Archives For February 2006

million dollar page

Gustoso articolo su Fast Company: Craigslist and the media. Racconta che, durante l’ultimo episodio di Nightline (ABC News), il sito di classified ad di Craig Newmark è stato “accusato” di “far male” ai giornali.[//] Ameno il passaggio:

… there was the complaint that the site is hurting the newspaper business, stealing away those who would buy classified ads. According to Nightline, this shift has created an annual loss of $50 million in San Francisco alone…

Ahah. Cicca cicca…

Domanda: come stanno andando Kijiji e altre iniziative simili? Pur consci che questo tipo di pubblicità locale non ha mai avuto grande fortuna da noi, potrebbe forse essere interessante se targettizzata? Tipo il matto che ha fatto la One-Millior-Dollar-Page, ma dedicata a fasce di pubblico selezionate e pregiate. Sono fuso?

P.s. Intrigante anche rileggere il vecchio articolo Are you on Craig’s list?, bel ripassone di community e “market space”, a proposito delle “aziende che ascoltano” di cui si parlava ieri.

P.p.s. Comunque la 1-m-$-p ha un suo fascino…

Web 2.0, una riflessione

dottavi —  22 February 2006 — 7 Comments

Sto completando lo speciale sui blog di cui parlavo nell’altro post. Tra le tante cose che ho letto ho anche ripreso in mano Cluetrain Manifesto. Ricordate quando, nelle prime pagine, dice qualcosa tipo “aziende svegliatevi, c’è una folla là fuori che vuole parlare con voi”???[//]

Be’ a occhio direi che non solo la maggior parte delle aziende non ha ancora bellamente capito una cippa di questa storia qui, e continua imperterrita a non ascoltare. Ma soprattutto quella folla in cerca di informazioni o curiosità potrebbe anche essersi diradata. O magari come numeri è ancora ampia, perché è arrivata un sacco di gente nuova. Ma non è più lì il centro dell’attenzione.

Perché nel frattempo abbiamo imparato ad aiutarci da noi.

Per cui forse non solo il wiki aziendale di cui parlava alter (giustissimo peraltro). Forse non solo anche un blog aziendale, tipo quello di Google (stra-giustissimo altresì). Ma anche un modo che sia davvero in grado di accogliere i clienti/utenti, e facilitare la comunicazione tra di loro.

Sì lo so che è roba stra-sentita sono un po’ lento però mi sembra importante ribadirlo :)

Sarà che sono stordito ma non me n’ero mica accorto: Fiat fa un concorso con Google Earth per la Sedici. Eccolo qua.

Scusate, non ho fatto a tempo a dirlo prima, ma sto facendo un lavoro sul cosiddetto "fenomeno blog". Ho cercato di inquadrare il fenomeno con l’approccio "prima la Rete degli informatici, poi la Rete delle aziende, ora la Rete delle persone". Quindi Internet partecipativa. Ci metto anche qualcosa di citizen journalism etc, ma piu’ che sul teorico vorrei stare sul pratico: cosa sta succedendo ora, cosa si sta facendo / cosa *stiamo* facendo in Rete. [//]

Ci sono degli articoli facili, di tipo tutorialistico, su "come fare", ma il centro sono ovviamente i blogger veri e propri. Le persone, appunto. Purtroppo però non mi è stato possibile fare un lavoro preventivo super-pianificato, siamo sempre in corsa contro il tempo (e controvento, e peggio ancora).

Diciamo che quello che uscirà sarà un primo intervento a cui ne potranno seguire altri. Se volete partecipare, dire la vostra, darmi suggerimenti, ben volentieri: lasciate un commento qua o scrivetemi. Come sempre, non vi assicuro niente, ma ben volentieri racconterò i dettagli a chi lo desidera.

