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Articles Archive for July 2008

Music »

[31 Jul 2008 | One Comment | 3,550 views]

Be’ anche dalla BBC non ci si può aspettare proprio tutto, perché le funzioni di "share" del loro player non sharano proprio un bel niente. Ed è un peccato, perché il pezzo di musica "elettronica" che trovate nel secondo player di questa pagina è davvero impressionante, se si pensa a quando è stato registrato.

Delia Derbyshire was working in the BBC’s Radiophonic Workshop in 1963… Most unexpected of all, however, is a piece of music that sounds like a contemporary dance track which was recorded, it is believed, in the late sixties…

No surprise che abbia tirato su una marea di commenti nel blog.

Magazines »

[30 Jul 2008 | 3 Comments | 5,574 views]

Mi scuso per l’assenza, sono stato un po’ preso da affari di famiglia. E proprio per questo, grazie a una serie di coincidenze, mi è capitato di rimetter piede in una soffitta in cui non entravo da anni. Alla ricerca della mia collezione di Wired.

Fa un po’ impressione rivederla ora. Soprattutto perché molte cose si potrebbero ripubblicare così come sono. Altre anche, per fare un po’ di storia e vedere cos’è andato diverso e perché. Da in alto a sinistra etc:

  1. Il mio primo numero che ho è dell’ottobre 1994, ed è il 2.10. Parla di Neurobotics, ci stiamo arrivando ora, e “Everything you wanted to know about Mosaic”. Eh già, aveva giusto un paio d’anni. In basso a destra, meravigliosa: “Assolutamente niente su O.J. Simpson!”. Un trucco editoriale che merita ancora oggi. La faccenda di “Spew” me la devo rileggere.
  2. Maggio ’95, copertina su Brian Eno intervistato da Kevin Kelly. Ho ritrovato un’altra chicca a riguardo magari un giorno riesco a tirarla fuori.
  3. Johnny Mnemonic, giugno ’95. Ne ho parlato qua. Foto qua.
  4. “Being *double* digital”, Negroponte in copertina per il primo decennale del Media Lab. novembre 1995.
  5. Dicembre ’95, New Hollywood: “Toy Story‘s John Lasseter makes the first movie shot entirely on location: in cyberspace”. Altro che giochi e cartoni da bambini.
  6. Una rivista con la copertina bianca (o quasi). Meraviglia. Stupore. Ammirazione. “Channeling McLuhan”, gennaio ’96.
  7. E chi sono questi due di Yahoo? Era il maggio ’96. Dentro si parla di “Ontologie”.
  8. Marzo 1997: “We interrupt this magazine for a special bullettin” (altra roba geniale, alla Warhol). Si parla di tecnologie Push (“Kiss your browser goodbye”). Ci son voluti un po’ di anni prima degli RSS. In compenso noi siamo ancora qui a spiegar gli aggregatori.
  9. Giugno ’97, la preghiera per Apple (l’ho messa solo perché è famosa).

Ci sarebbe da commentare ma, come direbbe Mafalda, “oggi non ne ho voglia”. Ma anche per questo, se hai voglia di raccontarmi al tua collezione, fa solo che piacere. Saluti.

Art and Creativity »

[26 Jul 2008 | No Comment | 2,336 views]

In quel del Trentino e Sud Tirolo è in corso Manifesta 7. Si tratta della biennale europea di arte contemporanea, per la prima volta ospitata in Italia. Si svolge tra Trento, Rovereto, Bolzano, Fortezza e chiude il 2 novembre.

Tra l’altro, usano molto bene lo stream di Flickr.

Architecture and Design »

[21 Jul 2008 | 3 Comments | 6,607 views]

Regine di We Make Money Not Art fa una recensione meravigliosa della mostra su Olivetti in corso a Torino, in occasione delle manifestazioni sul design. "Olivetti, Una bella società" (which I’d propose to translate also as "A beauty-full company") ha aperto… il 16 giugno, e chiude questa domenica, 27 luglio. Praticamente un lampo. Qui qualche foto, ma niente a che vedere con lo splendido lavoro fatto da Regine.

