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Inizia l’era di Vista

dottavi —  30 January 2007 — 3 Comments

E allora eccolo qua, Windows Vista, sta arrivando. Coincide forse con una nuova Microsoft? Chissà. Fatto sta che ora tocca a loro e, come ho già avuto modo di dire su altre pagine, Vista cambierà comunque il mondo. Non sono riuscito ad andare all’incontro per i blogger di ieri sera, aspettiamo di leggerne altrove, per cui ecco qualche nota dalla conferenza stampa di ieri mattina, più qualche video un po’ particolare. Ancora un evento ristretto, perché il vero lancio ufficiale sarà stasera, martedì 30 gennaio, e avrò modo di raccontarvelo purtroppo non ho molto da dire, se non che c’era veramente una gran quantità di persone. Riuscito a raccogliere giusto tre scatti.

L’incontro inizia sulle note di una versione moderna di “What a wonderful world”. Classico video promozionale, da grande comunicazione. Il primo messaggio è “easier”, gli altri temi sicurezza, affidabilità, entertainment. Tutti argomenti sui quali, in realtà, Microsoft è chiamata a dar dimostrazione. Pierpaolo Taliento, business & marketing director, riprendendo le parole di Gates (ne avevo commentato qui) parla dell’evento di questi giorni come de «il lancio più importante della storia di Microsoft». E rincara la dose Marco Comastri, amministratore delegato, secondo il quale la giornata è «il coronamento di cinque anni di lavoro». In effetti… “qui si para la tua nobilitate”, verrebbe da dire.[//]

«Vogliamo sostenere i trend principali di oggi», continua Comastri, e tra questi per primi cita interazione remota e i blog. Più tardi, nel corso della demo, capirò a cosa si riferisce: nel nuovo Word 2007 è presente una funzione per “postare” direttamente. A occhio, però, solo su un servizio blog di Microsoft – da confermare, anyway.

Secondo passaggio importante sulla semplicità. Afferma sempre Comastri: «l’information technology è ancora troppo complessa, poco sicura». E: «oggi l’interfaccia grafica è completamente (pausa, ndr) diversa». E io che sono maligno penso «uh, non ha detto “nuova”». Cita la mancanza di quella che definirei peculiarità informativa, afferma cioè che spesso ci mancano informazioni, altre volte sono troppe. E ribadisce il tema della sicurezza. Più avanti capirò a cosa si riferisce: al nuovo search integrato nel menu Start – o qualunque sia il suo nuovo nome, al parental control migliorato e al programma “SicuramenteWeb” che hanno creato con la Polizia Postale, per contrastare la pedofilia, e al lancio contestuale di Windows Live OneCare, una suite di security compatibile anche con Windows XP e che appena posso provo.

La parte principale della demo è sui nuovi tool multimediali, per foto, audio e video (l’avevo detto, io! Qui e qui). Quella che prima era la preview delle foto offerta da Windows Explorer è oggi un tool di gestione per le foto. Ne puoi selezionare un gruppo, trascinarle nel tool per il video e fare un filmato. Poi lo prendi e lo passi al tool per creare DVD, ci aggiungi uno dei temi predefiniti per creare un menu, ecc. Un po’ grezzo ma ok. Se non fosse che è il 2007, magari ci aspettavamo qualcosa di più, ma va be’.

Passaggio velocissimo su Microsoft Groove per creare spazi di gruppo. Il servizio non è affatto nuovo, ma non ho mai avuto la possibilità di approfondirne le caratteristiche, peccato. Non ho capito se è un wiki o cosa. Conosciamo già i gadget, tra questi curioso il feedreader con un microbrowser. A me è venuto un sobbalzo, perché a parte la grafica migliore è veramente uguale – ma uguale! – alla barra dei tool di Active Desktop presentati con Windows 98. C’ero, quindi visti con i miei occhi. Quando i sostenitori del Mac dicono che i gadget di Vista sono copiati dai widget di MacOS X, che è anche vero, dovrebbero però anche ricordarsi che il desktop di Windows è attivo appunto da quasi dieci anni, da quando System non era preemptive multitasking, e che teoricamente ci si possono piazzare pezzi di pagine web che si aggiornano da soli. Non ci credete? Provate (se avete Windows): clic destro sul desktop > Proprietà > tab Desktop > Personalizza desktop > tab Web e smanettare. Non assicuro che funzioni, ma l’eredità è quella. Per non citare il fatto che di barre di gadget / widget ne esistono a iosa, su ogni Unix. Ne esistevano perfino per OS/2!

