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18:00 Il live-blogging del meeting si trova su 1GN.

UPD Serata curiosa e interessante, ieri. Tra start-upper più o meno giovani e imprenditori esperti e venture, a parlare di idee e iniziative. E tra una chiacchiera e l’altra mi è anche capitato di presentare un investitore (italiano ma basato a Londra, partner di un grande fondo inglese) a due start-up italiane. In un momento open, di libero scambio delle idee.

Credo sia questa la chiave di volta. Non voglio fare business con te, non voglio misurarmi. Mi interessa sapere chi sei, cosa fai, che interessi hai. Se sei straight, diritto, o no. Se sei aperto e disponibile a partecipare come me. Il resto viene dopo.

Per questo ho trovato interessante l’incontro di ieri. Intorno al tavolo figure diverse, per di più di grande spessore, a parlare in modo informale di come si fa azienda e imprenditoria. Non di technicalities né di politica, ma di metodi, idee e prospettive. Senza messaggi laterali pronunciati davanti all’audience ma in realtà rivolti a terzi. Dall’altra parte persone con gli stessi interessi, e tutti in grado di parlare informalmente, a pari merito, di argomenti comuni. A prescindere dalle scritte sul badge.

Questa imprenditoria, oggi, sta creando una nuova piazza. Un luogo aperto dove ci si incontra e si discute. Dove le idee possono anche nascere, e con loro le opportunità.

Considerazione didascalica

dottavi —  28 November 2007 — 1 Comment

(Premessa: questo post è un piccolo delirio intimista rimasto in bozza per un po’. Ringrazio Enrico Marchetto per la definizione "insopportabilmente didascalico" che mi ha affibbiato l’altro giorno in Gtalk. Porcapaletta è tutta la vita e inizio a dubitare mi passerà mai :DDD )

Attualmente si può dire che, per la precisione, siamo al Web 2.2. L’inizio pratico di ciò che chiamiamo Web 2.0, infatti, può esser fatto risalire a Google e ai blog, diciamo intorno al 2000 circa. Quindi, tra il 2004 e il 2005, abbiamo visto la nascita delle iniziative che ne hanno sancito i principi – Flickr, Del.icio.us, YouTube etc. Diciamo il 2.1. Oggi siamo in un gran casino in cui le grandi social network mi sembrano stabilizzarsi e cercare nuovi modelli, mentre un mega-trend emergente, che numererei appunto 2.2, sembra essere quello del "web a componenti": widget e micro-applicazioni alla Slide.com, su piattaforme tipo Facebook. A me viene da pensare che questa cosa è molto potente, specie in relazione all’idea di pagine personali, o start-page. Non sarebbe male se gli operatori di servizi web, penso soprattutto a prenotazioni ed e-commerce, fornissero dei componenti. Così potrei comporre la mia pagina non solo con feed informativi, ma anche applicativi. Non dovrei cambiare pagina per cercare un treno, un aereo, un biglietto per un concerto.

Poi sarebbe bello che quelle componenti funzionali registrassero le mie preferenze, e mi proponessero dei "see also" stile recommendation system di Amazon. Così non dovrei dire ogni volta, allo stupido sito delle Ferrovie, che voglio andare a Siena più o meno in quegli orari, dovrebbe saperlo lui. Dovrebbe darmi dei "preferiti" e dei "related". Così verrebbe fuori una pagina appena appena intelligente. Chiamiamola 2.5, giusto per giocare coi numeri.

Un po’ più in là non mi dispiacerebbe se non dovessi neanche embeddare dei componenti, ma potessi semplicemente fare delle richieste intelligenti. Un mio agente software, una specie di personal spider, potrebbe andare in giro a cercare pagine e funzioni in grado di soddisfare dei miei criteri. E diciamo che forse saremmo a una distanza di pochi decimali dal Web 3.0…

Si parte da stasera, a Monza, per la tavola rotonda "Italy – Silicon Valley Experience" organizzata dall’Ambasciata USA in Italia, di cui ho già raccontato qua. Il live-blogging dell’evento quest volta lo farò sul sito di First Generation. Si parte alle 18:00 (prompt!). Altrettanto conta di fare David Orban sul suo blog a cui, se tutto funziona, spera di aggiungere anche il video streaming.

