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Meet The Media Guru: Joi Ito

dottavi —  28 November 2008 — 9 Comments

In Mediateca, Milano, aspettando l’inizio dell’ultimo Meet The Media Guru del 2008, con Joi Ito. Pubblico vario: un po’ habituee di questi eventi, un po’ del giro della Rete e qualche autorità – il che forse è buon segno. Un mixclaje che promette bene. Di Joi ho parlato spesso.

Il racconto che fa lui della storia e dei motivi dello sviluppo di Internet è impagabile. Giusto uno shot: “The reason why the Internet won is because it had a much better model for innovation”. Dice questo confrontando i modelli di innovazione giapponesi ed europeo, che nei primi anni ’90 prevedevano la creazione di mega-progetti con finanziamenti multimilionari. Il “costo del fallimento”, in quei casi, era straordinariamente alto, le barriere all’accesso altrettanto complicate, e lo sviluppo di un ambiente competitivo vivace (“vibrant“) impossibile.

Al contrario, grazie a tecnologie e modelli aperti, l’innovazione digitale ha creato dinamiche di sviluppo più veloci e dai risultati significativi. L’esistenza di standard non proprietari e i bassi costi all’ingresso ha permesso una sperimentazione continua, con bassissimi costi di fallimento. Quella che segue è la slide principale, che delinea gli “strati” della Open Innovation:

Da notare che Joi, che è oggi un venture capitalist, non fa queste affermazioni per questioni di principio, ma per puro business: in un modello di questo tipo si genera più ricchezza – non solo economica, ma soprattutto culturale e sociale, il che a sua volta alimenta lo sviluppo. Insomma i punti alla base delle sue considerazioni della validità di questo modello sono:

  • Puoi essere molto giovane. Anche i ragazzi dell’università possono provare a realizzare le loro idee. Cfr. Sergey Brin e Larry Page.
  • Non devi chiedere permesso. La Rete è “Open by nature“, per la sua peculiare architettura, e per funzionare deve rimanere così.
  • Non c’è bisogno di controllo. Anzi: è controproducente. “Controllo” in questo contesto si riferisce ai mega-progetti top-down, in cui si pretende di definire cosa va fatto e come, da parte di gruppi estesi e strutturati. Non funziona. In un ambiente aperto in cui tutti possono sperimentare, invece, le idee nascono e si sviluppano in numero e qualità superiori.
  • Devi provare. L’innovazione è spesso impredicibile, essendo spesso disruptive e non-lineare. Ma meno di quanto si possa pensare: segue cioè cicli e fasi. Per capirli e individuarli puoi solo provarci, farlo.

Vedi anche: Joi Ito a More Than Zero.

Nota: Dopo il salto i link ai commenti su Friendfeed e le slide di Ito.

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A Transformed World

dottavi —  28 November 2008 — 1 Comment

"Global Trends 2025: A Transformed World projects the potential impacts of climate change, population growth, political re-shuffling and a host of other dynamic trends on the world of the near-future. The report aims to help leaders identify and understand the coming challenges and to steer toward positive solutions. Global Trends 2025 was prepared by the National Intelligence Council (NIC) of the Office of the Director of National Intelligence".

(Da Gaspar)

L’arte che viene dallo spazio

Appena tornato dal Premio Nazionale Innovazione. Hanno parlato numerose autorità (ne ho anche twittato qua) e si è tenuto un panel decisamente affollato sul venture capital. Ne racconterò prossimamente. Poi però mi son buttato ad annusare gli stand dei vincitori delle varie Start-Cup locali. Molte idee interessanti, che secondo me avrebbero dovuto essere evidenziate meglio, ma comunque. E all’ultimo, al piano sotto, nell’angolo in fondo, ho trovato questa roba entusiasmante.

NeuroTelemetry
La persona davanti allo stand stava facendo esercizi con un piccolo peso da 1Kg. Ma è magro, col maglione, gli occhiali: un classico "science geek". Uhm. Accelerometri? Guardo meglio e vedo che ha una fascia al braccio, con quello che sembra inequivocabilmente un trasmettitore. Sensori wireless? Meglio: telemetria neurale. Sotto la fascia un sensore delle dimensioni di uno Smarties, però cromato, raccoglie i segnali. Li passa al decodificatore – trasmettitore, un oggettino di 2x3cm e 8g di peso, vero cuore tecnologico del sistema, che li manda al cmputer centrale (un industry standard qualsiasi, con software ad hoc), che li interpreta in tempo reale. Insomma viene letto il segnale elettrico che dal cervello arriva al muscolo, con una potenza nell’ambito del micro volt, tramite un contatto superficiale tra pelle ed elettrodo. E poi viene digitalizzato. Spettacolo.

Gli scenari
Mi sono un po’ esaltato perché a Philadelphia avevo visto un sistema di intercettazione e contrasto delle crisi epilettiche altrettanto minuscolo, ma che andava impiantato nelle ossa del cranio, e i sensori andavano a contatto diretto con la cosiddetta "materia grigia". Complicato, soprattutto quando si esauriscono le batterie. Poi Erik Zorzin, il ricercatore (fisico di formazione ma ingegnere elettronico, e molto altro, di vocazione), ha cominciato a raccontarmi le possibili applicazioni.

