sistema che “twitta” il consumo energetico giornaliero in KWh. Ora sono disponibili sia i kit di montaggio sia le spec di progetto in Open Source (se clicchi sull’immagine apri il loro account di Twitter).

Tweet-A-Watt

E l’Italia? Mica stiamo con le mani in mano! Quei matti vulcanici di Mikamai, forse una delle più belle storie uscite (tra l’altro) dall’esperienza Netwo, si sono fatti promotori dell’edizione milanese di Dorkbot“People doing strange things with electricity” (appunto :).

Dorkbot Milano

Secondo me nel momento in cui questo approccio incontra lo storico, sempiterno spirito italiano del “metter le mani sulle cose” – dalla meccanica al modellismo a quel che ti pare – capace che facciamo un botto mica da ridere.

Events and Reports, Interviews and Encounters »

[28 Mar 2009 | No Comment | 2,291 views]

Mediateca affollatissima, ieri sera, per il Meet The Media Guru con Larry Lessig. Giuste le critiche dalla Rete (“Se mi iscrivo on-line vuol dire che c’è posto, se non c’è più posto chiudo le iscrizioni”), anche se so per certo che Maria Grazia Mattei chiede da tempo uno spazio più ampio alla Provincia.

Free Culture Larry Lessig

Lessig – qui il suo blog – molto preparato, molto americano, molto affilato in alcune considerazioni (in fondo a questo post una sua presentazione identica a quella di ieri sera, eccezion fatta per le conclusioni) ma anche, se posso dire, un po’ distante. Comunque un utile monito ricordare quanto sia importante il vincolo di trust / mistrust, fiducia e non fiducia che ci lega alla politica, alla scienza e alla medicina, a ogni entità sociale – istituzioni, aziende, media. La sua tesi è che un uso sbagliato del denaro corrompa questa relazione, creando forme di dipendenza vera e propria, nell’accezione del termine che si usa per droghe o alcool.

Future of Ideas Larry Lessig

Il gioco di parole tra “Dependency” e “Independence” è stato un po’ il cuore del suo discorso. Forse perché disincantato, l’ho purtroppo sentito lontano dalla realtà italiana, dove l’indipendenza non sembra essere un valore e dove la stessa logica del vincolo fiduciario sembra essere ormai tramontata – parrebbe che ci siamo abituati, parrebbe normale che un medico ci prescriva un farmaco perché sponsorizzato da una casa farmaceutica o che un politico compia le sue scelte per interesse e non per il bene comune.

Lessig, tutto sommato, ci ha aiutato a ricordare che invece non è così: la dipendenza non è normale, e l’indipendenza deriva dalla nostra responsabilità.

Startup Italy »

[27 Mar 2009 | No Comment | 1,287 views]

Spesso non si hanno le idee chiare su dove si vuole andare in vacanza, o si vuole semplicemente sapere cosa fare o chi incontrare quando si è in un certo luogo. E, per quanto le guide di viaggio ci appassionino sempre, lo strumento più veloce è sempre chiedere agli amici.

Un po’ questa l’idea alla base di TripShake, iniziativa di Antonio Bonanno e Giorgio Montersino, già noti per la loro agenzia Digital Natives. Ho fatto una chiacchierata con Antonio e ne è venuto fuori il video qua sotto, dove parliamo sia di TripShake sia dell’esperienza di start-up che stanno facendo.

Citizen (and) Journalism »

[27 Mar 2009 | 2 Comments | 1,254 views]

La storia di Alfred Sirleaf, come raccontata da Lorenzo Cairoli qui, è davvero tutta da leggere. Mr. Sirleaf, nel bel mezzo di Tubman Boulevard, "una delle strade più trafficate di Monrovia, capitale della Liberia", ha creato Daily Talk, "vero e proprio quotidiano che assembla ogni giorno dopo aver letto una mezza dozzina di giornali e aver ricevuto notizie dalla sua rete di corrispondenti che lo tengono informato via cellulare". E’ un giornale? Un blog? E’ una lavagna.

Nel breve video qui sotto Sirleaf racconta il valore che ha per la comunità, e la partecipazione che ottiene.

Music »

[26 Mar 2009 | One Comment | 1,513 views]

Sono le insufficienti revenue pubblicitarie il motivo della recente – ed esplosiva – decisione di Last.fm di mettere le “radio” a pagamento per tutti i Paesi tranne UK, USA e Germania: “These are the countries in which we have the most resources to support an ad sales organization, which is how we earn money to pay artists and labels for their music”, affermano in un commento al post citato sopra. Il modello di Last.fm, in effetti, è quello classico di qualsiasi radio: musica gratis per gli ascoltatori, pagata con la pubblicità. Con una differenza sostanziale, però: il fatto che i profili musicali, e quindi la stessa programmazione “radiofonica” (il “palinsesto”), sono creati dagli utenti stessi.

Lastfm: Inside - CC By Alberto D'Ottavi
Gli uffici di Last.fm, Londra 2008 (CC By Alberto D’Ottavi)

Questo il motivo principale delle critiche da parte della community, come sintetizzato in fondo a questo pezzo di BBC News e dai tanti commenti dei blogger anche italiani, uno tra tutti Francesco Armando: “La considero una rottura unilaterale di un patto fatto nei confronti di una comunità”. Il problema della proprietà dei dati presenti nei social network si ripropone ciclicamente, ed è lontano da una soluzione. Certo è che l’importanza dei dati impliciti, cioè quelli derivanti dal comportamento degli utenti e non dalle loro pubblicazioni diventa sempre più rilevante. Un esempio efficace è la stessa Last.fm che, consentendo l’accesso alle proprie API – finora gratuitamente, ma pare in futuro a pagamento – permette a programmatori esterni di produrre applicazioni come Extra Stats.

Last.fm ExtraStats - CC by Alberto D'Ottavi

In questa immagine non viene visualizzata la musica, ma proprio gli ascolti e quindi i gusti musicali di un determinato utente. Dato prezioso, che orienta i proprietari del sito nello sviluppo dell’applicazione stessa. Ragion per cui la “proprietà” non è chiaramente definibile.

E’ passato solo un anno da quando, dopo l’acquisizione da parte di CBS, Last.fm presentava ufficialmente un servizio rinnovato e forte di nuove alleanze (Reuters). Eppure ora sembra che siano proprio le grandi major a ripensarci: vedi per esempio questa contro-analisi di quanto pare sia stato dichiarato al Music Digital Summit. Un passo indietro da parte dell’industria che, andando ancora una volta contro il desiderio di milioni di utenti, sembra impossibile possa portare a un effettivo arricchimento del mercato.

PS Vedi anche l’intervista rilasciata a Infoservi da Martin Sticksel, co-founder Last.fm, nel 2007. Di Last.fm ho parlato diverse volte, anche nel libro.

Social Mobile »

[26 Mar 2009 | No Comment | 787 views]

Mobc3, applicazione iPhone per la pubblicazione di contenuti editoriali che ha “mobilizzato” i principali quotidiani nostrani e alcuni loro equivalenti europei, arriva in Paraguay: qui l’articolo de La Nacion.

iPhone mobile content Mobc3

Complimenti a Dario Melpignano, infaticabile promulgatore di queste tecnologie. Dario era l’unico imprenditore italiano presente in qualità di partner ufficiale Apple alla Worldwide Developers Conference dello scorso giugno, in cui è stato introdotto l’iPhone 3G. Di Mobc3 abbiamo già parlato altre volte.