In rappresentanza di 1GN parteciperà alla tavola Luigi Orsi Carbone per presentare la prima uscita pubblica del Network: il supporto e la sponsorship di Mind The Bridge. L’avevo accennato qua e ora è uscito anche il pezzo su Ilsole24ore.com.

Qualche contrattempo per l’organizzazione della trasferta parigina in occasione del LeWeb3, martedì 11 e mercoledì 12, ma conto ancora di non mancare (fantastico quando organizzi le cose con così tanto anticipo che ti si smontano durante :). Per chi arriva lì prima, sabato 8 c’è anche il BarcampParis15.

Prima però si passa da Roma per Più Libri Più Liberi, sesta edizione della fiera della piccola e media editoria. Il giorno 7 avrò il piacere di moderare un gloriosissimo panel sul tema del corporate blogging. Migliori informazioni su questo quanto prima.

Il 9 dicembre, domenica, c’è il PiùBlogCamp. Mi son perso un pezzo e non ho capito perché domenica, accidenti, qualche difficoltà a fermarmi. Ma ci proverò. Il sabato sera precedente c’è la PiùCena. Altre info su PiùBlog.

Appuntamento successivo: sarebbe bello andare a Trieste per il MittelCamp. Una festa per l’apertura dei confini. Ci dice tutto Enrico Marchetto (attualmente il suo blog sembra down ma l’indirizzo mi risulta giusto).

Mica è finita: occhio perché verso metà gennaio ci si trova a Torino per la nuova edizione (rinnovata) del TurinCamp. Mica me lo posso perdere, quello dell’anno scorso è stato il mio primo camp, sigh. Ne racconta Axell.

La Valle chiama: è in corso una business plan competition. In premio, per sette vincitori, un viaggio nel paradiso delle start-up a incontrare investitori e imprese. E non solo: grazie al supporto (anche) del First Generation Network imprenditori esperti aiuteranno le giovani imprese fornendo gratuitamente i loro consigli.

Si chiama Mind the Bridge ed è un’idea di Marco Marinucci, nostro connazionale che lavora in Google inc. come Executive for Strategic Partnerships and Content Acquisition. Nel video qui sotto racconta l’iniziativa in prima persona.

Marco (qui il suo blog) è anche membro di 1GN (qui il suo profilo). Il Network, che su queste pagine ho già presentato (disclaimer: qui il mio profilo), si sta animando davvero, e in Mind the Bridge è parte attiva, grazie a Luigi Orsi Carbone (blog personale, profilo 1GN) che è nel comitato organizzatore.

C’è di più: 1GN è sponsor di Mind the Bridge, grazie alla disponibilità di alcuni soci che hanno offerto una quota per pagare le spese dell’iniziativa. Inoltre, altri metteranno a disposizione la propria esperienza e i propri consigli ai giovani imprenditori che vinceranno la competition.

Luigi presenterà queste idee alla tavola rotonda dell’Ambasciata USA “Italy-Silicon Valley” di domani. Ne ho parlato qui.

Mi piace sottolineare che si tratta di disponibilità e partecipazione diretta: professionisti che – autonomamente – si organizzano e si mettono d’accordo per portare avanti un’idea in cui credono: lo sviluppo di una imprenditoria aperta, in un ecosistema che supporta e stimola i più giovani. Credo sia davvero un bel segnale.

PS Dell’iniziativa parlano anche Marco Palombi e Stefano Quintarelli.

PPS Comunicati stampa: qui quello di 1GN.

