Articles Archive for July 2008
Music »
Be’ anche dalla BBC non ci si può aspettare proprio tutto, perché le funzioni di "share" del loro player non sharano proprio un bel niente. Ed è un peccato, perché il pezzo di musica "elettronica" che trovate nel secondo player di questa pagina è davvero impressionante, se si pensa a quando è stato registrato.
Delia Derbyshire was working in the BBC’s Radiophonic Workshop in 1963… Most unexpected of all, however, is a piece of music that sounds like a contemporary dance track which was recorded, it is believed, in the late sixties…
No surprise che abbia tirato su una marea di commenti nel blog.
Magazines »
Mi scuso per l’assenza, sono stato un po’ preso da affari di famiglia. E proprio per questo, grazie a una serie di coincidenze, mi è capitato di rimetter piede in una soffitta in cui non entravo da anni. Alla ricerca della mia collezione di Wired.

Fa un po’ impressione rivederla ora. Soprattutto perché molte cose si potrebbero ripubblicare così come sono. Altre anche, per fare un po’ di storia e vedere cos’è andato diverso e perché. Da in alto a sinistra etc:
- Il mio primo numero che ho è dell’ottobre 1994, ed è il 2.10. Parla di Neurobotics, ci stiamo arrivando ora, e “Everything you wanted to know about Mosaic”. Eh già, aveva giusto un paio d’anni. In basso a destra, meravigliosa: “Assolutamente niente su O.J. Simpson!”. Un trucco editoriale che merita ancora oggi. La faccenda di “Spew” me la devo rileggere.
- Maggio ’95, copertina su Brian Eno intervistato da Kevin Kelly. Ho ritrovato un’altra chicca a riguardo magari un giorno riesco a tirarla fuori.
- Johnny Mnemonic, giugno ’95. Ne ho parlato qua. Foto qua.
- “Being *double* digital”, Negroponte in copertina per il primo decennale del Media Lab. novembre 1995.
- Dicembre ’95, New Hollywood: “Toy Story‘s John Lasseter makes the first movie shot entirely on location: in cyberspace”. Altro che giochi e cartoni da bambini.
- Una rivista con la copertina bianca (o quasi). Meraviglia. Stupore. Ammirazione. “Channeling McLuhan”, gennaio ’96.
- E chi sono questi due di Yahoo? Era il maggio ’96. Dentro si parla di “Ontologie”.
- Marzo 1997: “We interrupt this magazine for a special bullettin” (altra roba geniale, alla Warhol). Si parla di tecnologie Push (“Kiss your browser goodbye”). Ci son voluti un po’ di anni prima degli RSS. In compenso noi siamo ancora qui a spiegar gli aggregatori.
- Giugno ’97, la preghiera per Apple (l’ho messa solo perché è famosa).
Ci sarebbe da commentare ma, come direbbe Mafalda, “oggi non ne ho voglia”. Ma anche per questo, se hai voglia di raccontarmi al tua collezione, fa solo che piacere. Saluti.
Art and Creativity »
In quel del Trentino e Sud Tirolo è in corso Manifesta 7. Si tratta della biennale europea di arte contemporanea, per la prima volta ospitata in Italia. Si svolge tra Trento, Rovereto, Bolzano, Fortezza e chiude il 2 novembre.
Tra l’altro, usano molto bene lo stream di Flickr.
Architecture and Design »
Regine di We Make Money Not Art fa una recensione meravigliosa della mostra su Olivetti in corso a Torino, in occasione delle manifestazioni sul design. "Olivetti, Una bella società" (which I’d propose to translate also as "A beauty-full company") ha aperto… il 16 giugno, e chiude questa domenica, 27 luglio. Praticamente un lampo. Qui qualche foto, ma niente a che vedere con lo splendido lavoro fatto da Regine.
Ora non so voi, ma del fatto che Torino fosse World Design Capital 2008 ho memoria davvero vaga. Sì, devo aver letto qualcosa, tempo fa, ma in effetti non me n’ero mica accorto. Su Concept & Contents c’è qualcosa. Su SocialDesignZine non ho trovato nulla. Sul web di Domus non vado mai, mi dà un po’ fastidio il fatto che le due destinazioni dell’home page, italiano e inglese, abbiano i link sbagliati.