Grazie ciao

 

Wiki per lavorare

lgalli —  21 February 2006 — 1 Comment

Ma avete già provato voi che state più avanti? Dico ho capito io che sono una bestia. Intendo come si fa un documento a più mani usando un wiki (a partire da MediaWiki): un documento di progetto dico, una cosa aziendale, o cosa ne so un poema distribuito, una sfiga sperimentale, quello che si vuole. Mi è piaciuto da pazzi. Metti le tue modifiche e vedi subito il risultato come un tutto. Un unico sistema di documenti che cresce mano a mano che le persone collaborano. Si capisce che qualcuno sveglio doveva subito farci un business. Tipo questi australiani che hanno un prodotto commerciale di enterprise wiki software. Prendano nota quelli che si occupano di collaboration, produttività, reti sociali. Magari pure a Bruxelles. Su 207 pagine di un report recente sulla collaboration i wiki appaiono solo per un paio di citazioni da wikipedia…
vedi

Di HSDPA ho già parlato in questo post. Le altre novità di Barcellona però non sono poche. Intanto i numeri della fiera: 962 aziende, 50.000 partecipanti e 1.900 giornalisti: che rispetto ai 1.200 dell’anno scorso danno una bella idea dell’interesse che questi temi stanno riscuotendo. Bisognava proprio esserci. Anche da qua, però, qualcosa son riuscito a riepilogare. Appunti e qualche foto.[//]

Dopo la radio, arriva la tv
La mobile tv parrebbe si faccia in DVB-H (standard), dove l’ultima lettera sta per “handheld” e la sigla iniziale per “Digital Video Broadcasting”, come per il già noto digitale terrestre televisivo “fisso”. Questo in realtà è un sottoinsieme di un altro standard, il Terrestrial Digital Media Broadcasting (T-DMB), da cui deriva la cattiva notizia: i mondiali di calcio di quest’anno, in Germania, saranno trasmessi in questo modo. Quella buona, invece, è che TIM e RAI hanno già iniziato le sperimentazioni DVB-H in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino. E non è l’unica sperimentazione di rilievo di questa occasione.

I produttori, intanto, cercano di non lasciarsi sfuggire alcuna occasione. Samsung, per esempio, introdurrà sia il P900 in T-DMB, sia il P910 per DVB-H (foto). In attesa del B4100: che oltre a poter usare più standard avrà anche una fotocamera da cinque megapixel e la capacità di eseguire giochi 3D. Nokia, invece, presenta l’N92, sempre DVB-H (foto).

Il telefono nel computer
Ad apprezzare le potenzialità di una rete HSDPA saranno i cosiddetti “utenti mobili”, per la più immediata velocità di trasferimento dati. Anche per questo Intel e la GSM Association hanno annunciato un’iniziativa per stimolare l’integrazione delle tecnologie GSM nei computer portatili. Qualcosa si inizia già a vedere, ma molto altro arriverà in futuro. La presenza di un modem 3G in un notebook è infatti solo il primo passo: l’obiettivo è, piuttosto, utilizzare le SIM card come sistema di autenticazione anche per accedere alle reti Wi-Fi. Se infatti le reti wireless basate su standard tipo Ethernet sono ormai diffuse e avanzate, altrettanto non si può dire purtroppo per la loro facilità d’uso e facilità di accesso.

Sempre più veloci
Un’altra tecnologia mobile a banda larga sta facendo capolino: si tratta di Wi-Bro, ovvero “wireless broadband” con il soprannome coreano per la versione di Wi-MAX in grado di effettuare trasferimento dati anche se ci si sposta a 120km l’ora. Sperimentata anche in questo caso da Telecom Italia e Samsung a Torino, in occasione delle Olimpiadi Invernali, promette di navigare dal telefonino con velocità di 20/30 megabit al secondo. Quando? In un futuro neanche troppo lontano: Telecom Italia afferma che inizierà a commercializzare i telefonini e i servizi Wi-Bro nei primi mesi del 2007.

