Archives For January 2009

L’altra sera anteprima veloce sulla presentazione dei dati dell’Osservatorio Multicanalità. Credo davvero indicativi, così torno sull’argomento e pubblico qua le due slide secondo me cruciali, che disegnano uno spostamento importante dal 2007 al 2008. La prima, appunto, è quella dell’anno scorso:

Per "goodwill" si intende accettazione e utilizzo, così in alto a sinistra abbiamo gli utenti che continuano a usare i canali abituali, senza un gran coinvolgimento, mentre in basso a destra vediamo che chi mostra maggior coinvolgimento nel processo d’acquisto é anche colui che sperimenta nuovi mezzi. E in particolare la tecnologia. Io ho chiesto esplicitamente se si può pensare che i Reloaded siano i più "esperti di Internet" – quel famoso 9% di cui parlo sempre, e tutto fa pensare che sia così. Ma il dato dirompente, secondo me, è questo:

Il fatto che il numero di Reloaded sia cresciuto del 31% è secondo me dimostrazione definitiva che, al contrario del comun sentire, i "tecnologici" (una volta detti "smanettoni"), non sono un gruppo specifico, che non rappresenta un campione significativo della popolazione, ma al contrario sono gli sperimentatori di usi, costumi, abitudini e pratiche che si stanno diffondendo nel grande pubblico. Progettare per loro vuol dire intercettare, in seconda battuta, un’audience più grande. E’ ovvio: la tecnologia, i "geek", in questi ultimi anni è diventata "sexy" (alleluia! :). E come sempre accade, dopo il primo entusiasmo si sedimentano gli usi.

I "tech savvy", cioè le persone che hanno familiarità con le tecnologie sono oggi i nuovi trend setter. Si incontrano principalmente su Internet, e per questo il merito è anche di Obama e, in Italia, di Facebook. L’avevo detto: la crescita impressionante delle iscrizioni a questo social network non è un fenomeno passeggero: è una vera e propria svolta.

Sono sinceramente convinto che quest’anno vedremo i primi segni veri di un cambiamento di scala. E chi su Internet è abituato a lavorare avrà una marcia in più. Il tutto al netto della crisi, ovviamente: ma di questo parlerò lunedì.

La ricerca si trova in questa pagina.

La stampa a caratteri mobiliAl convegno di mercoledì scorso, Brand 2.0, si è discusso di come le marche possono affrontare… ops, mi correggo. “Affrontare” is sooo last century. Non è una situazione “noi di qua, loro di là, botte da orbi e vinca il migliore”. Qui si tratta proprio di entrare in relazione con “il pubblico di Internet”, che è composto da CONcittadini, non cittadini di una città che si governa né tantomeno di una terra di conquista. Insomma, scusate le metafore, si è parlato in sostanza di marketing nell’era digitale.

Johannes GutembergIo ho raccontato cos’è successo e sta succedendo in quei digital environment, come crescono e si consolidano le relazioni, come l’informazione atomizzata diventa sempre più sticky, “appiccicosa” nell’uso tecnico che del termine si fa su Internet (pagine che inducono a visite frequenti). Di come quei luoghi, al contrario di quanto possa apparire a uno sguardo superficiale, siano altamente emotivi (in quanto contesti) e quindi refrattari ad approcci di marketing tradizionale se non reinventati (per esempio l’interruzione non funziona). E come siano invece ambienti in cui non solo i brand si possono esprimere, ma dove si incontrano le passioni dei loro utenti più affezionati, che sono già i migliori evangelist che si possano desiderare.

Ma vabe’, lascio il marketing agli esperti di marketing. Io mi limito a descrivere cosa succede lassù, cercando di collocarlo in prospettiva. Una di quelle che ritengo molto pertinente è l’innovazione tecnologica dei media, e così, per rallegrare la prima slide, ho raccontato di Gutenberg e l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Senza nulla togliere alla serietà degli argomenti, spero mi perdonerete se pubblico qui sotto un video che per curiosa coincidenza scopro solo ora ma trovo perfettamente in tema: è la chiamata a un help desk… medioevale :D

Subito dopo Brand 2.0, all’anteprima della presentazione dell’Osservatorio Multicanalità. Il titolo rappresenta l’osservazione chiave, e deriva dal confronto con i dati dell’anno scorso. Il gruppo di utenti definiti “Reloaded” (attenti a un acquisto consapevole, utenti di tecnologia, etc) è cresciuto del 31% rispetto all’anno scorso (+1,7 milioni di persone).

Un report in tempo reale e relativa discussione è in corso sul FriendFeed di Massimo Carraro.

