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Articles Archive for March 2008

Social Mobile »

[31 Mar 2008 | No Comment | 1,003 views]

Solo il tempo per segnalare che Mobango, di cui ho parlato tempo fa qua, al Web2Oltre e su Apogeonline, incassa un nuovo finanziamento, per un totale di 5,7 mln euro. A guidare il giro Innogest. A seguito dell’operazione Gianluca Dettori, tra le altre cose fondatore di Dpixel, entra nel consiglio di amministrazione. Complimenti a lui e soprattutto a Fabio Pezzotti, il fondatore! :)

Nel frattempo AdMob, secondo il report di TechCrunch, oltrepassa il milestone dell’impression numero 20 miliardi. Si tratta di pubblicità per cellulari con un approccio stile AdSense di Google, e la coincidenza salta agli occhi, visto che proprio il mobile advertising è considerato uno dei mercati che permetteranno l’espasione del mobile Internet – e ofc di iniziative come Mobango. Fabio ne aveva appunto parlato nell’intervista ad Apogeonline citata sopra.

AGG: E mi accorgo solo ora che Nokia, nello scorso febbraio, ha presentato la propria concessionaria di pubblicità mobile: Nokia Media Network. Nasce dallo sviluppo di un’azienda acquisita nell’ottobre scorso: Enpocket.

Music »

[30 Mar 2008 | 3 Comments | 1,400 views]

Trovo su SlideShare e ripubblico qua: uno studio mooolto approfondito sulla "music recommendation". Ma è illuminante anche sulle metodologie di analisi dei dati delle community. Questo Oscar Celma è un ricercatore spagnolo che sta seguendo da un po’ il tema delle metodologie FOAF applicate alla musica. Qui il sito delle sue ricerche, qui il FOAF Project, che è uno dei pilastri del Semantic Web, qui uno starter sul tema.

Humor and Comics »

[30 Mar 2008 | One Comment | 4,736 views]
Oh be’, ragazzi, è domenica… e non posso non pubblicarla :)

Music »

[29 Mar 2008 | No Comment | 812 views]

Avete presente Dissonanze? Ne abbiamo parlato l’anno scorso. Be’ a maggio c’è l’ottava edizione.

Digital Cultures »

[28 Mar 2008 | No Comment | 1,044 views]

More Than ZeroAncora al Palazzo dei "Giureconsulting", Milano, stavolta per il panel sulle Creative Industry: l’iniziativa qui è tentarne una mappatura. Ha appena introdotto il tema Laura Tettamanzi, presidente di More Than Zero.

L’idea qui sembra essere fare una mappa vera e propria: con Mindomo, stanno spiegando ora come si pensa di fare. Altra proposta è di una condivisione ampia di tag su Delicious.

Sta parlando Alessio Bertallot, mitico DJ. ben noto. Affermazione mica male: "All’interno delle industrie ci sono delle individualità che se hanno adeguato spazio per operare possono esercitare creatività quindi creare ciò che può poi essere industrializzato". Bella hint anche da parte di Attilio Piazza, formatore: "Bisogna lasciarsi copiare volentieri".

Insomma, non è facile spiegare cosa sta succedendo qua: si succedono diversi interventi rapidissimi, in cui ognuno racconta ciò che ritiene importante per le creative industries, per poi indicare alcune parole chiave. Ho trovato interessante l’intervento di un ragazzo (credo) israeliano, che ha detto che due criteri fondamentali sono "open" e "accidental". E se "open" non ci stupisce mi piace "accidental", per dire come le industrie creative devono per forza privilegiare le situazioni in cui percorsi, idee, approcci, gli stessi obiettivi non siano predeterminati.

(Così come il resto della sessione, che nn sono riuscito a seguire, sorry… :)

Startup Italy »

[28 Mar 2008 | No Comment | 760 views]

More Than ZeroDi nuovo al More Than Zero, ancora non fatto a tempo a trascrivere gli appunti dello speech di Joi Ito ieri sera (sooo inspiring), ora alla presentazione di Martijn Hamann (foto), partner di Joop van der Ende, che dopo essere uscito da Endemol (esatto, è quell’Ende lì, l’altro essendo John de Mol) ha creato un fondo per investire in società creative. Sta entrando in tema proprio ora…

14:47 … e senza girarci intorno: “The global media leader today is Murdoch”, afferma, anche perché “MySpace is THE global entertainment network”. Avrebbe chiarito il suo pensiero – se necessario – durante la sessione di Q&A. Gli ho chiesto infatti perché in Europa le big media company non hanno ancora fatto acquisizioni, e ha risposto che “The big media companies are sleeping giants”, ma anche che l’esempio che sta dando BBC, e il successo del suo iPlayer, costringe inevitabilmente anche gli altri a muoversi.

Sulle social network è stato lapidario: “Social networks are the next entertainment center, and a pain for the traditional player”. E parlando di una importante media company italiana ha detto che “dovrebbe acquistare un social network ORA”, perché sono questi ambienti digitali a rappresentare “the new distribution model of content”. E anche fare pubblicità su quei mezzi “is a necessity”. Insomma: “Social networks are not geeky products”.

Eh già :)

YouTube, Cinema, TV »

[27 Mar 2008 | No Comment | 1,749 views]

More Than ZeroPerso eventi della mattina, ma qui appena finita la presentazione di John Denton  (foto) della BBC. Ora q&a, back on-line soon.

17:30 Denton ha presentato la strategia di BBC – stavo per dire la strategia "on-line", ma non c’è più una differenza precisa. Lui è managing editor di BBCi, quindi si occupa dell’on-line, ma la strategia di BBC abbraccia tv, computer e mobile. La presentazione si intitola tipo "Fare in modo che la BBC resti rilevante", e credo in questo ci sia già una chiave.

