Comunicare non basta mai
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Spesso qualche collega / amico di lavoro, subissato da mail, riunioni telefonate di lavoro, mi chiede che senso abbiano strumenti come Twitter o Facebook: “Un altro strumento di comunicazione? Ma sono già fin troppi!”. Capita che a guardar le cose da vicino si perda la prospettiva. Di comunicare – parlare, chiacchierare, cazzeggiare – c’è sempre bisogno. L’ha dimostrato magistralmente Giovanni Fontana: qui la sua storia.
(via Antonio)


Bravo, Alberto, sono d’accordo è proprio così. Cito l’assioma di Paul Watzlawick; “Non si può non comunicare.”
Spiega Watzlawick: “[…]C’è una proprietà del comportamento che difficilmente potrebbe essere più fondamentale e proprio perché troppo ovvia viene spesso trascurata: il comportamento non ha il suo opposto. In altre parole non esiste qualcosa che sia “non comportamento” o, per dirla ancora più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento. Ora se si accetta che l’intero comportamento in una situazione di interazione (tra persone, esseri viventi, ecc…) ha valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non comunicare”.
Invece dopo aver letto il post di Giovanni (divertente), non sono d’accordo con la conclusione della sua ultima conversazione in piazza. Ha detto che la gelosia è una insensatezza. Altroché! Non dico di più…
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