Archives For April 2007

Beppe Grillo su Second Life

dottavi —  30 April 2007 — 7 Comments

Piccola news veloce per un altro genovese (anzi, due). L’amico Luca Mascaro mi segnala che nel suo ultimo spettacolo Beppe Grillo ha annunciato di aver preso una… second (!) casa in Second Life. Si farà trovare lì nei weekend per discutere di varie cose, tra le quali anche il meccanismo della banca virtuale Zopa, per i prestiti diretti tra utenti. Pare che abbia chiesto il progetto della casa a Renzo Piano.

Beppe, grande iniziativa! Mancavi davvero solo tu allo ZenaCamp…

PS Avevo accennato a Zopa e altre iniziative simili in questo post

UPD Di Grillo ne parla anche Leandro, e va giù pesante. Tanti ottimi argomenti, meritevoli di riflessione più approfondita. Per ora rilancio la prima delle tue domande: Cosa scegliere tra YouTube e Rai Uno? Io non ho dubbi: YouTube!

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ZenaCamp: Ignition!

dottavi —  28 April 2007 — 1 Comment

Arrivato, lo ZenaCamp è in un posto bellissimo, la gente si raduna nella sala più piccola – un classico. Incontrato un sacco di amici e blogger in gamba, man mano le foto arrivano qui.

UPD Gli interventi si snodano in tre sale, ma la maggior parte delle conversazioni si svolgono in piedi, nei corridoi, informali, tra le persone. C’è sempre di più una dinamica di incontro personale. In questo luogo antico, Palazzo Ducale, trovo poi questa scritta che mi sembra davvero azzeccata per collegare novità e tradizioni…

UPD2 il Barcamp – lo ZenaCamp, per la precisione – è andato bene, forse proprio per un’atmosfera più euforica e primaverile. Ok, lo confesso, abbiamo lavorato meno del solito, ma ci siamo divertiti di più. My point is: se questi Barcamp, in Italia, hanno così successo – molto di più della media europea, e forse anche americana – abbiamo un serio problema di rappresentatitivà. Voglio dire, abbiamo proprio bisogno e voglia di confrontarci, una domanda a cui non troviamo risposta tramite i media tradizionale. A presto per, spero, una riflessione “a freddo”. Intanto, a aggiunto altre foto.

Altra anteprima per lo ZenaCamp: domani dovrebbe presentarsi la nuova versione del blog network di Tiscali (ecco il perché della sponsorizzazione, un contatto che ho avuto il piacere di generare perché credo sinceramente sia cosa buona per tutti). “Source said”, inoltre, che anche Alice.it presenterà la nuova versione della piattaforma blog entro breve.

Il che mi fa tornare in mente una domanda: quanti sono i blog network in Italia? Io conto (in ordine assolutamente casuale):

Chi ho dimenticato? Qualcuno mi sa aiutare?

Domani allo ZenaCamp si presenterà una nuova realtà italiana, operante nel settore detto “Enterprise 2.0″: Yooplus. Il primo prodotto, di cui presto comincerà la campagna beta, è We+, piattaforma collaborativa on-line che estende il modello wiki con funzionalità di gestione progetti e calendaring, gestione documenti, folksonomy, e molto altro. Dopo il salto è visibile una schermata.

Progetto sicuramente interessante. SocialText e PBWiki sono notevoli, ma non bastano. Meglio Basecamp, mentre ActiveCollab è ancora abbastanza indietro. We+ si propone di offrire maggiori funzionalità di workgroup, con un’ottica business sperimentata e sicuramente efficace. Complimenti dunque agli amici di Exenia, aspettiamo di vederlo all’opera.[//]

Millward Brown Optimor ha pubblicato i risultati della ricerca BrandZ Top 100, che calcola il valore finanziario di un brand. Google risulta al primo posto, Nokia al 12° (ma prima in Europa), le italiane… ma sono io che devo cambiare gli occhiali o la prima occorrenza è quella di TIM al 75° posto? Qui il PDF

UPD E nel frattempo comScore rilascia i dati sulle property più visitate e, guarda tu, Google è al primo posto anche lì. Approfondimenti su Bloomberg e sul San Francisco Chronicle.

Guido Arata di Delfins raccoglie opinioni su Second Life. Io scherzosamente immagino un dialogo come fosse di una dozzina d’anni fa:

“Hai presente Internet? Pensa che un tipo che conosco, un maniaco, ci ha prenotato l’albergo. Dice che ci si possono incontrare delle persone, ma immagino saranno tutti disadattati come lui. Mi ha suggerito di aprire un sito, pensa tu che roba!”

Fuor di metafora, quando a metà ’90 si parlava del web si ottenevano occhi vacui e vaghi cenni del capo, come oggi, appunto, con Second Life. Eppure già allora alcuni di noi lavoravano sulle realtà virtuali da tempo. Molti, in Italia, si raccoglievano intorno alla mitica rivista Virtual, nata nel 1993, ma nessuno ha saputo rappresentarle meglio, nel 1995, del film Johnny Mnemonic, di William Gibson e con Keanu Reeves. In quel film ci sono echi delle atmosfere di Blade Runner ma soprattutto c’è tutto l’armamentario immaginativo che avrebbe poi avuto successo di pubblico con Nirvana (1997), Matrix (1999), Minority Report (2002), e altro.

