Archives For February 2007

Su L’espresso di questa settimana (n°8) ci sono anche due pezzullini del sottoscritto, su LinkedIn e JPGmag. Il primo è a pag.43, all’interno di un ben più interessante articolo di Federico Ferrazza. Complimenti Federico, mi associo a quel che dici.

Il secondo è una news a pag.165 che racconta di una delle ultime iniziative del vulcanico Derek Powazek: la collaborazione con il Musée de l’Elysée di Losanna, in Svizzera, per quella che credo sia la prima esposizione museale di contenuti user-generated. Avverrà ad aprile, per ora il museo è aperto ai contributi. Partecipiamo numerosi!

Bellissimo Design Squad. E’ un reality show per ragazzi. Ma si parla e si fanno esercizi di ingegneria. Ai partecipanti vengono poste sfide tipo migliorare l’aerodinamica, costruire automobili, che ingredienti ci sono nel bio-fuel, eccetera. Io i nostri reality non li seguo, guardo solo Le Cronache di Zoro. Però spesso penso che bello sarebbe usare (anche) la tv per studiare. E’ un pensiero che di solito mi viene verso le 3/4 di notte, di fronte alle trasmissioni di Nettuno.

Design Squad è sponsorizzato dalla National Science Foundation. Forte, hanno in home page uno special report sulla robotica. Animato, didattico, perfetto anche per i ragazzini. L’NSF forse è un po’ come il nostro CNR. Forte, hanno in home page un’edizione critica delle opere di Gambattista Vico. Un progetto iniziato nel 1972. Ehi, ma c’è anche un bellissimo Almanacco della Scienza dove si parla de… Il Festival di Sanremo. Fantastico. E la prima rubrica qua è di Francesco Alberoni. Me lo segno nei bookmark.

Altro sponsor è Intel Education. Be’ non abbiamo un equivalente di Intel, in Italia, se non ST Microelectronics, ma penserei piuttosto all’Eni. Che un portale per ragazzi l’ha fatto, EniScuola, con dentro anche un blog a cui si può partecipare. Non male, se non fosse appoggiato lì a caso…

Ah e se domani passate da San José, California, non mancate di fare un salto all’evento di lancio di Design Squad, al The Tech, che si definisce "museo dell’innovazione". Sorry, mi dispiace non potervi accompagnare, sto andando a buttarmi in un cassonetto…

PS Di "tradizione dell’innovazione" avevo parlato qua per un altro Museo, quello di Minneapolis

 

In ricordo di Flavio Baroncelli

dottavi —  22 February 2007 — 2 Comments

E’ mancato Flavio Baroncelli, professore di Filosofia Morale all’Università di Genova, gran persona di pensiero e sentimenti, opinioni e desideri, idee e appetiti. Con lui, per Morale, ho studiato Hume, imparando la sottile, sostanziale differenza tra il sorgere del sole e l’essere abituati a vederlo lì, tra il sapere che sorgerà e il darlo per scontato.[//]

Meglio di me ne hanno già detto Bruno Morchio e Daniele Miggino a questa pagina, e l’amico Nando Fasce sul Manifesto di oggi (in questa pagina), di cui mi piace riportare un passo:

Il suo sguardo acuminato, allenato sulle aspre sottigliezze dello scetticismo humiano, era sempre in grado di produrre uno scarto, farti vedere le cose da una prospettiva nuova. Ma anche era aperto alle sollecitazioni le più diverse.

Ecco, proprio così. Tra le tante cose Flavio era anche appassionato di tecnologia, come di tutto ciò che è di stimolo. Mi ritrovava ogni volta che cambiavo rivista e non mancava di regalarmi osservazioni puntute, originali, significative. L’ultima è stata un apprezzamento su questo pezzo qui. Sarebbe stato un grande blogger, Flavio, di un blog di quelli che non se ne vedono facilmente in giro, di quelli che hanno da dire e stimolare e regalare spunti e dare punti ai culidipiombo, alla superficialità, al pressapochismo, ai vuoteparole.

Cosa che ha fatto nelle tante cose che ha scritto, tra le quali bellissimo il suo ultimo libro, Viaggio al Termine degli Stati Uniti. Ne trovo una recensione qui ma non riesco a citarne nulla perché tutte le copie che ho comprato, dopo averlo letto, le ho subito regalate – e continuerò a farlo. Un viaggio non solo nella cultura nostra e nordamericana, e nelle nostre e loro idiosincrasie, e nelle comuni ipocrisie, ma tra le persone, che osservava con sguardo attento, aperto, disponibile. Da vicino, come Robert Capa.

