A me la storia degli auguri prende sempre un po’ così. Però Natale mi ha portato un bel regalo, e quindi sono un po’ più buono. E poi, che diamine, le persone a cui tengo certo che le saluto. Quindi ciao, ci si ribecca l’anno prossimo.
Infoservi si appresta a segnare la tacca del primo anno della seconda vita. La prima versione non era nulla di che, giusto una palestrina che non ero riuscito a sviluppare come avrebbe meritato, fino a che alter (luca galli) e ivan (ivan montis) non mi hanno dato una spinta e abbiamo messo su questo robo qui. Grazie amici.
Spero riusciremo a fare Infoservi 3. Quest’anno abbiamo visto realizzarsi, o almeno attecchire, idee che abbiamo seguito su queste pagine e di cui abbiamo discusso interminabilmente negli anni passati.[//] Non ci siamo mai messi d’accordo su un "claim" definitivo, probabilmente perché Infoservi è terra di confine. A me piace "Innovation Creativity Technology" perché ridefinisce la vetusta e polverosa sigla ICT volendo dimenticare, o meglio portando fuori dagli schemi tradizionali, l’Information & Communication Technology.
Niente di più vecchio. Qui si parla d’altro. L’idea è trovare l’intersezione – ecco perché la citazione dell’incrocio in Smoke di Paul Auster – tra delle istanze di innovazione provenienti dagli sviluppi della tecnologia, tradizionalmente cieca nella più classica cecità scientifica, e quelle umane e sociali. Quindi il termine "interfaccia", per esempio, è declinato in senso ampio, da quella urbana o degli oggetti a quella software o del web design.
Un termine che spero sparisca presto, sostituito da un più universale "user interaction". Ed ecco quindi perché il design. Un’interazione tra persone e cose e che, tra persone e persone, portiamo avanti principalmente attraverso i media e altri strumenti sociali, come anche il consumo, e quindi il marketing.
Ambiti che, sarà per mia deformazione personale, non riesco a non considerare sfumati nei limiti e sempre più convergenti. Di una seconda convergenza, però. Perchè quella discussa da Negroponte, tra gli altri, undici anni fa in Being Digital è ormai cosa fatta. Il punto di intersezione tra informatica, telecomunicazioni e media l’abbiamo superato da qualche anno.
Secondo me è tempo di convergenza tra discipline. Che mantengono e manterranno una loro specificità, ovvio, ma che per forza di cose devono confrontarsi e imparare a capirsi. Dico spesso che in Italia siamo troppo spesso soggetti al Principio del Caffé: di solito prendiamo tutti l’espresso, ma se entriamo in un bar in gruppo state certi che ognuno ne prenderà uno diverso. Ci piace farlo strano.
E invece secondo me bisogna imparare cosa succede "dall’altra parte", qualunque cosa sia. Secondo i principi dell’antica – non vecchia – techné socratica:
"Gli artisti sono anche tecnici e i tecnici sono anche artisti, perché il loro fare, in entrambi i casi, comporta un saper fare o un metodo; comporta, cioè, una conoscenza, pratica e teorica a un tempo, e una partecipazione consapevole a ciò che si fa. E questo vale sia per il lavoro intellettuale, sia per il lavoro manuale: alla techne greca partecipano sia l’architetto, sia l’ingegnere, sia il muratore esperto del proprio mestiere"
Buon anno









E così siamo famosi. La persona dell’anno è il “tu-io-noi” collettivo, il pubblico, i cittadini. Le persone – tutte – conquistano la copertina, con la loro partecipazione planetaria. 
