Archives For August 2008

placidiappunti:

SOlo Lound Table: un tavolo a pannelli solari in grado di caricare una batteria interna e di fornire elettricità per i nostri apparecchi elettronici.

Nelle condizioni ideali, quindi al sole magari con la finestra aperta è in grado di produrre energia per caricare fino a 100 ipod oppure alimentare 3 portatili per 12 ore di utilizzo.

da Asettico

elvira:

nikkor:

TASCHEN’s great adventure began back in 1980, when eighteen-year-old Benedikt Taschen opened a shop in his native Cologne, Germany, to market his
massive comics collection.
Within a year he began publishing catalogues promoting his wares, but it wasn’t until 1984 that his first artbook breakthrough occurred: he purchased
40,000 remainder copies of a Magritte book printed in English, reselling them for a fraction of their original price.
From a young age, Taschen had been interested in art but found that art books were too expensive and hard to obtain, and the success of this daring move proved that Taschen was not alone in thinking that the art-book market should be democratized.

Soon he began reprinting books under his own name for budget prices and the next year he published his first original title and the first book in the Basic Art series: Picasso.
Before long, high-quality-yet-still-inexpensive hardcover books were added to the lineup and in 1989 the landmark double-jumbo Van Gogh: The Complete Paintings hit bookstores around the world.

Di là dall’oceano si è appena svolto l’annuale Burning Man. Così raccontano la sua storia…

From Its early days on a small beach in San Francisco through its evolution into the bustling city of some 48,000+ people that the Burning Man event has become today. These people make the journey to the Black Rock Desert for one week out of the year to be part of an experimental community, which challenges its members to express themselves and rely on themselves to a degree that is not normally encountered in one’s day-to-day life.

…in questa pagina. Il sito è tutto da guardare.

Quello che mi sono perso in Portogallo è stato il Boom Festival. Speravo fosse un evento da culture underground, ma le amiche che ci sono state mi hanno detto esser stato invece un po’ deludente. E’ anche un po’… “esploso” per le inaspettate 25.000 presenze.

Stranezze, forse. Ma voglio pensare che siano segni che le culture, i movimenti artistici, forme nuove di sperimentazione ed associazione (comunione?) continuano a scorrere sotterranei e a spuntar fuori ogni tanto.

(E comunque, raga, dev’esser stato anche un sacco divertente. Ah, se solo. Dice bene il Burning Blog: “Age is just a frame of mind; except when you feel it in your bones” ;)

Ma porc#£$&%!!!

dottavi —  29 August 2008 — 5 Comments

Se devo immaginare una connessione a Internet dalla velocità instabile, che ogni tanto inspiegabilmente si blocca, che è basata su slot temporali di 15 minuti ma ha anche dei limiti massimi di traffico di cui non ti rendi conto finché non ti buttan fuori dalla Rete, ma in compenso costa come una fucilata in un malleolo…

…ecco, allora mi viene in mente Vodafone Internet 100 ore.

(PS scusate l’OT ma la mancanza di connessione è una roba che mi fa arrabbiare al punto che masticherei le gambe del tavolo)

Premio Anello Debole

dottavi —  28 August 2008 — Leave a comment

Ricevo e giro:

Premio L’Anello Debole
Radio, Tv, Cinema contro l’esclusione sociale
IV Edizione – Ottobre 2008

La Comunità di Capodarco intende dare un riconoscimento ai migliori programmi giornalistici, radiofonici e televisivi (servizi lunghi, inchieste, reportage, documentari) e ai migliori cortometraggi “della realtà” o di fiction aventi come oggetto tematiche di forte contenuto sociale.

Giuria: Giancarlo Santalmassi (presidente), Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela De Robert, Andrea Pellizzari, Daniele Segre.

Durata opere ammesse: non inferiore a 3’ e non superiore a 25’.
Scadenza: 8 settembre 2008.
Bando e dettagli: 
Premio Anello Debole 

PS Conosco la Comunità di Capodarco perché ho seguito un loro interessante seminario sul giornalismo sociale, anni fa. Hanno un’agenzia su questi temi: Redattore Sociale.