In una delle ultime mail, dopo avermi detto rapidamente della sua salute ("Sono già passato dalla forza di una lumaca a quella di un grillo"), mi ha raccontato a lungo di Magellan, antico programma della Lotus che faceva indicizzazione e ricerca dei documenti ai tempi del DOS. Me ne parlava "Perché oggi pare che sia una grande invenzione un finder che ti va ad evidenziare il testo man mano che lo batti sulla tastiera", e "Insomma mi obbligano ad essere passatista".

Ecco. Lui che passatista non era, anzi, ma col vizio della memoria sì.

Grazie per avercelo insegnato.

Senza parole

dottavi —  22 February 2007 — 6 Comments

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(però non posso non segnalare il titolo de Il Giornale di Libero oggi in edicola: "Brindiamo". Troppo oscenamente antidemocratico per passarlo sotto silenzio. Il prossimo passo della destra cosa sarà, ballare sui cadaveri?)

Meet the Media GuruSuggestivo, fascinoso, pieno di spunti umoristici e nello stesso tempo stimolante. Un approccio più ispirato alle sue pratiche artistiche che alla sua posizione di professore emerito del MIT, quello di John Maeda, e per questo ha deluso alcuni, ma allo stesso tempo ha intrattenuto coinvolto divertito provocato e arricchito tutti. Alla fine ha ringraziato una persona del pubblico che gli ha posto domande decisamente “fuori dal coro” dicendogli “you made me think“. E nel suo sguardo era sincero. Ecco, Maeda è uno che ti fa pensare, che ti fa guardar le cose con una diversa prospettiva.[//]

John Maeda setting upPubblico numeroso come non avevo mai visto a un appuntamento di questo tipo. Facile spiegarsi perché: Maeda incrocia design, arte digitale e tecnologia, e quindi anche diverse audience, tra le quali tanti ragazzi di profilo universitario. Ma mi piace pensare anche che la ressa – alcuni miei amici non sono proprio riusciti ad entrare, consiglio per la prossima volta video e audio all’esterno – sia dovuta proprio al fatto che finalmente questi temi di ricerca oggi sono di largo interesse.

Live mobile blogging!Difficile rendere i concetti di semplicità come li ha mostrati lui, principalmente tramite fotografie, diagrammi, slide minimaliste, appunto suggestioni. Posso dire quel che ne ho colto io, chiaramente quindi filtrato. Qualcosa speriamo di aver comunque trasmesso ieri sera durante il live mobile blogging che abbiamo fatto sul blog di MTMG (o meglio dai commenti, che abbiamo postato in real time). Altro si può vedere dalle foto di Leandro e Kaneda.

Quel che ho capito a dirlo può sembrar banale. In primis che semplicità e complessità sono concetti che diamo per scontati ma, appena li avviciniamo, mostrano molto di più. Basta cambiare prospettiva. Una pulsantiera con indicazioni direzionali che perde completamente senso se i tasti vengono ruotati per accidente. Un computer con un messaggio 404 su cui viene appoggiato un foglio di carta per dire che è fuori servizio. Un segno stradale incomprensibile. Eccetera.

Per dire che la semplicità non è banale, che dipende da come guardiamo le cose, se fissiamo l’oggetto o il suo contorno, se il pieno o il vuoto, l’ombra, la macchia. Gli ho chiesto se le sue dieci leggi possono essere usate come un metodo o se la semplicità è solo frutto di un mindset, di un’attitudine, e mi ha risposto, molto zen, che si tratta di ritmo, flessibilità, intelligenza.

RithmDice che non c’è bianco e nero, che è contento di essere in scala di grigi. Che bisogna percepire. Sentire.

UPD Saremo autoreferenziali? Machissene: quello che dice Leandro è molto interessante (e condivisibile). Idem dicasi per Davide Casali di Intense Minimalism.

Molto divertente: Winksite realizza in modo superfacile siti compatti, adatti ai micro-browser di cellulari, palmari etc. Blog compresi: nasce Mobiservi :)

Happening today

dottavi —  20 February 2007 — 3 Comments

A Londra si è aperto il FOWA, Future Of Web Apps. Volevo andare, ma non sono riuscito. Aspettiamo racconti da Nicola.

A Milano, invece, stasera sarò al primo Meet the Media Guru di quest’anno. Organizzato da Maria Grazia de Mattei, l’incontro è con Mr. Simplicity, John Maeda. Rubo dal sito: “A hybrid of the last living Samurai and the last living exponent of the Bauhaus” (cosi’ definito dal discepolo Golan Levin nell’introduzione al catalogo di Ars Electronica 2006).