Quelle medicali, rendendo wireless le sonde, sono le più ovvie. Il monitoraggio dello stato di attenzione di autisti e piloti, anche questo, va da sé. Il controllo remoto di sistemi elettronici o meccanici, ecco, già non male. Soprattutto perchè potrebbe essere utilizzato da persone diversamente abili. Il sistema potrebbe essere programmato per intepretare in vari modi – o addirittura, con un po’ di robotica avanzata, potrebbe apprendere come interpretare – i segnali nervosi, per controllare interfacce del computer o direttamente bracci meccanici, o altre estensioni. Insomma: a valle, come dispositivi di output e/o controllo, ci puoi mettere più o meno quello che vuoi.

Ma anche il sistema centrale, il software, può essere plasmato su altre applicazioni – e su altri dispositivi. Una delle idee è associarlo, per esempio, ai cellulari, intesi come computer su cui poi far girare diverse applicazioni che possono usare quei dati. Per esempio per il monitoraggio in tempo reale della situazione nervosa, con la capacità di chiamare qualcuno in casi di problemi – Salvavita Beghelli versione fantascienza, diciamo.

Oppure ancora lo puoi far girare su un iPod della situazione, come in figura, e associare il tuo stato emotivo a quello che stai ascoltando, e finalmente classificare le canzoni rispetto alle tue vere sensazioni. Dopodiché questi dati, ovviamente, li puoi confrontare… per esempio associandoli a quelli di altre persone usando un modello social tipo Last.fm. Suuuuper social network. E lo puoi applicare anche in altri contesti.

Non è finita. Hanno già sviluppato il prototipo di un sistema multi-canale, in grado cioè di registrare ed elaborare più segnali contemporanei – per esempio quelli dei muscoli che muovono le dita. E qui puoi immaginare quello che vuoi: suonare il piano via Internet (anche se credo possa esserci un problema tra mignolo e anulare), o un sistema di controllo molto, molto più preciso di quello della Wii. Insomma si fa fuori il guanto della Realtà Virtuale. Lo chiamano Neurogaming.

Puoi cioè cambiare anche i dispositivi di input, che stanno a monte del sistema. Perché il cuore è quella specie di francobollo, che si occupa di digitalizzare i segnali nervosi. Hai presente quando si diceva "Tutto ciò che si può digitalizzare verrà digitalizzato"? Ecco.

Mentre scrivo trovo su questo blog che NeuroTelemetry dovrebbe aver vinto la competition. Non ho ancora conferma, ma ne sarei ben contento. Spero di non leggere sui giornali di domani che è un robo per "leggere il pensiero", perché non è così. E’ un sistema per intercettare e digitalizzare i segnali nervosi. Cioè una core technology, e per di più di eccellenza (per quanto mi è dato sapere). E non è forse un caso che venga fuori dalla SISSA, una delle massime fucine della ricerca italiana. Ma ssshhhhh non ditelo in giro, sennò li fanno chiudere.

shortcircuit:

Art Of Music Exhibition in Stockholm

Quasi mi scappava: PaidContent.org racconta la storia della chiusura di PC Magazine. Eh be': segna un momento storico – almeno per qualcuno.

Era una vera corazzata. Nel ’92 Mondadori ne ha preso la licenza e ha fatto PC Professionale. Ma in Italia "noi" di PC Magazine ;) si pubblicava già da tempo, mentre iniziava a impallidire la mitica MC Microcomputer. PC World era ancora giovane, Il Mio Computer sarebbe arrivato solo più tardi, e anche Chip era un po’ fuori orizzonte.

Ci siamo dati un sacco di mazzate, pur sempre con amicizia e stima. Si giocava a chi la sapeva di più e meglio: un elemento competitivo forte era la qualità del laboratorio, per esempio. O la quantità dei software recensiti. Essere in corsa ci spingeva a migliorare costantemente.

Ma vabe’, tralasciamo la nostalgia. Nell’articolo di PaidContent citato sopra mi sembra comunque significativo che Jason Young, CEO di Ziff Davis dica che "The revenues on the online side have grown an average of 42 percent yearly since 2001; digital is about 70 percent of the revenues for the PCMag brand, and overall is profitable".

Ottimo. Forse abbandonare definitivamente la carta e abbracciare del tutto il digitale come core business può aiutare a focalizzarsi e trovare nuove strade. Che non mancheranno di apparire.

