Un’analisi sugli andamenti delle vendite nel mercato dei cellulari scritta per l’allora Corriere delle Telecomunicazioni (oggi Corriere delle Comunicazioni) nel 2004
Il mercato dei cellulari fa passi da gigante, il gigante dei cellulari fa un passo indietro. Stupiscono i risultati negativi riportati da Nokia Mobile Phones nel primo trimestre 2004, con l’azienda finlandese che perde quote di mercato a favore di una rinvigorita Motorola e dei ruggenti concorrenti asiatici, Samsung in testa. Gli analisti concordano nel dire che la battuta d’arresto dipende da una carenza d’offerta nei telefonini di fascia media, e in particolare di modelli multimediali “a conchiglia”. Si confermano buone le attese per il totale del mercato nel 2004, con previsioni di crescita intorno al 20%. Nonostante, o forse grazie, all’incognita 3G per il mercato consumer.[//]
Nokia rimane saldamente in testa alle classifiche mondiali, con 44,7 milioni di pezzi venduti. Una cifra che rappresenta una crescita del 19% rispetto al primo trimestre del 2003, e un calo altrettanto consistente (-19,2%) rispetto ai 55,3 milioni di unità consegnate negli ultimi tre mesi dell’anno scorso. Una flessione più forte, dunque, dell’atteso effetto della stagionalità, e soprattutto superiore all’andamento del mercato complessivo che, secondo le stime Idc pubblicate nel recente report Worldwide Mobile Phone QView, registra un calo del 5,9% rispetto al Q4 2003. Rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, però, il mercato è cresciuto del 29%, con oltre 150 milioni di telefoni cellulari consegnati nel mondo. Il che porta le quote del produttore finlandese intorno al 30% (29,3% per Idc), una decrescita importante rispetto al quasi 35% riconosciutogli da Gartner alla chiusura del 2003.
Il risultato economico segna una diminuzione del 15% del fatturato della divisione Mobile Phones, che si attesta a 4,25 miliardi di euro contro i quasi cinque del primo trimestre 2003. Il fatturato netto complessivo dell’azienda è invece di 6,625 miliardi di euro, – 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La redditività è comunque buona, il che permette a Jorma Ollila, presidente e chief executive officer del produttore finlandese, di mantenere invariato l’obiettivo di una quota di mercato al 40%, nonostante si dichiari insoddisfatto dei risultati del primo trimestre. “I miglioramenti richiedono uno sforzo in più e un profondo impegno”, afferma, “rafforzando ulteriormente il nostro portafoglio”. E’ infatti dichiarata intenzione di Nokia di introdurre circa 40 nuovi prodotti nel corso dell’anno.
Con questi Nokia ritiene di recuperare posizioni, anche se le previsioni per il secondo trimestre sono di un fatturato “invariato o leggermente inferiore”. Risultato che sarà forse dovuto anche a un abbassamento dei prezzi che l’azienda ha operato recentemente. Strategia comprensibile nel breve periodo, con l’obiettivo di recuperare quote di mercato e probabilmente di smaltire le scorte dei prodotti a minor costo e meno richiesti. Meno efficace invece in una visione di più ampio respiro, poiché la domanda non sembra dipendere dal prezzo, bensì dalle funzionalità.
Rimane l’incognita 3G. Vodafone, dopo aver introdotto i primi servizi di terza generazioni dedicati al business, ha ora presentato, lo scorso 4 maggio, i primi servizi consumer definiti “Live! Enhanced with 3G”, come prima fase di un più ampio piano di adozione di questa tecnologia. Oltre a spiazzare in parte i concorrenti, anticipando di qualche mese i tempi previsti, è da notare che i terminali che l’operatore europeo conta di utilizzare sono il Samsung Z105 e il Sony Ericsson Z1010, di prossima introduzione e atteso anche in Italia come offerta di 3. Niente per Nokia, dunque, se non da parte dell’operatore tedesco T-Mobile che prevede introdurre velocemente sul mercato i cellulari 3G della casa finlandese.
Samsung è dunque un concorrente da tenere attentamente sott’occhio, avendo registrato una crescita del 23% per la divisione di telefonia, nel primo trimestre. Non ancora al top del mercato, dunque, ma un significativo risultato con oltre 20 milioni di cellulari venduti, per un valore di 4.850 miliardi di won, pari a circa 3,47 miliardi di euro. Secondo il produttore coreano particolare interesse presso il pubblico hanno riscontrato i modello “a valore aggiunto”, ovvero con schermi a colori, fotocamera e videocamera. Non solo dunque si assesta stabilmente al terzo posto del mercato mondiale, staccando decisamente Siemens che è a meno di 13 milioni di pezzi venduti e Sony Ericsson a meno di nove, ma raggiunge il 13% di market share in un settore che assicura ottimi profitti. Il gruppo coreano dichiara un risultato complessivo in crescita del 50% sul primo trimestre 2003, con vendite per 14.410 miliardi di won, pari a circa 10,32 miliardi di euro, e un utile netto di 3.140 miliardi di won, 2,25 miliardi di euro.
Buoni quindi i risultati per il produttore coreano, e non è l’unico in quella geografia, ma non abbastanza da impensierire Motorola che dopo qualche anno appannato sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo. I 25,3 milioni di telefoni consegnati nel primo trimestre dal produttore americano rappresentano una crescita del 51% sullo stesso periodo dell’anno precedente, e gli fanno raggiungere il 16,6% di market share, assicurandosi saldamente il secondo posto della classifica. Ancora meglio il risultato economico delle vendite: 4,1 miliardi di dollari, pari a 3,46 miliardi di euro, in crescita del 67%. Sono 25 i nuovi modelli annunciati per l’anno, di cui 24 con schermo a colori e 16 con fotocamera integrata.
Nel vasto bacino degli “altri”, che rappresentano complessivamente il 27% del mercato con oltre 41 milioni di pezzi venduti, spicca la crescita di LG Electronics. Gli 8,7 milioni di apparecchi venduti nel primo trimestre sono il 43% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questi, i terminali Gsm hanno venduto il 148% in più, mentre quelli Cdma, ovvero in tecnologia 3G, hanno registrato un aumento del 66% in Corea e del 29% nelle esportazioni (Nord America). Ed è proprio da questa tecnologia che la casa coreana si aspetta i migliori risultati in futuro, soprattutto grazie all’accordo firmato con Hutchison Whampoa per tre milioni di terminali da consegnare durante l’anno sulle reti dei suoi operatori Umts, come l’italiana 3.