Tornando a SL, l’idea del parallelo con Internet l’ho presa in realtà da Leando Agrò, che in questi termini parlava durante la conferenza stampa di Gabetti. Ripensandoci, però, trovo efficace il paragone con l’idea di sistema operativo. Certo, come Windows, si tratta di un sistema commerciale, di proprietà di un’azienda. Ma non si può dire che questo ne abbia impedito la diffusione. E, come Windows, ha tutte le carte in regola per sviluppare un’economia – come in effetti sta accadendo.

La morale? Che l’innovazione ha un valore intrinseco, per sé, ma che bisogna imparare a cogliere e usare.

Di Second Life parla anche Francesco Armando, mentre David Orban ci sta lavorando attivamente. Io ho messo una gallery di (bellissime, secondo me) immagini dal film in questa categoria. Direi proprio che rispetto a quanto immaginato in Johnny Mnemonic siamo decisamente avanti, in prospettiva 2021 :)

UPD Dimenticavo il blog italiano su Second Life

E’ da un po’ che sto studiando il tema della cosiddetta Mobile Internet, e in particolare del “Web 2.0 sul celluare”. Un discorso reso d’attualità da Nokia durante il Nokia World, ma che nasconde una quantità di iniziative quasi impossibili da contare.

Tra queste è un doppio piacere segnalare Mobango (anche in versione italiana), start-up del serial entrepreneur italiano Fabio Pezzotti. Doppio perché è stato molto interessante intervistarlo, e perché il risultato è su Apogeonline. Mobango va sul mercato del mobile content proponendo una logica “free” e “user-generated”. Un settore, che per l’Italia, nel solo mese di gennaio 2007, secondo la ricerca Mobile Next di Nextplora vale qualcosa come 56 milioni di euro. Ce la farà? Certo l’idea sembra giusta, visto che la risposta di TIM – o meglio di Buongiorno.it – non si è fatta attendere, con MyTones. Diverso Vodafone ZeroLimits, ma di altre iniziative “2.0” di questa casa avevo già parlato qua, e da tenere sott’occhio anche il Nokia Trendslab.

Comunque, questa è solo la punta dell’iceberg. Intorno al “free mobile content” c’è infatti un gran movimento. A partire dall’italiana Neos, che presenta Mobc3, un prodotto-servizio per creare canali mobili, risultato anche della partecipazione a progetti di ricerca europei in questo settore, come MobiLife e Spice, che vedono anche la partecipazione di Telecom Italia Lab. Qui un paper sul tema della context awareness: PDF.

Non distante, forse, da quello della digital presence, di cui avevo scritto in riferimento a Jaiku. Solo relativamente collegato invece il progetto del personal media server per telefoni cellulari di Intel.

Tornando al tema dei contenuti, da segnalare Widsets e Mobizine, altri sistemi per creare “canali” per cellulari, oltre al già usato Winksite (l’avevo citato qua) che crea piccoli siti Wap a partire da feed RSS – per esempio anche versioni mobili di blog come questo. Ma se la prospettiva è portare davvero il Web 2.0 sul cellulare c’è già chi sta provando a portarci delle intere social network, come mPals.

Queste iniziative si sosterranno, probabilmente, con la pubblicità, per esempio con sistemi ispirati alle AdWords di Google come AdMob. I problemi chiave saranno, l’abbiamo imparato ben bene con Internet e non dobbiamo dimenticarlo, i costi d’accesso e la velocità di banda.

Funzionerà? Opinioni discordanti. Sì, secondo la Online Publishers Association. Mica tanto, almeno per ora, secondo eMarketer. In ogni caso niente fretta, né facili entusiasmi. Ma è certo che la distanza tra web e cellulare si sta accorciardo rapidamente.

Bentornato Enzo Biagi

dottavi —  23 April 2007 — 1 Comment

Ieri sera su Rai Tre anteprima di RT – Rotocalco Televisivo: “Buonasera”, attacca Biagi un po’ emozionato, “Scusate per l’interruzione. E’ durata cinque anni, ma abbiamo avuto problemi tecnici insormontabili”. Eh già.

Nella presentazione da Fabio Fazio, poco prima, dice tenero che due sono i principi che lo ispirano: “non dire mai bugie” e “dare voce a chi non ne ha” (forse un po’ busker anche lui?). E infatti parte duro con un’intervista a Roberto Saviano, autore di Gomorra, storia di cui si è parlato davvero troppo poco. E continua per niente morbido con una carrellata inquietante sui caduti italiani sul campo del giornalismo – sono 2.000 nel mondo dal 1944 – per poi passare a varie testimonianze sulla Resistenza e le resistenze.

Delicato, nei modi, Enzo Biagi. Un po’ lento nel format. Ma duro e lucido nei contenuti, come da tempo non capitava di vedere. E di cui si sentiva il bisogno. Auguri, nonno Biagi, raccontaci ancora queste storie.

