Archives For December 2007

Uau. Dopo una prima puntata, Nea Polis torna a parlare di blog e start-up in occasione del LeWeb3 07 (i miei report qui e qui, oltre che sul Sole24Ore.com: uno e due). Questa volta compare anche il sottoscritto, subito dopo Olivier Creiche, responsabile di Six Apart Europe. più o meno a metà del video.

A questo indirizzo.

Ci sono tradizioni alle quali non ci si può sottrarre, anche se le si è appena scoperte grazie a un amico e a un aperitivo, purtroppo, mancato. Buona lettura:
qua.

Togliere aggiunge

dottavi —  23 December 2007 — 4 Comments

(Ultime riflessioni deliranti da fine anno, sai quelle che ti saltano in testa all’improvviso mentre controlli se hai fatto tutti i regali giusti, o stai cucinando il risotto. Da taggare “Davanti al camino”, direi)

Trovo da Matteo l’affascinante screenshot presa con Writeroom, un wordprocessor per Mac che installerò immantinente. Mi ricorda due citazioni fatte da Evan Williams mentre decantava (video) il suo “Blogger – Now with Less!”, cioè Twitter, al LeWeb3. Io l’ho scritta sul mio quadernino, Luca invece nel suo Flow. La completo qui:

Human interface cognitive load is proportional to the number of clicks / keystrokes / gestures

The usability of an interface is inversely geometrically proportional to its cognitive load
(
Tantek Çelik)

Togliere, appare chiaro, oggi aggiunge valore. In primis perché finora l’industria ha prodotto software “per le masse” mentre noi esseri umani, si sa, siamo diversi gli uni dagli altri. E quindi dovremmo forse pensare a un “narrowcasting” non solo delle informazioni ma anche delle applicazioni. Che espongano moduli tra cui scegliere, non funzioni. E poi perché, se non ricordo male Shannon e la Teoria dell’Informazione, in un canale dato al crescere del rumore diminuisce il segnale. E noi, credo, abbiamo una capacità di ricezione (canale) finita. Quindi bisogna scegliere accuratamente il segnale da evidenziare e il rumore da togliere.

Sta’ roba mi si collega a un ragionamento che sto cercando di dipanare da un po’. E’ iniziato tempo fa con il paper che ripubblico in fondo (e che avevo citato qui), dove mi interrogavo su un primo elemento che definirei “Forma“. Ora sto pensando a un secondo problema che etichetterei come “Dimensioni” e che pongo come domanda: perché nel web design ci si spippola sempre sulla risoluzione orizzontale e non si parla mai della risoluzione verticale? Mi chiedo cosa ne penserebbero esperti del calibro di Leandro o Davide. La prossima puntata di sto’ delirio si chiamerà “Spazio“.

PS Sul tema “Togliere” rilancio anche il video segnalato da Marco sul progetto di Media Center basato su Linux. Più o meno a un terzo c’è una bella chart sul numero minimo di interazioni richieste dal telecomando pensato per il sistema, sensibile ai gesti come quello Wii. E anche l’idea di uno scherzo tipo “Riprogettiamo il telecomando” mi frullava in testa da un po’, sarebbe da fare :)

PS2 Il doc:
questo

Sempre restando in tema pausa e intrattenimenti natalizi, grazie Gaspar per la segnalazione di questa opera meravigliosa. Gran storytelling e videomaking per un capolavoro musicale. Fantastico il primo…

…e straordinario il secondo.

Gru di Natale C’è chi il Natale lo festeggia un po’ a modo suo. L’architetto che sta trasformando il quartiere in cui abito, per esempio, ha pensato bene di far addobbare a un giovane artista la… gru che risiede nel nostro cortile. Ben visibile anche di notte quando si accendono i “lumini”, la foto non le rende giustizia (ma non è banale fotografare degli addobbi natalizi gonfiabili, appesi a – boh, venti metri d’altezza, nonostante siano enormi :)

Divertente. Per parte mia ho finalmente la possibilità e il piacere di fare una cosa che aspettavo da tempo: mettere il PDF del mio librino in libero download. E’ uscito nell’ottobre dell’anno scorso e alcune cose sono ovviamente cambiate. Di molte altre, invece, si è parlato solo in tempi recenti, per cui credo possa avere ancora qualche motivo d’interesse. Soprattutto per chi sta facendo tesi sull’argomento – ultimo a richiederlo, in ordine cronologico, Pietro Danesini dell’Università di Pavia: piacere! Se ci sono altri casi non mancate di contattarmi, cercherò di aggiornare questo post sull’argomento.

Insomma bando alle ciance: scaricalo a questo indirizzo.

Ne ho messo altre info in questa pagina.