Ora non so voi, ma del fatto che Torino fosse World Design Capital 2008 ho memoria davvero vaga. Sì, devo aver letto qualcosa, tempo fa, ma in effetti non me n’ero mica accorto. Su Concept & Contents c’è qualcosa. Su SocialDesignZine non ho trovato nulla. Sul web di Domus non vado mai, mi dà un po’ fastidio il fatto che le due destinazioni dell’home page, italiano e inglese, abbiano i link sbagliati.

Sono io che sono svampito? E’ un evento per addetti ai lavori? O forse riguarda solo Torino? Stando a "World Capital" mi verrebbe da pensare che siano soldi pubblici, che dovrebbe attrarre più pubblico possibile, che dovrebbe divulgare il più possibile. In basso a sinistra vedo un link verso "E-zine e blog", penso "forse ci sono altre info", e invece si presenta una pagina piena di link non attivi.

Allora facciamo così. Ora lo propongo anche su Codice Internet e tutte le altre reti che frequento. Mettiamolo per legge, perché è roba da Pubblica Amministrazione centrale. Facciamo che ogni iniziativa educational, di promozione del territorio, dell’imprenditoria, dell’arte o whatever, se finanziata da soldi pubblici debba avere un blog per legge. Cioè un canale che non sia solo di diffusione generica delle informazioni come i siti web, ma che offra reale apertura e accesso agli archivi. Che non sia costruito una volta per tutte e messo on-line, ma che sia costantemente aggiornato, aperto, conversazionale e che linki risorse esterne.

C’è un 9% della popolazione italiana che in Internet ci vive. Io sono tra questi, quindi ammetto che sono di parte, ma credo sia l’ora di chiedere di essere rappresentati.

PS Tornando a Olivetti: ho parlato – appassionatamente – della Valentine in questo post.

Emerging Technologies »

[21 Jul 2008 | 5 Comments | 4,375 views]

Arrington ne ha fatta un’altra delle sue: è riuscito ad avere una registrazione di qualcosa che potrebbe essere (parte de) il prossimo Google (video qui sotto). Niente semantica – tra l’altro, Massimo Magrini l’ha detto al World Marketing Forum, che Google vive dalla parte opposta della semantica – ma personalized search. Ha un suo fascino.

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Citizen (and) Journalism »

[19 Jul 2008 | One Comment | 2,890 views]

Ho avuto il piacere di incontrare gli esponenti dell’associazione La Città dei Cittadini, un “laboratorio culturale per la cittadinanza democratica” l’anno scorso, in occasione del primo CitizenCamp (ne avevo parlato qui). Non molto tempo dopo mi hanno coinvolto anche in un bellissimo dibattito sul “giornalismo partecipativo” – un argomento che mi ha sempre appassionato molto (altro report, stavolta qui). E’ finita che mi hanno proposto di far parte di una giuria per la valutazione di una serie di iniziative sul giornalismo civico o, con le loro parole,

Una pubblica raccolta di segnalazioni sulla tematica della cittadinanza democratica al fine di individuare e premiare buone prassi che abbiano contribuito a diffondere il sapere civico e la consapevolezza del bene pubblico

Il premio si chiama, ovviamente, “La Città dei Cittadini”, e io ho contribuito alla sezione sui mezzi di comunicazione:

Elaborati, rubriche, trasmissioni, format rappresentativi di un modo di fare informazione che si fa carico delle sorti della comunità, che ha a cuore la promozione della cultura della cittadinanza, che non punta alla spettacolarizzazione o alla denuncia tout court, ma che vuole contribuire al funzionamento della vita pubblica.

Mi è sembrata una gran bella cosa, e sono molto curioso di vedere chi sarà il vincitore.

Emerging Technologies »

[19 Jul 2008 | One Comment | 2,307 views]

Col mio solito passo lungo arrivo buon ultimo a segnalare che Fon sta per coprire in Wi-Fi il comune di Arezzo. Stefano Vitta, che di Fon è country manager italiano, lo racconta in questo post.

