Come Twitter e i Designer Salveranno i Giornali Online

dottavi —  28 July 2009 — 3 Comments

Ieri mattina Mantellini ha dedicato i suoi Contrappunti al tema delle news a pagamento. Più o meno dice che le news in Rete hanno una loro specificità di comportamento, e sono “Un bene fortemente deperibile”. Discutibile per un argomento essenziale – i contenuti in Rete non muoiono mai, passano dall’attualità alla storia – però segna un punto: le notizie per loro natura fluiscono, sono uno stream. Proprio come quello di Twitter o Facebook, aggiungo io. Così la tempestività e l’ubiquità della Rete offrono ai giornali uno spiraglio per prendersi una rivincita sulla TV e su Google: è la prospettiva del Real Time Web. E’ già in Wikipedia (ma vedi anche).

Quest’idea mi si è collegata con una conclusione apparentemente opposta di un post dell’altro giorno di Marco Formento. Parla del “Costrutto complesso” di un giornale di carta, di come debba essere ripensato del tutto, e termina dicendo che è necessario “Vestire da giornali i notiziari online”. Un’esigenza di aspetto grafico? Anche, ma credo molto di più. Allego a questo proposito il seguente video (via Alberto Mucignat) del designer Jacek Utko, che racconta come abbia risollevato il business dei giornali per cui ha lavorato tramite redesign. Che non è solo grafica ma parte dalla strategia, attraversa i processi e arriva alla riprogettazione, soprattutto, dell’esperienza.

Flusso, design e Web. Su quest’ultimo ha scommesso Tina Brown, già editor of di Vanity Fair e The New Yorker e ora editor-in-chief di The Daily Beast, un super-blog stile Huffington Post, che in questa intervista (trovato sulla pagina Facebook di Venice Sessions) afferma: “I’d always seen myself as a magazine journalist. But having done the Daily Beast I can see the excitement and the opportunity that there is in online. There’s an enormous amount of energy on the web”. E’ vero, sono in perdita. Ma contano di guadagnare presto, perché la pubblicità arriverà. E forse, per altri settori editoriali, arriveranno anche altre forme di contribuzione, come dice Fred Wilson.

Insomma, inutile continuare a pensare a un futuro dei giornali basato sulle restrizioni del presente. Più importante capire e progettare come devono diventare, e poi trovare il modo di realizzarli. Come dico da un po': se si vuole innovare, il minimo è fare in modo che il futuro sia diverso dal presente.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
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  1. [...] per chi non sa dove andare]. Ormai è adeguatamente definito il futuro del giornalismo e delle notizie, è adesso necessario lavorare sul modello sostenibile di business delle [...]

  2. [...] Twitter ed i giornali, da Infoservi. Share and Enjoy: [...]

  3. [...] La pagina dell’articolo, incastonata sotto un header imponente che uniforma tutto il giornale, a prima vista offre un impatto da web magazine internazionale – ed era ora, accidenti. Sarà forse la nuova palette nero – rossa, o una griglia che, per quel poco che è stato mostrato, sembra pulita ed efficace. Uniformità: forse questo il primo miglioramento sensibile, visto che il Sole.com di oggi è un’accozzaglia di sezioni diverse per esperienza di navigazione, in cui regolarmente ti perdi, fatichi a trovare quel che cerchi e alla fine ti stufi e te ne vai. Vedremo quando sarà online la nuova edizione se questa promessa è stata mantenuta, cioè se il design non è solo grafico ma anche di ottimizzazione, appunto, dell’uso – cioè il design come ripensamento strategico e non solo questione estetica, ricordate Jacek Utko? [...]