This is exactly the kind of chair I need for welcoming friends here in
my little home sweet home… Yesterday’s night dinner teaches ;)
(via PicoCool)
Cultura, Società e Ricerca su Tecnologia, Media, Internet.
This is exactly the kind of chair I need for welcoming friends here in
my little home sweet home… Yesterday’s night dinner teaches ;)
(via PicoCool)
Oggi, 25 anni fa, veniva ufficialmente presentato l’Apple Macintosh. Non mi è mai capitato di leggere descrizione migliore e più emozionante di quella che Steven Levy fa nella prima pagina di Insanely Great:
“What I first remember was the light.Io ho comprato la mia Penguin di questo libro credo a Londra, nel maggio 1995, insieme a Being Digital di Nicholas Negroponte. E ancora mi ricordo i brividi nella schiena quando ho letto quelle parole. Aveva ragione Steve jobs a dire che era “Insanely great”. Di seguito il famoso commercial “1984″.
Dice l’ultimo National Security Archive Update che "On his first full day in office, President Barack Obama signed an executive order and two presidential memoranda heralding what he called a "new era of openness". Announcing a Presidential Memorandum on the Freedom Of Information Act to reestablish a presumption of disclosure for information requested under FOIA, President Obama said that "every agency and department should know that this administration stands on the side not of those who seek to withhold information, but those who seek to make it known".
Il primo effetto di questa dichiarazione è sul Presidente stesso: "President Obama also issued an executive order reversing changes made by President George W. Bush to the Presidential Records Act, stating he would hold himself and his own records "to a new standard of openness"".
Tutti gli approfondimenti al link sopra.
Mentre con agghiacciante scelta di tempi Israele inizia il ritiro da Gaza, Barack Obama si insedia finalmente alla Casa Bianca. Un evento che ha coinvolto non solo "un mare" di Americani, come dice il New York Times in didascalia alla foto sotto, ma che ha conquistato e trasformato i Net-media di tutto il mondo.

Antonio Sofi ha fatto un’imponente raccolta delle fonti Internet disponibili durante la diretta, tra le quali segnala l’esperimento CNN + Facebook. Se di video-web-chat ne abbiamo già viste tante, mi sembra essere invece il primo caso di "uscita pubblica" di Facebook.
Oltre al NYT, stamattina molti web-giornali in lingua inglese – e.g. Washington Post, WSJ e Guardian, to name a few, hanno in prima pagina imponenti animazioni fotografiche. Ha detto proprio bene Anna Masera, tra le tante cose di ieri mattina, sull’importanza crescente della fotografia in Rete – ne avevo parlato qui.
Ma, in mezzo a scenari politici, economici e sociali terribili, non è l’unica novità nello scenario dei Networked Media. Donatella Della Ratta, rappresentante Creative Commons in Medio Oriente, ha analizzato recentemente il rilascio in licenza CC "By" di importante materiale video da parte di Al Jazeera. Non stupisce quindi scoprire che l’emittente del Qatar ha un laboratorio digitale coi controfiocchi.
Decisamente un modello di sperimentazione che mi sembra ancora non entri in testa ai big media italiani.
PS Di Donatella e Al Jazeera ha parlato l’amica e collega Espanz, che del conflitto di Gaza ha l’unica, più terribile cosa che si può dire, che spiega perché non in tutti questi giorni non ho trovato le parole: "mi lascia afono".
Ancora sui "digital media", ora tocca alla musica digitale:
Ho segnato qui questi contributi per "motivi di studio", e sto cercando altre informazioni sul tema, soprattutto storie italiane. Se mi segnali qualcosa mi fai un gran favore. Grazie.
“YouTube videos, shared on the big screen”. E’ l’idea di Upload Cinema, “a film club that aims to take the best web films and show them on the full-sized screen”, ad Amsterdam. Curioso, no? :)
Martedì 20, la mattina, a Genova, si saluta Franco Carlini a un anno dalla scomparsa, in un convegno organizzato dai ragazzi di Totem: Parole e idee per Franco Carlini.
Ci si vede lì?
Qualche tempo fa sono stato contattato da una agenzia che mi ha fatto un’offerta di lavoro – il che fa sempre piacere e onore. Però la position che mi veniva offerta era di Brand Activator Senior, ruolo che si occupa delle strategie di Community Infiltration.
Ehm… Ho dovuto cortesemente declinare, in parte perché non so di preciso cosa faccia un BAS ;), ma soprattutto perché io mi occupo di contenuti – content strategy o media design, a seconda dei contesti, di come questi si trasformano spostandosi da un dispositivo all’altro, di come vengono generati, fruiti, partecipati. E’ un ruolo tipicamente intersecato con il marketing, da una parte, e con la pubblicità dall’altro – ed ecco perché spesso su queste pagine si parla anche di quegli argomenti.
Il mio interesse principale è capire l’impatto che la tecnologia ha su costumi e abitudini sociali. Ed è con questo approccio che porterò il mio contributo al convegno Brand 2.0, che si terrà a Milano mercoledì 28 gennaio p.v. Ben più sul tema saranno invece gli interventi delle persone di MySpace, A. T. Kearney, Yahoo!, IBM, Technogym, McDonald’s, Webank, e altri.
Sto ancora lavorando alla presentazione, che si intitolerà “La quinta P”. Se mi vuoi segnalare esempi, casi, idee, progetti e iniziative italiane che riguardino marketing, contenuti e usi innovativi del Social Web, ben volentieri li terrò in considerazione per eventualmente presentarli. Se vuoi partecipare… è a pagamento, ma puoi usufrire di un prestigioso “Sconto Infoservi” :) per circa la metà del prezzo. Contattami come preferisci. Puoi scaricare il PDF del programma (con modulo di iscrizione) da questo link.
Intrigante Graffiti Research Lab: “Outfitting graffiti artists with open source technologies”. Ma ancora più interessante, direi, Eyebeam.
(via Alberto)