Nel frattempo, e per così dire all’estremo opposto, il GARR, che è l’istituto che gestisce la rete di ricerca italiana, annuncia di aver predisposto le sue infrastrutture a IPv6 (Wikipedia), in anticipo rispetto all’obiettivo del 2010. Lo racconta in questo comunicato: NS_IPv6_140708.

Giusto per tenersi aggiornati.

Social Mobile »

[19 Jul 2008 | No Comment | 18,952 views]

L’altro giorno, presso Naba, si è tenuto l’evento in cui Buongiorno ha presentato Blinko, un social network pensato per l’integrazione tra web e telefoni cellulari. Ospite d’onore della giornata David Weinberger, che ha portato un contributo, ovviamente affascinante: la metafora dell’Ascensore.

Immagina di essere in un mondo in cui gli ascensori sono stati appena inventati: come avresti potuto immaginare cosa la gente ci combina? Andare su e giù è solo la funzione più ovvia. E’ ciò che accade negli spazi sociali: sono impredicibili, e innescano comportamenti imprevedibili. Un esempio è l’uso dei tag in Flickr: il numero massimo di 75 è stato presto raggiunto da un gran numero di utenti.

Altrettanto dicasi dei commenti che sono stati pubblicati su Amazon per un cavo audio da 500 dollari: quella pagina è diventata un luogo di divertimento e scherzo tra utenti che di tutto hanno discusso tranne che del cavo stesso. “Social behavious routes around predictability”, ha detto, ci gira intorno, non c’è niente da fare.

Cosa succederà, quindi, nel passaggio verso le Mobile Social Network? Il suo punto è che il cellulare ha la peculiarità di “annunciare” temporalità e spazialità. Non più quindi “Chi sono”, la principale caratteristica di presence delle SN basate su Web, ma soprattutto “Dove sono” rispetto ai miei amici, e “Cosa sto facendo”. Intrigantissimo. Speriamo di poter vedere le slide.

A proposito di presentazioni: quella che segue è invece la mia, che abbiamo tenuto a “due voci” con Fabio Mattia, studente Naba al secondo anno di Media Design, e che insieme a Lara Gianotti, primo anno di Grafica, e Rossella Scicolone, Fashion, ha svolto il progetto assegnatoci per il Nokia University Program (l’avevo anticipato qui), con la preziosa collaborazione di Luca Galli, qui in veste di docente di Metodologia del Design. Non possiamo fare disclosure del progetto vero e proprio, che è ancora al vaglio (in forma anonima) della giuria. Ma qui diamo un’idea dell’approccio che abbiamo seguito – e colgo l’occasione ancora una volta per fare i complimenti ai ragazzi per l’ottimo lavoro svolto. L’inizio della presentazione racconta per sommi capi di cosa abbiamo parlato nel corso su Web 2.0 e Media partecipativi tenuto in Naba, mentre alla fine propongo alcuni ragionamenti di prospettiva sul tema dell’Internet Mobile.

Buongiorno dovrebbe pubblicare le slide degli interventi a questo indirizzo, dove si trova anche (link in alto a destra) un video con un’intervista a David). Informazioni sui partecipanti qui. Sempre in questa pagina si trova anche il codice per partecipare alla fase beta: 11172.

Social Mobile »

[15 Jul 2008 | 11 Comments | 12,133 views]

Premessa: post molto, molto lungo. Di questo e molto altro si parlerà domattina all’incontro sul Mobile Social Networking, in cui Buongiorno annuncerà ufficialmente Blinko.com.