Io – uau – parteciperò a un esperimento di live blogging. Sponsor dell’iniziativa, come già l’anno scorso, è infatti Research In Motion – quelli del Blackberry, per intenderci. Se ne vedranno i risultati sul sito (questo). Chi non riesce a venire può seguire l’evento in Second Life grazie al vulcanico gruppo di Leandro Agrò, Idearium.org.

Prima ancora dell’inizio del 3GSM World Congress, Nokia ha presentato Smart2Go, un sistema di mappe e navigazione per il cellulare. Per ora disponibile solo per alcuni Nokia S60 e Windows Mobile 5.0, ma con la previsione di estenderne la compatiblità, il programma, gratuito, comprende una serie di informazioni cartografiche complete – mappe e punti di interesse (POI, Point of Interest) – che si possono consultare, diciamo così, off-line. In questa fase il sistema consente la consultazione e la costruzione di itinerari. Le mappe possono essere pre-caricate grazie a un software per pc.

In più si possono attivare i servizi di navigazione e di consultazione di guide “turistiche”, che saranno a pagamento. La navigazione è ovviamente possibile solo se il cellulare dispone di un GPS integrato o di un ricevitore GPS esterno, per esempio collegato via Bluetooth.

Inoltre eventuali investitori pubblicitari, per esempio ristoranti o catene alberghiere o chissà, potranno inserire i loro POI. Nokia sostiene così di aver rovesciato il business model degli attuali sistemi di navigazione, che solitamente prevedono mappe a pagamento. Sulla base di una fornitura gratuita iniziale di mappe (purtroppo non è chiaro quanti Paesi siano disponibili), Smart2Go si finanzierà tramite la vendita di servizi “plus” e con la pubblicità. Un’idea da non sottovalutare, direi. Soprattutto perché l’importante, qui, è iniziare a installare del codice intelligente sui telefonini e “farci qualcosa”. Lungimirante.

Qua sotto una galleria delle slide con immagini del servizio. Se ti interessano questi argomenti forse ti può piacere anche la mia recensione dell’Internet Tablet Nokia N800.


L’utilizzo dei servizi “smart” sui cellulari è in aumento

Non solo mappe stradali

Diverse possibilità di visualizzazione

Creazione di itinerari

Servizi extra a pagamento

I prezzi

Molto interessante, la ricerca per vicinanza a destinazioni particolari

Il business model proposto

Summary… :)


Antiche pubblicità Windows

dottavi —  18 February 2007 — 1 Comment

Curioso, quasi imbarazzante questo vecchio spot per Windows 386. I tempi erano quelli del grande divorzio da IBM. La cosa divertente è quanto lunga e complessa è la spiegazione di cos’è e come funziona (multitasking, memoria protetta, etc). Quasi quasi era meglio dimenticarselo… :)

(Trovato da Amanda)

Contaminazioni, ibridazioni, incontri, trasformazioni. Mi piacciono queste cose. Tipo questa iniziativa, Mediaterrae. In questi giorni alcuni artisti digitali europei sono al Carnevale di Montemarano. Assorbiranno, trasformeranno, e ne faranno un evento, e poi un DVD. Si chiama Irpinia Electronic Landscape. Forte no?

Leggo su Webgol dell’ottimo Antonio Sofi che Zoro ha conquistato le pagine di Vanity Fair… meritatissimamente, si può dir così? Non si possono perdere le sue cronache del Grande Fratello. Geniali. Grande Diego.

Stagione caldissima. Oltre i mille Barcamp e gli altri eventi internazionali, su cui tornerò quanto prima, mi segno anche il Salone Internazionale del Mobile, ad aprile. Sono curioso di andare a vedere se, oltre a grandi firme e grandi cose, c’è qualcosa di innovativo in campo nuovi materiali, risparmio energetico, casa intelligente (o smart house, evoluzione della domotica di cui si parla ancora pochissimo in rete, peccato) e of course smart objects, o "cool tools" (avevo parlato dell’iniziativa di Kevin Kelly qui).

Brutta l’ultima riga del sito del Salone, alle pagine "espositori" o "visitatori", in cui si fa divieto de "L’utilizzo di macchine fotografiche e cineprese" :-O

Chissà anche cosa combineranno quelli di UPD Esterni organizza, tra l’altro, la casa dei designer, e quest’anno anche il bed sharing, per facilitare l’ospitalità ai giovani designer. Altre info alla pagina Design Pubblico

PS Ricevo la segnalazione, che giro perchè non mi sembra male, di NOmadeDESIGN. Si definiscono un "e-concept store" – ma chevvordì? – "per la vendita on line di complementi d’arredo e oggetti di design italiano, internazionale, e … autoprodotto". Ah ok, questo mi piace.

Sul blog di Marco Mazzei invece, tra le molte cose interessanti, trovo anche queste borse urbane very cool