La passione per i messaggini
Ben fotografando un fenomeno mondiale, ma con svariati anni di colpevole ritardo, la GSM Association a Barcellona ha annunciato anche un’iniziativa per portare l’instant messaging sui cellulari. Questo nuovo sistema, chiamato Personal IM, dovrebbe garantire non solo uno scambio di messaggi immediato, funzionalità che tramite SMS è solo probabile ma non assicurata, ma soprattutto la possibilità di vedere chi è on-line, proprio come accade con un messenger per computer. Si presume che si tratti di un’applicazione basata sull’Internet mobile, che quindi potrebbe essere tariffata per qualsiasi passaggio di dati (sia in entrata sia in uscita). I 15 operatori che hanno firmato il protocollo d’intesa, però, si sono accordati per sviluppare un sistema di addebito che consenta di pagare solo i messaggi in uscita, come accade con gli SMS. Anche perché, in caso contrario, lo stesso messaggio sarebbe stato pagato due volte. Nel frattempo Microsoft spinge invece per il suo sistema concorrente a Blackberry, Direct Push. To’, guarda chi c’era: Steve Ballmer.

Il telefono che sente
Mancano i servizi evoluti. Ma, anche in questo caso, qualcosa viene presentato a Torino. Un esempio è Mobilife, un progetto che, all’interno delle iniziative Information Society Technologies dell’Unione Europea, vede diverse aziende impegnate a sviluppare applicazioni di nuova concezione. Alcuni prototipi sono stati presentati alla mostra sull’innovazione Experimenta. Un esempio può essere un dispositivo che, indossato da uno sportivo, può mandare informazioni in tempo reale sul battito del suo cuore a una tv o a un telefono cellulare. Un altro può essere la capacità del telefono cellulare di recuperare informazioni sul contesto in cui ci si trova, segnalando quali punti di interesse o eventi siano nelle vicinanze, e permettendo di condividere queste informazioni con amici. Ma su questo sono altri quelli che dovrebbero intervenire ; - ).

Puf. Mica banale. Per rilassarmi un po’ non mi dispiacerebbe sentire un MP3 con il W950: è il nuovo cellular-Walkman di Sony Ericsson. Schermo touch-screen, UMTS e quattro gigabyte di spazio per la musica (foto).

Ok, ti sei lasciato prendere la mano. Fino a qualche tempo fa non potevi fare a meno di controllare la posta anche alle ore più strane (come il già famoso topo d’appartamento della settimana scorsa :). Ora appena sveglio controlli quanti accessi hai avuto al blog. Dai, confessa che vorresti saperne di più sul tuo traffico. Be’, l’ha pensato anche Google[//] e infatti si sono comprati Measure Maps: un servizio per le statistiche dei blog, che verrà offerto gratuitamente. Ecco cosa ne dicono sul loro blog.

Questa iniziativa segue Google Analytics, il sistema gratuito per l’analisi delle statistiche web.

Per ora ho più che altro una domanda: ma, di preciso, cosa vuol dire “gratuitamente” per Google? come la mettiamo col tracking?

Ho trovato la notizia per la prima volta sul blog dei simpatici “colleghi” spagnoli: Microservi

Il buon Tansini il novembre scorso ha fatto un bel pezzo su Google Analytics su WebMasterPoint

Le notizie dove accadono

dottavi —  16 February 2006 — Leave a comment

Servizio spettacolare segnalato da Kanedaweb: What’s up. In tempi di RSS, aggregator e altri splendidi servizi solo testo (sempre stato affezionato all’estetica Courier da Lettera 32, per non dimenticare l’Ascii Art), una visualizzazione così è davvero un bel modo per usare Flash etc. Sarà che sono “addicted to newsroom”, ma dà proprio il senso di una visione globale. Un buffo professore per cui ho lavorato ai tempi (una database application in Pascal per categorizzare informazioni tratte dai quotidiani) parlava di “reality on-line”. That’s it.

Come dormono la notte

lgalli —  15 February 2006 — 1 Comment

“I simply don’t understand how your corporate leadership sleeps at night”. Sembra Michael Moore? Invece no, è un rappresentante del Congresso degli Stati Uniti a proposito della condotta di quattro big rispetto alle restrizioni imposte dal governo cinese. Si parla di [//] Microsoft, Yahoo, Cisco Systems e Google – i quali hanno ovviamente le loro contro-argomentazioni Leggerei la storia per esempio su BBC News. Un possibile esercizio: mi chiedo che farei io se avessi un’opportunità lì.