    PS Infine, in clima natalizio, non si può non citare il post futurista di quella “matta” di Catepol :)

    PPS E per merito del sempre ottimo Kurai, che ringrazio, scopro tramite la sua rubrica su Apogeonline una storia meravigliosa di Mitì, Placida Signora, che racconta del pandolce genovese (non il panettone, non si chiama panettone). Ah! Pandolce… arrivo! :)

    Mi è capitato raramente di riuscire a vedere Nea Polis, la trasmissione sulle nuove tecnologie fatta dagli studi RAI di Napoli, ma l’ho trovata sempre interessante. Non è quindi un caso, forse, che siano stati proprio loro a venire a Parigi per LeWeb3. Ecco il servizio di Annateresa Damiano.

    (Grazie Alessio!)

    Lo trovo or ora da Suzukimaruti, lo provo al volo e adotto immediatamente, sostituendolo al "vecchio" Bloglines che ho usato finora: è Bloglines Beta. Mi piace in particolare la possibilità di fare una piccola "start page" con le box dei feed preferiti. Apprezzata la possibilità di spostare i feed tra cartelle direttamente con il drag & drop, senza passare dalla modalità "edit". E anche un minimo di grafica migliorata non dispiace, il vecchio Bloglines era veramente fatto con lo scalpello.

    PS Resto comunque dell’idea che questi strumenti siano grezzi e primitivi, oltre che ormai vecchi come il cucù. Non è possibile fare navigazioni approfondite, non si possono incrociare i criteri, non usano neanche le tag. Sognerei un tool che mi componesse la cloud delle tag estratte dai miei feed preferiti, per esempio, in modo da capire subito gli argomenti di conversazione. E mi piacerebbe poterci "volare" dentro secondo criteri di i-pertinenza, pertinenza ipertestuale. Si riferisce alle relazioni tra concetti: un esempio pratico può essere le associazioni tra tag.

    Questo criterio l’ho scoperto recentemente grazie a Germano Paini di ThinkTag, l’avevo raccontato qua, ed è elaborato (anche) da De Kerckove. Ne accenna Leandro in occasione della conferenza Topix, e stamattina è citato anche da Antonio nella sua sempre magnifica Quinta di Copertina, anche se in senso leggermente diverso. Da approfondire.

    PPS Insomma: se per caso sei un esperto di aggregatori, feed reader and the whole e avessi un suggerimento da darmi per un tool che sia appena oltre l’età della pietra te ne sarei veramente grato. Se invece di queste cose non sai nulla consiglio questo ottimo video che in tre minuti spiega tutto.

    AGG Nel frattempo trovo segnalazione di Twine in questo post di Bernardo. Sembra interessante…

    Trovo dal sempre attento Bernardo Parrella e rilancio qua: siamo nei giorni del quinto compleanno delle Creative Commons.

    Le ultime novità le racconta direttamente Lawrence Lessig.

    Il vulcanico Marlenek, autore di dBlog, la piattaforma su cui “gira” anche Infoservi, continua a macinare codice e… installazioni. Daniele ha appena pubblicato questa lista di utenti “corporate” del sistema, tra cui compaiono il nuovo Abarth, quello della De Cecco e, ah, la libreria Hoepli. Aggiungo il già noto Digital PR, ma ce ne sono molti altri.

    Compare anche l’intero network dei blog di La7. Daniele però dichiara che “non rispettano la licenza”. A ben guardare, in effetti, il sistema assomiglia molto a dBlog, ma quest’ultimo non è citato da nessuna parte.

    Ennesimo caso di “appropriazione indebita” da parte di un “grande” degli sforzi di un “piccolo”? Uhm, domanda aperta. Certo è che dBlog, oggi, mi risulta essere l’unica piattaforma di blog italiana in grado di girare in Asp (server Windows), stessa tecnologia usata da La7. E’ in open source, quindi liberi tutti di modificarlo, ma rispettando gli accordi di licenza. E infine sta raggiungendo i 130.000 download, direi un risultato di tutto rispetto e per nulla banale: un grande lavoro fatto nel poco tempo libero da Daniele, che ritengo meriti un riconoscimento.

    (Disclaimer: sicuramente almeno il mio. Con Marlenek c’è un rapporto – spero reciproco ;) – di stima e amicizia, e non sono state poche le volte in cui è intervenuto e mi ha aiutato con il blog. L’ultima, recente, per la quale colgo l’occasione di ringraziarlo, riguarda l’aggiornamento del motore di generazione dei post, mica poco. Grazie ancora, Dan!)

    Se qualcuno avesse informazioni o suggerimenti, sarebbero molto graditi.

    Pisa batte Google e Babbo Natale

    dottavi —  17 December 2007 — 1 Comment

    Storia incredibile quella raccontata da Vittorio Zambardino su Federico Calzolari, ricercatore alla Scuola Normale di Pisa. Nello Zeitgeist di novembre risulta più cercato di "Natale". Non è così, ovviamente: è che ha elaborato un programma con cui ha evidenziato una falla di Google.

    La storia è tutta da leggere: prima, seconda e terza puntata. Io ne ho parlato su First Generation Network, dove Marco esprime le sue perplessità. Qui il sito personale di Federico.

    AGG Nel frattempo è uscito lo Zeitgeist "de noartri" sul blog di Google Italia.