17:40 Ha quindi raccontato, in primis, il ruolo di iPlayer, il software che BBC ha sviluppato apposta per consentire streaming o download di contenuti video agli utenti. Quindi ha raccontato di come abbiano sviluppato anche un player basato su Flash, in grado quindi di competere con altre soluzioni alternative. E ha presentato anche – alleluia, alleluia – gli archivi, liberi on-line.

17:50 Insomma, ha raccontato come e quanto BBC stia sviluppando soluzioni in grado di confrontarsi con i diversi ambienti digitali. Io gli ho chiesto come usano presidiare altre piattaforme, e mi ha dato la risposta più logica e semplice possibile: essendo servizio pubblico, non possono pubblicare "contenuti", in senso esteso, senza accordi di syndacation. Però usano creare canali BBC nelle diverse network (ha citato Bebo e YouTube) e pubblicare lì dei teaser, che richiamino l’audience su iPlayer. Resta da citare il bellissimo video sui metadata, chiaramente ispirato a The Machine is us/ing us di Wesch, fatto benissimo e in grado di trasmettere la leadership che BBC ha anche in campo tecnologico. Appena trovo pubblico.

Events and Reports »

[27 Mar 2008 | No Comment | 726 views]

Affilate i pattini, caricate le batterie, pulite gli obiettivi. Ci si becca al festival More Than Zero. Accidenti, i miei complimenti a Laura Tettamanzi per quel che è riuscita a combinare. Qui il programma.

Sovrapposizione tragica con FuoriTarget, di Esterni. Mica si può perdere una roba così. Quoto:

Non è un festival con premiati e giurati.

Blogosphere »

[26 Mar 2008 | 2 Comments | 936 views]

Saluto dopo una piccola pausa (seppur nel limite delle feste comandate), che, come credo a tutti, mi sta costando e costerà una fortuna per recuperare. Torno e trovo BlogBabel offesissimo e decisamente chiuso.

Oh be’. Ludo era giroballico da un bel po’. Ma che l’abbia fatto proprio per due burloni del calibro di Napolux e PaulTheWineGuy mi sconcerta non poco.

(Giusto per capirsi: io ho più di una volta criticato la classifica, come in questo post. Ma ho sempre ritenuto BlogBabel una buona utility per il proprio blog – l’ho detto tempo fa in lista. E il fatto che oggi non possiamo tracciare le conversazioni su questo argomento dimostra che poteva forse essere anche un buon strumento pubblico.

Nello stesso tempo, ce ne faremo una ragione. A volte decisamente si esagera con la vita 2.0).

Events and Reports »

[21 Mar 2008 | 4 Comments | 1,028 views]

L’altro giorno – martedì 18 per l’esattezza – ho avuto il piacere di essere ospite di Diego Biasi, presidente di Business Press, nel corso “Comunicazione orizzontale: Relazioni Pubbliche 2.0 e Social Media” che abbiamo tenuto presso Assorel, l’Associazione agenzie di relazioni pubbliche. Persone esperte di comunicazione, quindi. Interesse sull’argomento? Previste otto persone, presenti quasi trenta. Con Diego sapevamo sarebbe stato così, ci era già successo con un primo seminario sul Web 2.0 tenuto tempo fa.

Per fortuna abbiamo bissato anche i buoni risultati – o almeno così sembra di poter dire, stando al livello della discussione che si è avuta in sala: stimolante, approfondita, mai banale. Divertente, soprattutto, ma a me è sembra anche molto costruttiva. Spero :)

Con Diego ci si conosce da tempo. E’ stato tra i primi a lavorare con Internet. Tra i primi a smettere di farlo, quand’è stato il momento. E di nuovo tra i primi a ricominciare, recentemente. Ci ha pensato quanto necessario, e ridendo e scherzando ha messo su questa che credo sia la prima “Press Room 2.0″: l’ha chiamata SmartRoom.

Ha preso il comunicato stampa, l’ha smontato (“down to bits”), ha rifatto i pezzi e li ha rimontati rendendoli partecipi dell’ambiente in cui oggi le informazioni vivono. Per cui tutto è indicizzato sui motori di ricerca, disponibile dove serve (Delicious, Flickr, YouTube) e 24×7, self-service ma nello stesso tempo più diretto e disintermediato, con le persone contattabili direttamente via Skype. Primo cliente (dopo la stessa Business Press) è Buongiorno.

Qui di seguito le slide del mio intervento. In parte riprendono temi già affrontati. In parte riassumono esperienze fatte in altri corsi. Non sono autosufficienti, of course. Il docente fa la differenza ;) ma spero comunque possano essere di ispirazione.

Ho scoperto che mi piace molto insegnare. E’ l’ennesima forma del “raccontare storie”, che – inizio a capire – è lo spirito del mio mestiere (se qualcuno ne conosce il nome sarò debitore, grazie :). E mi colpisce scoprire che spesso il mio storytelling risulta efficace. Ma a parte il fatto che mi lusinga, mi sono chiesto perché. E mi sono detto che forse dipende dal fatto che io non sono persona di marketing (non ti spiego come vendere alcunchè), non sono un consulente (non ho la minima intenzione di essere rassicurante) e non sono neanche un tecnico (parlo la tecnologia ma come se fosse una lingua esotica, niente più).

Mi sento piuttosto un geografo, un etnologo. Un tracciatore di piste. O forse, semplicemente, un reporter. Un digital reporter.