Un favore per il weekend?

dottavi —  20 April 2007 — 5 Comments

Volevo chiedere agli amici iscritti al feed “tradizionale” (cioè http://www.infoservi.blablabla) se trovavano un attimo per passare a quello di FeedBurner (a questo indirizzo), che permette varie cose curiose tra cui l’integrazione con le foto di Flickr (solo quelle Infoserve, of course). Un bel guadagno! :D

Grazie anyway e buon we,
Alberto

Salone del Mobile - Galleria

Uau, il Salone del Mobile. Questo sì un evento. Tanto da non starci tutto nella testa. Troppo materiale, troppi input. Roba da altra dimensione.

Salone del Mobile - Illuminazione

Ragazze cinesi con zoccoli olandesi, giornalisti giapponesi, mobili dorati, lampade che colano giù dal soffitto come orologi di Dalì e altre di palese provenienza extraterrestre, interi boschi da mettersi in salotto.

Salone del Mobile - Un bosco in salotto

Ho sentito zaffate di profumo di conceria mentre attraversavo un prato di divani e solcavo un oceano di sedie. Ma soprattutto mi ha colpito che i padiglioni del lusso fossero snobbati dal pubblico, mentre c’era ressa intorno ai grandi marchi del design come a un’opera rock…

Salone del Mobile - Stand Artemide

Vorrei aver avuto più tempo.

UPD Cose perse per strada: Fuorisalone e Design pubblico. Mannaggia.

Ovvero come essere seduti su una pentola piena di monete d’oro. Il fatturato di Google, nel primo trimestre, ammonta a 3,66 miliardi di dollari, con una crescita del 63% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Delle tante cose, a me colpisce questo: “Google-owned sites generated revenues of $2.28 billion, or 62% of total revenues, in the first quarter of 2007″. Ci sarà dentro YouTube, immagino?

Ieri sera a Casalecchio, durante questo evento a cui ho avuto il piacere di partecipare, ho fatto scoperte interessanti. Si è parlato di giornalismo civico e citizen journalism, di blog, con una nota critica su cui riflettere, di cittadinanza attiva e di democrazia nell’età dell’informazione. Di democrazia, insomma.

L’incontro, moderato dal professor Roberto Grandi, pro-rettore dell’Università di Bologna, è stato aperto da Raymond Dessi, che ha raccontato la sua esperienza con Asterisco Radio. Il nome la dice lunga: lui e un suo amico, entrambi camerunensi, erano “infastiditi” da come i media tradizionali trattavano le notizie dal suo Paese, e in generale i temi dell’immigrazione. Così gli è venuta voglia di mettere “un asterisco” a queste news e scrivere in calce le “correzioni”. Prima comparsa del tema del “watchdog” che tornerà ricorrente durante la serata.[//]

Ha continuato Cristiano Lucchi di Altracittà, “giornale della periferia” per scelta e vocazione. Nasce anche come reazione all’indifferenza dei media e alle scorrette rappresentazioni che i media davano del quartiere. Durante la serata si è detto “è difficile leggere notizie che non siano connotate in un modo piuttosto che in un altro”. Eh, chiaro. Fa parte della definizione di notizia. Il problema non sta qua, però, ma nel sistema, piuttosto. Andiamo avanti.

Lucchi ha anche liquidato il fenomeno blog con una nota molto critica, come “ego-centrati” e, soprattutto ha detto che non fanno giornalismo. Risponde critico il blogger misterioso, o meglio Senza Identità. Anche qui, ho sempre evitato questa polemica, ma tocca metter due punti:

  • Una cosa è “il fenomeno blog”, una cosa sono i blogger presi singolarmente. Il fenomeno in quanto tale è indiscutibile strumento di democrazia , ha creato uno scenario di conversazione che prima non esisteva, nuove forme di selezione e insorgenza delle notizie… eccetera
  • Nello stesso tempo, l’equazione blog = giornalismo per me non è dimostrata. Così come è tutta da dimostrare l’equazione giornali = giornalismo, sia ben chiaro. Alcuni blogger / blog, e alcuni giornalisti / giornali, fanno giornalismo. Altri, no. Diversamente detto, non basta un blog per fare giornalismo, in questo concordo con Lucchi, così come purtroppo spesso anche certi giornali mancano alla loro “missione”. E qui ci starebbe bene una definizione di giornalismo, però non ce la posso fare ora

Quel che è certo, ho poi aggiunto, è che i blog hanno creato un nuovo “terreno”, un nuovo scenario: si sono messi a fare i “watchdog”, i cani da guardia, proprio del mondo dell’informazione. E a questo i media non erano abituati. Era il loro ruolo storico, quello del cane da guardia. Un ruolo dal quale, diciamocelo, hanno abdicato.

Ecco quindi che i giornali di oggi guardano i blog come la borghesia di un tempo guardava gli operai leggere la prima penny press: con aria di sufficienza. Ma ci ricordiamo com’è andata?

(Purtroppo ora non ho più tempo, a presto per una seconda puntata, che mancano giusto metà serata e argomenti :)