18:37 Altro dato: oggi l’85% degli utenti Internet italiani dichiara che la Rete è i lprimo mezzo usato per informarsi. Anno scorso: 75%.

18:43 Mia personale opinione: il famoso discorso del 9% di italiani esperti di Internet come sperimentatori di comportamenti destinati a diffondersi è non solo confermato, ma dimostrato e misurato.

18:57 Fatta domanda esplicita al panel, confermano la tesi. Non solo, ma i Reloaded si attivano sempre, stimolando conversazioni tra pari, operando così da influencer, e chiedendo comunicazione bidirezionale verso le marche.

Insomma: oggi i geek sono dannatamente sexy.

gigapan-obama-inaugural-adrress-washington-jan-20th-2009

Impressionante… Una fotografia completamente nuova, direi. L’ha fatto David Bergman. Io avevo parlato di Gigapan qua.

IDEA

dottavi —  27 January 2009 — Leave a comment

E’ aperta l’edizione 2009 degli International Design Excellence Awards. Accettati anche gli studenti. Io un occhio ce lo butterei…

LifeRemix is basically a band of bloggers who enrich people’s lives through blogging. The blogs are hand-selected, and each one is incredible. They have excellent writers, and their content is quite unique.

With the constant swelling of the blogosphere, good writing can be hard to find. We’re trying to act as a filter so only the best writing is showcased, while at the same time learning a thing or two.

lgalli:

File:Limited Edition Wallpaper Cover by Dieter Rams.jpg – Wikipedia, the free encyclopedia

Monty Python Sells 23,000% More DVDs Thanks To Free Vids On YouTube

Potremmo chiamarla Twittiquette, per coniare l’ennesima buzzword. Mashable titola “The Top 10 Reasons I Will Not Follow You in Return on Twitter“. Veloce da leggere, è anche istruttivo. Mi fa venire in mente un vecchio pezzo di Shel Israel sulla sua Friend policy per Facebook, se come e perché diventare “amici” o meno.

Mi diverte perché in questo periodo continuo a ricevere “add req” (richieste di collegamento), sia su Twitter sia su Facebook, da “networkaroli timidi”. Persone cioè che non rendono pubblici dettagli su di loro – veri o inventati che siano. Qualche semplice considerazione:

  • Se non condividi, non trovi che sia inelegante chiedere?
  • Se proprio non vuoi dire nulla di te, immagino vorrai star da solo/a. E allora perchè frequenti questi posti così affollati?
  • Vero anche il contrario: se ti danno fastidio le “add req”, si può sapere perché continui a stare lassù?

Si potrebbe continuare a lungo, anzi s’è già detto tantissimo a riguardo. Il mio personale consiglio, per chi vuole entrare in questi ambienti, è che prima bisogna fare: leggi, soprattutto, e poi scrivi, linka, clicca, controlla e ragiona. Poi vai. Non ci vuole molto per trasformare un disturbo - la req da parte di una pagina vuota come un fantasma – in un regalo. Cioè l’incontro, per quanto fuggevole, con una persona che può sempre essere interessante, se ha qualcosa da dare.

Agenzia Pubblicitaria 2.0

dottavi —  25 January 2009 — Leave a comment

David Armano, “quello di” Logic+Emotion, ne ha combinata un’altra. In ballo c’era la gara per Adidas, così hanno fatto un’agenzia pubblicitaria dedicata a iniziative per il digital space e… “And It worked. We beat out some top creative shops and big networks to win the Adidas assignment, and are now in the process of bringing this model to life. The agency is called RIOT and combines a multidisciplinary team of folks”.

RIOT Agency Logic+Emotion

Così stilano una nuova Job description, quella del Social Media Director (a proposito: position open in Amsterdam). Armano ne parla qui.

Aspettiamo davvero con curiosità i pubblicitari italiani in questo spazio, ora…

Long Exposure Photography: 15 Stunning Examples

Oggi, Kublai

dottavi —  24 January 2009 — 5 Comments

A Roma è in corso il KublaiCamp, primo evento “fisico” del network Kublai, un punto d’incontro tra creatività e sviluppo. Fondatore del progetto è Alberto Cottica, di cui ho parlato spesso in queste pagine. L’appuntamento di oggi mi ha dato l’occasione di sperimentare un’idea che avevo in testa da un po': registrare una videocall e pubblicarla come intervista. Alberto si è gentilmente reso disponibile per questa prima puntata – e gli chiedo scusa per l’insufficiente qualità tecnica dell’output. Tutto sommato però non mi dispiace questo stile “ruspante”, senza tanti fronzoli: l’importante è fare le cose.

PS Per chi vuole seguire l’evento è disponibile una riretta sul blog di Kublai.