Qualche tempo fa Symantec mi ha invitato al lancio internazionale delle nuove versioni dei prodotti di security, Norton Internet Security e Norton Antivirus 2009. Li uso più o meno da allora, ed è tempo per qualche osservazione. Prima, però, una curiosità storica in forma di domanda: chi si ricorda di Peter Norton e del suo Norton Commander? Quel software dorme ancora da qualche parte nei miei dischi, non senza nostalgia :D

Norton Internet Security 2009
Non mi è stato possibile, fortunatamente, fare una vera prova-confronto contro virus e altre amenità – nel senso che non ho subito grandi attacchi. Posso dire che in un paio di mesi di prova Norton Internet Security qualche virus l’ha bloccato, e ha trovato anche un paio di spyware dormienti in file allegati ad antiche mail, dentro archivi zippati. Ma la sua qualità primaria, stando alla comunicazione Symantec, è su performance e interazione. E in effetti devo dire che il footprint ridotto e il fatto che non risulti per niente intrusivo con messaggi in ostrogoto binario mi ha convinto ad abbandonare la vecchia coppia firewall Zone Alarm + antivirus AVG. Soprattutto per la versione 8 di quest’ultimo, che risultava molto più “pesante” delle precedenti. A occhio, verificando su due computer, NIS occupa circa 20-40MB di memoria in meno rispetto agli altri due sommati (su WXP). Si presenta così:

Non capita quasi mai di doverlo aprire. Solo, una volta ogni tanto, l’icona in basso a destra mostra una spunta rossa, segno che vuole conferma per un aggiornamento primario. Gli altri avvengono con alta frequenza, ma senza rallentare mai il sistema. Curioso, e in chiave “Web 2.0″, anche il meccanismo di scansione. Symantec mantiene un database centrale dei software ritenuti sicuri, così quando NIS analizza il nostro computer verifica in quale percentuale sia effettivamente necessario controllare i file per la presenza di virus e varie:

Non solo: tale database centrale viene alimentato anche con le nostre informazioni, cioè con i risultati delle scansioni dei file di tutti gli utenti. Niente male. In ogni caso, la scansione dei file salvati avviene nei tempi di inattività veri, e non secondo astruse programmazioni che non vanno mai bene.

I problemi
Note dolenti riguardano il plug-in anti-phishing per i browser e quello anti-spam per Outlook. Il primo l’ho installato, ho visto che appesantiva il browser caricando la memoria di circa 80MB in più, e l’ho disattivato. Il secondo l’ho attivato speranzoso, ma devo dire che è un vero disastro: effettua il controllo solo sugli indirizzi, e non fa una vera scansione complessa dei testi, neanche dei subject o degli indirizzi di provenienza delle mail. Per quanto io abbia provato ad “addestrarlo”, e abbia marcato un gran numero di messaggi come spam, continua a bucare il riconoscimento di messaggi semplici e ripetuti.

Peccato, perché le altre componenti del sistema sono davvero convincenti, e le performance ottimali anche sui computer un po’ vecchiotti che uso io: il notebook ha forse più di due anni di vita, il desktop circa quattro, e su entrambi gira Windows XP. Sì, ho bisogno di un sistema che sia n-anta volte più veloce :) ma non mi sono ancora deciso. Forse per Natale, più probabilmente a febbraio-marzo, dopo l’uscita delle nuove generazioni. Intanto, se vi può interessare un antivirus, il mio consiglio è proprio di optare per questo package: Norton Antivirus 2009 non ha l’antiphishing e qualche altra amenità ma costa meno di €50 per un anno. Funziona, va veloce e soprattutto non disturba con domande astruse.

PS Symantec ha presentato proprio oggi anche una versione per gamers: comunicato

PPS L’azienda ha anche creato un corporate blog multi-autore sulla personal protection, che mi sembra fatto molto bene.

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Prossimi appuntamenti

dottavi —  25 November 2008 — 5 Comments

Settimana più che densa, questa. Stasera, alle 18:00, sarò in NABA per Metropoli Creativa, un evento che si propone di ragionare su come devono essere gli hub creativi.

Ricevo inoltre informazione su un evento di domani, il GranDesign Etico International Award 2008, che si tiene sempre a Milano, allo Spazio Oberdan. "La manifestazione nasce con l’obiettivo di individuare e premiare Designer e Aziende concretamente impegnati nel … promuovere un pensiero etico nella progettazione, nella produzione e nel riciclo", afferma il comunicato.

Giovedì invece si torna a parlare di start-up al Premio Nazionale dell’Innovazione, ospitato da Fondazione Politecnico di Milano. Qui il programma, qui il modulo di registrazione.

Si chiude venerdì sera, alle 19:00, alla Mediateca di Santa Teresa per l’ultimo incontro 2008 di Meet The Media Guru. C’è Joi Ito, e non posso ovviamente mancare. Iscrizione.

Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita. Tu dove sei? Ci si incontra da qualche parte?

Facebook | Andrea Zappa’s Photos – libano embedded

Green Gossip: Ecorazzi

dottavi —  24 November 2008 — Leave a comment

SPQ…A! Sono matti questi americani. La “Rivoluzione verde” da loro si sente al punto tale da decidere di creare un blog (e che blog!)… “To help celebrities further their good messages – and to offer the general public a way to follow their favorite celebs and perhaps learn something at the same time. We cover environmental, humanitarian, animal rights, and vegetarian issues as they relate to those in the spotlight”. Dai paparazzi agli Ecorazzi :)

ecorazzi