All’edizione 2007 del Dada Day, in una sala di RCS – Il Corriere della Sera. Quest’anno il Wi-Fi c’è (l’anno scorso era a pagamento), ma ha un meccanismo di autenticazione incomprensibile, che richiede continuamente user e password a ogni piè sospinto. Sarò io che ho sbagliato qualcosa, ma non ho tempo di indagare. Per cui, come al solito, speriamo che la Connect Card non tradisca.

Parterre d’eccezione, con competenze diverse – stampa, editoria, Internet, tv. Il blogger sul palco è Massimo Mantellini. Ospite della giornata Marco Montemagno.

11:00 Arrivo tardi, all’inizio dell’intervento di Kay Rush che fa un appassionato appello (si scalda davvero! :) sul fatto che bisogna smetterla di dire che Internet è il futuro, che è invece ben radicata nel nostro presente. "Da 15 anni", aggiunge Marco – e non si potrebbe essere più d’accordo.

11:15 Lilli Gruber, intervenendo in una discussione su libertà della Rete e, anzi, tentativi di frenare la diffusione di Internet in Italia, ricorda che oggi in Italia viviamo ancora l’anomalia di un sistema televisivo bloccato.

11:25 Paolo Barberis ricorda quanto sia importante rivolgersi ai mercati internazionali. Dada è appena entrata tra i primi 15 siti di social networking, con circa 20 milioni di utenti. Ma è impossibile pensare di avvicinarsi al mezzo miliardo di utenti di Yahoo!, per esempio. Bisogna operare, appunto, in prospettiva internazionale.

11:30 Intervento video di Beppe Severgnini. Racconta come oggi sia importante per i giornalisti (e i giornali) saper usare tutti i linguaggi disponibili – scrittura, video, etc. Questo nonostante, dice, "la modestia sia vietata dall’ordine dei giornalisti" :). Ritiene comunque che le prospettive per i "big media" siano rosee, che in futuro le persone, comunque, continueranno a rivolgersi ai grandi "concentratori".

11:35 La persona del TG1 (non ho colto il nome, sorry, Riotta non è venuto) ha fatto una bella citazione di Hemingway, Il vecchio e il mare: "Come avvengono i cambiamenti? Piano piano, e poi improvvisamente". Bello, più ottimista di Machiavelli

11:40 Francesco Napoletano – Napolux – ha criticato la procedura di registrazione del Corriere.it, un tema di cui aveva parlato anche Gaspar, prima qua, con ampia dimostrazione dei flawn del sistema, e poi qua. Io avevo fatto una rapida presentazione proprio sul tema Login, che mostrava le differenze tra i siti di maggior successo americani e quelli italiani. Pratellesi ha risposto sulla necessità di avere un’identificazione ai commenti, ma Napolux ritengo si riferisse piuttosto all’esperienza utente. L’analisi di Gaspar, comunque, mette in luce come la procedura di registrazione del Corriere abbia delle debolezze tecniche anche nel primo caso.

Intervengono anche Daniele Alberti di MyMinutes e Nicola Mattina. C’era anche Elena "DElyMyth" e racconta qua le sue impressioni.

La Connect Card non ce la fa. Registro comunque uno scollamento. Come già letto a riguardo della serata con Chris Anderson, i blogger scaldano la platea per primi, con le domande. Faticano però a spiegarsi, e faticano a essere capiti. Segnalo cioè che i rappresentanti dei media, lassù sul palco, non sono al corrente dei temi e delle discussioni che corrono in Rete. Su determinati argomenti, niente da fare, l’audience sembra più competente dei relatori.

Al contrario, però, gli esponenti dei media discorrono di altre priorità, probabilmente anche di portata più ampia, ma soprattutto che ritengo cruciali oggi per loro. E se i media affrontano quei determinati problemi, bisogna tenerne conto. Come ha affermato anche una persona dal pubblico, non sempre si possono affrontare determinate problematiche lontane dalla sensibilità dei più. E’, una volta ancora, il paradosso dell’innovazione.

