Mi scuso per l’assenza, sono stato un po’ preso da affari di famiglia. E proprio per questo, grazie a una serie di coincidenze, mi è capitato di rimetter piede in una soffitta in cui non entravo da anni. Alla ricerca della mia collezione di Wired.
Fa un po’ impressione rivederla ora. Soprattutto perché molte cose si potrebbero ripubblicare così come sono. Altre anche, per fare un po’ di storia e vedere cos’è andato diverso e perché. Da in alto a sinistra etc:
- Il mio primo numero che ho è dell’ottobre 1994, ed è il 2.10. Parla di Neurobotics, ci stiamo arrivando ora, e “Everything you wanted to know about Mosaic”. Eh già, aveva giusto un paio d’anni. In basso a destra, meravigliosa: “Assolutamente niente su O.J. Simpson!”. Un trucco editoriale che merita ancora oggi. La faccenda di “Spew” me la devo rileggere.
- Maggio ’95, copertina su Brian Eno intervistato da Kevin Kelly. Ho ritrovato un’altra chicca a riguardo magari un giorno riesco a tirarla fuori.
- Johnny Mnemonic, giugno ’95. Ne ho parlato qua. Foto qua.
- “Being *double* digital”, Negroponte in copertina per il primo decennale del Media Lab. novembre 1995.
- Dicembre ’95, New Hollywood: “Toy Story‘s John Lasseter makes the first movie shot entirely on location: in cyberspace”. Altro che giochi e cartoni da bambini.
- Una rivista con la copertina bianca (o quasi). Meraviglia. Stupore. Ammirazione. “Channeling McLuhan”, gennaio ’96.
- E chi sono questi due di Yahoo? Era il maggio ’96. Dentro si parla di “Ontologie”.
- Marzo 1997: “We interrupt this magazine for a special bullettin” (altra roba geniale, alla Warhol). Si parla di tecnologie Push (“Kiss your browser goodbye”). Ci son voluti un po’ di anni prima degli RSS. In compenso noi siamo ancora qui a spiegar gli aggregatori.
- Giugno ’97, la preghiera per Apple (l’ho messa solo perché è famosa).
Ci sarebbe da commentare ma, come direbbe Mafalda, “oggi non ne ho voglia”. Ma anche per questo, se hai voglia di raccontarmi al tua collezione, fa solo che piacere. Saluti.