Sono io che sono svampito? E’ un evento per addetti ai lavori? O forse riguarda solo Torino? Stando a "World Capital" mi verrebbe da pensare che siano soldi pubblici, che dovrebbe attrarre più pubblico possibile, che dovrebbe divulgare il più possibile. In basso a sinistra vedo un link verso "E-zine e blog", penso "forse ci sono altre info", e invece si presenta una pagina piena di link non attivi.
Allora facciamo così. Ora lo propongo anche su Codice Internet e tutte le altre reti che frequento. Mettiamolo per legge, perché è roba da Pubblica Amministrazione centrale. Facciamo che ogni iniziativa educational, di promozione del territorio, dell’imprenditoria, dell’arte o whatever, se finanziata da soldi pubblici debba avere un blog per legge. Cioè un canale che non sia solo di diffusione generica delle informazioni come i siti web, ma che offra reale apertura e accesso agli archivi. Che non sia costruito una volta per tutte e messo on-line, ma che sia costantemente aggiornato, aperto, conversazionale e che linki risorse esterne.
C’è un 9% della popolazione italiana che in Internet ci vive. Io sono tra questi, quindi ammetto che sono di parte, ma credo sia l’ora di chiedere di essere rappresentati.
PS Tornando a Olivetti: ho parlato – appassionatamente – della Valentine in questo post.
Emerging Technologies »
Arrington ne ha fatta un’altra delle sue: è riuscito ad avere una registrazione di qualcosa che potrebbe essere (parte de) il prossimo Google (video qui sotto). Niente semantica – tra l’altro, Massimo Magrini l’ha detto al World Marketing Forum, che Google vive dalla parte opposta della semantica – ma personalized search. Ha un suo fascino.
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Citizen (and) Journalism »
Ho avuto il piacere di incontrare gli esponenti dell’associazione La Città dei Cittadini, un “laboratorio culturale per la cittadinanza democratica” l’anno scorso, in occasione del primo CitizenCamp (ne avevo parlato qui). Non molto tempo dopo mi hanno coinvolto anche in un bellissimo dibattito sul “giornalismo partecipativo” – un argomento che mi ha sempre appassionato molto (altro report, stavolta qui). E’ finita che mi hanno proposto di far parte di una giuria per la valutazione di una serie di iniziative sul giornalismo civico o, con le loro parole,
Il premio si chiama, ovviamente, “La Città dei Cittadini”, e io ho contribuito alla sezione sui mezzi di comunicazione:
Mi è sembrata una gran bella cosa, e sono molto curioso di vedere chi sarà il vincitore.

Emerging Technologies »
Col mio solito passo lungo arrivo buon ultimo a segnalare che Fon sta per coprire in Wi-Fi il comune di Arezzo. Stefano Vitta, che di Fon è country manager italiano, lo racconta in questo post.
Nel frattempo, e per così dire all’estremo opposto, il GARR, che è l’istituto che gestisce la rete di ricerca italiana, annuncia di aver predisposto le sue infrastrutture a IPv6 (Wikipedia), in anticipo rispetto all’obiettivo del 2010. Lo racconta in questo comunicato: NS_IPv6_140708.
Giusto per tenersi aggiornati.
Social Mobile »
L’altro giorno, presso Naba, si è tenuto l’evento in cui Buongiorno ha presentato Blinko, un social network pensato per l’integrazione tra web e telefoni cellulari. Ospite d’onore della giornata David Weinberger, che ha portato un contributo, ovviamente affascinante: la metafora dell’Ascensore.
Immagina di essere in un mondo in cui gli ascensori sono stati appena inventati: come avresti potuto immaginare cosa la gente ci combina? Andare su e giù è solo la funzione più ovvia. E’ ciò che accade negli spazi sociali: sono impredicibili, e innescano comportamenti imprevedibili. Un esempio è l’uso dei tag in Flickr: il numero massimo di 75 è stato presto raggiunto da un gran numero di utenti.
Altrettanto dicasi dei commenti che sono stati pubblicati su Amazon per un cavo audio da 500 dollari: quella pagina è diventata un luogo di divertimento e scherzo tra utenti che di tutto hanno discusso tranne che del cavo stesso. “Social behavious routes around predictability”, ha detto, ci gira intorno, non c’è niente da fare.