Grazie alla partecipazione al First Generation Network ho avuto anche il piacere di essere coinvolto in alcune iniziative del programma Partnership for Growth dell’Ambasciata Americana. Il primo caso è stato il Summit sulla Nuova Imprenditoria tenutosi a giugno, che ha sancito la nascita ufficiale di 1GN. A breve dovrebbero essere pubblicate altre interviste video. Più recentemente invece l’incontro a Palazzo Marino per la presentazione del nuovo ciclo di Fulbright BEST, programma di borse di studio per portare giovani ricercatori italiani a fare esperienza negli Stati Uniti. Altro sulla nascita di 1GN in questo post, e soprattutto nel “Chi siamo” di 1GN.

Per mercoledì 28 novembre, a Monza, l’Ambasciata USA in Italia organizza l’evento “Italy-Silicon Valley Experience“. Ospiti di Cisco Systems, “imprenditori italiani e investitori della Silicon Valley una tavola rotonda in videoconferenza tra l’Italia e la Silicon Valley per discutere di nuova imprenditoria”. L’evento serve anche per “riunire un gruppo di imprenditori italiani del settore tecnologico che possano accompagnare, i primi di gennaio, l’Ambasciatore Ronald P. Spogli in un viaggo in Silicon Valley”.

Ho proposto all’Ambasciata di aprire gli inviti anche ai “giovani innovatori digitali”, a chi segue i temi della nuova imprenditoria e ai blogger, e hanno accettato con piacere.

All’evento sarà presente l’Ambasciatore USA Ronald P. Spogli. In video conferenza, tra gli altri, saranno collegati Giacomo Marini, già fondatore di Logitech e ora di Noventi, Fabrizio Capobianco di Funambol, Alberto Sangiovanni-Vincentelli, professore alla University of California, Berkeley, e Shel Israel, blogger e autore di Naked Conversations, oltre agli ospiti di Cisco. Il panel di Milano prevede invece Stefano Venturi, ad Cisco Italia e vp Cisco Systems, Yoav Leitersdorf che ho avuto modo di conoscere a Berlino e di cui Intruders.tv riparlerà presto, Arturo Artom di Your Truman Show e Luigi Orsi Carbone in rappresentanza di 1GN. Luigi sta portando avanti molte attività interessanti, nell’ambito del First Generation Network. E’ appena stato a Londra per la presentazione della Global Entrepreneurship Week. Il suo racconto in questo post, qui il suo profilo su 1GN, qui il suo blog. L’evento in Silicon Valley è stato organizzato con BAIA – Business Association Italy America, partner anche di 1GN.

Altri dettagli nel PDF qui sotto questo link

Aspetto vostre notizie!

Dell’innovazione

dottavi —  20 November 2007 — 2 Comments

"Perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene, et ha tepidi defensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbono bene. La quale tepidezza nasce, parte per paura delli avversari, che hanno le leggi dal canto loro, parte dalla incredulità delli uomini; li quali non credano in verità le cose nuove, se non ne veggono nata una ferma esperienza"

Niccolò Macchiavelli, Il Principe, cap. VI, cit. in "Il Futuro delle Idee", Lawrence Lessig, Feltrinelli

Belin.

I notebook visti dai bambini

dottavi —  20 November 2007 — 2 Comments

The Morning News ha una fantastica gallery (con racconto) di notebook disegnati da bambini. Mi fa impazzire la disposizione dei tasti nell’immagine qui sotto (e la trovo anche molto istruttiva! :). Via Boing Boing.

Di quelle che non si vorrebbero ricevere, tantomeno dare. Dalla comunicazione straordinaria Naba:

“La NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano, ha perso sabato 20 ottobre una studentessa del secondo anno della Scuola di Fashion and Textile Design, che percorrendo corso San Gottardo in bicicletta è stata investita.