Per motivi completamente diversi da riferimento al passato anche Dario Bucci, country manager di Intel Italia, che afferma diretto: «stiamo vivendo un momento epocale». Fa riferimento alla disponibilità della nuova piattaforma Core 2 Duo insieme a Windows Vista. «A metà degli anni ’90», continua, «il lancio del processore Pentium e di Windows 95 ha portato la multimedialità nel pc. Oggi abbiamo una situazione simile». Conosco Bucci, l’ho sentito parlare infinite volte, e so che è persona di argomenti da non sottovalutare. Ho anche avuto l’opportunità di fargli, una volta, una bellissima intervista per Web Marketing Tools, a lui e a Stefano Venturi di Cisco, spero non se ne abbiano a male se la ripubblico qua perché secondo me è un bel leggere.

Ovviamente l’interfaccia è la novità più evidente, ed è su questa che Microsoft conta molto per ottenere il ricercato “wow” effect. Scorrimento 3D delle finestre – però riconosciamone la paternità a Looking Glass di Sun, nuove immagini di descrizione delle cartelle, eccetera. Non abbiamo visto Aero. Una mia vecchia gallery sull’interfaccia della beta 2 di Vista è a questo indirizzo. Prima recensione della beta di Office 2007 invece in quest’altra pagina. Durante la demo non si fa cenno al tema del Digital Rights Management, chiedo lumi. Fabrizio Albergati, direttore Windows Client Business Group, afferma che l’industria oggi si basa su questo standard, e che dipende dal publisher di un determinato contenuto decidere se applicare i DRM ai file o meno. Per la vecchia musica che ho in casa non ci sarà nessun vincolo, mentre i nuovi titoli comprati on-line seguiranno le logiche del DRM applicate. Un tema decisamente da approfondire.

Insomma, eccoci qua, nell’era di Vista. Tocca solo vederlo alla prova. Intanto qualche filmato della presentazione Microsoft tenutasi negli Stati Uniti.

Il momento del lancio…

Windows Vista a Times Square. Dimenticavo di dire che l’importo stanziato da Microsoft per il lancio di Vista in Italia ammonda a 15 milioni di euro… (avete capito bene, ho chiesto conferma)

E per i curiosi una carrellata di vecchi Windows, a partire dal 3.0…

12,8 milioni per LinkedIn

dottavi —  30 January 2007 — 8 Comments

Oggi LinkedIn comunica di aver ottenuto un finanziamento da 12,8 milioni di dollari da Bessemer Venture Partners e European Founders Fund. Dopo il finanziamento di US$4,7 milioni da parte di Sequoia Capital nel 2003, e il round B di US$10 milioni da Greylock, LinkedIn ha raggiunto la redditività nel marzo del 2006.

Giusto ieri parlavo con un amico, country manager di un’importante azienda IT, su quali fossero i modelli di business di successo del Web 2.0. Ora appare chiaro che una delle possibilità è ribaltare completamente degli interi mercati – in questo caso, quello del recruitment.[//]

LinkedIn conta nove milioni di utenti e cresce di 100.000 iscritti a settimana. Guadagna tramite servizi “Premium” offerti agli utenti finali e pubblicità, ma soprattutto tramite offerte di lavoro e ricerche specializzate per le aziende. Un head hunting sulla coda lunga, verrebbe da dire. Tipicamente 2.0, ha ribaltato l’approccio. Mentre i classici siti di recruitment sono attenti alle aziende, che pagano, e hanno pochissimo interesse per gli utenti finali iscritti, LinkedIn ha pensato bene di mettere in pratica i criteri base del Web 2.0. Ha aperto la piattaforma, ha fornito un servizio, e ha lasciato che la Rete si costruisse la rete (di relazioni) da sé. Ha creato una piazza. Dopodiché, business is business, si è messo a fare intermediazione, trasformando così la piazza in un mercato. Nuovo.