Evviva Concita

dottavi —  27 August 2008 — 3 Comments

Scrivo queste righe da Varigotti, località ligure frequentata, ai tempi, proprio da quel Cesare Pavese citato da Concita De Gregorio, da questi giorni nuovo direttore dell’Unità, nella sua ultima colonna su D – la Repubblica delle Donne, sabato scorso. E non posso nascondere la contentezza per la scelta, da parte del nuovo proprietario del giornale Renato Soru, di un direttore donna e di 45 anni. Mi sembra qualcosa di nuovo, come da tempo non accadeva.

45 anni, donna, e penna così affilata da farmi spesso aprire Repubblica chiedendomi “Cosa ne dice Concita? Perché non hanno fatto scrivere Concita?”. E mi sembra possibile che questi siano anche i motivi della scelta fatta da Soru, politico sì ma coriaceo: motivi dettati da delle idee.

E così capisco ma non capisco le proteste di Furio Colombo e Marco Travaglio (ho perso purtroppo l’editoriale di Padellaro, il precedente direttore), per il cambio al vertice del giornale. Colombo che chiede perché cambiare, visto che il giornale va bene, e Travaglio che fa dietrismi indicando un possibile endorsment da parte di Walter Veltroni. Non so, magari probabile, non mi è possibile giudicare. Ma in ogni caso, perché non cambiare, soprattutto se la direzione va in mano a una persona come la De Gregorio?

Nel suo primo editoriale credo abbia già fatto piazza abbastanza pulita dai dubbi. Con sano pragmatismo (forse femminile?) afferma di credere che “Per raccontare la politica serva la cronaca, e che la cronaca della nostra vita sia politica”. Perché dobbiamo ritrovare il senso, un senso “Fondato sulle cose, sulla vita, sulla realtà”.

Una cronaca, voglio interpretare, non di beghe quotidiane di un qualsiasi palazzo, ma di fatti, piccoli o grandi purché importanti. Di realtà. Ancora di senso parla, ancora su D: “Abbiamo acceso una piccola lampada su dettagli apparenti, eppure così densi di senso”. E ancora, tornando alla pagina sull’Unità del 26 agosto, solo ieri: “Nulla avrà senso se non potremo dire di averci provato”.

Ecco, sì, Concita, provaci. Capisco la frase tranquillizzante per Colombo (“Sarà un normale giornale di opposizione”, vorrei ben vedere il contrario), meno l’affermazione che “La politica è lo specchio di un mutamento antropologico”, che rispecchia la società, etc. No, non fargli sconti. Alla politica dobbiamo chiedere di più. La politica deve essere espressione della nostra eccellenza, deve dirci quello che non sappiamo, deve dare esempio, deve essere migliore.

Insieme alla cronaca la De Gregorio dice di voler “Prendere in mano il testimone dei padri per portarlo nelle mani dei figli”, e che il prossimo passo sarà “In coerenza con la memoria e in sintonia con l’avvenire”.

In coerenza con la memoria e in sintonia con l’avvenire. Frase gramsciana quant’altre mai. E già in questo 50/50 c’è tanto. Ma spero, Concita, ti farai risucchiare più dal vortice delle idee per il domani che da quello della memoria. Buon lavoro.

Lo sapevo, lo sapevo che non sarei riuscito a star lontano. Sono ancora in giro ma non posso esimermi dal segnalare questo bel post di Gianluca: “Dal crowdsourcing allo schiavismo digitale“. Racconta una sua collaborazione con un gruppo di sviluppatori software in India. Un passaggio mi ha colpito in particolare:

Abbiamo convinto Rushi ad incorporarsi (e ci ha messo sei mesi) dopo aver scoperto che non aveva nemmeno una società. La mamma raccoglieva i pagamenti via paypal e a fine mese distribuiva la paga a tutti, incluso Rushi stesso. In contanti.

Rushi e i suoi hanno gli stessi trent’anni dei suoi colleghi sviluppatori di software in Italia. Ma a differenza degli italiani con 700 dollari al mese sono delle star. Possono pensare al loro futuro, sposarsi, comprare una Tata. Sono quelli che ce l’hanno fatta. E sono ipermotivati.

Con la tecnologia si possono organizzare processi prima neanche immaginabili e si può immaginare di scalarli in modo impressionante.

Mi sembra correlato al tema del technology leapfrogging: si salta una generazione tecnologica e, da quasi ultimi, ci si trova all’improvviso tra i primi. Mentre altri, che erano quasi primi, diventano all’improvviso obsoleti.

Un mini-Beggi. Si convertirà alle immagini? Uhm :)

" title="Beggi" target="_blank" rel="bookmark"> Beggi