Archives For March 2006

(Upd: aggiunto video, vedi sotto) Un pc – o meglio una piattaforma – per operare in zone rurali. Resistente a polvere, calore e interruzioni di corrente. E’ la proposta di “community pc” Intel per l’India.

Filtro per la polvere, sistema di raffreddamento per resistere in ambienti fino a 45 gradi, gruppo di continuità integrato e basso consumo di corrente. Insomma: non male, anche se forse non in linea con l’iniziativa One Laptop Per Child di Negroponte. Però la resistenza a diversi ambienti è comunque un’esigenza di cui tenere conto, e in ogni caso si tratta dell’ennesima conferma – se ce ne fosse bisogno – della particolare richiesta di innovazione che viene dai Paesi dell’Est (vicino o lontano).

Non sono disponibili previsioni sui prezzi che potranno avere i sistemi finali. Intel però intende iscrivere questa idea in una più ampia iniziativa per stimolare la creazione di chioschi Internet. La chiama “Jagruti” (“Awakening”).

Compito non facile. Certo è che un risveglio è sempre cosa buona.

Update: Ecco qui il video. Quello ruggedized si vede nella seconda parte, all’inizio invece una demo di notebook con materiali nuovi (sembra alcantara? :).

Dailymotion blogged video
Intel pc
Video sent by hexholden

Qualcuno si ricorda questo?

E’ la schermata di accesso ai sistemi “network computing” di Netscape. Era il 1996, Comdex Las Vegas (altre info in fondo). Be’, buffi i corsi e ricorsi storici, e meglio ancora le differenze che si riscontrano oggi con le nuove applicazioni Web 2.0.[//]

Mentre aspettiamo Writely da Google (che, en passant, mi ha appena attivato l’accesso a Pages, altro appena possibile), ecco qua un bel word processor on-line: ajaxWrite.

Imponente: funziona alla grande, ha un sacco di funzioni, sembra un word processor completo, e stanno lavorando anche al correttore ortografico. E’ scritto con questo nuovo AJAX, Asynchronous JavaScript And XML, tecnologia che bisogna assolutamente approfondire. Morale: son 330Kb, ed esegue sul tuo processore. In questo non si può salvare on-line, e per ora funziona solo su Firefox 1.5. Oggi è gratis. Disruptive, isn’t it?

P.s. Insomma, curioso scoprire come, con tutti gli errori fatti, per certe cose si era visto giusto. Ancora più curioso vedere quante previsioni davvero fuori sono state fatte. L’immagine all’inizio viene da una presentazione di ciò che avevo visto al Comdex 1996. Give a click, merita rivedersi oggi, quasi 10 anni dopo… (clicca sull’immagine, scusa la formattazione, è un export brutale da PowerPoint)

Prendi il fenomeno del videoblog e fanne una campagna promozionale con concorso, basata su un microsite "very rich" in Flash. E’ quello che han deciso quelli di Boston Market, sussidiaria di McDonald’s specializzata in fast food di qualità.[//] Notizie sulla catena nella loro newsroom.

Intrigante, sia per questo uso imponente di Flash e/o similie (avevamo già parlato di una cosa simile in quest’altro post) sia – e forse soprattutto – per l’idea di portare in Rete gli "homemade videos" degli utenti. Ecco come si presenta l’ambiente:

Al concorso si accede da questo indirizzo.

P.s. Nel frattempo ho trovato un altro hoster di videoblog. Questo però permette anche di registrarli in tempo reale – "Record video now!". E’ Openvlog.

  

Le mani sul video

lgalli —  21 March 2006 — 7 Comments

Altro che picchiettare con un dito sul bancomat…



Qualche info sugli “incredibly interdisciplinary” autori di questa che a me pare una meraviglia (e spiega più di dieci paper cosa si intende per interfacce “aptiche” o fondate sul gesto):
“Jefferson Y. Han at New York University’s Media Research Lab is the director of “Multi-Touch Interaction Research” project. The goal of the project is described as “Bi-manual, multi-point, and multi-user interactions on a graphical interaction surface” e continua ovviamente. Enjoy (o meglio, speriamo di gioirne il prima possibile tutti quanti. Già mi vedo la fila al bancomat…).