Fioccano, le novità da Barcellona fioccano. Una piccola (nel senso dello schermo) è l’accordo Vodafone-Google per il motore di ricerca sul telefonino. In realtà, Google Mobile è fuori da un po’, e iniziativa simile è stata fatta anche da Yahoo! Mobile.

Però[//] un bel deal per Vodafone, che dice orgogliosa: “Vodafone ha annunciato oggi al 3GSM Forum a Barcellona di aver stretto un accordo di collaborazione con Google per sviluppare servizi innovativi di ricerca dai telefoni cellulari per i propri clienti. Vodafone integrerà il motore di ricerca di Google su Vodafone live!, fornendo ai clienti UMTS la possibilita’ di cercare sia sul portale, sia sul web informazioni di ogni genere, ovunque si trovino e in qualsiasi momento della giornata”. Bum.

Grazie a un link su Yahoo! segnalato da alter ho beccato un interactive messaging di General Motors che pubblicizza i nuovi modelli con motore “compatibile” (non sono sicuro si dica così ;) con i carburanti eco al granoturco. La pubblicità (vedi immagine) porta a un altro advergame.[//]

Perché noi no? A Milano, città intossicata quant’altre mai, sono pochissimi gli autobus che usano carburante “bianco”. Quanto sarebbe importante diffonderne l’uso in Italia? Qualcuno sa chi ci sta lavorando qua da noi?

Però. Devo ammettere che ero scettico. E invece li presentano davvero. Samsung ha fatto un annuncio “preventivo” a gennaio, mentre BenQ Mobile comunica il “lancio” dell’EF91 (clicca sull’immagine per la foto), dichiarato come primo cellulare HDSPA, evoluzione dell’UMTS. Sarà disponibile quest’estate, giusto il tempo di chiedersi se saranno pronte le reti. Non improbabile. Stando a un documento di Qualcomm, infatti, l’High-Speed Downlink Packet Access è principalmente un upgrade software e hardware delle reti esistenti. Investimento in prospettiva facilmente ammortizzabile con l’abbattimento dei costi della banda che si può fornire agli utenti, e l’aumento degli utenti che si possono servire.

Confesso di non aver capito bene le technicalities, non banali (se qualcuno può aiutare ben gentile), ma il principio di base sembra essere quello aumentare il numero di unità di trasmissione (all’interno del canale) diminuendo l’unità di tempo. Questo porta a una serie di miglioramenti significativi. Di base migliori performance per utente, o maggior numero di utenti che si possono servire. All’atto pratico, più veloci, come si vede qua:

Anche se non è solo la velocità ad assicurare QoS per applicazioni di streaming: HSDPA dovrebbe anche, per esempio, migliorare il controllo delle informazioni “scartate” (errori di trasmissione etc), potendo ricostruirle in maniera più efficace. Insomma, carino, anche se capire esattamente come fa non è importante per capire cosa: la Mobile TV di cui stanno appunto parlando a Barcellona, o le videoconferenze:

Nello stesso tempo, però, è importante capire cosa NON fa. Per esempio, NON va a 14,4 megabit per secondo. Ecco perché:

“The HSDPA-capable UE can support the use of five, 10 and 15 multi-codes. A single user can receive up to 15 multi-codes resulting in a potential peak data rate of 10.8 Mbps. However, the maximum specified peak data rate with HSDPA is 14.4 Mbps (or 960 kbps/code) … Achieving this rate in a real system remains very unlikely as it would require an unloaded system serving a single user extremely close to the Node B” (il corsivo è mio).

Non che sia mostruosamente importante, comunque. Resta pur sempre il fatto che aumenta la banda, migliora il throughput, aumentano gli utenti che si possono servire per nodo, e diminuiscono i costi per gli operatori. Purché diminuiscano anche per noi : - ).