    …di quel geniaccio di Hikari, noto anche come Luca Sartoni. Gran bel reportage :D

    LeWeb07 – Seconda giornata

    dottavi —  13 December 2007 — 1 Comment

    Anina Ieri ho avuto da fare – anche per scrivere questo e questo, che sarebbe un’intervista a Dan Rose (foto), vp business development di Facebook – e ho perso molti interventi. Sono riemerso a fine giornata in tempo per sentire Joi Ito (blog) fare un appassionato intervento su World of Warcraft e i MMPORG – Massively MultiPlayer Online Role Games, ne parla anche Kurai. Avevo letto di Ito e lo conoscevo per temi di progettazione in senso esteso, ma non capivo bene il perché della sua insistenza su WoW. Poi la frase illuminante:

    These environments are metaphors. We look at new behaviours, like the ones from kids, and then try to apply them to humans“.

    Bam, fulminato. Magari succedesse anche da noi. E il bello è che lui l’ha presentato come se fosse la cosa più semplice del mondo: “Non possiamo mica applicare ai giovani i modelli degli adulti, no?”. That’s it. Ciò che lui studia, quindi è la “Amateur revolution“, il mondo che sta spuntando dalla Coda Lunga.

    Stamattina ho avuto la fortuna di fare incontri interessanti. Il primo è stato con Anina, ragazza fantastica e geniale (mie foto qui, altre qui), tale da meritare un post a parte. Ne aveva parlato alter qui.

    Me and Loic Le Meur Poi Loïc Le Meur, organizzatore della conferenza, che si è detto soddisfatto di come è andata. “I think it has an impact”, ha affermato. “There are lots of companies from many countries, speaking different languages”, un tema a lui caro anche perché non manca mai di ricordare i business nati qui, nelle passate edizioni. Gli ho chiesto se secondo lui c’è il pericolo di una “bolla 2.0″ e ha affermato con convinzione “No”. Le 33 start-up della competition sembrano dargli ragione, ma, anche se non smetto di ricordare che tecnicamente di bolla non si può parlare, io mi permetto di dissentire. Ora le iniziative tendono a verticalizzarsi sempre più, e anche se in questo modo possono guadagnare in efficacia, rischiano di sovrapporsi sul mercato e non raggiungere così economie di scala. Mi domando quindi quante start-up di oggi ritroveremo come aziende consolidate domani.

    Sempre illuminante David Weinberger, anche per la disponibilità e l’ironia. Su stabilità e validità del momento che stiamo vivendo si è limitato a ricordare come i cambiamenti avvengano prima lentamente e poi rapidi, con il punto di domanda sul quando si verifichi il cambio di ritmo. In ogni caso, ha continuato “There’s a lot of people moving in the same direction”. E una certezza: che “The tail is just a fact, it’s a market, it’s inevitable”. Ci stavamo riferendo ovviamente alla teoria della Long Tail di Anderson. Affermazione che potrà far inarcare le sopracciglia agli scettici, ma che invece è sempre più ovvia, è che oggigiorno Business models comes second. Increduli? Ahah. Invece funzionerà.

    Doc Searls E’ stato Doc Searls, tra le altre cose co-autore di Cluetrain Manifesto con Weinberger, a darmi la chiave per capire (anche) questo. “The value chain”, ha affermato, “will be replaced by the value constellation. Fantastico, anche perché, scusate se me lo dico da solo, mi capita spesso di fare lo stesso ragionamento, con clienti, partner, amici etc. Oggi non si può ragionare facendo riferimento a un “segmento lineare” di realtà, lungo il quale compiere delle azioni e aspettandosi delle immediate reazioni. Metti il pacco sullo scaffale, fai pubblicità, vendi i pacchi, e ricominci. Non funziona più così. Oggi bisogna ragionare in maniera sistemica, in cui ogni elemento partecipa a un ciclo o, appunto, fa parte di una costellazione. Ecco quindi perché, ha continuato Searls, nasce il Because effect: “Capiterà più spesso di fare soldi “a causa di” qualche azione che compiamo, piuttosto che “con” ciò che facciamo”. E il concetto è simile a quello che ho definito il “marketing ortogonale” dei blog.

    Be’, mi fa piacere aver capito qualcosa ed essere riuscito anche a fare qualche addizione per conto mio. Searls, che invece è migliaia d’anni avanti, ha esteso il concetto. Premesso che il suo ragionamento verteva su una sua predizione, e cioè che “La pubblicità come la conosciamo ora è destinata a sparire”, modello Google AdSense compreso, ha affermato che Dovremo far incontrare “The living web” con la value constellation, e trovare quindi forme completamente nuove. Anche perché il centro dell’attenzione non sono più il prodotto, il brand, l’azienda, bensì “The individual is the real platform”.

    Ora si capisce perché i business model, i conti a brevissimo termine, non sono sempre importanti? Perché qua si tratta di ridefinire le logiche. Si tratta di uscire definitivamente dal ‘900. Un compito arduo ma inevitabile.

    Ho aggiornato le foto, che si trovano a questo tag.