Ora noi abbiamo anche Neurona, OpenBC, Ecademy, Viadeo. La vedo grigia, perché ovviamente il valore della rete sta nella rete stessa, quindi difficile costruirne un’altra. Però qualcuno di questi forse potrà trovare un valore da offrire che sia alternativo a quello di LinkedIn. Forse. Forse qualche italiano potrebbe farsi venire in mente qualcosa. Forse.

Fatto sta che con il Web 2.0 Reid Hoffman (una mia foto scattata al LeWeb3, la pagina del management su LinkedIn) ha ribaltato un mercato.

Come e quando rientreranno credo siano problemi che i finanziari possono gestire. Bessemer gestisce oltre un miliardo di dollari di fondi a rischio, è la società di capitale di rischio più vecchia degli Stati Uniti e ha finanziato anche Skype e Wikia. European Founders Fund si definisce “società di alto investimento selettivo”, hanno creato Alando, poi diventata eBay Germany, Jamba!, oggi parte di News Corp., e altre.

E noi? Venture? Yuhu? Yuuuuhu??? (sembra l’eco di una stanza vuota…)

PS Un’ottima analisi del social networking per il lavoro l’ha fatta Dario su Humanitech

Un po’ troppo entusiasmo

dottavi —  24 January 2007 — Leave a comment

Gna fo’, è più forte di me. Quando leggo robe così mi viene da rosicare. Mi piacerebbe che testate di livello come Repubblica.it si prendessero il tempo per fare un po’ di ricerche in più, evitando di dire che se arriveremo alle interfacce gestuali, o aptiche, "sarà solo merito suo", di un singolo ricercatore, quando si tratta invece di un filone di ricerca ben delineato.

Luca Galli – aka alter – ne aveva parlato qua a marzo dell’anno scorso

E’ morto Kapuscinski

dottavi —  24 January 2007 — 2 Comments

Questa è una di quelle notizie che mi tolgono la voglia, mi viene da spegnere il computer e mandare tutto a culo. E invece no, proprio perché si tratta di Kapuscinski, e il principale insegnamento che dà, da grande giornalista quale è stato, è il primo e il più importante del giornalismo tutto: “se c’è, la notizia bisogna darla”.

E allora eccola, Kapuscinski è morto, l’ho letto or ora su RaiNews24. Un coccodrillo proprio d’archivio. Invece Kapuscinski merita di più, bisogna leggere di più anche fuori dalla Rete. Per chi si fosse perso “Autoritratto di un reporter“, o non avesse colto questo passaggio, ecco quella che per me è una lezione di vita, e credo dovrebbe esserla anche per ogni aspirante giornalista, tanto più se blogger:

“Le caratteristiche fondamentali di ogni reporter[//] sono la conoscenza e l’intuito dello storico. E’ facile distinguere il buon giornalismo da quello cattivo: nel buon giornalismo, oltre alla descrizione dei fatti, c’è sempre la spiegazione delle cause. Nel cattivo giornalismo c’è una descrizione priva di nessi e di riferimenti al contesto storico: una pura e semplice cronaca dei fatti, dalla quale non apprendiamo né le loro cause né i loro precedenti. La storia risponde alla domanda: perché?

Nella nostra professione non dobbiamo mai perdere di vista il lettore o il telespettatore al quale ci rivolgiamo. Sulla vicenda che gli stiamo esponendo siamo molto più informati di lui, per cui dobbiamo cercare di fargli capire ciò che è successo prima, raccontandogli la storia per intero”.

Ecco, io credo che chiunque si riempia la bocca di parole come “giornalismo” e “giornalisti” dovrebbe prima pensare a queste cose. E tanto più dovrebbero farlo gli editori o altri esponenti del cosiddetto “establishment” del giornalismo stesso. Ma a questo dovrebbero pensare anche coloro che alla professione si affacciano, credendo che si tratti di andare in giro pagati e riveriti per poi scrivere una cosa qualsiasi.