Google cerca nel Finance

dottavi —  21 March 2006 — 1 Comment

E’ uscito Google Finance. E lo fa a modo suo: si presenta come una beta davvero "early"; ha una sua pagina di what is piuttosto precisa, e ha un Google group dedicato. Uhm. La ricerca di un titolo è speedy, stile "feeling lucky" se non ci sono risultati multipli (provate per es a cercare "tod’s", giusto per prender spunto dalla cronaca).[//] La pagina poi lavora "à là google": cooka e si personalizza immediatamente. Con una mossa non frequente, Google dichiara anche di avere un team di moderatori per filtrare i messaggi nei gruppi. Uhm.

Niente da dire. Ma piacerà davvero al finance? E’ un mondo difficile, dove le fonti di informazione vengono vagliate in modo particolare. Uhm.

Nel frattempo si valuta l’impatto di questo servizio sullo scenario competitivo, principalmente verso Yahoo!. Ne parla questo articolo di Forbes.com.

Non ci credete? Eccolo qua:

(Upd) Alter mi dice che sono stato troppo criptico. E’ solo una roba (auto?)ironica fatta da questi qua: Certifyr. Provate anche voi a certificare il vostro sito : - ). Curioso, comunque, questo humor sul "2.0". Vedi anche quelli citati in quest’altro post.

Di "net surfing" si parlava dieci anni fa, quasi prima dei motori di ricerca. Ma sembra tornato d’attualità, perché nell’universo "fuori" dai motori di ricerca, o in risposta a query che non ci è venuto in mente di comporre nel "buco", sembrano spuntare nuove idee, o comunque formule interessanti, spunti. Uno è[//] il sito Jerry Time che ho trovato segnalato da Cool Internet in questo post. Un cartoon che non saprei definire altro che "sintetico", dal gusto retrò ma che direi compone un format innovativo.

Un altro spunto viene da questa iniziativa di Getty Images, segnalato questa volta da alter. Fantastico: questo sì che è un sito in Flash, e che merita di esserlo. Non una antipaticissima intro decorativa e inutile, ma un progetto completo e complesso. Fa tutto: branding, drive del traffico, community. E usa in modo elegante, tutto sommato, un’iniziativa di solidarietà. Può forse essere anche considerata una forma innovativa di Corporate Social Responsibility? Forse. Se consentisse anche il post di foto proprio sarebbe perfetto. Ma probabilmente leggermente fuori dal "business scope" di Getty Images ;).

Tra l’altro, incontra in modo particolare il mio gusto personale. E curiosamente lo trovo un poco simile, nell’estetica, a un’altra buona iniziativa, questa volta di Splinder: Vita da blogger.

Ho trovato su Supercazzola un bel servizio di streaming video – tra l’altro, con un delirante video pubblicitario di Internet Explorer 7 che trovate a questo permalink. Ho messo per prova qualche video (tra cui il mitico “Aborigeno” di Guzzanti qui sotto ;) e insomma questo Daily Motion mi sembra ben pensato.[//]

Numerosi i formati video supportati, buono il tagging e i meccanismi di share, facile e veloce, multilingua. Insomma parte alla grande, sembra proprio ok. Francese.

Giusto per prova ripropongo un vecchio spezzone sicuramente noto ma sempre valido :)


Aborigeni e nuovi media
Video sent by hexholden

Forse sono io che arrivo tardi, ma non avevo notato prima la possibilità di creare bottoni per la Google Toolbar, nella sua ultima versione in lingua inglese (ennesima beta, come al solito). Giocattolini curiosi: linkano direttamente al sito e volendo riportano la lista dei post estratta dal feed RSS. Coooool: non stupisce che abbiano subito attratto un bel po’ di siti e blog di ogni genere.[//] A questo indirizzo se ne vede la gallery.

Divertente. Un ennesimo modo per legare fornitori e fruitori a Google, anche se in modo leggero. Google infatti non ospita nulla (il bottone alla fine è un file xml da salvare sul proprio server) e si limita a fare da tramite. Anche le istruzioni per creare il proprio bottone sono pubbliche, e facili da mettere in pratica.