L’avvenimento tragico ci ha lasciato tramortiti, come potete ben immaginare, e vorremmo che questo evento fosse occasione per manifestare in maniera creativa e costruttiva.

Che nella città di Milano chi va in giro in bici rischi così gratuitamente la vita ci sembra incivile e ingiusto. Così vorremmo organizzare un raduno e una “pedalata” da corso San Gottardo a via Darwin (dov’è la sede di NABA). Sono poche centinaia di metri, e all’interno di NABA c’è un grande Campus dove possiamo incontrarci tutti.

Il segnale non vuole essere di contestazione, ma un manifesto di costruzione di una società possibile, a partire dalla vita sprecata della nostra giovane amica.

Vi chiediamo quindi un sostegno di partecipazione allegra e positiva alla nostra manifestazione, che finirebbe nello spiazzo all’interno dell’Accademia.

Il giorno è Martedì 20 novembre [cioè oggi, ndr], a un mese dalla morte di Belkisa: raduno in corso San Gottardo, incrocio via Torricelli, alle ore 15.00.

Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra adesione”.

Ci vediamo lì.

Breve lista per annotare un po’ di novità interessanti, la maggior parte italiane. Il buon Emanuele Quintarelli (che ormai blogga più spesso su Social Enterprise che su InfoSpaces) ha "deliverato", come si suol dire nel brutto gergo consulenziale :). E’ on-line da pochissimo La Brigata, "community della cucina d’autore". Siamo giusto riusciti a chattarne al volo e mi racconta che "la mission è semplicemente costruire un luogo di incontro e confronto tra professionisti del settore food". Ma sicuramente ci potrà raccontare qualcosa di più.

Da Sua Maestà :D Andrea Beggi trovo invece GGoal, "motore di ricerca in salsa social". Ubercool: il tema della collaborative search è senz’altro frontiera interessante.

Tramite un giro di messaggi sulla mitica Mlist scopro Episode39, per gli amanti dei serial televisivi.

Un link trovato moooolto tempo fa da Bernardo Parrella: Publish 2.0: "per giornalisti "nel senso AMPIO del termine". Un esperimento che mi intriga molto: le social network riescono a spostarsi verso temi "astratti"? Mi chiedo cioè se, quanto e come sia possibile alzare la soglia di accesso "cognitiva" – nel senso che condividere idee, valori, obiettivi, etc è molto più complicato che condividere foto o video. Può funzionare? Con il First Generation Network ci stiamo provando, e direi che ultimamente le cose si stanno muovendo in modo molto interessante.

Quindi un video, che si fa prima: è la spiegazione di Socialight, di cui ho parlato al Telemobility Forum (post precedente). Si tratta – a grandi linee – di "mobile bookmarking". Cool:

 

 

Infine, for leisure e per prepararsi, che la primavera è vicina, Sailing Network: per velisti, of course ;)

Inizio di mattinata folle, per me: non sono riuscito a “mappare” correttamente l’indirizzo sul GPS, così a un certo punto ho preso una strada sbagliata e sono arrivato, as usual, in ritardo. Mortanguerieri ci fosse mai un cartello utile. Ho iniziato il mio intervento scherzando su questa cosa, dicendo che se in Italia ci fosse una buona cultura dei cartelli saremmo già molto avanti in termini di geo-referenziazione. Ma fuor di battuta sarebbe da farci un ragionamento di “interfaccia del mondo” di quelli che sa fare Folletto Malefico. Vabe’, tornando a noi, ecco le slide (nota: grazie a Luca Galli e Dario Melpignano di Mobc3 per il prezioso supporto :)

12:40 Poco fa Vittorio ha parlato di semplicità. O, meglio, delle dannate complicazioni della tecnologia, che tiene ancora lontani tantissimi utenti.

Prima un’interessante esperienza di Gianluca Guzzo, AD di Mo-Net, editore di MyMovies (spero di aver azzeccato la URL), sito di video italiano acquisito da Messaggerie Musicali (che possiede anche IBS).