Non è così. Il giornalismo è una cosa che prima di tutto si fa. Non è un mestiere, è un lavoro duro. E si fa con passione. Dice sempre Kapuscinski: “Il viaggio a scopo di reportage esige un surplus emotivo e molta passione. Anzi, la passione è l’unico motivo valido per compierlo”. Poi il viaggio con passione può avvenire anche in Rete, basta non fermarsi alle apparenze, al primo link, al copincolla a caso. Bisogna risalire alle fonti, controllarle, verificarle, tastare con mano se è vero. Si può fare anche nella tecnologia, o nell’arte dei giardini, nella moda o in qualsiasi fantasiosa disciplina.

Ha ragione Kapuscinski: distinguere il giornalismo buono da quello cattivo è facile. Basta aprire gli occhi.

Non riesco ancora a chiudere il giro sul Barcamp di Roma, troppa roba interessante per farne una sintesi. Ma questo mi preme segnarlo al volo: la proposta di Antonio Sofi per un "Movimento di liberazione degli archivi", che ha lanciato in realtà al convegno del giorno prima, quello tenutosi in FNSI e organizzato da Giornalismi Possibili / LSDI (ne ho raccontato qualcosa qui).

L’idea di Antonio, se ben interpreto, è che non solo ne guadagnerebbe la cultura, ma anche i media potrebbero facilmente monetizzarlo. Antonio si riferisce principalmente ai newspaper, io estenderei l’idea ai video. Su questo tema avevo lanciato una provocazione riguardante la Rai (che se non ricordo male è società pubblica, o sbaglio? ;) tempo addietro, citando questa iniziativa di Google.

Certo, non abbiamo veramente aziende tipo Google in Italia – voglio dire, non R&D né product development – che possano facilitare gli investimenti per digitalizzare il materiale analogico di archivi pubblici. Ma intanto quello digitale sarà già abbondante, e poi abbiamo comunque grandi gruppi Internet (RCS – Dada, Telecom – Virgilio – Alice, Libero – Wind, Tiscali) e media (Repubblica e Corriere, to name a few…) che forse dovrebbero iniziare a pensare di partecipare in maniera davvero diversa alla vita del Paese…

Ho dato un’occhiata in Rete, tantissimi interventi interessanti. Io per ora ho rifinito le slide per cercare di renderle intellegibili: sono una versione leggermente estesa di ciò che ho presentato al convegno della FNSI venerdì e al Barcamp di Roma sabato. Eccole qua:

A questo tag si trovano le altre. A presto per aggiornamenti.

Barcamp Roma, post intimista

dottavi —  22 January 2007 — 5 Comments

Col mio solito ritardo. Per ora solo questo pezzullo scritto sul treno, sulla via del ritorno. Presto per altri temi.

Notte, anzi sera, sul treno, anzi carrozzone un po’ sporco, solite Ferrovie. La signora napoletana due posti avanti chiede perché non annunciano le stazioni, che ha paura di sbagliarsi e non scendere a quella giusta, quella di fianco a me ci vede poco ma non rinuncia alla Settimana Enigmistica, il ragazzo laggiù, as usual, gioca col cellulare.

Insomma, back to real life, dopo il Barcamp di Roma.[//] Che non è virtuale, come non è virtuale Internet, né meno reale di questo vagone, però certo proietta in avanti allunga prospettive stimola neuroni amplifica attenzioni e come dice l’amico Ivan Montis comprime le cronologie. Accelera tutto d’improvviso, come l’ingresso nella matrice di Johnny Mnemonic, per chi se lo ricorda, e un po’ come il protagonista – era Keanu Reeves – mi sento come se mi fossi infilato in testa il 4x dei byte che potevo storare, anche se avevo preventivamente compresso l’unità per fare spazio.