Ok. Passate le code di 60 ore per acquistare il primo esemplare, e mentre da noi siamo ancora nel pieno delle polemiche per le tariffe, volevo proporre un ragionamento più ampio sull’iPhone 3G. In estrema sintesi, rappresenta un momento di svolta importante per il mercato, un vero e proprio milestone. Cambiando il modello di sviluppo applicativo e, soprattutto, di vendita delle applicazioni, Apple sta dando uno scossone come mai visto prima al settore della telefonia mobile e a Nokia in primis, che ha davanti tempi davvero problematici. Il tutto, ovviamente, in my humble opinion, aspetto che darò per scontato nelle prossime righe. Il disclaimer, semplicissimo, è che io sono un utente Nokia e Windows, ho un MacBook che uso come secondo computer ma non sono per niente un Apple fan. Anzi, ho partecipato al Nokia University Program, per cui non è una posizione proprio comoda, la mia. Ma tant’è: quando la notizia c’è, va data, come si diceva un tempo.

A (closed) window of opportunity

Commentavo proprio ieri da Mobile Opportunity come e perché Apple riesca ogni volta a “cambiare il mondo”. Simply put: “Natura non facit saltus”, ma la tecnologia sì. E Apple, nella attuale gestione Jobs, è sempre stata capace di saltare prima e meglio degli altri. Fuor di metafora, I “terminalisti” storici come Nokia, RIM (Blackberry) e gli altri, sono andati avanti sviluppando il mercato con un modello evolutivo: aggiungendo funzioni. Finché la complessità non è diventata impossibile da gestire, così come il legacy (= i sistemi esistenti). Stesso problema di Microsoft sul desktop: Vista è una “evoluzione lineare” dei sistemi precedenti. Sorry, questo era il modello della tecnologia anni ’90: sviluppa per il futuro ma introduci le novità gradatamente. Non funziona più. La tecnologia è complessa, e così dispositivi e sistemi, e alla fine diventa inusabile. Bisogna reinventare i modelli. La risposta Apple a questo problema è “iTunes”. Ma prima di arrivarci diamo un’occhiata ai problemi di Nokia.

The software is the message

Questa Telecoms.com (l’accesso può richiedere registrazione) risale al marzo di quest’anno. Che Apple avrebbe fornito un modello semplice (e per di più chiuso, ma questo è un altro ragionamento) agli sviluppatori era abbastanza palese. Così come è ovvio che gli sviluppatori sono il motore del software, e che il software è il motore di… tutto. O meglio: è il motore della cultura informatica, che non è quella dei telefonici (sia operatori sia terminalisti). Mentre in questi ultimi 18 anni (mettendo il 1990, data di lancio di Windows 3.0, come momento d’inizio dell’informatica personale) i sistemi pc si sono evoluti secondo livelli di astrazione sempre maggiore, allontanandosi dal ferro, i telefoni hanno invece sempre mantenuto una logica embedded, con funzioni sempre nuove implementate direttamente in hardware. Ed è invece il software, non l’hardware, il cuore e l’innovazione dirompente dell’iPhone (lo dice anche la Reuters).

Dovendo segmentare il mercato per mille (validi) motivi Nokia è arrivata a una situazione così. Da confrontare con l’offerta Apple attuale, in questa pagina. Delle problematiche di sviluppo per Symbian abbiamo parlato con Marco Zamperini già nel 2003. Questo, negli anni scorsi, ha offerto un’opportunità per Microsoft Windows Mobile, ovviamente. E Microsoft, che con gli sviluppatori ci sa fare come pochi altri, è sempre un attore da tenere d’occhio.

Fatto sta che mentre Apple, annunciando l’SDK, creava anche un fondo di investimento per le nuove applicazioni (“To show support for the initiative, Apple unveiled an $100m investment fund from Kleiner Perkins Caufield & Byers that will be available to develop new iPhone apps”, recita la Telecoms.com citata prima), Nokia faceva… Niente. O quasi.

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Blogosphere »

[14 Jul 2008 | 5 Comments | 2,420 views]

Mi sono assentato un attimo e com’è ovvio fatico a recuperare. Sto studiando un po’ di robe sull’iPhone, nel frattempo trovo questo (un clic sull’immagine ti porta al download):

Magazine DEI blogger, sottolineo, che si presenta così: "C’è chi fa, e chi parla di coloro che fanno. Noi (blogger) facciamo".

Brava Tittyna!