Chi ha ora il microfono (del laboratorio di human-computer interaction dell’Università di Genova, sorry non sono riuscito a marcare il nome) sta parlando di “serious gaming”. Pillola: chi abita quei mondi, così come impara i trucchi per sopravvivere nei giochi on-line, basati su comunità tipo World of Warcraft, impara anche le buone maniere o molto altro (e qui ci sta alla grande una prese fantatica di Marco Formento, così a occhio).

Germano Paini di Goaling ha raccontato dei progetti ThinkLoci e ThinkTag, finora chiamato ThinkingLibrary. Quest’ultimo è un progetto interessantissimo, per l’aggregazione di contenuti polimediali e i-pertinenti (bel concetto, troppo lungo ora) dalla Rete con una spiccata attitudine a far emergere l’intelligenza coNNettiva – non a caso è coinvolto De Kerckove. Mi ha fatto un’appassionata e appassionante demo della nuova versione in macchina, ne riparlerò presto. In questo blog dovrebbe esserci la testimonianza di un evento a cui ha partecipato.

12:55 Vittorio sta raccontando un aneddoto dalla serata di ieri con Chris Anderson, concludendo che bisogna anche tenere conto che i mainstream media, però, sono ancora ben vivi. Chi prende la parola afferma che oggi si può parlare di “me – my – market”, mercati basati su personalizzazione e personalità, basati su un rapporto di fiducia.

PS Durante il caffè ho avuto modo di conoscere Lorenzo Patocchi di Cryms: stanno sviluppando Eriadne; Stefano Gianazzi dell’Azienda Mobilità e Infrastrutture di Genova, Guidotiguida.it, un progetto purtroppo in stand-by (sempre meglio rilasciarli, i progetti, e studiare le reazioni), e Mauro Marenzi di Geomondo, per una bell’idea che sta per rendersi pubblica. Aggiornamenti a presto.

E’ stato Marco Palombi, qualche giorno fa (ripreso poi anche da Mauro Lupi), a citare per primo questo report in cui IBM parla senza mezzi termini di “The end of advertising as we know it“. Passaggio interessante dal comunicato:

“Increasingly empowered consumers, more self-reliant advertisers and ever-evolving technologies are redefining how advertising is sold, created, consumed and tracked. Traditional advertising players risk major revenue declines as budgets shift rapidly to new, interactive formats, which are expected to grow at nearly five times that of traditional advertising. To survive in this new reality, broadcasters must change their mass audience mind-set to cater to niche consumer segments”.

Ancora più interessante, credo, se messo in relazione con questa release di Gartner: “Traditional Media under Threat as Consumer Generated Media Reaches Mass Market“, per di più relativa a uno studio condotto in agosto in Francia, UK e US. Dice Gartner:

“Consumer generated media has reached the mass market with between 46 and 83 per cent of internet users… [and] threatens to undermine traditional media’s influence. Adam Daum, research vice president at Gartner, says: “When CGM first appeared on the internet radar it wasn’t clear whether it was a fad or a long-term shift in behaviour, and many didn’t take it seriously. Our research indicates that the future for CGM is likely to be a mixture of both. Some people sample CGM, find it mildly diverting but revert to professionally produced content. However many people are now adopting CGM as a permanent part of their personal media mix and the media companies need to wake up to its significance”.

Ecco. Io spero che considerazioni come queste facciano saltare sulla sedia quelli che in Rete non ci sono ma che della Rete parlano. Perché purtroppo ne parlano spesso a sproposito.

Ma spero anche che aiutino a tenere duro chi invece della Rete fa parte, non per qualunquismo ma cercando di costruire un valore. Un valore forte, di democrazia. L’ha detto Marco, l’altra sera, alla Splinder Night: Internet è uno strumento che deve rimanere libero, aperto. E dipende anche da noi riuscire a mantenerlo così.