Potevamo restare senza un bottone per la Toolbar? Non sia mai. Cliccando qui puoi avere anche tu un bottone Infoservo nella tua Google Toolbar 4…

: - )

Venditori e compratori. Grandi marche e fornitori sconosciuti. Padiglioni giganteschi, per budget pesanti.
Oppure stand minuscoli, caotici e stipati di roba come un negozietto in Paolo Sarpi. [//] Corporation globali, grandi brand – Samsung sopra tutti – e outsider cinesi che dicono “no a wintel”. Grisaglie impeccabili o pantalonacci da due soldi. Ma sempre coreani, giapponesi, taiwanesi o cinesi. Mi è sembrato il segno più curioso di tutta la manifestazione. Certo che eravamo in Germania. Ma fin troppe cose avevano comunque a che fare con l’Asia – non con l’Asia in generale, ma il Far East di un ICT mescolato interamente con l’elettronica di consumo. Persino dal punto di vista simbolico. Sarà mica un caso che il nuovo mini-tablet Microsoft si chiami Origami. E i due manufacturer che ne hanno portato lì uno si chiamano appunto Samsung e Asus. A voler misurare le cose con il metro della fiera, quello dello stand più grande, c’erano ancora loro. Samsung, che era davvero dappertutto, fosse per i telefoni, dalla fascia bassa ma sempre ben disegnata al modello around-the corner. Oppure per i nuovi piccoli tablet, come piccole cornici da tavolo (ma servono a sfogliare flickr), sparsi ovunque in mezzo a display di ogni dimensione. Ma hanno portato anche i piccoli. Organizzati sotto l’ombrello dei Paesi. “Dynamic Korea”: un’isola intera di aziende. “U-Korea” o qualcosa del genere: altra posto zeppo di offerte e demo. Lo stesso per Taiwan, per la Cina. Un mare di oggetti. Dal gioiello di design al ciarpame elettronico. Non so bene cosa vuol dire, e non so nemmeno se mi piace così tanto. Ma sembra importante.

No tempo, solo per segnalare Writely, un word processor on-line comprato da Google.

Dopo Pages per la creazione di pagine web, che tra l’altro va in competizione con uno dei servizi di Office Live, sembra che la barra della sfida per le appicazioni web si stia alzando di brutto, uh?

A presto per gli approfondimenti su Live. Intanto ci si può svagare facendo disegnini con l’italiano Flipbook.

Testo dell’editoriale pubblicato su Computer Bild l’8 marzo 2006, in cui presentavo il primo speciale sui blog

Certo: in tv, quest’anno, gli appuntamenti importanti non mancano. Positivi i risultati per le Olimpiadi invernali, e quest’estate ci attendono campionati di calcio. Nel frattempo ci possiamo dilettare con veline, isole, fattorie e molte altre cose interessanti. Certo. Se però siete tra coloro a cui piace usare dieci dita (sulla tastiera del computer), anziché il solo pollice per il telecomando, allora fate attenzione, perché c’è un altro spettacolo in onda. Ma stavolta i protagonisti siete voi. No, non è una “candid camera”. Non va in tv, anche se potrete facilmente trasmettere i vostri video. È l’ennesima opportunità offerta dalla Grande Rete: la possibilità di creare contenuti in prima persona – che siano testi, immagini, video o trasmissioni radio – e condividerli non solo con amici e familiari, come abbiamo già imparato a fare nel “salotto digitale” di cui parliamo spesso, ma anche con estranei, con il grande pubblico di appassionati che si può trovare in Rete. Già, appassionati. Perché nonostante alcune storie negative che capita di leggere sui giornali, e alcune astruserie di chi della Rete non ha ancora capito nulla, là fuori c’è pieno di gente che la pensa come noi, che ha i nostri stessi interessi, che guarda gli stessi film che guardiamo noi e probabilmente si commuove davanti alle stesse storie. E a cui piace raccontarle, e commentare quelle degli altri. È un fenomeno in evoluzione. Nato già da qualche anno, sta conoscendo una seconda giovinezza. Abbiamo provato a fotografarlo con lo speciale di pagina 60, ma è solo l’inizio. Se la Rete vi sembra troppo astrusa, comunque, potete sempre dilettarvi con le tante altre novità di questo numero. Buona lettura.

Nello speciale, tra le altre cose, questa analisi sul mondo dei blog (una fotografia della situazione di allora, poi aggiornata qui), l’intervista a Marco Palombi e quella a Daniele Vietri / Marlenek, autore di dBlog. Qui il lancio dell’iniziativa di allora.