Una augmented reality senza bisogno di dispositivi stile piloti dei caccia. Ad amplificare la realtà, qui, sono le altre persone, come sempre, ma ad alto throughput, come dire, a forte intensità. Intensi e velocissimi gli incontri e gli scambi con chi non conoscevo fino a poco prima, come Antonio Sofi, bel sympathos, davvero un piacere l’intesa immediata, e poi Alessandra e Chiara, Frieda Brioschi, Tommaso T Sorchiotti, Andrea “Ptumpa” Cuius, Andrea non mi ricordo sorry, Alessandro Guerra, Francesco Sullo, Tommaso Tessarolo, tutti quelli che mi hanno fatto il bel regalo di intervenire e discutere durante e dopo la mia presentazione, quelli con cui mi sono trovato d’accordo e altrettanto quelli con cui d’accordo non ero. Accomunati, tutti, dal piacere del confronto e del martellare sulle idee, fino a dargli forma come fabbri o meglio ancora come antichi scultori in una bottega d’abaco, che così si chiamavano gli studi degli artisti del Rinascimento, che saper far di conto, calcolare, era considerato sopraffina facoltà.

Be’ roba normale ma che nell’industria normale non è. Vengo da anni vissuti con i percorsi del pensiero irrigimentati da editori, marketing aziendale, sales, channel, corporate communication, con conferenze in cui rimanevo astonished e mascella pendula, e alla frase “Ci sono domande?” mi veniva da dire “Sì, scusi, una: ma siete scemi o cosa?”. Scollamento dalla realtà per loro e troppa indulgenza da parte mia.

Ma non ho voglia ora di far discorsi seri, siamo quasi a Grosseto, la signora napoletana è già davanti alla porta da qualche minuto, che ha paura di sbagliarsi e non scendere a quella giusta, e ripenso non agli argomenti ma alle persone, a Diego Bianchi Zoro, serendipico entropico direi situazionista, Andrea Martines, letterato programmatore e viceversa, alla solidità di Emanuele Quintarelli, a Luca Conti blogger multidimensionale, uomo con il sorriso serio del giocatore di scacchi e generoso (ehi grazie ancora, facci sapere), Luca Mascaro interrogativo e affermativo al tempo, ineffabile Kiaroskuro, Stefano Vitta decisamente tridimensionale.

Notte, tanto che cercando di guardar fuori dal finestrino vedo riflessa la mia faccia col sorriso un po’ ebete, stanco ma contento. Penso che ho dimenticato qualcuno, peccato, ma non voglio pensare per ora agli argomenti, devo deframmentare ancora un po’. La signora napoletana è scesa, quella con la Settimana Enigmistica anche, contento ma stanco non vedo l’ora di farlo anch’io. Per ora.

Starting Barcamp

dottavi —  20 January 2007 — Leave a comment

Uau la rete funziona! Per ora troppo di corsa, ma le foto a questo indirizzo

Vicino al Tevere, di fronte a Trastevere, nella sede della FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana cioè il sindacato dei giornalisti, per quello che Pino Rea, ex-giornalista ANSA, consigliere nazionale della FNSI e chairman della giornata, ricorda essere il

Marco Zamperini ora sta bene, ma ha passato un brutto Natale. Marco, un abbraccio, a presto.

Lo Zampe è tipo vulcanico, uno dei pochi italiani davvero qualche anno avanti. Ci siamo conosciuti a un evento aziendale – er, a dire il vero era la pista della discoteca in cui si teneva l’evento, col. son. Enola Gay – ma abbiamo avuto altre occasioni per fare chiacchiere per me sempre illuminanti e interessantissime. Ho ritrovato un’intervista che gli ho fatto per Network News nel dicembre 2003, giudicate voi.

Marco, viva la vita, a rivederci presto in pista.

Lo trovo segnalato da Vittorio e non posso non rilanciare: dal 23 al 28 gennaio si tiene a Torino Toshare, "rassegna di culture e arti legate ai nuovi media e alle tecnologie digitali". E’ fantastico vedere come queste ricerche siano oggi molto più vicine al comun sentire. Il programma è ricchissimo e, ehi, tra le conferenze di domenica 28 c’è anche Bruce Sterling…

Ecco una di quelle cose interessanti che classificherei sotto ciò che chiamo "declinazioni del Web 2.0": 2People. Da quel che vedo raccoglie partecipazioni, contributi e donazioni sul tema specifico del riscaldamento globale, e stimola l’associazionismo. Il tutto utilizzando, in un modo direi efficace, il principio degli "utenti al centro". Carino no?