Cosa succederà, quindi, nel passaggio verso le Mobile Social Network? Il suo punto è che il cellulare ha la peculiarità di “annunciare” temporalità e spazialità. Non più quindi “Chi sono”, la principale caratteristica di presence delle SN basate su Web, ma soprattutto “Dove sono” rispetto ai miei amici, e “Cosa sto facendo”. Intrigantissimo. Speriamo di poter vedere le slide.
A proposito di presentazioni: quella che segue è invece la mia, che abbiamo tenuto a “due voci” con Fabio Mattia, studente Naba al secondo anno di Media Design, e che insieme a Lara Gianotti, primo anno di Grafica, e Rossella Scicolone, Fashion, ha svolto il progetto assegnatoci per il Nokia University Program (l’avevo anticipato qui), con la preziosa collaborazione di Luca Galli, qui in veste di docente di Metodologia del Design. Non possiamo fare disclosure del progetto vero e proprio, che è ancora al vaglio (in forma anonima) della giuria. Ma qui diamo un’idea dell’approccio che abbiamo seguito – e colgo l’occasione ancora una volta per fare i complimenti ai ragazzi per l’ottimo lavoro svolto. L’inizio della presentazione racconta per sommi capi di cosa abbiamo parlato nel corso su Web 2.0 e Media partecipativi tenuto in Naba, mentre alla fine propongo alcuni ragionamenti di prospettiva sul tema dell’Internet Mobile.
Buongiorno dovrebbe pubblicare le slide degli interventi a questo indirizzo, dove si trova anche (link in alto a destra) un video con un’intervista a David). Informazioni sui partecipanti qui. Sempre in questa pagina si trova anche il codice per partecipare alla fase beta: 11172.
Social Mobile »
Premessa: post molto, molto lungo. Di questo e molto altro si parlerà domattina all’incontro sul Mobile Social Networking, in cui Buongiorno annuncerà ufficialmente Blinko.com.
Ok. Passate le code di 60 ore per acquistare il primo esemplare, e mentre da noi siamo ancora nel pieno delle polemiche per le tariffe, volevo proporre un ragionamento più ampio sull’iPhone 3G. In estrema sintesi, rappresenta un momento di svolta importante per il mercato, un vero e proprio milestone. Cambiando il modello di sviluppo applicativo e, soprattutto, di vendita delle applicazioni, Apple sta dando uno scossone come mai visto prima al settore della telefonia mobile e a Nokia in primis, che ha davanti tempi davvero problematici. Il tutto, ovviamente, in my humble opinion, aspetto che darò per scontato nelle prossime righe. Il disclaimer, semplicissimo, è che io sono un utente Nokia e Windows, ho un MacBook che uso come secondo computer ma non sono per niente un Apple fan. Anzi, ho partecipato al Nokia University Program, per cui non è una posizione proprio comoda, la mia. Ma tant’è: quando la notizia c’è, va data, come si diceva un tempo.
A (closed) window of opportunity
The software is the message
Dovendo segmentare il mercato per mille (validi) motivi Nokia è arrivata a una situazione così. Da confrontare con l’offerta Apple attuale, in questa pagina. Delle problematiche di sviluppo per Symbian abbiamo parlato con Marco Zamperini già nel 2003. Questo, negli anni scorsi, ha offerto un’opportunità per Microsoft Windows Mobile, ovviamente. E Microsoft, che con gli sviluppatori ci sa fare come pochi altri, è sempre un attore da tenere d’occhio.
Fatto sta che mentre Apple, annunciando l’SDK, creava anche un fondo di investimento per le nuove applicazioni (“To show support for the initiative, Apple unveiled an $100m investment fund from Kleiner Perkins Caufield & Byers that will be available to develop new iPhone apps”, recita la Telecoms.com citata prima), Nokia faceva… Niente. O quasi.
Blogosphere »
Mi sono assentato un attimo e com’è ovvio fatico a recuperare. Sto studiando un po’ di robe sull’iPhone, nel frattempo trovo questo (un clic sull’immagine ti porta al download):
Brava Tittyna!

