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marco-zamperini-funkysurfer-funkyprof-alberto-dottavi copiaNetwork News – Oggigiorno, gli operatori di telefonia mobile offrono l’e-mail. Chi si occupa di reti aziendali, invece, la voce. Un paradosso solo apparente. L’industria delle telecomunicazioni e quella dell’Information Technology hanno ormai oltrepassato il punto di “convergenza”, e stanno semplicemente rinnovando e ampliando la loro offerta. Al centro di tutto, questa volta, i contenuti: informazioni, immagini e video, a volte anche giochi. Ma anche se sembra “semplice” intrattenimento, non si tratta altro che di applicazioni, e come tali presentano, come sempre, vecchi problemi per nuove soluzioni – o viceversa.

Abbiamo discusso delle prospettive della nuova “elaborazione mobile” con Marco Zamperini, direttore Ricerca & Sviluppo degli Etnoteam Labs, la struttura che all’interno di Etnoteam si occupa di mettere alla prova e consolidare le nuove tecnologie hardware e software.

La riflessione è partita dalle possibilità offerte dai dispositivi mobili, che Zamperini sfodera con un sorriso sornione da prestigiatore: mentre controlla la mail sul portatile e la Intranet dal desktop, sul palmare GPRS consulta informazioni che una sua applicazione gli invia in modalità “push”, cioè aggiornandosi automaticamente senza la necessità di perder tempo in ricerche. Ma è il video riprodotto dal telefonino che gli dà maggior motivo d’orgoglio. Esperimenti ed esempi utili per cercare di capire cosa si potrà fare in un futuro piuttosto vicino, mentre si completa l’evoluzione delle reti e si iniziano a rendere sempre più “mobili” le applicazioni aziendali.

Alla domanda su quali siano dunque le prospettive e i futuri utilizzi di Mobility e Wireless, però, Zamperini si fa serio e dà una risposta da “duro” informatico. Non è la telefonia cellulare ad aver reso possibile la mobilità, bensì la diffusione di Internet, in tutte le sue forme. È la disponibilità distribuita di “accesso a delle risorse in rete”, che permette di virtualizzare l’ufficio quando si è in viaggio, o di estendere le applicazioni esistenti, o di immaginarne di nuove. Viene da aggiungere che, in effetti, il resto è infrastruttura: cavi, Wi-Fi, reti GPRS, EDGE o 3G. Tutte molto diverse tra loro, con difficoltà tecniche da affrontare e superare, ma, in un certo senso, ininfluenti se non per la loro capacità di abilitare certe applicazioni piuttosto che altre.

È quindi da questo punto di vista che si fanno evolvere in mobilità le applicazioni d’oggi, e che si scelgono i sistemi di sviluppo. Gli Etnoteam Labs, pur lavorando molto anche su Linux e collaborando con la comunità open source, hanno scelto in maniera piuttosto netta Visual Studio .NET di Microsoft, che permette una facile collaborazione tra Pocket PC e Windows Mobile 2003 per cellulari: “è [una piattaforma] supportata, funziona, è veloce, e il porting delle applicazioni [da palmare a cellulare] è rapido”, e cita il caso di Wireless Arena, una applicazione da loro sviluppata nel 2000 su base Windows CE per reti Wi-Fi, portata su un cellulare con Windows Mobile 2003 e rete GPRS .

Ma è vero le reti mobili non sono importanti? Certo che no. Ciò che la telefonia mobile ha realizzato è la reperibilità, tramite la virtualizzazione del numero di telefono. “Oggi non chiamo più un luogo [la casa o l’ufficio], ma una persona”. Incrociando questi due momenti si giunge quindi a un altro fronte di sviluppo: Internet in movimento. Ovvero la copertura di ciò che oggi è ancora un momento di “buio”, cioè di mancato collegamento alla rete. In quest’ottica si capiscono dunque meglio le attuali iniziative per portare Internet sui trasporti: treni, autobus e aerei in primis.

In altri termini, ogni contesto e ogni necessità può avere una sua risposta. I telefoni di oggi, o meglio gli Smartphone, sono minuscoli computer, con capacità di calcolo comparabile a un Pentium II. Sono oggetti complementari ad altri di più comune utilizzo, quali palmari, tablet e notebook, e integrabili nell’architettura. La scelta, come sempre, dipende da criteri e casi d’uso e applicativi. Per esempio applicazioni di Sales Force o Field Automation, con importanti esigenze di gestione dati, potranno più facilmente preferire il tablet pc. Mentre i palmari, oggi in grado di sostituire il notebook per applicazioni più “leggere”, soddisfano meglio le esigenze di mobilità.

In sintesi, dunque, gli Etnoteam Labs vedono cellulari e palmari come piattaforme di elaborazione mobile, piccoli computer che iniziano ad avere una interessante capacità elaborativa. L’approccio tipico di chi da vent’anni crea e integra sistemi e applicazioni in aziende dalle più varie dimensioni. Il futuro, dunque, non è forse così diverso da oggi.